Le Stimmate di Padre Pio: Fenomeno Mistico e Indagini Storico-Scientifiche

La figura di San Pio da Pietrelcina (1887-1968), religioso dei francescani cappuccini, è una delle più conosciute e amate, esaltata dal pubblico dei devoti soprattutto per l'aspetto miracolistico. Tuttavia, l'aspetto più sconcertante e significativo della sua esistenza terrena è costituito dalle stimmate, ferite che richiamavano quelle di Cristo crocifisso.

Le Prime Stimmate: Piana Romana (1910)

Il 114° anniversario delle prime stimmate di Padre Pio riporta alla mente uno dei fenomeni mistici più caratteristici della figura del Santo di Pietrelcina. Questo evento ebbe inizio nella piccola contrada di Piana Romana il 7 settembre 1910. Mentre Padre Pio era assorto in preghiera sotto un albero di olmo, improvvisamente si ritrovò le mani e i piedi piagati e sanguinanti. Questo fenomeno fu difficile da comprendere per il giovane frate, diventato sacerdote da poco meno di un mese.

Padre Pio cercò di tenere nascosto l'accaduto, confidandosi inizialmente solo con il suo parroco Don Salvatore. Solo un anno dopo ne parlò ai suoi direttori spirituali. La situazione era complessa anche con i suoi compaesani, che vedevano in quelle ferite una possibile malattia contagiosa. A causa di ciò, Padre Pio chiese e ottenne dal Signore che quelle ferite, che ricordavano i chiodi della crocifissione, scomparissero alla vista. Il dolore, tuttavia, non cessò, anzi si acuiva soprattutto di venerdì, giorno della Passione di nostro Signore Gesù Cristo.

Padre Pio giovane in preghiera sotto un olmo a Piana Romana

Le Stimmate Permanenti: San Giovanni Rotondo (1918)

Le stimmate più note, quelle permanenti, apparvero sul suo corpo la mattina del 20 settembre 1918, mentre pregava in chiesa, davanti a un grande crocifisso. Aveva 31 anni. Le ferite richiamavano quelle di Cristo crocifisso: i fori dei chiodi sulle mani e sui piedi e lo squarcio provocato dalla lancia del centurione al costato. Queste ferite vive e sanguinanti rimasero tali fino alla morte di Padre Pio, per cinquant'anni, suscitando stupore, ammirazione, ma anche discussioni, diatribe, dubbi e gravissimi interventi disciplinari da parte delle autorità ecclesiastiche.

Padre Pio stesso, nella sua lettera a Padre Benedetto da San Marco in Lamis del 22 ottobre 1918 (una precisa richiesta del ministro provinciale), descrisse l'evento. Tutto si svolse tra le 9 e le 10 di quel venerdì, il convento più deserto del solito. Padre Pio era solo in coro a pregare dopo la Santa Messa quando ricevette le stimmate. Inizialmente non raccontò nulla a nessuno, neanche al suo superiore o ai suoi direttori spirituali.

Le Prime Testimonianze e la Diffusione della Notizia

La prima persona a vedere le mani trafitte di Padre Pio lo stesso giorno fu Filomena Ventrella. Sua sorella Vittorina nelle sue memorie raccontò: "Il 20 settembre 1918 mia sorella Filomena si recò al convento e fu la prima ad accorgersi che il Padre aveva ricevuto le stimmate, perché scorse nelle di Lui mani i segni rossi simili a quelli che vediamo nelle statue del Cuore di Gesù. Venne a casa a darci la lieta notizia."

Il giorno dopo, il 21 settembre 1918, Nina Campanile si accorse delle stimmate. Nel suo diario scrisse: "il 18 ero stata al convento, avevo parlato col Padre, gli avevo baciato la mano, appena arrivata e nel licenziarmi, ma nessun segno vi era sulle sue mani. Vi ritornai il 21 settembre 1918, sabato al pomeriggio. Forse il Padre mi attendeva, perché appena mi vide, mi rivolse un dolce rimprovero: 'Sei assente da tre giorni, ed io aspettavo una Maria, che venisse a portarmi una parola di conforto!'" Consegnando l'offerta per la Messa, vide sul dorso della mano destra del Padre, al centro, una stimmata. Le sembrò una scottatura. Cercando di baciare la mano proprio sulla stimmata, Padre Pio, addolorato, esclamò: "Se sapessi che umiliazione mi dai!"

Padre Pio era convinto che le piaghe sarebbero scomparse in breve tempo, in seguito alle sue preghiere. Il superiore del convento, Padre Paolino da Casacalenda, non si accorse di nulla per una settimana. Il guardiano lo venne a sapere dopo diversi giorni, quando Nina Campanile gli disse: "Padre Paolino, sa che Padre Pio ha ricevuto le stigmate?". Egli inizialmente reagì con incredulità, ma poi verificò di persona. Il giorno stesso scrisse una lettera al Padre Provinciale, Padre Benedetto, informandolo dell'accaduto.

Appena si diffuse la notizia dell'evento, al conventino di San Giovanni Rotondo, situato in una zona impervia sul Gargano, cominciarono ad arrivare folle di persone. Fin dall'inizio si verificarono fatti prodigiosi, guarigioni e conversioni.

Foto storica del convento di San Giovanni Rotondo

28 luglio 1916 Padre Pio a San Giovanni Rotondo

Le Reazioni della Chiesa e le Indagini

La notizia delle stimmate di Padre Pio e dei fenomeni che lo circondavano generò non solo devozione, ma anche sospetti e accuse. Già nel giugno 1919, il Prefetto della Capitanata di Foggia suggerì "una inchiesta dei pretesi miracoli e della salute del frate... al più presto possibile", e una "minuta ed esauriente visita medica".

Le autorità ecclesiastiche erano perplesse. Alcuni dicevano che Padre Pio si procurasse le stimmate con l'acido fenico. Questi "delatori" trovarono un alleato nel vescovo di Manfredonia, da cui dipendeva San Giovanni Rotondo, che inviava lettere negative ai suoi amici potenti in Vaticano. Nonostante ciò, un paio di cardinali che avevano visitato San Giovanni Rotondo parlavano molto bene di Padre Pio.

L'Approccio di Papa Benedetto XV

Il Papa Benedetto XV tenne una linea di condotta molto prudente e saggia. Per avere idee chiare sulla questione, inviò segretamente vari suoi osservatori qualificati:

  • Tre arcivescovi: Monsignor Anselmo Edoardo Kenealy, Monsignor Bonaventura Cerretti e Monsignor Antonio Zucchetti.
  • Specialisti in teologia mistica: Padre Antonio da Tisson, Padre Luisi Besi.
  • Il proprio medico personale: Professor Giuseppe Bastianelli.

Tutti tornarono entusiasti, e il Papa si convinse che le stimmate di Padre Pio fossero veramente un segno del cielo, esprimendo spesso la sua convinzione: "Oh sì, il Padre Pio è veramente un uomo di Dio." A un consulente del Sant'Ufficio che esprimeva riserve, rispose: "A me consta che Padre Pio conduca anime al Signore."

Il "Caso Padre Pio" e le Condanne del Sant'Ufficio

Benedetto XV morì il 22 gennaio 1922. Subito dopo, i "nemici" di Padre Pio si scatenarono, convinti che il religioso fosse guidato da Satana e temendo che potesse creare un grande danno ai fedeli. Nacque così il "caso Padre Pio", una divisione tra credenti e non credenti, una "trappola diabolica" che per decenni turbò il popolo cristiano, il clero e i vertici della Chiesa.

Il primo documento ufficiale di condanna da parte del Sant'Ufficio, datato 2 giugno 1922, era una lunga lettera al Superiore generale dei Frati Cappuccini con disposizioni disciplinari severissime. Il Sant'Ufficio proibiva a Padre Pio di:

  • Dare la benedizione alla gente.
  • Mostrare le stimmate.
  • Permettere ai devoti di baciare la sua mano.
  • Avere rapporti scritti con il proprio direttore spirituale.
  • Rispondere alle lettere che riceveva.
  • Prepararsi per il trasferimento in un altro convento, lontano da San Giovanni Rotondo.

Un anno dopo, il 31 maggio 1923, il Supremo Tribunale della Chiesa emanò una "sentenza ufficiale e definitiva", una condanna precisa che dichiarava: "Dopo un'inchiesta sui fatti attribuiti a Padre Pio, la Suprema Sacra Congregazione del Santo Uffizio preposta alla tutela della fede e dei costumi, dichiara non constare della soprannaturalità di quei fatti ed esorta i fedeli a conformarsi nel loro modo di agire a questa dichiarazione." Ciò implicava che guarigioni, conversioni e stimmate non avevano nulla a che vedere con il soprannaturale, suggerendo che fosse tutto falso. Questa sentenza fu pubblicata in tutti gli organi di stampa legati al Vaticano e ripresa dalla stampa laica.

Nel 1931, Padre Pio venne persino "incarcerato" all'interno del convento, con un decreto che gli toglieva tutte le facoltà del Ministero Sacerdotale, eccettuata solo la possibilità di celebrare la messa in privato, all'interno del convento.

Il Cambiamento sotto Pio XII e Nuove Inchieste

Nel 1939, con l'elezione a Papa di Eugenio Pacelli (Pio XII), la situazione mutò radicalmente. Una sorella del Papa, Elisabetta, aveva una figlia, Elena, divenuta completamente sorda all'età di cinque anni. Dopo aver provato invano con i medici più celebri e anche a Lourdes, la portò da Padre Pio. Elisabetta Pacelli e sua figlia Elena divennero "figlie spirituali" di Padre Pio e lo visitavano spesso. Nonostante ciò, nessuna delle condanne precedenti venne ritrattata.

Dopo la morte di Pio XII, i "nemici" del religioso tornarono all'attacco, arrivando persino a nascondere microfoni nella camera e nel confessionale del frate. Inventarono documenti che spaventarono persino Papa Giovanni XXIII, il quale, nel 1960, ordinò una nuova umiliante inchiesta, seguita da nuove condanne.

Cronologia degli eventi e delle indagini su Padre Pio

La Scomparsa delle Stimmate e il Mistero Scientifico

Negli ultimi giorni della sua esistenza terrena, le stimmate cominciarono a scomparire. Le immagini scattate nel corso della sua ultima messa, celebrata il giorno prima della morte (22 settembre 1968), mostrano che le sue mani erano completamente prive dei segni di quelle ferite. Le stimmate erano scomparse.

Questo fatto impressionò molto. I "nemici" di Padre Pio lo interpretarono come "la prova scientifica che era tutto un imbroglio". Tuttavia, i confratelli e amici del religioso provvidero a fotografare, far visitare e valutare da medici quanto accaduto. Si presentò un nuovo grande problema: quelle piaghe erano scomparse senza lasciare alcun segno di cicatrizzazione. "Questo," affermarono i medici, "è un nuovo grande mistero scientificamente inspiegabile."

L'Analisi Scientifica Post-Mortem

Le stimmate di Padre Pio hanno continuato ad essere oggetto di discussioni anche dopo la sua morte e la sua canonizzazione. Biografi di grande fama, dichiaratamente atei, continuano a rispolverare le vecchie accuse, sostenendo che Padre Pio si procurasse le stimmate con l'acido fenico.

Nel settembre 2009, i Frati di San Giovanni Rotondo hanno organizzato un importante convegno di tre giorni sulle stimmate di Padre Pio, al quale hanno partecipato medici, teologi e storici. La parte scientifica fu affidata al professor Ezio Fulcheri, luminare di fama internazionale, docente di anatomia patologica all'università di Genova e di paleopatologia all'università di Torino. Fulcheri, dopo aver esaminato tutti i documenti possibili (materiale fotografico, radiografie, relazioni di colleghi che visitarono Padre Pio), dichiarò: "Le stimmate di Padre Pio sono scientificamente inspiegabili."

Egli spiegò che "ogni ferita, ogni lacerazione cutanea, sia superficiale che profonda va necessariamente incontro a processi evolutivi. Non può rimanere così come si presenta al momento del fatto traumatico. O guarisce subito, o guarisce con difficoltà e con conseguenze tanto più gravi quanto più lungo è il decorso. E, se si arriva a una guarigione, essa è comunque sempre caratterizzata da evidenti fenomeni di cicatrizzazione. Non può sparire senza lasciare alcuna traccia." E aggiunse: "noi sappiamo, perché ci sono le fotografie e le testimonianze mediche, che sulle mani, sui piedi e sul costato di Padre Pio morto non c'erano né cicatrici, né cheloidi, cioè quelle neoformazioni connettivali della cute tipiche di una ferita guarita, né altri segni del genere."

Diagramma della scomparsa delle stimmate senza cicatrici

La Testimonianza del Dr. Pietro Gerardo Violi

Il Dr. Pietro Gerardo Violi, responsabile del Centro di microcitemia e thalassemia presso l'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza e direttore del processo di canonizzazione di Padre Pio, ha indagato sulle stimmate sia come uomo di fede sia come scienziato. Egli ha affermato di essersi imbattuto in qualcosa di straordinario, ponendosi domande a cui la medicina e la scienza non riescono a dare risposte plausibili, sottolineando come fede e scienza possano completarsi, specialmente "là dove non arriva la scienza, subentra la fede".

Violi ha descritto le caratteristiche inspiegabili delle stimmate:

  • Dalla loro comparsa (20 settembre 1918) fino alla morte (per 50 anni), non si sono mai alterate, rimanendo sempre uguali per grandezza, forma e vivacità.
  • Non si sono mai infettate, nonostante l'assenza di antibiotici per la maggior parte del periodo (la penicillina fu disponibile in Italia solo nel 1948).
  • Padre Pio, pur camminando sulle piaghe e svolgendo le comuni attività quotidiane, non ha mai mostrato deficit di funzionalità (es. delle dita), il che sarebbe inevitabile se si fosse procurato quelle ferite, data la complessa anatomia di mani e piedi.
  • Sono scomparse completamente al momento della morte, senza lasciare alcun segno di sé, né cicatrici né cheloidi, un fenomeno scientificamente inspiegabile.

Anche sotto il profilo psichico, l'ipotesi di stimmate frutto di autosuggestione fu scartata. Il professor Bignami, incaricato dal Sant'Uffizio di verificare la credibilità di Padre Pio, disse che era un uomo perfettamente equilibrato, e sottolineò nella sua relazione come, pur nutrendosi poco, riuscisse a confessare per 16-17 ore consecutive.

Il Ruolo di Padre Agostino Gemelli e la Controverse Visita

La letteratura biografica su Padre Pio attribuisce un ruolo determinante a Padre Agostino Gemelli OFM nelle lunghe indagini del Sant'Ufficio. Egli è spesso accusato di menzogna per aver affermato di aver visitato le stimmate, mentre i testimoni presenti all'incontro del 19 aprile 1920 lo hanno negato.

Vita e Formazione di Padre Agostino Gemelli

Nato a Milano il 18 gennaio 1878 come Edoardo Gemelli, fu protagonista di una clamorosa conversione dal positivismo e dall'agnosticismo della sua famiglia. Laureato in Medicina e allievo di Camillo Golgi, divenne frate francescano e sacerdote nel 1908. Fondò la "Rivista di filosofia neo-scolastica" nel 1908 e "Vita e Pensiero" nel 1914. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come medico e sacerdote, fondando un laboratorio psicofisiologico. Nel 1919, la sua collaborazione con Ludovico Necchi, Armida Barelli e altri portò alla costituzione dell'Istituto Giuseppe Toniolo e alla nascita dell'Università Cattolica di Milano, inaugurata il 7 dicembre 1921.

L'Incontro con Padre Pio e le "Informazioni" al Sant'Ufficio

Il coinvolgimento di Padre Agostino Gemelli nelle indagini sulle stimmate si inserisce nel primo discernimento dell'Autorità ecclesiastica, in un momento in cui la Santa Sede faticava ad avere un'idea precisa a causa di notizie contrapposte. Gemelli accettò di andare a San Giovanni Rotondo su invito del vescovo di Foggia, Mons. Salvatore Bella, probabilmente d'accordo con Mons. Carlo Perosi, assessore del Sant'Ufficio.

I fatti riguardanti la sua visita sono controversi. Padre Luigi D'Avellino affermò categoricamente: "IL PADRE GEMELLI, come medico, MAI HA VISITATO IL PADRE PIO." Armida Barelli, presente il 18 aprile 1920, cercò di preparare l'incontro per la visita delle stimmate, ma l'ispezione fu negata dal Provinciale per mancanza di autorizzazione scritta. A Padre Gemelli fu permesso solo di incontrare brevemente Padre Pio il mattino seguente, 19 aprile, in sacrestia, prima della Messa. I testimoni negarono che Gemelli avesse potuto esaminare le piaghe.

Eppure, nello stesso giorno, Padre Gemelli scrisse un'”Informazione”, datata 19 aprile 1920, a Mons. Carlo Perosi, assessore del Sant'Ufficio. In questo testo, che ha i caratteri di un'informazione personale e non di una relazione ufficiale, egli affermò di essersi recato a San Giovanni Rotondo per vedere Padre Pio e di averlo sottoposto, "con innocente artificio", a un interrogatorio psichiatrico "senza che egli se ne avvedesse". Le sue conclusioni furono: "non vi sono i segni di quelle malattie mentali a contenuto religioso... ma P. Pio non presenta nemmanco nessuno degli elementi caratteristici della vita mistica. Sembra piuttosto un uomo a ristretto campo della coscienza, abbassamento della tensione psichica, ideazione monotona, abulia."

La datazione di questa "Informazione" al 19 aprile 1920, lo stesso giorno del breve incontro, ma con una descrizione nettamente diversa e una presunta visita "in incognito", ha alimentato la tradizione delle sue false affermazioni. Una seconda "Informazione" di Padre Gemelli, datata 2 luglio 1920, conteneva solo indicazioni di metodo per studiare scientificamente il caso.

Il "Ragionevole Dubbio" di una Doppia Visita

Il dibattito sulla veridicità delle affermazioni di Padre Gemelli è perdurato. A distanza di 30 anni dall'evento, in una lettera al Martindale del 20 giugno 1952, Gemelli scrisse: "Io ho esaminato accuratamente il P. Pio e anche le sue stimmate; durante l'esame delle stimmate era presente il suo Provinciale (...)." E aggiunse: "Non ho mai, in nessuna occasione, scritto intorno a P. Pio: e ne è evidente la ragione; non ne ho parlato mai con alcuno: non ho mai ad alcun uomo manifestato la mia opinione intorno a P. Pio. Io ne ho parlato solo con gli Ufficiali del S. Ufficio."

Solo Padre Gerardo Saldutto sostiene che non una ma due volte Padre Gemelli avrebbe visitato Padre Pio. Questa ipotesi suggerisce che una prima visita, non ufficiale e forse in incognito, avrebbe permesso a Gemelli di esaminare le stimmate, mentre la seconda, ufficiale (18-19 aprile 1920), sarebbe servita a completare e ufficializzare le conoscenze già acquisite. Tale spiegazione potrebbe chiarire perché Gemelli inviò un'informazione dettagliata subito dopo la visita ufficiale, sebbene infruttuosa per l'ispezione delle stimmate, utilizzando elementi acquisiti nella visita precedente.

Un documento venuto alla luce successivamente getta nuova luce sugli eventi. Nelle sue "Osservazioni" in risposta a uno scritto del dottor Festa, Padre Gemelli dichiarò: "Nel 1919, essendo di passaggio, per ra..." suggerendo una visita precedente.

Padre Agostino Gemelli in un ritratto storico

Biografia di Padre Pio e il Suo Messaggio

Le Tappe Fondamentali

Francesco Forgione, conosciuto come Padre Pio da Pietrelcina, nacque a Pietrelcina il 25 maggio 1887 e fu battezzato il giorno successivo nella chiesa di Sant'Anna. A sedici anni, il 22 gennaio 1903, entrò in convento e prese il nome di fra Pio da Pietrelcina. Diventò sacerdote il 10 agosto 1910 nella Cattedrale di Benevento. Nel 1916 fu trasferito a San Giovanni Rotondo, dove iniziò la sua straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale.

Il 20 settembre 1918 ricevette le stimmate della Passione di Cristo, che rimasero aperte, dolorose e sanguinanti per cinquant'anni. Sopportò incomprensioni, calunnie e infamanti ispezioni canoniche, dichiarandosi "figlio dell'obbedienza". Fu persino sospeso a divinis e solo dopo diversi anni fu prosciolto dalle accuse calunniose e reintegrato nel suo ministero sacerdotale. Morì il 23 settembre 1968, a 81 anni. Dichiarato venerabile nel 1997 e beatificato nel 1999, fu canonizzato nel 2002 da Giovanni Paolo II.

L'Eredità Spirituale

Il Dr. Pietro Gerardo Violi riassume l'attualità del Santo di Pietrelcina affermando che il messaggio di Padre Pio è il fulcro del Vangelo: l'amore. Nei suoi scritti e lettere, si parla incessantemente di amore verso Dio e verso il prossimo. Padre Pio è stato la personificazione del Vangelo, mettendolo in pratica. La sua eredità, le tante opere che ha lasciato, come la Casa Sollievo della Sofferenza, i centri per anziani, disabili e non vedenti, sono il frutto di questo amore. Il suo testamento spirituale, alla fine della sua vita, fu: "Amate la Madonna e fatela amare. Recitate sempre il Rosario". "Io mi brucio di questo amore, mi brucio ma non mi consumo", è questo il suo messaggio, un mistero di sofferenza e di intimo legame con Dio che continua a ispirare milioni di persone.

28 luglio 1916 Padre Pio a San Giovanni Rotondo

tags: #data #stigmati #padre #pio