Il Santuario dei Santi Tiburzio e Susanna: storia, leggende e itinerari sul Monte Avena

Il Santuario dei Santi Tiburzio e Susanna, situato a 929 metri di altitudine sulle pendici del Monte Avena, rappresenta uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di tradizione del territorio feltrino. Questo edificio, che domina la conca sottostante, è un piccolo gioiello architettonico aggrappato a uno sperone roccioso, intriso di devozione popolare e memorie storiche.

Veduta panoramica del Santuario dei Santi Tiburzio e Susanna incastonato nel paesaggio del Monte Avena

Origini e valenza storica del sito

L’edificio fu eretto tra il XV e il XVI secolo da un eremita sui resti di un’antica torre di avvistamento. Il luogo, infatti, era sfruttato strategicamente già in epoca romana e per tutto il Medioevo; si ipotizza che l’insediamento rientrasse nel sistema difensivo come postazione di vedetta, in collegamento visuale con il castello di Feltre e il santuario di San Vittore. La struttura attuale è frutto di vari lavori di ristrutturazione, tra cui l'aggiunta, nel 1863, del caratteristico pronao sorretto da quattro colonne doriche.

Leggende e devozione popolare

Il santuario è protagonista di numerose tradizioni orali. La leggenda narra che, durante la costruzione, il Demonio cercò di distruggere l'opera scagliando un grosso macigno contro l'edificio. L'eremita invocò Santa Susanna, riuscendo a fermare la pietra che si conficcò a terra formando il cosiddetto Sass del Diaol: una vasca naturale in cui l'acqua piovana, secondo la credenza, acquisiva proprietà miracolose.

  • La protezione dalla “toss pagana”: I fedeli salivano al santuario per chiedere la guarigione dalla pertosse e protezione per le neomamme e i neonati.
  • La ricorrenza: Ancora oggi, ogni 11 agosto, i pellegrini affrontano il sentiero per celebrare la festa del santuario.
Schema illustrativo della leggenda del Sass del Diaol e del sentiero devozionale

Itinerario escursionistico: il Sentiero dei Capitelli

L'ascesa alla chiesetta è costellata da diversi segni di devozione, come le edicole sacre edificate nell'Ottocento per fungere da segnali ai crocevia. L'itinerario, incluso nel progetto del Parco delle “Chiesette pedemontane”, è un'esperienza immersiva tra storia e natura.

Dettagli del percorso

  1. Partenza: Dal campo sportivo di Facen, si imbocca la ripida Via Anconetta seguendo le indicazioni per il “Troi dei Capitei”.
  2. Il Sass del Diaol: Presso un bivio, si incontra il masso di porfido con croci incise, antichi segnavia per i pellegrini.
  3. Le stazioni: Si superano vari capitelli raffiguranti la Madonna col Bambino e santi, immergendosi in un bosco di carpini bianchi e faggi.
  4. L'arrivo: Dopo un tratto più ripido, si raggiunge la chiesetta, che offre una vista dominante sulla valle.

Il ritorno può essere effettuato tramite il suggestivo “sentiero delle musse”, un tempo utilizzato per il trasporto a valle di legna e fieno, che conduce nuovamente verso la frazione di Facen.

Note naturalistiche e consigli pratici

Il versante meridionale del Monte Avena presenta una flora tipica delle zone aride e soleggiate, come il larice e il ginepro. Il tardo autunno e l'inverno sono periodi ideali per questa escursione: la nebbia del fondovalle spesso regala lo spettacolo di cime che emergono come isole in un mare di nuvole.

Parametro Dettaglio
Altitudine Santuario 929 m s.l.m.
Punto di partenza Campo sportivo di Facen (Pedavena)
Interesse principale Santuario SS. Tiburzio e Susanna, Sass del Diaol
Difficoltà Media (tratti ripidi e fondo sconnesso)

Per chi desidera una soluzione più rapida, esiste un sentiero semplificato che permette di raggiungere il santuario in circa 20-25 minuti partendo dal parcheggio sterrato situato lungo la strada che sale al Col Melon. Si consiglia, al termine dell'escursione, una sosta alla storica Birreria Pedavena per degustare una birra locale.

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