La città di Canicattì, un comune situato nella provincia di Agrigento, in Sicilia, si anima ogni anno per celebrare un evento di profonda devozione: la Festa di Lu tri di maju. Questa ricorrenza commemora, secondo la tradizione, il ritrovamento della Santa Croce avvenuto intorno all’anno 325 ad opera di Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino. Per i canicattinesi, in particolare per gli abitanti del quartiere di Borgalino, si tratta di una celebrazione di grande importanza, per la quale in molti si adoperano per garantirne il successo.
Sino agli anni Settanta, gli emigrati erano soliti prendere le ferie in questo periodo per fare ritorno al paese e partecipare alla manifestazione, riaffermando così le loro origini brualinare. L'intera comunità è coinvolta in un clima di fervore che unisce storia, fede e tradizione.

Il Crocifisso Ligneo e la sua Collocazione
Al centro delle celebrazioni vi è il Crocifisso ligneo, solitamente custodito nella Chiesa dello Spirito Santo a Borgalino. In un evento di particolare significato, il 29 aprile 2026, il Crocifisso della Chiesa di Santo Spirito, attualmente chiusa per lavori di restauro, ha fatto il suo ingresso nella Chiesa Madre della città. Questo trasferimento assume un significato intenso, inserendosi nel clima spirituale della tradizionale Festa di Lu tri di maju. La presenza del Crocifisso in un nuovo contesto rappresenta un segno di continuità e rinnovamento della fede popolare, offrendo ai fedeli la possibilità di visitarlo per tutta la durata delle celebrazioni.

Le Cerimonie Preliminari e la Processione
Le celebrazioni della festa coinvolgono anche la statua della Madonna, che risiede stabilmente nella chiesa di San Francesco. Dopo la processione della Domenica in Albis, la statua viene portata nella chiesa dello Spirito Santo, dove si trova il Crocifisso ligneo che sarà poi condotto in processione. Durante la permanenza della Madonna a Borgalino, i fedeli di San Francesco, non rassegnandosi all'assenza della loro statua, ogni mattina alle sei si recano allo Spirito Santo, con lo stendardo in testa e tra canti e preghiere, per assistere alla Messa dello Stellario.
I brualinara, felici della presenza della Madonna, animano le varie funzioni con grande entusiasmo. La chiesa viene addobbata con drappi bordeaux e gli altari traboccano di fiori, mentre il suono delle campane invita tutti a raccolta. Sino a non molti anni fa, nei tre giorni precedenti la festa si svolgeva un’importante fiera del bestiame, e nelle stradine attorno alla piazza di Borgalino si installavano diverse bancarelle di dolciumi, tra cui la cubbaita (un dolce di derivazione araba a base di mandorle, pistacchi e miele).
Canicattì. Fervono i preparativi per lu Tri Di Maju
Il Giorno della Festa: Il 3 Maggio
Ancora oggi, il 3 maggio, la città si sveglia con lo sparo dei mortaretti e la banda musicale attraversa le vie principali. Verso le dieci del mattino, un’imponente sfilata di cavalli, muli e asini, nota come "rietina", carichi di grano offerto al Crocifisso, parte dalla chiesa per fare il giro della Via dei Santi. I giovani del paese, vestiti a festa, cavalcano orgogliosi, mostrando, oltre alle bisacce colme di frumento, anche lunghi ceri a cui sono attaccate le banconote affidate da amici e parenti, da offrire al Crocifisso per "saldare" una qualche promessa.
Nel pomeriggio, dopo pranzo, inizia l’operazione di vestizione delle "vare", con i due comitati in gara. Il fercolo della Madonna è ornato con mazzi di fiori e rami carichi di fave fresche, mentre quello del Crocifisso è impreziosito da mazzi di spighe dell’anno passato intrecciate e mazzi di spighe verdi. Tuttavia, ciò che più colpisce i fedeli sono i due "fadali" (grembiuli) dove sono appuntate le banconote che il popolo offre con grande ressa.

La Grande Processione e i Festeggiamenti Conclusivi
Lentamente, la processione si avvia per le vie del paese, guidata dalla banda, seguita dalle vare e dai portatori di lunghi ceri adorni di fiori. Da ogni balcone lungo il tragitto, una pioggia di petali di rose rende omaggio al corteo. Nella piazza di Borgalino, la processione effettua una sosta, chiamata "seggia". Mentre i fedeli si accalcano per fare le loro offerte, vengono fatti volare grossi palloni di carta raffiguranti il Crocifisso, la Madonna e l’immancabile botte con l’ubriaco a cavalcioni.
La processione riprende, accompagnata dalle musiche della banda e dai canti dei fedeli. Il Crocifisso, dopo un’altra sosta in piazza IV Novembre, accompagna la Madonna nella sua chiesa di residenza. Qui, i sanfrancescani la salutano con un nutrito sparo di artiglieria, mentre vengono liberate delle colombe bianche che cercano di farsi strada tra il fumo dei mortaretti.
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Il Ritorno del Crocifisso e l'Ottavario
Dopo aver accompagnato la Madonna, il Crocifisso può finalmente fare ritorno a Borgalino. La piazza antistante la Chiesa dello Spirito Santo è stracolma di fedeli che, nell’attesa dell’evento clou, sgranocchiano semi di zucca secchi e salati, ceci e noccioline americane. La vara del Crocifisso si ferma sul sagrato tra la folla. Un festoso scampanio segna l’inizio del momento che per l’intero anno farà vantare i brualinara: lo spettacolo dei fuochi d’artificio. Scoppi di petardi fragorosi coprono il suono delle grandi campane che battono a stormo. Girandole e coloratissimi scoppi riempiono il cielo di Borgalino, concretizzando la gioia di tutti i partecipanti alla festa.
Dopo quasi un’ora di scoppi fragorosi, il simulacro del Crocifisso viene riportato in chiesa. La festa, tuttavia, non si conclude qui. Seguiranno otto giorni di celebrazioni e preghiere, culminanti nella festa dell’ottavario, un momento più intimo per la comunità parrocchiale. Questa lunga e sentita celebrazione rafforza il senso di appartenenza e testimonia le profonde radici spirituali della città di Canicattì.
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