Il tardo Medioevo ha visto la creazione di numerosi manufatti religiosi in bronzo, oggetti di profonda devozione e significato liturgico. Tra questi spiccano i crocifissi e le cosiddette "Paci", testimonianze preziose dell'arte e della fede dell'epoca.
La "Pace" (Osculum Pacis): Un Oggetto Liturgico in Bronzo
Un esempio significativo dell'uso del bronzo nella liturgia cristiana è l'antica pace (in latino oscum pacis o tabella pacis). Questo oggetto consiste in una tavoletta decorata sulla parte frontale da una scena sacra che veniva baciata dal sacerdote durante la celebrazione della messa, e poi offerta al bacio degli altri officianti e infine dei fedeli.
L'uso della pace, in voga dal XIII secolo, sostituì l’usanza dell’antico bacio della pace, che aveva luogo prima della comunione e che oggi si è evoluto nello “scambio di un segno di pace” con la stretta di mano. La sua forma è solitamente rettangolare, con un sostegno sul retro per tenerla appoggiata in posizione sollevata sull’altare, ma esistono anche esemplari di forma rotonda. Per la loro realizzazione venivano impiegati materiali diversi come l'oro, l'argento, il bronzo, l'avorio o il vetro, e tecniche quali lo sbalzo, il bassorilievo, l’incisione o lo smalto, spesso combinate nello stesso manufatto.

Croci Reliquiario Engolpion: Diffusione e Materiali Tipici
Le croci reliquiario, in particolare quelle di tipo engolpion, rappresentano un'altra categoria importante di manufatti medievali. Queste croci bizantine contenevano solitamente reliquie, spesso frammenti della Santa Croce su cui Gesù Cristo fu crocifisso. Originarie dell'Asia Minore, divennero estremamente popolari durante le dinastie Macedone (867-1056) e Comnena (1057-1185) di Bisanzio, e la loro produzione continuò anche durante la dinastia Paleologa (1259-1453), estendendosi quindi nel XIII-XIV secolo, periodo tardomedievale.
Di solito, tali croci reliquiario erano realizzate in bronzo o argento. Sebbene siano noti esemplari in argento conservati, ad esempio, a Ginevra, la letteratura scientifica non descrive croci engolpion simili fatte d'oro. Questo sottolinea come il bronzo fosse un materiale comune e diffuso per la creazione di questi oggetti di devozione portatile, che servivano a proteggere e venerare le sacre reliquie.

Esemplari Specifici di Crocifissi Tardomedievali in Bronzo
Il Crocifisso in Bronzo dalla Terra Santa
Un piccolo crocifisso, di 16 x 14,5 x 3 cm, realizzato con la tecnica della fusione a stampo e a cera persa, rappresenta uno dei rarissimi rinvenimenti di bronzi medievali in Terra Santa. Purtroppo, non sono disponibili dati storici specifici legati a questo prezioso manufatto.
L'esemplare mostra il volto inclinato a destra, allungato e smunto, barbuto e con i capelli che scendono sulle spalle, secondo tratti tipicamente romanici. È possibile ipotizzare che il Crocifisso, oggi conservato nel Museo dello Studium Biblicum Franciscanum, sia stato fuso in area mitteleuropea e portato in Terra Santa. Sebbene non si possa definire una relazione diretta con la zona di Gerusalemme in cui è stato ritrovato (Sheikh Jarraha, un villaggio che nel XII secolo prese il nome dal medico personale di Saladino, Hussam al-din al-Jarrahi), la sua presenza in tale contesto è significativa. I racconti dei pellegrini di quel periodo, infatti, forniscono testimonianze indirette della presenza di opere in bronzo e altri metalli all’interno degli edifici religiosi. Si può immaginare che il Crocifisso fosse montato su una piccola croce smaltata, come suggeriscono molti esempi provenienti da Limoges.

Crocifissi Toscani del XV Secolo
Tra i ritrovamenti di crocifissi tardomedievali in bronzo, un esempio rilevante è un crocifisso in bronzo dorato, alto 15 cm, risalente al XV secolo e proveniente dalla Toscana.
Iconografia e Caratteristiche Stilistiche dei Crocifissi Medievali
L'iconografia del Cristo crocifisso nei manufatti medievali in bronzo spesso segue canoni ben precisi. Al centro di uno spazio, talvolta trilobato e decorato da eleganti racemi vegetali, viene rappresentato il Cristo con le braccia stirate a forza sulla croce, le gambe che si incrociano sui due piedi trafitti da un solo chiodo, ed il capo, reclinato e sofferente, coronato da spine.
Ai piedi della croce, contrassegnata dall’insegna INRI (iniziali dell’iscrizione Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum, «Gesù Nazareno Re dei Giudei»), prendono posto figure come la Madonna, che si asciuga le lacrime con un fazzoletto in segno di sofferenza, e l'apostolo prediletto, Giovanni, il quale giunge le mani in preghiera. Lo stile romanico, evidente in alcuni esemplari come quello della Terra Santa, si manifesta in tratti quali il volto allungato e smunto, barbuto e con i capelli che scendono sulle spalle.
È importante notare che il fatto che il corpo del Cristo sia a tutto tondo non è una condizione necessaria né sufficiente per definire un oggetto antico, poiché numerosi esemplari a fusione piena sono stati realizzati anche in epoca moderna. Per distinguere un prototipo medievale da opere successive, si osservano dettagli stilistici: sebbene la magrezza del corpo possa rimandare a prototipi medievali, elementi come un perizoma particolarmente svolazzante o un accenno di panneggio elaborato sono tipici dell'epoca barocca, e non tardomedievale.
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