La Cattedrale di Vicenza: Storia e Capolavori Artistici

La Cattedrale di Vicenza, con la sua maestosità e la ricchezza delle sue decorazioni, colpisce profondamente ogni visitatore. L'unità dello spazio e la raffinatezza degli ornamenti creano un'atmosfera suggestiva e solenne.

Il fulcro visivo della cattedrale, sia per la decorazione plastica e pittorica che per la sua profonda simbologia, è il tabernacolo. È qui che si conserva la preziosa reliquia della Vera Croce di Cristo. All'interno di questo sacro cuore della chiesa, si snoda un percorso figurativo articolato su diversi registri, il cui intento primario è quello di esaltare il ruolo salvifico della Croce, dando vita a una vera e propria "Theologia Crucis".

Interno della Cattedrale di Vicenza con il tabernacolo centrale

Il Paramento Civran: Un Capolavoro del Seicento Veneto

L'imponente apparato decorativo del cosiddetto "Paramento Civran" fu commissionato da Giuseppe Civran, Vescovo di Vicenza dal 1660, che nel 1675 incaricò gli artisti per la realizzazione di questo straordinario ciclo pittorico e scultoreo. Questo complesso artistico è una testimonianza eccezionale della pittura veneta del XVII secolo.

A lato del ricchissimo altare "Dall'Acqua", due imponenti tele di Antonio Zanchi, raffiguranti l'Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata, sottolineano come l'Incarnazione di Gesù rappresenti il centro del tempo e della storia, il momento culmine della Salvezza. Queste opere dichiarano esplicitamente la dedicazione della Cattedrale a Santa Maria Annunciata.

Nell'ala sinistra del Paramento, i dipinti narrano episodi dell'Antico Testamento che prefigurano la Croce, evidenziando come la promessa della sua venuta sia intrinsecamente legata al testo biblico. Questo periodo è descritto come "il tempo della Croce attesa":

  • Mosè, con le braccia distese in preghiera, ne richiama la forma, come rappresentato nel dipinto "Mosè sostenuto nella preghiera" di Giambattista Minorelli.
  • Noè, con "Il sacrificio di Noè" di Pietro Liberi, ci ricorda l'alleanza definitiva di Dio per la salvezza di tutta l'umanità, simboleggiata dalla Croce.
  • L'episodio di Giacobbe, con "Il sogno di Giacobbe" di Battista Volpato, mostra come la scala che collega terra e cielo non sia più un sogno, ma una realtà incarnata nella Croce di Cristo.

Nell'ala destra, invece, viene narrata la "Croce di salvezza", seguendo le vicende descritte da Jacopo da Varagine:

  • L'Apparizione della Croce a Costantino, opera di Antonio Zanchi.
  • Il Miracolo della Vera Croce, di Giambattista Minorelli.
  • Eraclio che si accinge a portare la Croce, dipinto da Andrea Celesti.

La narrazione della Croce non si affida unicamente alla pittura, definita "traslucida e vaporosa testimonianza dei migliori artisti veneti del '600". I dieci angeli posti sopra la balaustra riportano alla cruda realtà della Passione e della sofferenza di Cristo morto su quel "Legno". Ciascuno di essi regge un simbolo della Passione di Gesù:

  • Il calice
  • La colonna
  • I flagelli
  • La corona di spine
  • I chiodi
  • Il martello
  • La spugna
  • La Croce stessa
  • La scala della Deposizione

Gli stucchi, sapientemente inseriti tra le tele e le statue angeliche, ci rammentano come l'Eucarestia sia il memoriale della passione, morte e risurrezione di Cristo. L'attesa, la passione e la resurrezione, illustrate in questo "Paramento" voluto dal Vescovo Civran, rappresentano un capolavoro di pittura, scultura e teologia, rendendo la Cattedrale un punto di riferimento visivo di inestimabile valore artistico e spirituale.

Dettaglio di un angelo con un simbolo della Passione nel Paramento Civran

Architettura e Storia Millenaria del Duomo di Vicenza

Il Duomo di Vicenza si distingue per due elementi architettonici di grande impatto: la facciata in stile gotico veneziano e l'alta abside coronata da una cupola rivestita di rame, progetto di Andrea Palladio. Quest'ultima, decorata esternamente con elementi che accentuano il gioco cromatico, è diventata un simbolo riconoscibile per la città.

La facciata, in particolare, cattura lo sguardo del visitatore per il suo fantasioso gioco cromatico. L'artista sembra voler imitare il drappeggio di una "Madonna mantellata" o creare una quinta scenica per una sacra rappresentazione. Questo stile geometrico e cromatico ispirerà il pittore Giovanni Bellini per la sua celebre "Pietà Martinengo".

L'attuale aspetto della Cattedrale è il risultato di modifiche settecentesche apportate a un edificio duecentesco preesistente. Tuttavia, le origini del sito sono ben più antiche: ospitava una basilica paleocristiana del V secolo, successivamente rimaneggiata in epoca medievale. Il luogo è stato un centro nevralgico della vita religiosa e civile della città fin dall'epoca romana, testimoniando oltre 750 metri di racconto evangelico che si estende fino al IX secolo.

L'intervento palladiano non si limitò alla cupola absidale, ma si estese anche al sobrio e solenne portale nord. Questo fu commissionato da Paolo Almerico, canonico e futuro committente della celebre Villa Almerico Capra (La Rotonda).

Facciata gotica del Duomo di Vicenza

Le Origini e l'Evoluzione della Cattedrale

Studi condotti nella seconda metà del Novecento attestano la presenza di un luogo di culto cristiano già nel III secolo, ricavato da un preesistente edificio romano del I secolo. Dopo l'Editto di Costantino nel 313, qui sorse la prima piccola chiesa di forma rettangolare e absidata.

Nella seconda metà del V secolo, forse a seguito del saccheggio di Vicenza da parte degli Unni (citato da Paolo Diacono), la chiesa fu ricostruita in dimensioni maggiori e con tre navate. Intorno all'anno Mille, questa chiesa, ormai Cattedrale della città, fu arricchita da un complesso di tre absidi.

Danneggiata dal devastante terremoto del 1117, fu nuovamente sostituita da una struttura più ampia, a cinque navate sostenute da pilastri e archi. Per riparare i danni causati dal saccheggio della città ad opera delle truppe di Federico II nel 1236, nella seconda metà del Duecento il vescovo Bartolomeo da Breganze dispose un nuovo intervento che, conformemente allo stile delle altre chiese vicentine dell'epoca, la riportò a tre navate coperte da volte.

L'aspetto attuale della Cattedrale risale alla metà del Quattrocento. Tra il 1444 e il 1467 venne costruita la facciata gotica, mentre le cappelle esistenti e l'abside duecentesca furono oggetto di restauro. Nei secoli successivi i lavori e i rimaneggiamenti continuarono: la costruzione della nuova e attuale abside iniziò nel 1482 su progetto di Lorenzo da Bologna, ma nel 1531 risultava ancora incompiuta.

Una prima copertura provvisoria fu realizzata nel 1540, in previsione della decisione papale di ospitare a Vicenza il Concilio, poi tenutosi a Trento. Agli anni Trenta del Cinquecento risalgono due opere, attribuite da alcuni studiosi al giovane Andrea Palladio: l'altare maggiore e il sepolcro di Girolamo Bencucci da Schio. Altri interventi dell'architetto vicentino risalgono alla seconda metà del secolo, tra cui il portale settentrionale e la costruzione del tamburo e della cupola.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Cattedrale subì pesanti bombardamenti anglo-americani, che distrussero la cupola, gran parte della navata e lesionarono gravemente la facciata e le cappelle meridionali. I sontuosi affreschi che adornavano l'interno andarono irrimediabilmente perduti.

Opere d'Arte e Tesori Nascosti

Nonostante le distruzioni belliche, il Duomo di Vicenza conserva una notevole collezione di opere pittoriche. Particolare attenzione merita la quinta cappella di destra, la Cappella dei Santi Giacomo e Antonio Abate, nota anche come Cappella Proti, cappella funeraria dei committenti.

Qui è conservato il Polittico della Dormitio Virginis di Lorenzo Veneziano (1366). Questo polittico, composto da 36 tavole, raffigura, oltre alla Morte della Madonna, una Crocifissione, l'Adorazione dei Magi, Santi e i committenti Tommaso e Giampietro de' Proti inginocchiati ai piedi di San Giacomo e San Giorgio. Lorenzo Veneziano, distaccandosi dallo stile bizantino del suo maestro Paolo Veneziano, traghetta con luminosità la pittura veneziana verso il gotico.

La Cattedrale è arricchita da altre opere pittoriche di rilievo, tra cui la pala della Madonna col Bambino di Bartolomeo Montagna, recentemente restaurata e ricollocata nella Cappella di Santa Caterina. La Bottega dei Maganza, Giovanbattista Zelotti, Francesco Maffei e Giambattista Pittoni hanno anch'essi lasciato un segno indelebile della loro cifra stilistica.

Si consiglia vivamente di esplorare anche la cripta, un viaggio a ritroso nella storia dell'evangelizzazione vicentina. Appena usciti dal portale sud, si erge la massiccia torre campanaria, un imponente edificio in laterizio di epoca romanica innestato su un fortilizio medievale in trachite e calcare di grande interesse storico.

Polittico della Dormitio Virginis di Lorenzo Veneziano

Testimonianze Architettoniche e Patrimoni UNESCO

Il Duomo di Vicenza e le ville palladiane circostanti sono stati inseriti dal 1994 nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Il portale laterale settentrionale, opera attribuita ad Andrea Palladio, è un esempio di sobria eleganza architettonica. L'intervento di Palladio riguardò anche la costruzione del tamburo e della cupola, elementi che conferiscono all'abside la sua distintiva silhouette.

L'organo della Cattedrale, con trasmissione elettrica-pneumatica e consolle mobile, dispone di tre tastiere di 61 note ciascuna e pedaliera concavo-radiale di 32 note, per un totale di 58 registri. Originariamente collocato dietro l'altare maggiore, fu spostato più volte fino a raggiungere la sua attuale posizione nel 2000. Lo strumento è considerato un'icona della corrente ceciliana.

Nella parte posteriore della Cattedrale si accede a un sotterraneo che custodisce i resti di una strada romana e una pietra miliare romana, con un'iscrizione dedicatoria della città di Vicenza all'imperatore Graziano. Questi ritrovamenti archeologici offrono uno sguardo prezioso sulla storia antica del sito.

TI REGALO IL MUSEO: viaggio virtuale per i piccoli pazienti dell’ospedale di Vicenza

tags: #crocifissi #del #duomo #di #vicenza