Le Chiese di Monte San Vito: Storia, Architettura e Tesori Artistici

Monte San Vito, un comune ricco di storia e devozione, vanta un patrimonio ecclesiastico significativo, con edifici sacri che raccontano secoli di fede, arte e impegno comunitario. Tra questi, spiccano per importanza storica e artistica la Chiesa Collegiata di San Pietro Apostolo, la moderna Chiesa del Cuore Immacolato di Maria e l'antica Chiesa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista.

Mappa delle chiese di Monte San Vito o vista panoramica del paese con le chiese in evidenza

La Chiesa Collegiata di San Pietro Apostolo

La Chiesa Collegiata di San Pietro Apostolo, edificata tra il 1753 e il 1766, è il cuore spirituale di Monte San Vito. La sua storia affonda le radici in un desiderio della comunità di onorare il culto di Dio, in un tempio più ampio e degno, superando le iniziali opposizioni.

Storia e Fondazione

Nel luglio del 1753, il signor Antonio Rosselli, a cui è intitolata una via del paese, si adoperò per avviare la costruzione di una nuova chiesa, poiché quella esistente era diventata troppo angusta per le necessità della popolazione. Nonostante l'opposizione di alcuni cittadini, ottenne la licenza dal Governo del Paese per abbattere alberi e procurare il legname necessario, depositando duemila scudi presso il Monte di Pietà e impegnandosi al versamento di centocinquanta scudi annui da prelevarsi dalla comunità.

La nuova chiesa, su disegno presentato dall'architetto Cristoforo Moriconi, doveva sorgere accanto al palazzo dei Priori. Ottenuta l'autorizzazione dall'allora Pontefice Benedetto XIV con rescritto dell'8 agosto 1753, il 2 settembre 1754 si tenne una solenne processione con l'intervento di tutto il Clero e delle Compagnie, e la sera stessa fu iniziata la demolizione della vecchia chiesa. Tale operazione fu osteggiata dai signori Nicola Moriconi e il Capitano Vito Baccarini, che presentarono protesta senza successo. Così il popolo, biasimando il loro atteggiamento, si infervorò completando la demolizione la mattina seguente, con il benestare dei deputati Vito Peci, Sebastiano Maggioli e Girolamo Simonelli.

L'11 novembre dello stesso anno, il Vescovo e Conte di Senigallia Monsignor Ippolito De Rossi giunse a Monte San Vito. Accolto con il suono di tutte le campane e lo sparo dei mortaletti, si recò al luogo destinato all'altare maggiore e, al canto di salmi e preci, collocò nella pietra angolare la reliquia di San Vito protettore e mezza piastra d'argento del regnante Pontefice Benedetto XIV, posizionandola nel punto dove doveva poggiare il pilastro principale annesso al campanile, a una profondità di circa 20 piedi. Successivamente, il Vescovo celebrò la Santa Messa in altare portatile.

Negli anni seguenti furono completati gli altri tre pilastri. Il 5 luglio del 1760 ebbe inizio la costruzione del campanile e nell'estate del 1762 quella della cupola, che terminò verso la fine dello stesso anno con la piombatura di un artefice di Ancona, impiegandovi 60.000 libbre di piombo.

Il 18 ottobre del 1764 giunse il rescritto di Sua Santità Clemente XIII, con il quale si acconsentiva alla demolizione della vecchia casa Moriconi, richiesta dai deputati Ubaldo e Sebastiano Maggioli, Carlo De Grandis, unitamente a tutti i canonici Arciprete Moretti, Girolamo Simonelli, Nicolò Fabbretti, Franco Andreoli, G. Battista Boni e Giacomo Bracchi, al fine di disporre di maggiore area per lo sviluppo della nuova chiesa. Dopo tredici anni di lavoro, durante i quali le popolazioni trasportarono sul luogo i mattoni necessari dalla vicina fornace in contrada Metrano, la Chiesa venne ultimata a opera del capomastro Maiolatesi di Monsano e solennemente benedetta il 28 giugno 1766 con speciali funzioni religiose.

Disegno storico o incisione della Chiesa Collegiata di San Pietro Apostolo durante la costruzione o appena completata

Architettura e Struttura

La Chiesa Collegiata è dedicata al principe degli Apostoli: San Pietro. È costruita in stile tardo-barocco con tratti vanvitelliani e neoclassici. Ha un impianto a croce latina ed è suddivisa in tre navate, arricchite da numerose opere d'arte.

Il campanile, così come la facciata principale della chiesa, non poterono essere completati per mancanza di mezzi. Il primo, che avrebbe dovuto sorpassare in altezza la cupola, terminava con un semplice tetto che nel 1930, in occasione del forte terremoto di Senigallia, venne restaurato insieme alla chiesa da parte del Vaticano e terminato con una semplice soletta in cemento. In quell'epoca venne anche ritinteggiato l'interno della Chiesa. Successivamente, altri lavori di riparazione furono eseguiti, tra cui quelli del pavimento, del presbiterio e del lanternino della cupola, da parte del Genio Civile di Ancona in conseguenza di danni di guerra. La chiesa è sempre aperta in orario diurno e vi si accede dal portone principale sito in Piazza S. Pietro.

Descrizione Artistico-Religiosa: Un Percorso Guidato

All'ingresso in chiesa, sulla parete di fondo a destra, sta l'epigrafe che sintetizza l'intera storia della costruzione del nuovo Tempio di Monsanvito:

A Dio Ottimo Massimo. Il Senato e il Popolo di Monte San Vito eressero fin dalle fondamenta questo Tempio, abbellendolo di ogni ornamento, e dedicandolo a San Pietro, Principe degli Apostoli. Ne curarono la costruzione Vincenzo Maria De Alteri, Prefetto di Ancona, Antonio Roselli, che lo arricchì di doni, Ubaldo Felice e Sebastiano Maggioli e Carlo De Grandis. Ne fu Architetto Cristoforo Moriconi. Il giorno 11 novembre dell'anno 1753, Ippolito De Rossi, Vescovo di Senigallia, effettuò la posa augurale della prima pietra. Il Tempio fu completato il giorno 28 giugno dell'anno 1766, essendo Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica CLEMENTE XIII ed essendo Pretore Giovanni Battista di Aragona.

Navata Destra

  • Primo Altare di Destra: Ospita una tela di fine '700, di autore ignoto e provenienza sconosciuta, che raffigura l'Assunzione di Maria Santissima. La tela è in buono stato di conservazione e di fresca vivacità.

  • Secondo Altare di Destra (Altare Gregoriano): Su questo altare predomina una tela del tardo '800, di buona fattura, raffigurante il Sacro Cuore di Gesù, espressione più alta dell'amore del Figlio di Dio per l'umanità.

  • Terza Cappella di Destra (Mistero del Dolore): Questa cappella è dedicata al Mistero del Dolore e presenta statue lignee di Cristo morto e della Madre Addolorata, che denotano una forte espressività. Da alcuni anni, sedici formelle in terracotta raffiguranti la Via Crucis fanno da cornice, opera di Italo Marchini (1907-1992), un caro monsanvitese autodidatta. In alto, una piccola cornice raffigura l'Eterno Padre, mentre nella parte sottostante all'altare sono conservate le ossa di San Giustino Martire.

Foto degli altari e delle opere d'arte nella navata destra della Collegiata

Il Transetto

Nella parte centrale della Collegiata, il transetto, si trovano le opere più pregiate.

Nella parte destra del transetto si possono ammirare stucchi pregiati raffiguranti Putti che sostengono, quelli di sinistra, un turibolo che simboleggia l'incenso della preghiera di adorazione e una palma del martirio; quelli di destra sostengono invece una Tiara Papale a simbolo dell'autorità della Chiesa.

Al centro, in una solenne struttura marmorea sovrastata da due statue raffiguranti la Fede e la Speranza, ha ritrovato il suo posto la tela di Filippo Bellini da Urbino (1550-1603) titolata La Madonna del Soccorso. L'opera mostra Maria Santissima che con una mano sorregge il Figlio Gesù e con l'altra difende la Chiesa dalle insidie di Satana, mentre sotto, al centro, San Vito sorregge il paese, con a fianco San Pietro Apostolo titolare della Parrocchia, San Sebastiano e San Girolamo. Questa importante testimonianza raffigura l'aspetto urbano, almeno nei contorni, del castello Monsanvitese nel Medioevo. La tela (mt. 2,85 x 1,85) è stata restaurata nel 1992 dai maestri di Urbino. Si deduce che l'opera, dipinta alla fine del '500, fosse la pala dell'altare maggiore della vecchia chiesa.

Al centro dell'altare è posto un prezioso reliquiario contenente reliquie del patrono San Vito.

Sempre nella parte destra del transetto, a sinistra in alto, è stata collocata la tela Vergine Santissima col Bambino Gesù, con San Francesco e il Patrono San Vito che regge un'altra importante immagine del castello in una configurazione attribuibile agli inizi '700. La tela viene attribuita al pittore Marco Benefial di Roma (1684-1764) e la probabile provenienza del dipinto, per la presenza di San Francesco, è la Chiesa Francescana di Santa Maria delle Grazie. Il bozzetto dell'autore è esposto al Museo del Louvre di Parigi.

Primo piano della tela

La Sagrestia

Dalla porta posta al di sotto dell'opera del Benefial si accede alla sagrestia, dove sono state poste quattro formelle dedicate ai ritratti dei nobili Clericali che contribuirono alla costruzione della Collegiata:

  • Clemente X: Il cui notevole dipinto a olio è racchiuso in un bel medaglione incorniciato con classici festoncini a stucco. L'epigrafe recita: In onore di Clemente X Pontefice Massimo, perché elevò la Pieve di Monte San Vito alla dignità di Chiesa Collegiata, con emissione della Bolla istitutiva in data 22 agosto 1673, l'onorevolissimo Ordine dei Canonici curò di porre a perenne ricordo del Beneficio.

  • Benedetto XIV: L'epigrafe recita: In onore di Benedetto XIV Pontefice Massimo, poiché con Lettera, datata 8 agosto 1753, approvò che la vecchia chiesa, quasi cadente per la vetustà, fosse ricostruita dalle fondamenta ed ampliata, i Quadrumviri con decreto curarono che fosse posta a imperituro ricordo della benevolenza papale.

  • Mons. Ippolito De Rossi: L'epigrafe recita: Le Autorità Civili si premurarono di apporre questa epigrafe in onore di Ippolito De Rossi, Vescovo di Senigallia, che l'11 novembre 1753 pose la prima pietra di questo Tempio, affinché non si perda il ricordo di così illustre Presule.

  • Cardinale Vincenzo-Maria De Alteri: L'epigrafe ricorda: Il Senato e il Popolo di Monte San Vito, a testimonianza della propria gratitudine spirituale, stabilirono che fosse posta questa lapide-ricordo in onore del Diacono Cardinale Vincenzo - Maria De Alteri del Titolo di San Giorgio in Velabro, il quale, emulando le virtù dei suoi avi, curò, con ammirevole premura e diligenza, mentre era Delegato alla Presidenza di Ancona, che fosse portata a termine la costruzione di questo Tempio.

Sempre nella sagrestia sono custodite diverse opere d'arte:

  • Una tela raffigurante Madonna con San Carlo, San Nicola e Angeli proveniente dalla vecchia chiesa di S. Nicola da Tolentino.
  • Una tela, seppur in pessimo stato, raffigurante Santa Martire Cristiana Agnese con sullo sfondo tre nuclei marchigiani e in basso la firma dell'autore Giovanni Arcangelo Urbinate del fine '600, proveniente dalla Chiesa di San Pasquale Baylon del Monastero delle Clarisse (ora Chiesa dei Caduti).
  • Una tela incastonata nella cornice arcata raffigurante una copia dell'opera del pittore Barocci di Urbino denominata Deposizione di Nostro Signore Gesù Cristo.
  • Un'altra piccola tela raffigurante La Crocifissione proveniente dal palazzo Simonelli.
  • Un bel Crocefisso ligneo del '600 proveniente dalla Chiesa Francescana di Santa Maria delle Grazie.

Il Coro, l'Abside e l'Altare Maggiore

Rientrando in Chiesa dalla porta laterale, ci si trova ai lati del prezioso coro costruito in legno nella seconda metà del '700, capace di ospitare ben trenta Canonici. Al centro dell'abside, sopra all'altare maggiore, si può ammirare la grande tela del pittore Pietro Labruzzi: Martirio e Trionfo di San Vito Patrono con San Pietro Apostolo titolare della Chiesa e la Vergine Santissima in gloria. La tela, datata 1777, gode di un buono stato di conservazione ed è considerata un'ottima opera di gusto neoclassico (misura mt. 5.50 x 2.80). Gli imponenti gessi che la sovrastano raffigurano il Trionfo della Croce.

Il maestoso altare maggiore di marmi policromi, con al centro un artistico tabernacolo dove è custodito il Santissimo Sacramento, è di epoca vanvitelliana. A lato è stato collocato il Crocefisso del '600 che ha come base un maestoso leggio ligneo, anticamente posto al centro del coro, sul quale veniva collocato il grande libro, detto Santoriale, con testi e musiche gregoriane per i partecipanti alla preghiera liturgica comunitaria (il Collegio dei Canonici, da cui la Chiesa è detta Collegiata).

Sempre rivolta verso l'altare maggiore, sulla sinistra dell'abside, è stata di recente collocata una tela raffigurante La Madonna della Mercede con San Pietro Nolasco, fondatore dei Mercedari. Di questa tela non si conoscono autore e provenienza.

Sulla destra, invece, è stata posta una tela proveniente dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie dei Frati Minori Conventuali: rappresenta l'Estasi di San Giuseppe da Copertino, e pur non conoscendone l'autore, è molto apprezzata.

Interno dell'abside della Collegiata, con l'altare maggiore e la tela del Martirio di San Vito

La Cupola e la Navata Sinistra

Rientrando nella trasversale della croce latina, si può ammirare la maestosa Cupola con gli imponenti gessi attribuiti, per gli stucchi, al romano Gioacchino Verlè e per i festoni al Notari di Milano. A partire dalla direttrice dell'altare maggiore sono raffigurati: San Giuseppe Sposo di Maria con alla sua destra San Pietro Apostolo, San Curato D'Ars, Sant'Agostino, San Vito, San Filippo Neri, San Carlo Borromeo ed infine San Paolo.

Sul lato sinistro del transetto, all'interno di una struttura marmorea imponente, è stata collocata nel 1988 la tela più antica (1551) e più preziosa, attribuita alla scuola del Perugino, raffigurante la Madonna della Misericordia. Maria Santissima col Bambino Gesù in braccio, sotto un arco di trionfo, avanza nella storia presentando suo Figlio al mondo, mentre due angeli sorreggono il Suo manto a protezione del popolo e della Confraternita della Misericordia (detta dei Sacconi). Questa preziosa tela proviene da un'antica Chiesa detta della Madonna della Misericordia che si trovava in via Borgo Garibaldi. Sovrastano la struttura marmorea gessi raffiguranti Putti che sorreggono un libro aperto, la Parola di Dio, e una Mitria Vescovile, Pastore della Diocesi.

In basso nel transetto, su un altare mobile, si trova il baldacchino dorato con la tela di Nostra Signora di Monte San Vito, molto cara ai monsanvitesi devoti della Madonna del Rosario di Pompei, alla quale il quadro si ispira.

Percorrendo la navata sinistra si può notare la presenza di un altro quadro attribuito a Filippo Bellini, in cui è raffigurata la Crocifissione con Giovanni Evangelista e la Vergine Addolorata.

La Chiesa del Cuore Immacolato di Maria

La Chiesa del Cuore Immacolato di Maria (Parrocchiale, edificata nel 1954 e dedicata l'8 dicembre 1979) si distingue per la sua architettura moderna. Sulla facciata, semplice e rettangolare, spicca sopra il portale di ingresso il simbolo mariano. L’edificio è in mattoni a vista, simbolo della comunità cristiana che si riunisce per ascoltare la Parola di Dio, pregare insieme, ricevere i sacramenti e celebrare l'Eucaristia.

Entrando in Chiesa si notano immediatamente le vetrate lavorate nelle quali vengono rappresentati simboli eucaristici. Due sono gli altari all’interno dell’edificio: uno centrale (l’altare maggiore), dietro il quale è posto un Crocefisso, e uno minore, nella cappella di destra, utilizzata quale custodia del Santissimo Sacramento.

A lato dell’altare è posta una statua della Madonna del Rosario, donata negli anni Cinquanta, in segno di fratellanza e legame, dalla Parrocchia di S. Pietro Apostolo di Monte San Vito alla nuova comunità appena formatasi. Una riproduzione scultorea della Pietà si staglia sulla parete di fondo a destra, mentre a sinistra è posto il Battistero, dalla caratteristica forma esagonale. L’elemento principale di questa Chiesa, nella sua semplicità, è la luminosità che simboleggia la presenza di Dio.

Foto della facciata esterna della Chiesa del Cuore Immacolato di Maria

La Chiesa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista

La Chiesa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista ha rivestito un ruolo significativo nella storia religiosa di Monte San Vito. Dalla metà del XVIII secolo, la comunità di Monte San Vito si impegnò a costruire la grandiosa Chiesa Collegiata San Pietro Apostolo, e in uno dei momenti più difficili, nel 1760, si chiese alla confraternita del Santissimo Sacramento di San Giovanni un prestito per completare i lavori della nuova chiesa di San Pietro.

L'orgoglio dei monsanvitesi per la nuova Collegiata era tale che i deputati del Santissimo Sacramento chiesero di poter operare la traslazione della Confraternita con tutti gli obblighi di messe da San Giovanni alla Collegiata, dove intendevano costruire un altare degno del nuovo maestoso edificio. Per erigere il quale, chiesero di avere assegnata la cappella dove si conservava il Santissimo Sacramento dalla parte del campanile in modo che dietro potessero costruire una sacrestia per comodo degli officianti.

La chiesa di San Giovanni aveva l'altare maggiore in isola, col solo tabernacolo, l'altare di San Carlo o della Madonna a destra, l'altare del Santissimo Crocifisso, detto anche della Madonna di Loreto, a sinistra. Annessa alla chiesa era una sacrestia adeguata all'edificio principale. Fino al secolo scorso, i confratelli per diritto e altri per richiesta potevano essere inumati nel sepolcreto. Ancora oggi è aperta al culto nei mesi invernali (novembre-marzo, giorni feriali e prefestivi) ed è sede della Santissima Compagnia del Sacramento.

Foto della facciata della Chiesa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista

Altri Luoghi di Culto a Monte San Vito

Monte San Vito ospita numerosi altri luoghi di culto, che testimoniano la profonda spiritualità e la ricchezza storica del territorio:

  • S. Pietro Apostolo (Collegiata - Ed. 1753-1766), Piazza S. Pietro (Patrono S. Vito Martire, 15 Giugno; Patrono della Chiesa S. Pietro Apostolo, 29 Giugno)
  • S. Lucia (Plebale - Ed. 1645/1970), Via S. Lucia
  • S. Giovanni Apostolo ed Evangelista e S. Giovanni Battista (Succursale: novembre-marzo, giorni feriali e prefestivi), Via G. Matteotti
  • B.V. Immacolata (Chiesa dei Caduti, già delle Monache Clarisse), Via N. Congiu
  • B.V. del Rosario, Loc. Moruco
  • S. Antonio (già S. Maria degli Angeli - Ed. sec. XIX), Via S. Antonio
  • S. Vito, Loc. San Vito
  • Cappella della Casa di Riposo, Via Cavour
  • S. Maria delle Grazie (Cimitero Comunale - già Regolare O.F.M. Conv. - Ed. sec. XIX), Via Cavour

tags: #chiesa #monte #san #vito #benedizione #pasquale