Il Perdono di Assisi e l'iconografia del Cristo Redentore

Ogni anno, il 2 agosto, la famiglia francescana celebra il Perdono di Assisi, una grande indulgenza richiesta da San Francesco a favore del popolo cristiano. Questo evento, noto anche come «Indulgenza della Porziuncola», ha reso celebre in tutto il mondo la piccola chiesa di Santa Maria degli Angeli, culla spirituale dell'Ordine francescano e luogo in cui il Santo volle terminare i suoi giorni.

La visione del Cristo Redentore e l'origine dell'indulgenza

L'origine del Perdono risale a una notte del luglio 1216. Mentre pregava davanti all'altare della Porziuncola, San Francesco ebbe una visione mistica: uno sfolgorante chiarore illuminò la chiesa e apparvero, seduti in trono e circondati da uno stuolo di angeli, Gesù e Maria. Il Redentore chiese al Santo quale grazia desiderasse per il bene dell'umanità. Francesco, consapevole della sua condizione di peccatore, implorò misericordia per i suoi fratelli, chiedendo il perdono per chiunque avesse varcato le soglie di quel luogo sacro.

Rappresentazione artistica della visione di San Francesco con Cristo Redentore in trono circondato da angeli

L'iconografia del Redentore nell'arte francescana

Il tema del Cristo Redentore assiso in trono è centrale per comprendere la teologia del perdono. Molte opere d'arte nate in ambito francescano cercano di fissare questa visione:

  • Nel presbiterio della chiesa di Santa Maria Nuova, una tela di fra’ Atanasio Favini raffigura al centro Cristo Redentore seduto su un trono di gloria, particolarmente illuminato. Più in basso, la Vergine Maria implora la grazia per il Santo, mentre San Francesco è prostrato a terra. Accanto a Cristo, gli angeli tengono un cartiglio con l'iscrizione «Peccatori venia» (Signore, abbi misericordia del peccatore).
  • La grande ancona della Porziuncola, commissionata nel 1393 a Ilario da Viterbo, dedica la sua sezione cuspidata proprio a questo momento: Francesco offre una corona di rose al Redentore e alla Vergine, seduti su un trono all'interno di una mandorla luminosa, attorniati da una schiera di cinquantadue angeli.
Schema iconografico del retablo di Ilario da Viterbo con la scena della concessione dell'indulgenza

Significato spirituale e devozionale

L'intento di tali rappresentazioni artistiche è duplice: evidenziare l’infinita misericordia di Dio, che attraverso il Cristo manifesta la redenzione verso gli uomini santi e peccatori, e sottolineare la profonda umiltà di Francesco. Come riportato nelle cronache, Francesco ottenne l'indulgenza "vivae vocis oraculo", confermando che il suo unico notaio era Cristo e i testimoni gli angeli. Ancora oggi, questa tradizione invita i fedeli alla confessione e alla conversione, rendendo presente l'amore infinito che il Signore ha mostrato per l'umanità.

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