Il Credo, o Simbolo della fede, rappresenta il cuore della professione cristiana, un sommario essenziale delle verità fondamentali che identificano ogni credente. La sua importanza è tale che la decisione di essere battezzati e diventare cristiani esige una profonda convinzione personale, che sfocia in un credere maturo. Il contenuto del Credo è espressione dell’unica fede comune a tutto il cristianesimo.

Origine e Significato del "Simbolo"
La parola Simbolo deriva dal greco antico syn-ballein, che letteralmente significa "mettere insieme". In origine, si riferiva all'atto di ricongiungere un oggetto spezzato, le cui metà garantivano l'identità di chi le portava. In questo senso, il Simbolo della fede è un segno di riconoscimento e di appartenenza per i cristiani, e significa anche l'essenza di ciò che il cristianesimo crede.
La sostanza del testo del Credo venne estrapolata da brani presi sia dall’Antico Testamento che dal Nuovo Testamento, da parte dei Padri conciliari. Nel III secolo, la Chiesa orientale si mosse verso la direzione del Simbolo di fede approvato durante i concili. Solo verso il 1024, all’interno delle tensioni dell’epoca, l’imperatore Enrico II impose al Papa di inserire il Credo nella liturgia della Messa.
Il Credo Niceno-Costantinopolitano
Questo Simbolo è risultato arricchito da affermazioni cristologiche definite dal Concilio di Nicea (325 d.C.) e da affermazioni pneumatologiche dal Concilio di Costantinopoli (381 d.C.). Proprio per la sua formulazione più corposa e ricca di aspetti teologici, viene ampiamente usato nelle catechesi e durante la liturgia cristiana. Nelle Chiese occidentali, questa preghiera viene proclamata con l’aggiunta del “procede dal Padre e dal Figlio”, la cosiddetta questione del Filioque. San Agostino affermava: “Ricevete la formula della fede che è detta Simbolo. E quando l’avete ricevuta imprimetela nel cuore e ripetetevela ogni giorno interiormente. Prima di dormire, prima di uscire, munitevi del vostro Simbolo.”
Il testo del Credo Niceno-Costantinopolitano è il seguente:
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
Il Credo Apostolico
Il Credo Apostolico è una formula più antica e concisa, utilizzata in particolare per la catechesi battesimale e come preghiera personale. Viene spesso distribuito ai catechisti come "biglietto con il Simbolo apostolico da utilizzare negli incontri di catechismo o come consegna del Credo nei cammini di catecumenato."
Il testo del Credo Apostolico è il seguente:
Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra e in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito da Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
Spiegazione Dettagliata degli Articoli di Fede
Il Credo è una catechesi sul simbolo della nostra fede, una "carta d'identità del cristiano". Ogni articolo è una verità fondamentale della dottrina cattolica. Uno studio di Fausto Rossi sul Credo, ad esempio, lo suddivide in una riflessione storica e una teologica, commentando ogni articolo.
Credo in Dio Padre Onnipotente
L'Unicità e il Nome di Dio
La nostra professione di fede incomincia con Dio, perché Dio è « il primo e l'ultimo » (Is 44,6), il principio e la fine di tutto (CCC, n. 198). Il Credo incomincia con Dio Padre, perché il Padre è la prima Persona divina della Santissima Trinità. La confessione dell'unicità di Dio ha la sua radice nella rivelazione divina dell'Antica Alleanza ed è inseparabile da quella dell'esistenza di Dio. « La fede cristiana crede e professa un solo Dio, uno per natura, per sostanza e per essenza » (CCC, n. 245).
Dio si è rivelato a Israele, suo popolo, facendogli conoscere il suo nome. Il nome esprime l'essenza, l'identità della persona. Dio si è rivelato a Mosè con il nome misterioso di YHWH, «Io sono colui che sono!» (Es 3,13-15). Questo nome esprime la realtà di Dio, infinitamente al di sopra di tutto ciò che possiamo comprendere o dire: egli è il « Dio nascosto» (Is 45,15), ma è anche il Dio che si fa vicino agli uomini. Rivelando il suo nome, Dio rivela la sua fedeltà che è da sempre e per sempre.
Professiamo l'esistenza di un solo Dio perché Egli stesso si è rivelato al popolo d'Israele come l'Unico: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore» (Dt 6,4). Cristo stesso l'ha confermato: «Il Signore nostro Dio è l'unico Signore» (Mc 12,29).
Dio Padre Creatore
Si parla di Dio Padre in quanto creatore del tutto dal nulla in modo universale e misterioso. Egli crea con atto libero e gratuito, dimostrando la sua onnipotenza. Padre è il nome che Gesù stesso ci insegna ad usare per rivolgerci a Lui, un termine che ci eleva, rendendoci più vicini a Lui, e che conferma la Sua superiorità e grandezza del Suo amore, ma anche la Sua tenerezza e vicinanza alla vita e alle vicende umane, come un padre con i suoi figli.
L'onnipotenza di Dio è universale, misteriosa, e si manifesta nel creare il mondo dal nulla e l'uomo per amore, ma soprattutto nell'Incarnazione e nella Risurrezione del Suo Figlio, nel dono dell'adozione filiale e nel perdono dei peccati (CCC, nn. 268-278). Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono il principio unico e indivisibile del mondo, anche se l'opera della creazione del mondo è particolarmente attribuita a Dio Padre. Affermare che Dio è creatore di tutto significa anche affermare che tutto ciò che esiste ha uno scopo, che nulla è inutile, che tutto è stato fatto con Sapienza: di ogni creatura «Dio vide che era cosa buona».
Per quanto creatore di ogni cosa, Dio non è in alcun modo la causa del male. La fede ci dà la certezza che Dio non permetterebbe il male, se dallo stesso male non traesse il bene, come mirabilmente realizzato nella morte e risurrezione di Cristo (CCC, nn. 309-314). Anche gli angeli e i demoni sono creature di Dio; i demoni, pur essendo reali e spirituali, non sono pari a Dio e la loro malvagità deriva dalla loro libera scelta (CCC, nn. 391-395).

Credo in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore
La Divinità di Cristo e l'Incarnazione
In questa parte del Credo, si professa la fede in Cristo Gesù, riconoscendolo Figlio di Dio e fondamento del Nuovo Testamento. Gesù è il Messia promesso e atteso, l’unigenito di Dio, immagine del Padre invisibile e primogenito di tutta la creazione (Col 1,15). Cristo non è una creatura, ma è generato dall’eternità da Dio. Si precisa la natura divina di Gesù in quanto proviene da Dio ed è Luce che dà la vita, Dio vero e completo, non parziale o apparente (CCC, nn. 422-429).
L’incarnazione del Figlio, il Suo farsi prossimo all'uomo assumendone pienamente la natura, è un atto d’amore nei confronti dell’umanità per riconciliare i peccatori a Dio; per farci conoscere il suo amore infinito; per essere il nostro modello di santità; per farci «partecipi della natura divina» (2Pt 1,4) (CCC, nn. 456-460). L'Incarnazione è il Mistero dell'ammirabile unione della natura divina e della natura umana nell'unica Persona divina del Verbo, Cristo. L'Incarnazione di Cristo nel grembo della Vergine Maria è avvenuta per opera dello Spirito Santo e senza la collaborazione di uomo (Lc 1,35).
Cristo è Figlio del Padre secondo la natura divina e Figlio di Maria secondo la natura umana, ma propriamente Figlio di Dio nelle due nature, essendoci in lui una sola Persona, quella divina. Maria è rimasta Vergine nel concepimento del Figlio suo, Vergine nel parto, Vergine incinta, Vergine madre, Vergine perpetua (Sant'Agostino) (CCC, nn. 499-507).
Il Mistero Pasquale e la Resurrezione
Il Mistero pasquale, che comprende la passione, morte, risurrezione e glorificazione di Cristo, è al centro della fede cristiana, perché il disegno salvifico di Dio si è compiuto una volta per tutte con la morte redentrice del suo Figlio (CCC, nn. 571-679). Gesù è stato crocifisso, ha conosciuto una vera morte e una vera sepoltura. Gli interventi di Dio sono concreti, reali, avvengono nel tempo, in un luogo preciso, con testimoni oculari. L'affermazione del Simbolo educa l'uomo ad accettare la morte come passaggio normale e sano della vita, partecipazione a quella di Cristo.
La Risurrezione di Gesù è la verità culminante della nostra fede in Cristo e rappresenta, con la Croce, una parte essenziale del Mistero pasquale. Essa conferma la divinità di Cristo, come pure tutto ciò che Egli ha fatto e insegnato, e realizza tutte le promesse divine in nostro favore (CCC, nn. 638-655). Gesù è risuscitato con un corpo glorioso, non è tornato in vita come Lazzaro, ma ha inaugurato una nuova forma di esistenza.
Nel Simbolo degli Apostoli troviamo anche la discesa agli inferi. Gli inferi - diversi dall'inferno della dannazione - costituivano lo stato di tutti coloro che erano morti prima di Cristo. Con l'anima unita alla sua Persona divina, Gesù ha raggiunto negli inferi i giusti che attendevano il loro Redentore per accedere alla visione di Dio (CCC, nn. 632-637).
LA PASQUA CRISTIANA
Credo nello Spirito Santo
La terza parte del Credo tratta l’aspetto pneumatologico, che riguarda l’azione dello Spirito Santo. Egli è Signore e dà la vita, procede dal Padre e dal Figlio (nella tradizione occidentale), ed è adorato e glorificato insieme a Loro. È lo Spirito che viene associato alla santificazione e al compimento della Chiesa, che è santa perché sposa di Cristo (CCC, nn. 683-747). Ha parlato per mezzo dei profeti, guidando la rivelazione divina.
Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica
Affermare "Credo la Chiesa" significa riconoscere che l’unica Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica, cioè universale, ed è santa per la santità donata da Dio suo autore e per la vocazione di ogni suo membro. La Chiesa è anche apostolica, fondata sugli apostoli e sulla loro successione (CCC, nn. 748-870).
Nel Simbolo, la parola "credo" ricorre quattro volte: per tre volte è seguita dalla preposizione in (Credo in Dio, Credo in Gesù Cristo, Credo nello Spirito Santo) e per una volta da nessuna preposizione (Credo la Chiesa). Con il "credo in" si intende esprimere un atteggiamento di fiducia, di incontro e di abbandono a Dio, che va ben oltre il ritenere vero che Dio esiste. La quarta occorrenza, "credo la Chiesa", è diversa: non significa affidare la vita agli uomini che formano la Chiesa, ma affermare che la Chiesa è opera di Dio, riconoscendone la sua natura divina e il privilegio di farne parte.
Comunione dei Santi, Remissione dei Peccati, Resurrezione della Carne e Vita Eterna
Il Credo professa la comunione dei santi, ovvero il legame che unisce i credenti sulla terra, i defunti in Purgatorio e i santi in Cielo, e la remissione dei peccati attraverso i sacramenti, in particolare il Battesimo e la Riconciliazione (CCC, nn. 946-987). L'ultima parte elenca le speranze e le attese del cristiano per il futuro: la risurrezione dei morti, non come un ritorno alla vita precedente, ma come una trasformazione gloriosa, e la vita eterna, la speranza di raggiungere una perfetta felicità e beatitudine con la visione gloriosa di Cristo (CCC, nn. 988-1050).
Conseguenze della Fede in un Solo Dio
Credere in Dio, l'Unico, ed amarlo con tutto il proprio essere comporta per tutta la nostra vita enormi conseguenze. Ci porta a:
- Conoscere la grandezza e la maestà di Dio: Egli deve essere «servito per primo» (CCC, n. 223).
- Vivere in rendimento di grazie: Tutto ciò che siamo e abbiamo viene da Lui (CCC, n. 224).
- Conoscere l'unità e la vera dignità di tutti gli uomini: Tutti sono fatti «a immagine e somiglianza di Dio» (Gn 1,26) (CCC, n. 225).
- Usare rettamente le cose create: La fede nell'unico Dio ci conduce ad usare tutto ciò che non è Lui nella misura in cui ci avvicina a Lui, e a staccarcene nella misura in cui da Lui ci allontana (CCC, n. 226).
- Fidarsi di Dio in ogni circostanza: Anche nelle avversità, confidando che «niente ti turbi, niente ti spaventi. Tutto passa, Dio non cambia. La pazienza ottiene tutto. Chi ha Dio non manca di nulla. Dio solo basta» (Santa Teresa di Gesù) (CCC, n. 227).

Il Credo nella Catechesi: Metodologie e Risorse
La spiegazione del Credo è un pilastro fondamentale negli incontri di catechesi, dalla preparazione alla Prima Comunione e alla Cresima fino alla formazione per giovani e adulti. Esistono numerosi materiali e approcci per aiutare i fedeli a comprendere e interiorizzare questa preghiera così ricca di significato.
Per i Bambini e i Ragazzi
- Materiale di Ritiro e Schede: Molte parrocchie utilizzano materiali strutturati per lezioni di catechesi, spesso arricchiti da storie che il catechista può usare per integrare la spiegazione. Schede sul Credo sono realizzate per bambini che si preparano alla Prima Comunione o per gruppi di cresimandi, talvolta con spunti da libretti come "Il Credo" di Bruno Ferrero.
- Campo Scuola: Vengono organizzati campi scuola per ragazzi delle elementari e medie sul Credo, con momenti di riflessione e ritiri specifici.
- Introduzione e Approfondimento: Materiali specifici sono usati per introdurre il Credo a bambini di terza elementare, spesso con schede e disegni da colorare che presentano anche il testo del Credo.
- Consegna del Credo: La consegna del Credo ai ragazzi è un momento significativo, spesso inserito nella celebrazione Eucaristica, con semplici schede o biglietti con il Simbolo apostolico.
- Incontri Settimanali: Sono disponibili quindici schede per incontri settimanali sul Credo, specificamente pensate per ragazzi delle medie.
Per Adolescenti e Giovani
- Incontri Tematici: Spunti e materiali sono disponibili per preparare incontri per ragazzi delle superiori o per giovani sulla parte del Credo relativa alla Chiesa, o sulla fede nel suo complesso.
- "Carta d'Identità del Cristiano": Strumenti come "la carta d'identità del cristiano" (da stampare, tagliare e piegare) e il "Credo della maturità cristiana" sono proposti come professione di fede per giovani.
- Veglie di Preghiera: Per i cresimandi, momenti come la Veglia di Pentecoste e la liturgia della Traditio Symboli (consegna del Credo) sono occasioni importanti per approfondire il significato della fede.
Risorse Generali e Approfondimenti
- Fascicoli Commentati: Esistono fascicoli ben strutturati sul Simbolo Niceno-Costantinopolitano, con una nutrita introduzione e il Credo commentato parola per parola.
- Schede per Catechesi Adulti: Schede per l'approfondimento e la conoscenza del Credo sono realizzate attraverso spunti da altri sussidi, molto utili per una serie di incontri di catechesi per adulti.
- Studi Storico-Teologici: Materiali come lo studio di Fausto Rossi offrono una riflessione storica e teologica dettagliata sul Credo, suddividendo il commento nei vari articoli.
- Materiali per l'Anno della Fede: Per occasioni speciali come l'Anno della Fede, vengono preparati cartoncini con il Simbolo degli Apostoli da distribuire alle famiglie, o novene che ripercorrono il Credo attraverso testi biblici e del Magistero.
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