Il testo seguente raccoglie informazioni dettagliate sull'iconografia e i "costumi" (intesi come abbigliamento e attributi iconografici) di vari apostoli ed evangelisti, oltre a esplorare il significato dei colori nell'arte sacra e il ruolo biblico dell'evangelista.
L'Iconografia degli Apostoli: Attributi e Colori
Spesso, le rappresentazioni iconografiche degli apostoli seguono schemi cromatici e fisici specifici, spesso tramandati attraverso la tradizione e l'arte sacra. Ad esempio, San Giacomo viene descritto con barba e capelli simili a Gesù, ma i capelli sono più corti. Di solito si veste con gli stessi colori che usa solitamente Gesù: la tunica rossa e il manto blu. Sebbene una volta sia stato visto vestito con la tunica bianca e il manto rosso chiaro, la maggior parte delle volte è vestito di rosso e blu. Il Giacomo Maggiore, presente in alcune narrazioni, si distingue dal Giacomo Minore: quest'ultimo, presente sulla nostra Pentecoste, ha la tunica blu e il manto rosso, i capelli ondulati o ricci e barba appuntita.
- Pietro: Ha solitamente la tunica blu e il manto giallo o giallo/arancione, capelli e barba bianchi corti e ricci.
- Paolo: I colori di Paolo sono blu e rosso/violaceo, ha la fronte alta e la barba a punta.
- Tommaso e Filippo: Entrambi sono senza barba perché entrambi giovani. I colori di Tommaso sono solitamente blu e rosso oppure bianco e arancione, mentre quelli di Filippo sono azzurro o viola chiaro e arancione o verde.
- Giovanni Apostolo: È lo stesso Giovanni a cui viene attribuito uno dei Vangeli canonici. A volte viene rappresentato giovane e altre volte anziano. Era giovane quando era con Gesù, ma in alcune icone che riguardano momenti della sua gioventù, viene rappresentato come anziano, come, ad esempio, in alcune icone della Pentecoste.
- Matteo: Veste di rosso e blu o verde, ha i capelli corti e la barba un po’ lunga, bianchi.
- Andrea: Veste di rosso violaceo e verde, ha barba lunga e capelli spettinati bianchi.
- Simone: Anche Simone ha i capelli e barba bianchi, ha la fronte alta e la barba riccia, veste di rosso e blu oppure blu e verde.
- Luca: Veste di verde e rosso oppure blu e rosso, ha la chierica tra i capelli ricci e la barba corta.
- Marco: Veste di rosso o viola e blu, ha capelli e barba un po’ lunghi.

Il Significato Simbolico dei Colori nell'Iconografia Cristiana
Sui libri di iconografia si leggono vari significati attribuiti ai colori: solitamente il bianco indica la purezza, il rosso ricorda il sangue e quindi la vita, il blu/azzurro rimanda al cielo e quindi alla trascendenza e il verde è il colore della natura. Secondo Pavel N. nella sua "Teologia della Bellezza", "Attraverso tutti questi colori la materia cosmica, quale ricettacolo puro, riceve le fiamme del Paraclito. La luce del primo giorno si risolve nell’accordo finale della Città luminosa dell’ultimo giorno. Dei vertici della cultura umana e di tutte le sue icone, lo Spirito Santo, Iconografo e Spirito della Bellezza, fa già l’Icona del Regno".
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Gli Evangelisti e i Loro Simboli Canonici
I quattro evangelisti sono tradizionalmente associati a simboli specifici, spesso rappresentati nell'arte sacra. Ad esempio, a Vicenza, un magnifico esempio di questa iconografia si trova nel portale della chiesa di S. Lorenzo, dove gli evangelisti sono scolpiti ai quattro angoli dell'ingresso principale, ognuno con il proprio simbolo:
- Un uomo (o un angelo) per S. Matteo
- Un bue per S. Luca
- Un leone per S. Marco
- Un'aquila per S. Giovanni
Questa interpretazione fu perfezionata da San Girolamo, vissuto a cavallo tra il IV e il V secolo d.C., che associò la vita di Cristo ai quattro esseri viventi, basandosi sull'interpretazione di San Ireneo.
Associazioni tra Simboli e Vangeli
I simboli degli evangelisti riflettono l'incipit e il focus dei rispettivi Vangeli:
- Matteo è raffigurato come un uomo perché il suo vangelo inizia con la genealogia di Gesù, raccontando la sua storia umana e la prima parte della sua vita, dalla nascita al battesimo.
- Il vangelo di Marco inizia presentando la figura di Giovanni il Battista, che predica nel deserto "rivestito di pelli di cammello con una cinghia di cuoio intorno ai fianchi e si nutriva di locuste e di miele selvatico" (Marco 1,7). Il leone è spesso associato alla voce potente che grida nel deserto.
- L'incipit del vangelo di Luca inizia col presentarci Zaccaria, marito di Elisabetta, che sta porgendo un sacrificio a Dio; il bue è un animale sacrificale per eccellenza.
- L'aquila per Giovanni simboleggia la sua visione teologica elevata, poiché il suo vangelo si apre con un prologo sul Verbo divino, innalzandosi verso le sfere celesti.

Il Vangelo di Marco è il più breve ed è ritenuto il più antico, redatto attorno al 70 d.C. e usato come fonte da Matteo e Luca. Sebbene sussistano incertezze circa l'identità di Marco evangelista con il Giovanni Marco ricordato negli Atti degli Apostoli, egli è un personaggio noto dell'età apostolica. Fu missionario e compagno degli apostoli Paolo e Pietro, il quale lo chiama "suo figlio" e le testimonianze antiche lo presentano come suo interprete. Marco accompagnò Barnaba e Paolo nel primo viaggio missionario ma li abbandonò a Perge in Panfilia per tornare a Gerusalemme (Atti 13, 5; 13, 13). A causa di questo gesto, Paolo non l'accettò come compagno nel secondo viaggio; il giovane si recò allora a Cipro con Barnaba (Atti 15, 39). Per l'epoca successiva, si intravvede una completa riconciliazione con Paolo (cfr. Col. 4, 10; Filem. 24; II Tim.).
A differenza dei Vangeli paralleli, Marco non racconta nulla della nascita o dell'infanzia di Gesù; la sua narrazione inizia con il battesimo di Gesù, dopo una breve presentazione di Giovanni Battista (1, 1-8). Una parte notevole (11, 1-15, 47) è riservata alla descrizione degli ultimi giorni e della passione di Gesù; otto versetti (16, 1-8) si riferiscono alla Risurrezione; quindi in una pericope (16, 9-20), aggiunta probabilmente in un secondo tempo, si accenna a talune cristofanie.
Il Ruolo dell'Evangelista nella Tradizione Cristiana
Un evangelista è una persona che proclama la buona novella; in altre parole, un predicatore del Vangelo o un missionario. Una persona con il dono dell'evangelizzazione è spesso una persona che viaggia da un luogo all'altro per predicare il Vangelo e invitare al pentimento. In Efesini 4:11-13 si legge: "Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi, per l'opera del ministero e per l'edificazione del corpo di Cristo, finché giungiamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, a un uomo perfetto, a la misura della statura della pienezza di Cristo".
Esempi Biblici di Evangelisti: Filippo e Timoteo
In Atti 21:8 Filippo viene nominato evangelista e in 2 Timoteo 4:5 Paolo esorta Timoteo a svolgere l'opera di evangelista. Questi sono gli unici tre usi della parola evangelista in tutta la Bibbia.
- Filippo: Era stato uno dei sette diaconi scelti affinché gli apostoli potessero svolgere il loro lavoro di insegnamento e di preghiera (Atti 6:3). Si era stabilito a Cesarea e vi aveva vissuto per circa 20 anni prima dell'arrivo di Paolo in Atti 21. Il precedente lavoro evangelistico di Filippo era stato in Samaria (Atti 8:4-8), dove "predicò […] Cristo" ai Samaritani (versetto 5) e compì miracoli, tra cui la cacciata dei demoni e la guarigione dei paralitici. La presenza di Pietro e Giovanni in Samaria e la presenza dello Spirito nei Samaritani credenti (Atti 8:17) confermano il ministero di Filippo in quel luogo. Come evangelista, Filippo aveva predicato il Vangelo e, quando i Samaritani avevano creduto e ricevuto lo Spirito, erano stati accolti nella Chiesa. Dove prima c'erano state divisioni e animosità tra Giudei e Samaritani, ora esisteva il legame spirituale dell'amore (Colossesi 3:14). L'impegno pionieristico di Filippo pose le basi affinché i suoi uditori ricevessero lo Spirito Santo per fede. Il ministero di Filippo come evangelista continua negli Atti 8, quando viene guidato da un angelo a percorrere la strada del deserto verso Gaza. Sulla strada incontra un eunuco etiope, funzionario di corte della regina d'Etiopia. Filippo aiuta l'uomo a comprendere la Parola di Dio e l'eunuco viene salvato. Filippo battezza l'uomo e lo Spirito Santo porta via Filippo (Atti 8:39). In seguito Filippo "si ritrovò in Azot; e, proseguendo, evangelizzò tutte le città, finché giunse a Cesarea" (versetto 40). Ovunque andasse, Filippo condivideva il Vangelo.
- Timoteo: Gli è stato detto di fare la predicazione pre-salvifica che è "l'opera di evangelista" (2 Timoteo 4:5). Questa stessa predicazione della buona novella è la chiamata generale ai discepoli nel Grande Mandato e a tutti noi fino alla fine del mondo (Matteo 28:16-20).
La carica di evangelista sarà necessaria finché la chiesa non raggiungerà la maturità di Cristo stesso (Efesini 4:13). Le buone notizie sono fatte per essere condivise.
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