Personalmente non ho alcun dubbio sulle apparizioni della Madonna, assolutamente nessun dubbio, e anche se il fatto che siano in corso da oltre trenta anni è sicuramente una novità nella storia dell’uomo, credo che i tempi siano tali da giustificare un evento tanto straordinario. Non che l’uomo si comporti peggio del solito, no, ma oltre a fare il male come ha sempre fatto, la cosa inedita è che oggi lo chiama bene: conquista, diritto, progresso, emancipazione.
Andai a Medjugorje la prima volta a 18 anni, nel 1989, grazie a un signore molto generoso che decise di offrire il viaggio a tutto il gruppo di preghiera dei giovani della mia parrocchia perugina. L’estate successiva ci tornai con un’amica, facendo un pezzo di viaggio in autostop. Oggi, anziana madre di famiglia, vedendo le strade della Bosnia e rivedendomi diciottenne, rabbrividisco al solo pensiero dell'imprudenza, ma da quell'esperienza ho ricevuto solo cose buone.

I cinque sassi: il cuore del messaggio
I messaggi di Medjugorje sono tanti, ma si possono condensare nei “cinque sassi” che la Madonna consegna a noi per battere il nostro peccato:
- Lettura della Parola di Dio
- Preghiera (il Rosario)
- Eucaristia
- Digiuno a pane e acqua
- Confessione mensile
Queste sono le armi della vita spirituale che la Chiesa ci consegna da sempre. Medjugorje è il dito che indica Dio, perché Maria ci porta sempre a Lui e non a se stessa. Su ogni altare su cui viene celebrata una messa avviene molto più di un’apparizione: Dio diventa pane e si lascia mangiare da noi per darci le forze necessarie a fare il nostro pezzetto di strada.

Il discernimento della Chiesa e la Nota del Dicastero
Riguardo alla recente Nota del Dicastero per la Dottrina della Fede, "La Regina della Pace", emerge una struttura che affronta prima i "frutti" e poi i "messaggi". Il documento introduce una novità di linguaggio, arrivando a concedere il nihil obstat sul culto, pur sottomettendo ogni futuro messaggio a controllo. Si afferma che la perfezione morale dei veggenti non è richiesta, ma si precisa che con il termine "messaggi" si debba sempre intendere "presunti messaggi".
Mi consegno in docile attesa a quello che dirà la Chiesa e mi rimetto al suo pronunciamento, perché chi garantisce la fede è solo il Papa. Nonostante la precarietà di molti messaggi, è innegabile che questa esperienza spirituale produca una vita evangelica feconda. Se delle apparizioni aiutano ad alleviare l’enorme, epocale crisi di fede, ben vengano.
La Verità su Medjugorje: Il Verdetto Ufficiale della Chiesa Cattolica del 2024
Incontri e testimonianze: Vicka e Suor Elvira
Nella mia parrocchia di Santa Lucia a Perugia venne alla fine degli anni ’80 Vicka, una delle veggenti. Mi sembrava una persona sana di mente, equilibrata, semplice e umile. L’ho vista piegare le ginocchia e cominciare a parlare con la Madonna con una naturalezza disarmante. Insieme a lei c'era Suor Elvira di Saluzzo, che ha salvato migliaia di ragazzi dalla droga con la comunità Cenacolo.
Suor Elvira, donna concretissima e con un forte senso di appartenenza alla Chiesa, mi ha colpita per la sua risposta all'invito al digiuno. Non si chiedeva come avrebbe fatto, ma esclamava: “chissà quali grazie ci vuole dare Dio con questa cosa che ci offre!”. Queste testimonianze mi hanno convinta della serietà di questa catechesi sulla vita spirituale, che è il contrario della curiosità morbosa.

La sfida della normalità e il miracolo della vita
A volte riconosco in me la tentazione di cercare la soluzione miracolosa, qualcosa che tolga di mezzo la croce, che spesso è semplicemente la fatica e la noia della normalità. In questi giorni di ritorno da Medjugorje mi è apparso chiaramente il mio infantilismo, quello che mi spinge a cercare segni ed emozioni senza vedere il miracolo che è la nostra vita quotidiana.
Non mi sembra affatto strano che una Madre ripeta da anni le stesse cose. Come mamma, ripeto decine di migliaia di volte le stesse raccomandazioni ai miei figli perché continuano a fare gli stessi errori. La Madonna fa lo stesso: ci invita a un cammino di fede seria, alla custodia della Parola e alla trasformazione del cuore che deve diventare carità concreta.
Se verrà provato che le apparizioni sono state reali solo all'inizio e poi sono diventate una modalità di comunicazione prolungata dai veggenti, non ne sarei turbata. Ciò che conta sono i cuori ardenti d'amore e la possibilità di una preghiera costante che Medjugorje continua a alimentare in tanti fedeli.
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