Papa Francesco e le Suore Carmelitane: Incontri, Insegnamenti e Chiamate alla Speranza

Il pontificato di Papa Francesco è stato segnato da numerosi incontri e discorsi dedicati alla vita consacrata, in particolare alle suore carmelitane. Attraverso gesti inaspettati e profonde riflessioni, il Pontefice ha offerto preziosi insegnamenti sulla contemplazione, l'evangelizzazione, la vita comunitaria e la perseveranza nella fede, richiamandosi spesso alla ricca tradizione carmelitana e ai suoi grandi santi.

La Sorprendente Telefonata agli Auguri di Fine Anno

Papa Francesco al telefono con le Suore Carmelitane

Il 31 dicembre 2013, Papa Francesco ha chiuso l'anno con una delle sue ormai celebri telefonate, dimostrando un approccio diretto e personale. Bergoglio ha chiamato il convento delle Carmelitane Scalze di Lucena, in provincia di Cordoba, in Andalusia, per fare gli auguri di fine anno. Non avendo ricevuto risposta, ha lasciato un messaggio in segreteria telefonica: «Cosa andate facendo di così importante da non poter rispondere alle telefonate? Sono il Papa Francesco, volevo farvi gli auguri per questa fine d’anno. Vedrò se più tardi potrò richiamarvi. Che Dio vi benedica».

Le suore, tra cui Suor Adriana, priora del convento, erano impegnate a recitare il rosario e non hanno potuto rispondere. Attonite quando hanno riascoltato il messaggio registrato alle 11.45, hanno poi avuto la gioia di ricevere una seconda chiamata dal Pontefice, fedele alla sua promessa. La conversazione è durata circa 20 minuti. Nel convento di Lucena vivono cinque suore, tre delle quali erano già state conoscenze del Pontefice durante il suo periodo come arcivescovo di Buenos Aires. Le suore di questo convento dedicano il loro tempo alla preghiera e alla realizzazione di artigianato sacro, come vestitini per bambini, quadri su tela e immagini del Bambino Gesù, il cui ricavato è destinato a opere di beneficenza e alla cura del convento.

L'Udienza alle Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo: Contemplazione e Missione

Un altro significativo incontro di Papa Francesco con le suore carmelitane è avvenuto il 6 dicembre scorso, durante un'udienza con le Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo. L'occasione era il duplice anniversario del quarantesimo di fondazione dell'istituto e del venticinquennale della sua presenza in Europa.

Il Pontefice ha ricordato l'«impulso missionario di evangelizzazione in diversi ambiti strettamente collegato con la contemplazione e con una vita di preghiera» che caratterizza il loro carisma. Durante l'incontro, iniziato con la semplicità di un Padre che accoglie le sue figlie, erano presenti circa sessanta suore provenienti da Brasile, Italia, Francia e Spagna. Il Santo Padre si è soffermato sul passo del Vangelo di Luca «Lo Spirito del Signore è sopra di me e mi ha mandato a proclamare un anno di grazia del Signore» (Lc 4, 18s), brano che ha ispirato il carisma dell'istituto.

Francesco ha sottolineato il ruolo fondamentale della Parola di Dio nella vita del cristiano, affermando che essa deve essere annunciata a tutti e che l'evangelizzazione è una missione non solo per le suore, ma per ogni battezzato. Ha citato San Paolo, l'apostolo delle genti, e il suo impegno nell'evangelizzazione: «Guai a me se non evangelizzo», un impegno quotidiano per tutti e verso tutti.

Un Carisma di Evangelizzazione Attiva

Al termine dell’udienza, la priora generale, Raquel Cristina Santana Canoas, ha evidenziato come l'incontro con il Santo Padre abbia «rinnovato la vocazione e il carisma» delle suore. Papa Francesco «ha toccato temi delicati come la contemplazione e l’evangelizzazione, incoraggiandoci ad andare avanti».

La famiglia delle Suore Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo è un istituto religioso di diritto diocesano, legato all’ordine carmelitano scalzo. Fondato in Brasile il 30 luglio 1984 da Suor Maria José do Espírito Santo, è oggi presente con tredici comunità in Brasile e undici in Europa. Il loro motto, «Contemplare per evangelizzare alla luce dello Spirito Santo di Dio», riassume il loro carisma che unisce la contemplazione e l'azione apostolica, vivendo la spiritualità del Carmelo Teresiano e della tradizione Carmelitana. La preghiera teresiana è uno dei pilastri della loro vita.

Le suore evangelizzano attraverso varie attività pastorali, come la catechesi nelle parrocchie per bambini e adolescenti, la partecipazione a gruppi di preghiera, la visita a famiglie e anziani, l'animazione liturgica, i ritiri e le missioni popolari. Essendo una congregazione giovane, si adattano ai tempi attuali evangelizzando anche attraverso radio, tv, social network, musica e libri. Un posto speciale è occupato dall’adorazione del Santissimo Sacramento, dove intercedono per sacerdoti e battezzati che hanno allontanato dalla fede.

Fedeli alla loro missione di andare incontro ai "più piccoli e vulnerabili", in Brasile le sorelle lavorano anche in centri d’accoglienza per giovani e adolescenti a San Paolo e Pomerode. A Joinville, si prendono cura di una casa che accoglie donne incinte provenienti da situazioni difficili, legate a droga, prostituzione e violenza.

Papa: la preghiera di contemplazione ci aiuta nella speranza

Riflessioni sulla Vita Contemplativa e la Speranza Evangelica

Papa Francesco ha spesso rivolto alle carmelitane, e più in generale alle contemplative, un invito a vivere la loro vocazione con dinamismo e speranza. «La vocazione contemplativa non porta a custodire le ceneri, ma ad alimentare un fuoco che arde in modo sempre nuovo e può donare calore alla Chiesa e al mondo». Questa vocazione non significa rifugiarsi «in una consolazione spirituale intimistica o in una preghiera avulsa dalla realtà», ma è un cammino in cui ci si lascia influenzare dall’amore di Cristo fino a unirsi a Lui, affinché questo amore pervada l'intera esistenza.

Il Fuoco della Vocazione e il Discernimento

In un discorso rivolto alle carmelitane scalze riunite per la revisione delle loro costituzioni, il Papa le ha invitate a «trovare nuovi linguaggi, nuove vie e nuovi strumenti» per dare slancio alla vita contemplativa. Ha ricordato che la ricchezza maturata nelle Costituzioni deve restare «aperta alle suggestioni dello Spirito Santo, alla perenne novità del Vangelo, ai segni che il Signore ci dona attraverso la vita e le sfide umane», perché «così si preserva un carisma. Non cambia, ascolta e si apre a ciò che il Signore vuole in ogni momento».

Il dinamismo della contemplazione è sempre un dinamismo di amore, una scala che eleva a Dio non per staccarsi dalla terra, ma per abitarla in profondità. Richiamando l'insegnamento di Santa Teresa d’Avila, Francesco ha sottolineato che l’«unione mistica e interiore con la quale Dio lega l’anima a sé» pervade e trasforma tutta la vita, senza distaccare dalle occupazioni quotidiane. Il tempo dedicato al silenzio e alla preghiera è la sorgente dell’apostolato e delle mansioni quotidiane. La vita contemplativa, impostata in questo modo, non rischia l'inerzia spirituale, ma fornisce la luce interiore per il discernimento, essenziale per affrontare i problemi concreti dei monasteri e della vita comunitaria.

La Pericolosità delle "Almas Concertadas"

Il Papa ha messo in guardia contro le «almas concertadas», un'espressione di Santa Teresa d'Avila difficile da tradurre ma che indica «anime così organizzate», persone che cercano di controllare la propria vita e non si lasciano «sconcertare» dal Dio delle sorprese. Esse si irrigidiscono nell'osservanza e nello scrupolo, come i censori delle Terze Mansioni del Castello interiore. Questo atteggiamento può portare alla sterilità della vita consacrata, quando non è profetica e non permette di sognare. Il Papa ha ammonito che la morte spirituale può colpire non solo singoli consacrati, ma anche intere congregazioni religiose, portando a giudizi farisaici e a un ritorno nostalgico al passato che «non funziona».

Superare la Rigidità e la "Cultura del Provvisorio"

Papa Francesco ha spesso criticato la rigidità, che toglie la libertà, citando Santa Teresa di Gesù che, per la sua libertà, dovette affrontare l'Inquisizione. Ha esortato a mantenere la «capacità di sognare», come dimostrato da Santa Teresa di Gesù Bambino che, pur chiusa in convento, non perse mai i suoi orizzonti, diventando Patrona delle missioni.

La speranza evangelica, a differenza delle strategie umane difensive e della nostalgia, «dona la gioia della storia vissuta fino ad oggi» e «rende capaci di guardare al futuro, con quelle radici che abbiamo ricevuto». Ciò significa «preservare il carisma» e l'entusiasmo di andare avanti, «a piedi nudi, cioè con la libertà dell'abbandono in Dio».

Il Pontefice ha anche affrontato il tema della «cultura del provvisorio» che, a suo dire, è entrata nella Chiesa, nelle comunità religiose, nelle famiglie e nel matrimonio. A questa mentalità che si contrappone alla scelta definitiva di Dio, il Papa ha opposto la «cultura del definitivo», un criterio di discernimento spirituale fondamentale.

La Vita Comunitaria e la Lotta Spirituale: Insegnamenti dal Madagascar

Papa Francesco parla alle suore di clausura in Madagascar

Durante un intenso momento di preghiera ad Antananarivo, in Madagascar, con un centinaio di monache di clausura, Papa Francesco ha parlato a braccio, lasciando il testo preparato per esprimersi «dal cuore». Ha sottolineato l'importanza del coraggio per seguire il Signore e ha offerto un esempio della vita comunitaria.

L'Esempio di Santa Teresa di Gesù Bambino e la Carità Quotidiana

Il Papa ha raccontato la storia vera di una giovane suora, Suor Teresa di Gesù Bambino (Santa Teresina), che con carità squisita si prendeva cura di una anziana consorella, Suor San Pietro, che era quasi paralitica e talvolta difficile. Nonostante le difficoltà e le tentazioni di lamentarsi, la giovane Teresa perseverava con un sorriso, credendo nell'obbedienza e compiendo «piccoli passi di carità e di amore» che «imprigionano Dio». Ha enfatizzato che la via della perfezione si trova in questi piccoli gesti, che seppur insignificanti, rendono Dio felice e contribuiscono alla salvezza del mondo.

Ha ammonito contro la mondanità, anche quella «nascosta», che può insinuarsi nella clausura, invitando a discernere e a chiudere la porta ai pensieri mondani con «piccoli atti di amore». Ha ricordato come Teresa, di fronte alla musica di una festa esterna al convento, preferì custodire la vecchietta, affermando che quel gesto la rendeva più felice di tutti i balli del mondo.

Il Discernimento contro i "Diavoli Educati"

Papa Francesco ha offerto un monito sulla lotta spirituale, usando l'immagine dei «diavoli educati». Ha spiegato che, dopo la vittoria iniziale contro il diavolo all'ingresso in convento, il tentatore può tornare in modo subdolo e "educato", cercando di entrare nella vita interiore. Ha esortato le suore a parlare immediatamente di qualsiasi cosa che tolga la tranquillità, sia con la priora che con le consorelle. La trasparenza del cuore e la comunità sono la difesa contro queste insidie.

La carità di chiedere consiglio in tempo, di ascoltare le sorelle e la priora, unita alla preghiera, sono gli strumenti fondamentali. La priora, pur con i suoi difetti umani, è per la suora l'immagine di Gesù e obbedire a lei è una via per assoggettarsi all'amore. Ha concluso ricordando che la lotta spirituale, persino nella perdita della fede, dura fino alla fine, ma se è vera, non si perde la pace interiore.

Il Pontefice ha infine condiviso la sua personale esperienza con Santa Teresa di Gesù Bambino, che lo ha accompagnato e gli ha insegnato «a fare i passi», definendola un'«amica fedele» e un esempio di come si diventa santi non con la teoria, ma con l'esperienza e la carità quotidiana.

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