La Scuola Vaticana di Biblioteconomia, un istituto di alta formazione collegato alla Biblioteca Apostolica Vaticana, rappresenta un punto di riferimento internazionale per la specializzazione nel campo biblioteconomico. Voluta da Papa Pio XI, essa offre un percorso di studi riconosciuto dallo Stato Italiano, preparando i futuri bibliotecari ad affrontare le sfide di un mondo in costante evoluzione, mantenendo un profondo legame con la tradizione.

Le Origini e la Missione Istitutiva
L’istituto fu fortemente voluto da Papa Pio XI, che, ricordando la sua lunga esperienza di bibliotecario prima alla Biblioteca Ambrosiana e poi come prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, volle istituire nel 1934 la Scuola Vaticana di Biblioteconomia. La sua missione era chiara: “Iniziare nel modo più largo, nel modo migliore, ad una tenuta, un governo, una cura dei libri che non si arresta ai libri stessi e non ha questi soltanto per oggetto, ma va anche a quello che i libri rappresentano cioè la scienza, il culto della scienza, e della nobile fatica intorno alla scienza”.
Il primo corso iniziò la mattina del 13 novembre di quell’anno con la prolusione di Eugène Tisserant, allora pro-prefetto della Biblioteca Apostolica e futuro cardinale bibliotecario.
Evoluzione e Struttura Attuale del Corso
Nel corso degli anni, la Scuola ha formato centinaia di allievi - laici ed ecclesiastici - provenienti da Paesi dell’Europa continentale e dell’America latina. In tempi recenti sono arrivati alunni anche da Paesi arabi, africani e asiatici. La Scuola vaticana di Biblioteconomia nasce come servizio della Biblioteca Vaticana con l’intento di trasmettere le conoscenze e la capacità gestionale della Biblioteca ad allievi e giovani futuri bibliotecari.
Oggi, la scuola è un master di secondo livello, una scuola di specializzazione post-laurea per un gruppo piccolo di allievi molto selezionati di tutto il mondo. Essi hanno come interlocutori insegnanti professionisti della biblioteconomia, alcuni dei quali lavorano direttamente in Biblioteca. La finalità precisa è quella di far sperimentare, concretamente oltre che teoricamente, le attività, i servizi, e gli studi che la Biblioteca Apostolica porta avanti, trasmettendoli a futuri bravi bibliotecari. La cosa più caratteristica di questa Scuola è l’azione stretta con la Biblioteca Vaticana, che è un centro di studi per materiali antichi.

Opportunità e Riconoscimento del Diploma
Il diploma rilasciato dalla Scuola è riconosciuto dallo Stato Italiano a norma dell'articolo 10, comma 2, della Legge 25 marzo 1985, n. 121, che apporta modificazioni al Concordato Lateranense tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede. Questo riconoscimento permette al corso di rientrare nelle prospettive internazionali di sviluppo dei corsi post-laurea.
Il diploma è inoltre valido per accedere, ad esempio, ai concorsi nazionali per funzionari di biblioteca. La Scuola accoglie anche specializzandi e dottorandi di ricerca, inviati dai loro professori per apprendere le discipline biblioteconomiche all’interno dei loro percorsi di studio.
Requisiti di Ammissione
Possono accedere alla Scuola tutti gli studenti che hanno una laurea magistrale o, per gli ecclesiastici, una licenza docendi. Ogni anno viene selezionata una trentina di allievi. Non è necessario avere una specializzazione pregressa, ma nella selezione contano il curriculum presentato dal futuro allievo e la presentazione di una lettera di un’autorità riconosciuta dalla Scuola, sia dal punto di vista degli studi che della posizione ecclesiastica. Questo è particolarmente rilevante per gli studenti religiosi che dovranno occuparsi delle biblioteche dei loro ordini o delle loro diocesi.
Organizzazione del Corso e Frequenza
La Scuola ha i suoi locali in via della Conciliazione, 1. È obbligatoria la frequenza alle lezioni, alle esercitazioni, alle conferenze e alle visite di studio. Le lezioni sono integrate da conferenze di argomento attinente, tenute da specialisti appositamente invitati. È prevista un'ora per il pranzo (13:15-14:15). Gli esami, sostenibili entro due anni dall'iscrizione, si tengono a giugno e settembre, usufruendo al massimo di quattro sessioni consecutive.
La storia della Biblioteca Apostolica Vaticana
L'Interesse per il Libro nell'Era Digitale
Antonio Manfredi, vicedirettore della Scuola, ha affrontato il tema dell'approccio delle nuove generazioni al libro, spesso sostituito da smartphone e strumenti elettronici. Nonostante la tecnologia abbia riformato la vita delle biblioteche, i giovani che si accostano al libro e richiedono questo tipo di studi sono molti. L’interesse per il libro non è calato, bensì è cambiato, generando una relazione differente con il libro di carta.
Questa scelta, pur non essendo universale, attira chi desidera approfondire un certo tipo di studi, e l’interesse per questo ambito è sorprendentemente grande. Il libro resta un punto di riferimento, anche se con un taglio differente. La convinzione comune tra i professionisti è che, nel tempo, le formule elettroniche e le formule “ordinarie” convivranno a lungo, non solo per gli studiosi di cose antiche, ma anche per chi si occupa di modernità.
Iscrizioni e Open Day Virtuale
Anche quest’anno, nonostante le difficoltà imposte dalla pandemia, la Scuola riapre le iscrizioni, prorogando la data al 31 maggio in considerazione dell’attuale situazione sanitaria. È previsto un Open Day virtuale, un incontro di presentazione di circa un’oretta, durante il quale i professori presenteranno l’assetto generale della Scuola e le materie insegnate, dall’ordinamento di Biblioteca alle discipline più specializzate sul manoscritto e sul libro antico. Sarà un’opportunità per i partecipanti di porre domande e confrontarsi con la direzione e i docenti per scoprire questo mondo antico ma proiettato alla modernità.
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