A Livorno, chi conosce bene il quartiere Shangai (spesso colloquialmente chiamato "Corea") prova ancora un'emozione particolare passando davanti all’ex casa delle suorine, situata tra via Giolitti e via Paretti. Questo edificio è da sempre un simbolo per la comunità locale.
La Storia di un Servizio Instancabile e la Partenza delle Sorelle
Nel 2012, le sorelle di San Giuseppe dell’Apparizione hanno lasciato il quartiere dopo trent’anni di instancabile servizio. La loro partenza ha suscitato una forte reazione emotiva: alle finestre dei palazzoni popolari e persino della rossa Casa del Popolo di via Fratelli Bandiera, sono spuntati striscioni bianchi. Questi erano, in parte, un segno di protesta verso chi non aveva fatto abbastanza per trattenere le suore, e in parte un grande segno di affetto per quelle donne che per anni avevano saputo aiutare le famiglie e farsi voler bene.
Le quattro mura dell'edificio, di proprietà della diocesi, hanno mantenuto nel tempo il loro valore simbolico per Shangai. Negli ultimi undici anni, la struttura ha attraversato fasi alterne, ma nel 2021 i locali sono stati sistemati e rimessi al servizio della comunità. Ciò è avvenuto grazie alla collaborazione con un gruppo di volontari del quartiere, che hanno permesso di ospitare feste e iniziative sociali.
Il Progetto del Collegio Universitario a Livorno
La novità più recente riguarda il futuro dell'ex casa delle suore: ora, la diocesi e la Caritas puntano a trasformare il primo piano della struttura in un collegio universitario. L'idea è quella di creare un collegio universitario proprio a Livorno, nel quartiere Shangai.

Il vescovo, mons. Simone Giusti, ha spiegato la motivazione di questa scelta: «Perché Livorno sta diventando sempre di più una città universitaria, anche per fuori sede». Questa crescita è dovuta da una parte alla sviluppo del polo di logistica dell’Università di Pisa, che ha sede a Villa Letizia, e dall’altra alle lezioni universitarie che si tengono all’Accademia navale e che si apriranno sempre di più ai civili.
Dettagli e Sostenibilità del Nuovo Collegio
L'apertura del primo collegio universitario è prevista per settembre, inizialmente con pochi posti. «Poi d’accordo con l’Università cercheremo di andare incontro alla domanda», ha annunciato il vescovo. L’intenzione è di mettere a disposizione 8-10 posti al primo piano, che sarà presto lasciato dalle guardie carcerarie, e di offrire un servizio di portierato. I dettagli precisi sono ancora da definire, e si attende di comprendere la risposta degli studenti.
Il direttore della Fondazione Caritas, Guido De Nicolais, ha chiarito: «Siamo nella fase della progettazione, abbiamo già contattato i vertici del polo di logistica, che sono contenti». Ha aggiunto che è fondamentale «lavorare perché il progetto sia economicamente sostenibile», per evitare perdite, e «capire se è appetibile per i ragazzi».
Un aspetto su cui mons. Giusti è già molto chiaro riguarda i costi: «Abbiamo intenzione di orientarci su cifre molto basse, tra i 100 e i 200 euro al mese, non certo quelle che chiedono nelle città universitarie per un posto letto».
La Nascita del Progetto e l'Impatto sul Quartiere
Il progetto è nato da un incontro del vescovo lo scorso anno con il preside di logistica, il quale espresse la necessità di un collegio universitario data la crescente presenza di studenti fuori sede. «Da lì è nata l’idea che ora va a concretizzarsi. Vedremo se sarà possibile fare l’accreditamento con l’Università. Intanto partiamo con un piccolo segno».
L'iniziativa ha anche una forte valenza sociale per il quartiere. «Sicuramente - ha aggiunto il vescovo - portare studenti universitari in questo quartiere vuol dire credere nella sua possibilità di riscattarsi. Nel mischiare la popolazione, le esperienze, le generazioni, anche il quartiere ci guadagna».
Gli studenti universitari fuori sede interessati possono già rivolgersi alla Caritas per contribuire alla costruzione del progetto. Inoltre, l'iniziativa apre a nuove opportunità: «E se poi dopo - ha aggiunto il vescovo - qualcuno di questi giovani volesse anche fare un po’ di volontariato, lo troverebbe sotto casa».
Un Futuro Punto di Informazioni e Salute al Piano Terra
Nelle intenzioni della Caritas e della diocesi, il piano terra dell’ex casa delle suore potrebbe rimanere al servizio del rione con l’aggiunta di una sorta di punto informazioni-salute. Al momento è solo un’idea, ma il progetto potrebbe integrarsi con quello che sta portando avanti il Comune al centro civico della vicina piazza Fratelli Bandiera. Qui, per due sabati al mese, la stessa Caritas e la farmacia Farneti offrono esami gratuiti (come la misurazione della pressione e della glicemia) e consulenze con medici volontari.

Francesco Farneti ha evidenziato il successo di questa attività sperimentale: «Abbiamo visto che questa attività, partita in modo sperimentale, funziona, le persone ne hanno bisogno». Di recente, si sono registrate una decina di visite per ognuno dei tre specialisti presenti, oltre a una trentina di controlli di pressione e glicemia. «Ci stiamo rendendo conto che spesso chi non va in ospedale e neppure dal medico di base, viene lì. È il segno che servono servizi intermedi nei quartieri».