L'Istituzione del Ministero del Catechista: Un Percorso di Riconoscimento
Il ruolo del catechista è un ministero molto antico, le cui radici si trovano già nelle pagine del Nuovo Testamento, dove si trovano tracce di persone battezzate, credenti nel Cristo Risorto, che si impegnano a portare il messaggio del Vangelo, come Priscilla e Aquila, catechisti di San Paolo. Dagli inizi della Chiesa, numerosi uomini e donne hanno svolto il compito di catechisti, contribuendo alla crescita delle comunità cristiane non solo con la predicazione ma soprattutto con l'esempio di vita e la testimonianza.
Papa Francesco, il 10 settembre 2022, ricevendo in udienza i partecipanti al 3° Congresso internazionale dei catechisti in Vaticano, si è rivolto a loro affermando: «Vi ho salutato tutti come catechisti. L’ho fatto intenzionalmente. Vedo in mezzo a voi parecchi vescovi, tanti sacerdoti e persone consacrate: anche loro sono catechisti.»
Il discorso teorico/pratico sul ministero del catechista si colloca all'interno della natura e del compito della Chiesa nel mondo. La Chiesa esiste per rendere a tutti disponibile il vangelo, per nutrire la «fede elementare» e promuovere la «fede discepolare», e per segnalare la prossimità di Dio nei riguardi di tutti. Questi sono i due assi che costituiscono la natura della Chiesa, la quale ha un unico ministero, che la comunità cristiana in forza del battesimo articola ministerialmente per compiere l'unica missione a cui è chiamata. Una Chiesa introversa, invece, declina una ministerialità ridotta e mutilata, in vista della sua preservazione e della preservazione del potere di chi presiede la comunità.
L'Evoluzione della Ministerialità Laicale e i Documenti Papali
Ogni settore pastorale, dalla catechesi alla liturgia, dalla carità alla pastorale familiare e giovanile, vede la presenza di uomini e donne che, sul fondamento della loro soggettualità battesimale, con carismi, competenze e livelli formativi molteplici, assumono nella Chiesa compiti e ruoli di animazione e servizio pastorale.
Il motu proprio Ministeria quaedam del 1972 ha rappresentato una svolta significativa in questo orizzonte. Tuttavia, a cinquant'anni dalla sua pubblicazione, i limiti del documento sono evidenti: l’esclusione delle donne battezzate e l’obbligo per i candidati al diaconato “permanente” e al presbiterato di riceverli entrambi. Questi aspetti attestano che rimane sotteso un quadro teologico ancora a orientamento e prospettiva clericali, in cui il ministero ordinato rimane il punto di riferimento per pensare la ministerialità. Da molti, questi riconoscimenti sono stati avvertiti come una gratificazione alla carriera di maschi «fedeli alla causa pastorale» o una clericalizzazione indebita di funzioni e compiti liturgici.
L'istruzione Ecclesiae de mysterio "Sulla collaborazione dei fedeli laici al ministero dei sacerdoti" (1997), a firma di otto dicasteri vaticani, ha posto un punto fermo davanti ad alcuni abusi e ha richiesto di riservare il termine «ministero» ai soli vescovi, presbiteri e diaconi, senza tenere in alcun conto l'uso di ministerium/ministeria fatto da Paolo VI nel documento del 1972. Le carenze circa un adeguato sviluppo della ministerialità, almeno riconosciuta se non proprio istituita, appaiono anzitutto nella riflessione teologica.
Papa Francesco nel suo pontificato sta dando particolare rilievo alle figure laicali. Il 10 gennaio è stato pubblicato il motu proprio Spiritus Domini sulla modifica del can. 230 § 1 del Codice di Diritto Canonico, che stabilisce la possibilità di accedere al ministero dell'accolitato (chi presta servizio sull’altare) e del lettorato (chi legge la Parola di Dio nelle assemblee liturgiche) anche alle donne.
In seguito, il 10 maggio è venuto alla luce il motu proprio Antiquum ministerium, con cui Papa Francesco ha istituito formalmente il ministero del catechista (AM 8). Ciò che è avvenuto ha indubbiamente oltrepassato la pura applicazione della lettera dei documenti che solo parzialmente delineavano questo apporto laicale. Il 13 dicembre 2021 la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha pubblicato il testo del Rito dell’istituzione dei catechisti (in vigore dal 1° gennaio 2022) e l’ha accompagnata con una lettera in cui si definiscono i ruoli dei vescovi e l’identità di coloro che sono chiamati a tale ministero. Accompagna il documento anche una Lettera rivolta ai presidenti di tutte le Conferenze episcopali del mondo con alcune note su questo nuovo ministero.

Monsignor Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara e presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi, ha sottolineato l'importanza di questo ulteriore passo come "dare visibilità forse al fenomeno più interessante, ma anche più sorprendente dal dopo Concilio Vaticano II". Infatti, accanto al gran numero di persone che si sono dedicate al volontariato e alla Caritas, il fenomeno più significativo è stato il fiorire, dal 1970, dei catechisti dedicati al "compito decisivo della trasmissione della fede alle nuove generazioni e anche agli adulti".
Identità, Formazione e Prospettive del Catechista Istituito
La coreografia ecclesiale è cambiata con Ministeria quaedam prima e ora con Spiritus Domini e Antiquum ministerium: sono state indicate forme nuove dell’agire collettivo e consegnati ritmi “altri” rispetto alla tradizione. La presenza e l’agire ministeriale di lettori, accoliti e catechisti istituiti esercitano una funzione insostituibile che modifica il volto di una comunità. Si è aperta la possibilità di pensare nella prospettiva di un «sistema cooperativo di ministeri», ordinati, istituiti e di fatto.
Si è evidenziato che i ministri istituiti operano sempre, sia quando agiscono nell’assemblea celebrante o nell’opera catechistica o nelle attività pastorali loro affidate, sia quando vivono la loro vita da credenti. Nel caso dei ministri istituiti, ci si trova davanti a cristiani che hanno ricevuto l’iniziazione cristiana in forma completa e si riconoscono soggetti responsabili nel popolo di Dio, sapendo di essere portatori di un carisma dato loro dallo Spirito Santo per il bene di tutti.
La Specificità del Ministero e la Formazione Necessaria
Non è sufficiente fare riferimento al battesimo e alla cresima quale fondamento del ministero di lettori, accoliti e catechisti. Il ministero non è solo una ratifica dell’esistente o un riconoscimento per alcuni operatori meritevoli. La questione più complessa è relativa alla figura del «catechista istituito». È cruciale chiarire quanto prima la sovrapposizione di “figure”, poiché il catechista "di fatto" e il "catechista istituito" sono due ruoli differenti, che rispondono a carismi diversi, richiedono capacità e competenze differenti e comportano una formazione diversa.
Spetterà ai vescovi il compito di chiarire il profilo e il ruolo dei catechisti, offrire loro percorsi formativi adeguati e preparare le diverse comunità a cogliere il senso di questo specifico servizio. L'importanza sarà capire come qualificare questo servizio, non limitandosi ad accompagnare i catechisti solamente nello svolgimento del programma di insegnamento, ma offrendo una formazione che consenta loro di stare in piedi come cristiani, insistendo molto, essendo laici, sulla coscienza battesimale e crismale in modo tale che il catechista parli di bocca propria, non per sentito dire. Deve quindi coltivare la capacità di preghiera, di meditazione sulla parola di Dio, e compiere gesti di carità, così che si costituisca come una figura cristiana accanto ai ministeri ordinati, in stretta collaborazione con essi. La grande tradizione del primo millennio della Chiesa, fino alla Riforma Gregoriana del 1075, vedeva una presenza molto variegata di figure ministeriali oltre a quella del vescovo e del sacerdote; si tratta dunque di recuperare quella tradizione, poiché il Vangelo di Gesù ha bisogno di molti volti per essere detto in tutte le sue sfumature e sfaccettature.
Le CEI ha incaricato due Commissioni, quella per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi e quella per la liturgia, per immaginare le forme e le pratiche della ricezione dei motu proprio di Papa Francesco e l'istituzione del Rito. Il motu proprio demanda alle singole Conferenze episcopali di individuare i requisiti di età, studio e le condizioni necessarie per accedere al ministero.
Le tappe ed i riti del catecumenato: il R.I.C.A.
La notizia dell’avvio di uno specifico Rito di Istituzione dei Catechisti ha suscitato gioia nelle comunità. Questa formalizzazione è sicuramente positiva e un completamento di quanto il Concilio Vaticano II ha sempre affermato rispetto alla funzione dei laici nella Chiesa. L'esistenza di un Rito specifico in chiesa, con una consegna celebrata durante l’Eucaristia, è molto apprezzata. Una delle formule previste per il Rito di istituzione recita: “Accogli questo segno della nostra fede (…) e annuncialo con la vita, con i comportamenti e con la parola”. Ciò conferma che fare il catechista significa anche essere inseriti in una comunità e mantenere un rapporto bellissimo con le famiglie. Le nuove tecnologie, come la catechesi online durante la pandemia, hanno aiutato a mantenere il contatto con i bambini.
Per quanto riguarda la formazione, si evidenzia la necessità di veri corsi di formazione, più dinamici e adatti ai "giovani catechisti", che li aiutino a essere attivi e creativi. L'insegnamento basato sull'attività ludica, sul gioco che media il messaggio di Gesù, è uno strumento idoneo a livello pedagogico per i bambini. La ministerialità in tutti i suoi aspetti fragili e significativi chiede che ci siano persone formate a stare nelle pieghe della vita. Va maturata la convinzione che la Chiesa e il mondo non sono due grandezze parallele.
Il Ruolo degli Organismi Ecclesiastici nella Catechesi
L'Ufficio Catechistico Nazionale (UCN) della CEI
L'Ufficio Catechistico Nazionale (UCN) è stato istituito dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) l’8 agosto 1961 e dotato di un primo “statuto” il 14 agosto 1961. Il 26 giugno 1987 la Presidenza della CEI ne approvò il nuovo regolamento, integrato il 10 marzo 1997 con la costituzione di alcuni settori specifici: insegnamento della religione cattolica, istituti di scienze religiose, apostolato biblico, catechesi dei disabili. L'evoluzione delle esigenze pastorali e l'esperienza maturata hanno reso necessaria una modifica del regolamento a cinquant’anni dall’istituzione dell’Ufficio.
Il nuovo testo, approvato dalla Presidenza della CEI il 27 giugno 2011, indica le finalità, i compiti e la struttura dell’Ufficio, individuando al suo interno tre settori e definendo la composizione, le finalità e il metodo di lavoro della consulta dell’Ufficio stesso.
Finalità e Competenze
Nel contesto delle finalità della CEI, l’Ufficio, nel proprio ambito di competenza, offre alle Chiese particolari, alle istituzioni e aggregazioni un contributo per lo studio, la proposta, l’animazione e il coordinamento delle attività. Rientrano nella competenza specifica dell’Ufficio i seguenti settori:
- La catechesi, nell’ambito del processo di evangelizzazione.
- La formazione catechistica permanente di giovani e adulti.
- La formazione dei catechisti.
- L’apostolato biblico.
- La catechesi delle persone disabili.
- L’iniziazione cristiana di ragazzi e adulti.
- Il catecumenato.
Compiti Specifici dell'Ufficio
L'Ufficio Catechistico Nazionale ha i seguenti compiti:
- Promuovere la diffusione dei progetti catechistici e il coordinamento dell’azione delle diocesi in materia di catechesi.
- Sviluppare e sostenere il progetto catechistico italiano.
- Studiare la ricezione dei catechismi nazionali e la loro eventuale revisione.
- Promuovere la formazione dei catechisti, dei formatori dei catechisti, delle scuole di formazione a livello interdiocesano, regionale e nazionale.
- Favorire la cooperazione tra gli uffici catechistici diocesani e regionali.
- Coordinare l’attività degli uffici catechistici diocesani e regionali con facoltà teologiche, istituti superiori di scienze religiose, centri catechistici, riviste, associazioni e movimenti ecclesiali.
- Promuovere la presenza della Bibbia nell’azione pastorale della Chiesa e l’incontro diretto dei fedeli con il testo sacro.
- Favorire l’attenzione da parte delle comunità ecclesiali per la catechesi nelle diverse aree della disabilità, preparando gli operatori e diffondendo adeguati sussidi.
- Promuovere e sviluppare la pastorale catecumenale.

Struttura e Rapporti
La struttura dell’Ufficio prevede un direttore (coadiuvato da aiutanti di studio), un collaboratore per ciascuno dei tre settori (apostolato biblico, catechesi persone disabili, servizio per il catecumenato) e personale di segreteria. L'Ufficio opera alle dipendenze del Segretario Generale della CEI, in collegamento con altri Uffici e Servizi della Segreteria Generale, e fornisce supporto alla Commissione Episcopale del proprio settore pastorale.
Per assicurare il collegamento con le regioni ecclesiastiche, le diocesi e altri soggetti ecclesiali, e per usufruire di una qualificata consulenza, è costituita la Consulta dell’Ufficio. I membri della Consulta includono direttori regionali, rappresentanti di associazioni (come l'Associazione Italiana Catecheti), organismi e aggregazioni di rilievo nazionale, ed esperti.
L'Evoluzione dei Dicasteri Vaticani Riguardo la Catechesi
Nel 1824, con la Costituzione Apostolica Quod divina sapientia, Papa Leone XII creò per le Scuole dello Stato Pontificio la “Congregatio Studiorum”, la quale, dopo l’Unità d’Italia, si occupò principalmente delle Università. La riforma di Papa Pio X la confermò in tale compito. La Dichiarazione conciliare Gravissimum educationis aveva stabilito alcuni principi fondamentali sull’educazione cristiana nelle Scuole e aveva demandato a una speciale Commissione post-conciliare il compito di svilupparli.
Con il Motu Proprio Ministrorum Institutio di Papa Benedetto XVI del 2013, la competenza sui Seminari fu trasferita alla Congregazione per il Clero. Contestualmente, la competenza sulla catechesi fu trasferita dalla Congregazione per il Clero al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. L’Ufficio Scuole continuò a svolgere i suoi compiti all’interno della ridimensionata “Congregazione per l’Educazione Cattolica (degli Istituti di Studi)”, per promuovere e ordinare l’educazione cattolica.
Dall’entrata in vigore della Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium di Papa Francesco (5 giugno 2022), l’Ufficio Scuole si trova a operare all’interno del “Dicastero per la Cultura e l’Educazione”, nuovo organismo della Curia Romana nato dalla fusione tra la “Congregazione per l’Educazione Cattolica” e il “Pontificio Consiglio per la Cultura”.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) e la sua Storia
Il Catechismo della Chiesa cattolica (CCC) è l'esposizione ufficiale degli insegnamenti della Chiesa cattolica, il più grande tentativo di sintesi positiva di tutta la sua dottrina. È stato approvato da Papa Giovanni Paolo II in prima stesura con la costituzione apostolica Fidei depositum (11 ottobre 1992) e in forma definitiva il 15 agosto 1997 con la lettera apostolica Laetamur magnopere. Nel 2005 è stato pubblicato il Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica, che rappresenta una sintesi del catechismo. Il Catechismo della Chiesa cattolica non si rivolge alla massa dei fedeli direttamente, ma funge da punto di riferimento per la catechesi universale.
La commissione per la sua redazione ha lavorato intensamente per più di cinque anni, consultando esperti qualificati di tutti i paesi. Tra novembre 1991 e febbraio 1992 è stato preparato il progetto definitivo del testo. In seguito a osservazioni pervenute da tutti i settori, dentro e fuori della Chiesa Cattolica, nel 1993 Giovanni Paolo II ha costituito una commissione interdicasteriale che ha esaminato le proposte di modifica.
Precursori Storici del Catechismo
La tradizione di codificare e insegnare la dottrina cristiana è antica:
- All'inizio del V secolo, Agostino, richiesto di un catechismo, scrisse 27 capitoli per aiutare ad approfondire la fede di cristiani preparati nelle conoscenze profane ma "rudi" in quelle religiose, nel suo De catechizandis rudibus.
- Nel IX secolo, è attribuita ad Alcuino, il grande promotore della rinascita culturale al tempo di Carlo Magno, la redazione di un'opera intitolata Disputatio puerorum per interrogationes et responsiones, un'esposizione per bambini in forma di domande e risposte che include la storia sacra, la dottrina dei Sacramenti, il Credo e il Padre Nostro. Il titolo ne illustra il metodo, e l'opera precorre i moderni catechismi.
- Nel 1357, l'arcivescovo di York pubblicò il Lay Folks Catechism ("Catechismo dei laici"), comprendente il Credo, i Sacramenti, i due precetti della carità, i sette vizi capitali e le sette virtù fondamentali. Fu pubblicato in due lingue, latino e inglese, ed era pensato per un uso popolare.
Fino alla promulgazione del catechismo attuale non ci furono altri catechismi "universali" ma solo catechismi locali.

Prospettive e Implicazioni del Nuovo Sistema Ministeriale
Il confronto in atto ha marcato le difficoltà e le possibilità che si aprono in questa stagione di Chiesa. L’operazione andrà inevitabilmente incontro a qualche errore, e ci saranno da imparare equilibri, ma è normale perché non ci si è mai cimentati in questo campo con tale profondità. La presenza di nuovi soggetti ministeriali, fisicamente percepibile e connotata secondo la differenza sessuale, con uomini e donne all’ambone e all’altare, può aiutare l’assemblea a cogliere in modo più avvertito la questione di genere nella Chiesa. Questa evoluzione promuove un «sistema cooperativo di ministeri», ordinati, istituiti e di fatto, per una Chiesa che intende rendere il Vangelo disponibile a tutti.
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