Il termine Conclave, oggi universalmente associato all'elezione del Sommo Pontefice, affonda le sue radici in un significato letterale che ne rivela l'essenza più profonda: isolamento e segretezza. Questo procedimento, intriso di secoli di storia e tradizioni, garantisce che la scelta del nuovo Papa avvenga lontano da interferenze esterne.
Origini e Significato del Termine Conclave
La parola Conclave deriva dal latino: conclave, che significa "camera" o "stanza chiusa a chiave", composta da con- e clavis (chiave). Può sembrare curioso che una parola definisca specificamente una stanza chiusa a chiave, dato che oggi quasi tutte le stanze possono esserlo. Tuttavia, questo termine nasce in un'epoca in cui la tecnologia delle serrature era ancora molto rudimentale e costosa. Di conseguenza, una stanza o un baule che potevano essere chiusi a chiave erano destinati a contenere qualcosa di veramente importante.
Ad esempio, il diritto romano era particolarmente severo verso chi rubasse o falsificasse la chiave della cella vinaria, a testimonianza del valore attribuito alla sicurezza di certi spazi. Oggi, per antonomasia, il Conclave è passato ad indicare il consesso dei cardinali elettori del nuovo Papa. Da questo uso specifico, il termine si è esteso ad indicare genericamente una camarilla o una riunione d'alto profilo, talvolta anche in senso ironico.
Tale consesso, da secoli, si svolge in modo da essere isolato dal resto del mondo, all’interno di un edificio che non ha contatti diretti con l’esterno, in maniera da evitare interferenze e pressioni sul voto.
L'Evoluzione Storica dell'Elezione Papale
Dalle Origini all'Intervento dei Cardinali
Nei primi secoli della Chiesa cattolica, il Papa, al pari degli altri vescovi, veniva eletto dal clero e dal popolo della sua diocesi, Roma, con la collaborazione dei vescovi vicini che ne consacravano l'elezione. Nel IV secolo, secondo quanto stabilito dal Concilio di Nicea, il Pontefice veniva scelto solo dal clero. Fu con Papa Niccolò II che si decise che questo rito sarebbe stato appannaggio esclusivo dei Cardinali, e in particolare dei cardinali-vescovi.
L'istituzione del Conclave come rito che permette l'elezione del Papa ha avuto una lunga evoluzione. Se un simile impianto è documentato sin dall’elezione di Gelasio II nel 1118, il termine conclave risulta usato ufficialmente per la prima volta da Onorio III nel 1216. Il primo Pontefice eletto cum clave fu papa Gelasio II nel 1118, per decisione unanime dei cardinali riuniti nel Monastero di San Sebastiano sul Palatino.
Il Conclave di Viterbo e la Costituzione "Ubi Periculum"
Un'altra elezione, tuttavia, è considerata comunemente il vero primo Conclave nella sua forma più rigorosa e influente. Nel 1268 morì Clemente IV e la sede papale era a Viterbo. Ebbe inizio l'adunanza dei cardinali elettori. A causa dei tanti interessi in gioco e delle opposte fazioni, la vacanza della carica pontificia durò quasi tre anni, nonostante i cardinali fossero solo una ventina.
I Viterbesi presero allora le redini della situazione: per sottrarre l'elezione a quelle pressioni che la rendevano così inconcludente, chiusero i cardinali in una grande sala del Palazzo dei Papi, a chiave. Successivamente, razionarono il cibo e arrivarono a scoperchiare parte del tetto. Dopo tre settimane, ai cardinali fu concesso di occupare anche il resto del palazzo, da cui comunque non potevano uscire.
Nel 1271, dopo un anno e mezzo di clausura e due cardinali morti, da questo "conclave bestiale" ne uscì papa Gregorio X. Egli ufficializzò e organizzò subito l'istituto del Conclave con la Costituzione “Ubi Periculum”, incentivandone la celerità con la tattica del razionamento del cibo: dopo tre giorni, ciascun pasto veniva ridotto ad una singola portata; dopo altri cinque giorni, solo pane, acqua e vino.

Evoluzioni Recenti
Nel 1621 è stato deciso che i cardinali avrebbero potuto eleggere il Papa per ispirazione, compromesso (un gruppo ristretto era chiamato a scegliere) o con votazione (maggioranza di due terzi dei presenti). Queste modalità sono state confermate dalla costituzione apostolica Universi Dominici Gregis di papa Giovanni Paolo II nel 1996.
Le Regole Attuali del Conclave
Il Conclave prevede un procedimento molto accurato e intriso di storia, regolato da norme precise per assicurare la validità e la libertà dell'elezione del Romano Pontefice.
Chi sono gli Elettori
Elettori sono ormai per tradizione millenaria unicamente i Cardinali, e in particolare, in base alla Costituzione Universi Dominici Gregis, quelli che non hanno compiuto ottant’anni. Sono esclusi dal voto anche i cardinali canonicamente deposti o che abbiano rinunciato alla dignità cardinalizia. Il Collegio dei Cardinali, nel periodo di sede vacante, non può riammetterli né riabilitarli.
La Sede e l'Isolamento
Il Conclave si tiene all'interno della Cappella Sistina, opera di eccezionale talento a firma di Michelangelo. Il primo conclave celebrato nella Cappella Sistina fu nel 1492, mentre è sede stabile dal 1878.

Prima dell’inizio delle operazioni di elezione, tutti i cardinali devono aver avuto una conveniente sistemazione nella Domus Sanctae Marthae, che viene chiusa alle persone non autorizzate, così come la Cappella Sistina dove si tengono le procedure di voto. È fatto divieto di avvicinare i cardinali durante il percorso da Casa Santa Marta al Palazzo Apostolico, ed è inibito ai porporati di ricevere corrispondenza epistolare, telefonica, di leggere i giornali e ascoltare trasmissioni, al fine di garantire il massimo isolamento e prevenire influenze esterne.
Dal momento in cui la Sede Apostolica è vacante, si aspettano quindici giorni interi dalla morte del Santo Padre per permettere agli assenti di arrivare. Si può anche posticipare, se ci sono ragioni gravi.
Il Processo di Votazione
- Missa pro eligendo Papa: L’inizio delle operazioni di voto è preceduta dalla Missa pro eligendo Papa, dopo la quale i cardinali, in solenne processione e invocando il canto allo Spirito Santo, Veni Creator, si recano nella Cappella Sistina.
- Scrutino Segreto: L’unica forma di manifestazione del voto, dopo l'abolizione di quelle per acclamazione e per compromesso, è quella dello scrutino segreto. Nelle schede consegnate ai Cardinali va scritto un solo nome, a pena di nullità.
- Conteggio e Spoglio: Le schede vengono poi deposte nell’urna, mescolate e conteggiate. Se il numero delle schede non corrisponde al numero degli elettori, vanno bruciate tutte e si procede a una nuova votazione. Se invece corrisponde, ha inizio lo spoglio da parte dei tre scrutatori, che annotano i nomi su un foglio a parte, conteggiano poi la somma di tutti i voti per ciascun papabile.
Requisiti per l'Elezione e Durata
L’elezione del Pontefice richiede almeno i due terzi dei suffragi, computati sulla base degli elettori presenti e votanti. Se nessuno ha raggiunto almeno i due terzi dei voti si procede a nuova votazione. Quando invece un nome ottiene almeno i due terzi si ha l’Elezione del Romano Pontefice.
La durata del Conclave è molto variabile e dipende dal numero di scrutini necessari per arrivare alla maggioranza dei due terzi. Se dopo sette tentativi non è ancora avvenuta l’elezione, si farà un'altra pausa di preghiera. Si procede quindi ad un’altra serie di sette scrutini, e se l’esito non è raggiunto, ancora una nuova pausa di preghiera. Quindi riprendono le votazioni, che saranno sempre sette, se nel frattempo non arriva l’elezione. Dopo questo ulteriore tentativo, se ancora non è stato eletto il Papa, le successive votazioni avranno come voce passiva solo i due nomi che nel precedente scrutinio avevano il maggior numero di voti.
Divieti e Sanzioni
Il regolamento del Conclave impone severi divieti ai cardinali elettori per preservare l'integrità del processo:
- Sotto pena di scomunica, è vietato ricevere incarico da qualsiasi autorità civile di proporre il veto o la cosiddetta esclusiva, anche sotto forma di semplice desiderio, oppure di palesarli all’intero collegio degli elettori riunito insieme o ai singoli elettori, per iscritto o a voce, direttamente o a mezzo terzi, prima dell’elezione e durante il suo svolgimento.
- Sono vietati patteggiamenti, accordi, promesse o impegni che possano costringere a dare o negare il voto ad uno o ad alcuni. Se ciò venisse fatto, è prevista la scomunica.
- È vietato ai cardinali di fare “capitolazioni”, cioè di prendere impegni di comune accordo, obbligandosi ad attuarli nel caso che uno di loro sia elevato al Pontificato. Le eventuali promesse sono tutte nulle e invalide.
L'Annuncio dell'Eletto
Al termine di ogni votazione, le schede vengono bruciate. Con la fumata nera il messaggio è chiaro: vuol dire che non si è giunti a una decisione e che si deve procedere con le successive votazioni. Al contrario, con la fumata bianca si capisce che le elezioni sono andate a buon fine e che un nuovo Pontefice è stato scelto.

Habemus Papam: tutto quello che accade dopo l'elezione del nuovo Papa
È in questo contesto che viene chiesto formalmente all’eletto se intende accettare o meno l’incarico e - qualora dovesse rispondere affermativamente - quale nome sceglie per il suo pontificato.
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