Il Conclave dei Sogni: Tra Poesia, Cinema e Psicoanalisi

Il "Conclave dei sogni" è un concetto che evoca diverse interpretazioni, spaziando dalla raccolta poetica di Giorgio Vigolo all'analisi del film "Habemus Papam" di Nanni Moretti, fino a una più ampia riflessione sul linguaggio della psicoanalisi e la crisi della leadership. Questo articolo esplora le molteplici sfaccettature di questo titolo, offrendo uno sguardo dettagliato sui suoi significati.

Copertina del libro

Il "Conclave dei Sogni" nella Poesia di Giorgio Vigolo

Il titolo "Conclave dei sogni" identifica un'importante raccolta di poesie di Giorgio Vigolo, pubblicata nel 1935. Quest'opera non mira a una ricerca deliberata di "modernità" nella forma e nello spirito, distinguendosi da contemporanei come Ungaretti o Palazzeschi, pur mostrando occasionali affinità.

La Ricerca dell'Armonia Inespressa

In "Conclave dei sogni", Vigolo è spinto da una profonda ansia di ritrovare un'armonia increata, preesistente al tempo, a cui le apparenze esteriori ed effimere del mondo sembrano alludere, ma al contempo tradire. Questa ansia, di natura filosofica e conoscitiva, trova espressione in immagini e allegorie poetiche.

Il poeta cerca la nascita di una poesia specifica, quella che "ritrova la misura e la schiera, l'agmine dei segni primieri" e li restituisce al "dettato antico". Non basta un simbolo esterno e oggettivo per rappresentare questa ricerca, ma è necessaria una figura che abbia l'intima esperienza della caduta. La figura del corpo, in particolare, rievoca continuamente quell'armonia da cui è disceso, come espresso nei versi: «Malinconia di esistere con questo / volto remoto che ci esprime l’anima / e la sua storia e i giorni alti e perduti / senza più averne la memoria e il senso».

La Psiche e il Corpo come Simboli

Il corpo, assunto a simbolo inconscio e oscuro protagonista di quelle corrispondenze in cui Vigolo cerca rivelazione e poesia, indirizza i suoi richiami sia dall'interno che verso l'interno. Non è un caso che, in un'epoca ossessionata dai propri sogni, un poeta interroghi anch'egli la psiche attraverso vie parallele. Le mura e i ruderi, l'ocra fulva e il tufo, devono assumersi in uno spazio definito da una musica magica e ineluttabile che tutti ci porta ad abitarlo, come accade per la famosa "siepe" sul colle dell'Infinito di Leopardi.

Natura e Sogno nella Poesia di Vigolo

Fin dall'esordio, la natura occupa un posto centrale nell'opera di Giorgio Vigolo. Elementi naturali come boschi, montagne e fiumi non solo suscitano intense emozioni, ma permeano anche l'inconscio del poeta, affiorando nei sogni. I testi giovanili, in particolare, presentano spesso una visione apocalittica della natura con le sue forze scatenate contro l'umanità, come nel testo lirico Ecce ego adducam aquas, dove una terribile tempesta si trasforma in un nuovo diluvio per le colpe degli uomini.

Nella raccolta "Conclave dei sogni", si assiste a un'opera di decantazione del materiale magmatico appartenente alla realtà esterna o interiore che affiora nella poesia ancora nella sua incandescenza. Il componimento Settembre richiama ancora il tema del sogno, ma con una prevalenza della dolcezza del ricordo di una stagione beata a cui abbandonarsi. Tuttavia, non manca l'altro versante speculare del mondo naturale e umano, quello della tenebra e della malinconia, come nella poesia Cocchio, dove a un "Buio mattino di novembre" corrisponde un neghittoso sognare.

La Natura oltre il Tempo

Prima di "Conclave dei sogni", Vigolo aveva pubblicato nel 1931 il volume Canto fermo, che riuniva prose liriche e poesie. Nella prosa intitolata Senza tempo, l'autore attribuisce alla natura una funzione particolare: il poeta si incanta "alla svolta di una strada di campagna costeggiata dagli olmi" dove la vista semplice di un paesaggio rurale rivela una tranquillità così antica e immutabile da rapire come un'apparizione. In questo contesto, nulla rimanda al tempo presente, permettendo all'uomo di andare al di là del tempo e di volgerlo verso una trascendenza che tutto contiene. Al contrario, la città "apre nel tempo spiragli limitatissimi" che impongono un'ora uguale per tutti, impedendo un "tempo fantastico e personale".

Evoluzione Poetica e Incomprensione

Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e il richiamo alle armi produssero una frattura profonda nella vita di Vigolo, costringendolo a trovare un nuovo significato alle drammatiche esperienze. Nei nuovi componimenti del volume Linea della vita, l'esperienza vissuta viene posta al centro della poesia. Dalla raccolta successiva, Canto del destino, i testi ispirati al mondo naturale si diradano, lasciando spazio a una "tragicità esistenziale" e a un ripiegamento su se stesso del poeta, consapevole del proprio tragico destino e dell'incomprensione dei suoi contemporanei.

A volte, però, spiragli di speranza risplendono, come frammenti di luce divina sepolti nella realtà interiore degli uomini o nascosti nel mondo della natura. Il componimento Gennaio rivela il miracolo compiuto dal "limpido vento di tramontana" sulle facciate delle case, dove si specchia il "lampo dei boschi risorti". Il volume La luce ricorda del 1967 testimonia l'evoluzione stilistica e ideologica della poesia vigoliana, riflettendo una diversa concezione della natura, dalla valenza onirica al significato di unica salvezza. Nelle poesie della raccolta Fantasmi di pietra, Vigolo si rifugia nei ricordi, sentendosi un sopravvissuto nella sua città.

"Habemus Papam": Un Conclave Onirico e Psicoanalitico

"Habemus Papam" di Nanni Moretti è un film che, attraverso l'alternanza di toni comici e drammatici, narra la storia paradossale di un papa neo-eletto che rinuncia al suo ruolo. Al di là della trama esplicita, il film sembra celare significati più profondi, che possono essere esplorati attraverso una lente psicoanalitica, richiamando l'idea di un "conclave dei sogni".

Habemus Papam - Videorecensioni di Movieplayer.it

La Trama del Film e il Dramma della Rinuncia

Il film si apre con la cerimonia funebre per la morte del papa e il conclave per l'elezione del successore. La folla in Piazza S. Pietro attende, mentre i cardinali, recitando la litania dei Santi, entrano nella Cappella Sistina. Contro ogni previsione, i voti si concentrano sul cardinale Melville (Michel Piccoli), un quasi sconosciuto che, dopo un attimo di sbalordimento, accetta il suo nuovo ruolo. Tuttavia, al momento di presentarsi al balcone per la proclamazione, il nuovo papa viene colto dal panico, emette un urlo straziante e si accascia, raccontando di aver avuto un'esperienza di estraneazione, una specie di perdita della memoria del proprio passato.

I tentativi di rasserenarlo sono vani, portando a una situazione di stallo: il nuovo Papa è eletto ma non proclamato, e i cardinali rimangono rinchiusi. Viene convocato in segreto uno psicoanalista, il professor Brezzi (Nanni Moretti), che però non riesce a trattare il caso a causa delle limitazioni imposte. Un secondo tentativo di analisi, in incognito presso l'ex-moglie di Brezzi, non sortisce effetti. Durante un'uscita clandestina, il pontefice elude la sorveglianza, fugge e inizia a vagare per Roma. La sua fuga viene tenuta nascosta, e attraverso incontri ed esperienze, il papa matura la decisione del gran rifiuto. Viene rintracciato e riaccompagnato al conclave, ma si presenta al pubblico dal balcone dichiarando la propria rinuncia, suscitando panico tra i fedeli.

Interpretazioni Simboliche e Letterarie

La figura di Celestino V e il suo "gran rifiuto" vengono subito in mente, suggerendo una critica all'impossibilità di esercitare il potere temporale mantenendo la dimensione spirituale, o una critica alla carenza di spiritualità della Chiesa. La fuga del papa neo-eletto e il suo girovagare per Roma richiamano opere letterarie dove un protagonista celebre viaggia in incognito tra la gente comune, scoprendo una nuova realtà. Si pensi al grande inquisitore di Dostoevskij o all'Enrico V di Shakespeare. Tuttavia, il papa di Moretti, a differenza di quest'ultimo, trae dal suo viaggio la determinazione a rinunciare.

La Visione della Chiesa nel Film

L'ipotesi di un film critico nei confronti della Chiesa può essere ridimensionata, poiché i cardinali sono trattati con grande simpatia, ritratti come giocherelloni ingenui, fiduciosi e sinceramente sconvolti dagli eventi. Viene spesso mostrato il loro lato umano e gli aspetti prosaici della vita quotidiana. Sebbene la scena della luce che si spegne all'inizio del conclave abbia un potenziale critico sarcastico, essa rimane nell'ambito della benevolenza, poiché tutti i cardinali sembrano sinceramente ricercare il bene della Chiesa. L'eccesso di candore con cui viene dipinta la compagine dei cardinali, senza traccia di lotte di potere o complotti, potrebbe essere l'unico elemento che infastidisce.

Anche le masse dei fedeli e l'opinione pubblica mondiale sono trattate con assoluta benevolenza, senza ombra di critica. L'unico soggetto un po' satireggiato, ma non troppo, sono gli operatori dei media, descritti come poco perspicaci e docili manovali, intenti a costruire l'immagine mediatica del nuovo papa.

Il Papa Senza Nome e la Crisi Personale

Chi si aspettava un attacco alla Chiesa gerarchica o alla superstizione popolare sarà rimasto deluso. Si potrebbe allora trattare di una commedia umana incentrata sul dramma interiore di chi è chiamato a ricoprire un incarico di enorme responsabilità. Tuttavia, il papa senza nome di Moretti, pur dotato di spessore umano, è stranamente privo di caratterizzazioni specifiche sulla sua storia personale o vocazione. Sembra un uomo normale, l'uomo qualunque, e gli elementi del suo conflitto interiore non vengono mai esplicitati. Tutto sembra ruotare attorno a un improvviso blocco emotivo che gli impedisce di accettare il suo nuovo ruolo.

L'unica informazione biografica fornita è che, costretto a nascondere la sua identità, il papa dichiara di fare l'attore, rivelando poi che da giovane avrebbe voluto esserlo ma era stato escluso per palese incapacità. La sua fuga lo porterà a frequentare una compagnia di attori che mettono in scena Čechov, e questa frequentazione gli permetterà di riprendersi dal blocco psicologico e prendere la decisione finale. Si potrebbe ipotizzare che abbia preso coscienza della propria inettitudine a fare il papa attraverso il ricordo della sua inettitudine rimossa a fare l'attore. Tuttavia, questa interpretazione ridurrebbe il film alla fragilità psicologica di un singolo personaggio.

La Chiave Psicoanalitica: Crisi della Leadership e Accudimento

La presenza dei due psicoanalisti nel film suggerisce una chiave di lettura più profonda. Il film potrebbe non essere tanto una critica alla Chiesa o un dramma personale, quanto un'esplorazione della crisi della leadership, utilizzando il linguaggio della psicoanalisi. Concetti come il rapporto di dipendenza dalla madre, la difficoltà ad assumere la figura genitoriale, il ruolo genitoriale come elemento illusorio e la religione come sostituto illusorio della figura paterna diventano centrali.

La tematica della morte del padre è dibattuta in ambito psicoanalitico. Un elemento interpretativo cruciale è la carenza di accudimento, che, pur essendo evocata in relazione al rapporto madre-figlio, può essere generalizzata alla figura paterna. Le folle di fedeli, simili a bambini in cerca di affetto e accudimento, e i cardinali stessi, presentati come bisognosi di cura, rafforzano questa visione. Lo psicoanalista Brezzi intratterrà i cardinali giocando a carte, sottolineando la loro regressione. Il film, quindi, non si concentra sulla conflittualità di gruppi per il potere, ma piuttosto sulla ricerca di accudimento e la difficoltà di assumere un ruolo genitoriale in un contesto di crisi della leadership.

Una vista interna della Cappella Sistina durante un conclave

Il Conclave Reale: Storia, Ritualità e Segreti

Il conclave, dal latino cum clavis ("sotto chiave"), è la riunione dei cardinali elettori per scegliere il papa. Si svolge nella maestosa Cappella Sistina, all'interno del Palazzo Apostolico del Vaticano. Questo evento, circondato da un alone di mistero, ha alimentato leggende e complotti in letteratura e cinema.

Le Regole del Conclave

Ciò che accade oltre le porte chiuse della Cappella Sistina è rigorosamente descritto nella Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis, promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996 e modificata nel 2013 da Papa Benedetto XVI. Negli ultimi secoli, molte procedure sono state modernizzate per garantire isolamento e segretezza, messi a dura prova dalle nuove tecnologie.

Terminologia e Ruoli Chiave

  • Accettazione canonica: Il momento in cui il cardinale eletto accetta formalmente l'elezione e sceglie il suo nome da papa. Il decano del Collegio cardinalizio gli chiede: "Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?". Se accetta, l'elezione diventa ufficiale.
  • Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam: La formula latina con cui il cardinale protodiacono annuncia al mondo l'elezione del nuovo pontefice.
  • Anello del Pescatore: Anello in oro massiccio portato da ogni papa, con il proprio nome inciso in latino e l'immagine di San Pietro che getta le reti. Dopo la morte o rinuncia del pontefice, la parte frontale viene graffiata per impedirne l'uso improprio.
  • Camerlengo: Massima autorità temporanea del Vaticano durante la sede vacante, riferisce ogni decisione al Collegio dei Cardinali.
  • Cappella Sistina: Luogo in cui si svolge il conclave, celebre per gli affreschi di Michelangelo.
  • Cardinale protodiacono: Il cardinale incaricato di annunciare pubblicamente l'elezione del papa.
  • Cardinali elettori: Cardinali con meno di 80 anni che hanno diritto a partecipare al conclave e votare.
  • Collegio cardinalizio (Sacro Collegio): Riunisce tutti i cardinali della Chiesa cattolica, suddiviso in vescovi, presbiteri e diaconi.
  • Congregazioni generali: Riunioni a porte chiuse che precedono il conclave, dove i cardinali discutono il profilo del futuro papa.
  • Extra omnes: Espressione latina ("fuori tutti") che il maestro delle cerimonie pronuncia per far uscire dalla Cappella Sistina tutti coloro che non partecipano al conclave.
  • Fumata bianca, fumata nera: Segnali di fumo che indicano l'esito della votazione. La fumata nera (potassio perclorato, antracene e zolfo) indica nessun eletto; la fumata bianca (potassio clorato, lattosio e rosina) indica il papa eletto, seguita dal suono delle campane.
  • Giuramento: Ogni cardinale scrive il nome del candidato su una scheda, la piega, la tiene sollevata e giura: "Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto".
  • Jammer: Dispositivi che disturbano le comunicazioni cellulari, usati per proteggere l'"extra omnes" e rendere la Cappella Sistina un "bunker digitale".
  • Nomen: Nome scelto dal nuovo papa, spesso in omaggio a un predecessore.
  • Ordini: I cardinali si suddividono in tre ordini: vescovi, presbiteri e diaconi.
  • Papa: Vescovo di Roma, successore di San Pietro, capo della Chiesa cattolica. Chiamato anche Santo Padre, Vicario di Cristo, Successore di Pietro e Primate d'Italia.
  • Papabili: Cardinali considerati con maggiori possibilità di essere eletti papa.
  • Santa Marta: Residenza vaticana dove soggiornano i cardinali durante il conclave.
  • Scrutinio: Fase della votazione. Le schede vengono bruciate dopo ogni scrutinio.
  • Sede vacante: Periodo tra la morte o rinuncia di un papa e l'elezione del suo successore.
  • Stanza delle lacrime: Stanza adiacente alla Cappella Sistina dove il nuovo papa si ritira dopo l'elezione per un momento di riflessione, contenente vesti papali di diverse taglie.
  • Urbi et Orbi: Benedizione solenne del papa appena eletto, rivolta alla città di Roma e al mondo intero.
  • Vesti: I cardinali elettori indossano la veste rossa, con rocchetto, mozzetta e zucchetto. Tre vesti di diverse taglie sono a disposizione del futuro Pontefice.

Rinunce Papali nella Storia

L'eletto può anche rinunciare, sebbene sia un evento raro. Il Codice di Diritto Canonico del 1983 prevede che la rinuncia sia valida se liberamente e debitamente manifestata, senza necessità di accettazione altrui. Tra i papi che hanno rinunciato figurano Ponziano (235), Silverio (537), Benedetto IX (1045), Gregorio VI (1046), Celestino V (1294) e Gregorio XII (1415). Il caso più recente è quello di Benedetto XVI, che nel 2013 annunciò la sua rinuncia per età avanzata e diminuzione delle forze necessarie al suo ministero.

Un'illustrazione che mostra San Pietro pescatore, riferimento all'Anello del Pescatore

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