Le comunità diocesane della Toscana ricevono importanti aggiornamenti e comunicazioni che toccano aspetti cruciali della vita ecclesiale, dalla formazione dei futuri sacerdoti alle linee guida pastorali in periodo di emergenza sanitaria, fino alle nomine di nuovi canonici. Queste informazioni, che riflettono la costante attività e sollecitudine pastorale dell'Arcivescovo Giovanni Paolo Benotto e delle diocesi coinvolte, sono fondamentali per la guida e l'orientamento dei parroci e delle comunità.
Il Nuovo Seminario Interdiocesano di Pisa: Una Scelta di Comunione
Sei diocesi della Toscana occidentale si sono unite per formare i preti di domani, dando vita al Seminario Interdiocesano di Pisa. Questa nuova esperienza di Chiesa e di pastorale vocazionale ha avviato il suo primo anno con diciassette giovani e una solenne cerimonia di apertura. Per l'occasione, nella chiesa di Santa Caterina erano presenti l'arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto, vicepresidente della Conferenza Episcopale Toscana e moderatore del seminario, insieme all'arcivescovo di Lucca, Paolo Giulietti, e ai vescovi di Livorno, Simone Giusti, di Massa Carrara - Pontremoli, Giovanni Santucci, di Pescia, Roberto Filippini, e di Volterra, Alberto Silvani. Erano presenti anche il vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, Stefano Manetti, delegato della Conferenza Episcopale Toscana per i seminari, e il vescovo di La Spezia - Sarzana - Brugnato, Luigi Ernesto Palletti.
La Nascita e gli Obiettivi
I presuli delle sei diocesi hanno fondato e istituito il Seminario maggiore interdiocesano il 26 febbraio 2020, il cui statuto è stato approvato quattro mesi dopo dalla Congregazione per il clero. Don Francesco Bachi, 45 anni, rettore del seminario, ha accolto questo "viaggio vocazionale" con l'auspicio che "la comunione vinca!". Alla base della decisione di unificare i seminari vi sono anche problemi pratici, come spiegato da don Francesco: «Da una prima lettura dell’esame della situazione fatta dai presuli, il discorso è stato soprattutto organizzativo: per lavorare meglio e formare meglio i futuri preti, i vescovi hanno maturato in questi ultimi anni l’idea di formarli in un unico luogo.» Egli sottolinea che questa esperienza rappresenta un bel segno di comunione tra Chiese locali che già da anni collaborano.

Le Ragioni dell'Unificazione
La decisione di riunire i seminaristi è stata influenzata dalla crisi delle vocazioni in Toscana. Quando nei seminari si trovano solo due o tre giovani, è difficile garantire una formazione completa ed equilibrata, in particolare per la vita comunitaria e la preghiera. Inoltre, i costi di mantenimento di strutture molto grandi, che in passato ospitavano molti più seminaristi e ora pochi, sono diventati un problema significativo. L'idea di unificazione è stata suggerita anche da monsignor Carlo Bresciani, visitatore apostolico, e successivamente incoraggiata dal cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero, con l'indicazione di «incoraggiare il cammino verso l’interdiocesanità, attraverso la confluenza dei seminaristi delle varie diocesi a Firenze e a Pisa.»
Il Profilo dei Seminaristi Attuali
Don Francesco Bachi descrive i seminaristi di oggi come "animali parrocchiali", provenienti tutti dalle parrocchie con un parroco o un prete di riferimento. Non ci sono casi di convertiti o giovani provenienti da movimenti, e non si registrano vocazioni adulte. Molti arrivano dopo aver completato studi universitari o aver fatto esperienze lavorative. Il livello intellettuale dei seminaristi è alto, e sono descritti come straordinari e diversi, con i loro tempi e interessi, necessitando di attenzioni personali e un percorso individuale.
L'Appello alla Pastorale Vocazionale
Nonostante la soluzione del seminario unificato sia considerata vincente per la comunione e per la qualità della formazione, il rapporto di diciotto seminaristi per sei diocesi (tre per diocesi) rimane basso. Don Bachi riflette sulla paura di "farsi prete" che affligge i giovani di oggi, ma ribadisce che il Signore chiama sempre. Egli esorta i parroci a curare di più la pastorale vocazionale, mostrando gioia nell'essere preti. L'esempio di Papa Francesco, con il suo modo di parlare e vivere il Vangelo, è visto come un'ispirazione che "inquieta" e interroga i giovani, avvicinandoli alla fede. L'Arcivescovo Benotto ha recentemente affermato che la pastorale vocazionale «non lascia niente di intentato per aiutare i giovani ad ascoltare e a rispondere positivamente alla chiamata di Gesù, a lasciare tutto per seguirlo», e richiede grande disponibilità nell'accompagnamento spirituale e umano, tempo dedicato alla direzione spirituale e il coraggio di una proposta esplicita.
I Seminaristi del Nuovo Corso
Ecco i giovani che costituiscono i "magnifici 17" del nuovo Seminario Interdiocesano di Pisa, a cui si aggiunge il diciottesimo, Lorenzo Correnti, di Pisa, che studia patrologia a Roma:
- Quinto Anno: Moreno Enyell (Venezuela, diocesi di Livorno).
- Quarto Anno: Tiago Siqueira (Brasile, già seminario diocesano di Pisa), Alessio Bertocchi (diocesi di Massa Carrara - Pontremoli), Michele Tambellini (arcidiocesi di Lucca).
- Terzo Anno: Francesco Federico (Pisa), Giorgio Lazzarotti (diocesi di Massa Carrara - Pontremoli), Agbolo Vignon Mawuli (Togo, già seminario di Pisa).
- Secondo Anno: Roberto Zucchi (Pisa), Samuele Rizzi e Raffaele Moscatelli (fraternità sacerdotale San Filippo Neri della diocesi di Massa Carrara - Pontremoli), Matteo Nincheri (diocesi di Pescia).
- Primo Anno (dal propedeutico): Francesco Matteoni (diocesi di Pescia), Samuele Ghiselli ed Emanuele Martinelli (Lucca), Giacomo Liberto e Alessandro Baroni (Pisa), Diego Bassi (diocesi di Massa Carrara - Pontremoli).
Indicazioni Pastorali e Liturgiche in Tempo di Pandemia
Le comunità diocesane hanno rivolto il loro pensiero a quanti soffrono a causa della pandemia e a quanti ne subiscono le conseguenze nella vita sociale. Un sentimento di fraterna vicinanza è stato rinnovato al Cardinale Gualtiero Bassetti, ai confratelli vescovi e ai tanti sacerdoti colpiti dal virus. Particolare attenzione è stata data ai nuovi poveri generati dalla pandemia, ai lavoratori, agli imprenditori e agli operatori del commercio per i quali la pandemia ha aperto preoccupanti scenari futuri sul piano economico e sociale.
Norme per le Celebrazioni Liturgiche
Le disposizioni connesse con l’introduzione della "zona rossa" (DPCM del 3 novembre 2020) lasciano invariato quanto già disposto circa l’accesso alle chiese e le celebrazioni liturgiche comunitarie, comprese le Sante Messe. Questo avviene secondo quanto previsto dal Protocollo CEI-Governo del 7 maggio 2020, integrato dalle successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico. Questa decisione è un riconoscimento per come le misure di contenimento della pandemia sono state applicate fedelmente dalle comunità, ma è anche un invito a una rafforzata responsabilità. L'accesso alle chiese e le celebrazioni liturgiche sono connesse all'applicazione di precise disposizioni quali autocertificazione, distanziamento, uso della mascherina, igienizzazione delle mani, sanificazione degli ambienti, e a un atteggiamento generale di prudenza.

Attenzione per Esequie, Prime Comunioni e Cresime
Particolare attenzione va riservata ad alcune celebrazioni. Per le Esequie, i riti vanno vissuti in modo ordinato, rispettando il distanziamento ed evitando i contatti personali, specialmente prima e dopo la celebrazione. Si raccomanda attenzione per Prime Comunioni e Cresime: la loro celebrazione in questa situazione di particolare emergenza va mantenuta solo con il consenso dei genitori dei ragazzi, per piccoli gruppi ed evitando forme di festa che comportino assembramenti. Un problema specifico riguarda la presenza di padrini residenti o domiciliati in altro Comune: il padrino potrà predisporre l’autocertificazione per motivi di necessità in considerazione del ruolo che deve svolgere. Qualora ciò non sia possibile o ritenuto opportuno, la Cresima potrà svolgersi senza la presenza del padrino (CIC, can. 874 §1, 3°).
Catechesi e Attività Comunitarie
L’attività formativa e le modalità di condivisione del cammino comunitario, in specie quelle degli organismi di partecipazione, sono espressioni importanti della vita delle comunità. In questi ambiti occorre esercitare la massima prudenza, evitando per quanto possibile occasioni di assembramento che potrebbero risultare pericolose. L'Istituto Superiore di Sanità ha sollecitato a evitare contatti non strettamente necessari al di fuori del proprio nucleo abitativo. Riguardo alla catechesi dell’iniziazione cristiana di fanciulli e ragazzi, essa costituisce un itinerario che include la trasmissione di conoscenze sulla fede, l’educazione alla preghiera ed esperienze di vita e di comunione. In molti casi, soprattutto dove le strutture non lo consentono, si dovrà accettare di trasferire molto nelle modalità di contatto a distanza permesse dalle nuove tecnologie, senza chiudere il cammino catechistico ma adattandolo per evitare la diffusione del virus.
Impegno nella Carità e Cura degli Anziani
Il Vangelo in questi mesi ha potuto mostrare il suo splendore nei gesti di carità con cui le comunità sono venute incontro al crescente disagio, con il contributo anche di molti giovani che si sono aggiunti ai volontari di vecchia data. È stato rinnovato l’appello ai giovani perché continuino e allarghino questo impegno nel volontariato. Infine, un pensiero è rivolto agli anziani, particolarmente colpiti dal Covid-19, ai quali tanto devono le comunità e l’intera società. Nessuno di loro deve sentirsi solo e lasciato da parte. Possono seguire la vita liturgica con i mezzi di comunicazione sociale; si chiede loro di accettare, come segno di attenzione, la prudenza dei parroci nel visitarli e nel portare loro la Comunione sacramentale. Tutti sono invitati a comprendere la delicatezza del momento e l'importanza della loro protezione.
Annunci e Prossimi Eventi Liturgici
Le comunità hanno condiviso la gioia per la decisione di Papa Francesco di nominare tra i prossimi Cardinali Mons. Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena. Si avvicina il tempo dell’Avvento, che sia per tutti un cammino che prepari all’incontro con il Signore Gesù, sempre presente nella storia come sicuro riferimento in ogni avversità. Con la prima domenica di Avvento in tutte le chiese della Toscana si inizierà a usare la terza edizione del Messale Romano, occasione preziosa per rimotivare le assemblee a curare la fedeltà alle norme, la forma comunitaria, la dignità e bellezza delle Celebrazioni eucaristiche, in cui il Signore si fa vicino.
Nuove Nomine di Canonici nella Primaziale Pisana
L’Arcivescovo Sua Eccellenza Monsignor Giovanni Paolo Benotto ha nominato nei giorni scorsi nuovi canonici per la primaziale pisana. Questa decisione giunge, come si legge nella comunicazione dell’Arcivescovo, anche in seguito alla morte di alcuni sacerdoti.
Le Ragioni delle Nomine
Come scrive Monsignor Benotto: «In questi anni, per la morte di tanti nostri amati sacerdoti che hanno raggiunto la Patria definitiva, sono rimasti vacanti più della metà dei canonicati soprannumerari e onorari del Capitolo Metropolitano della nostra Primaziale.» Ricevuto il parere positivo del Capitolo, l’Arcivescovo ha quindi proceduto con le nuove nomine.
Canonici Soprannumerari
L’Arcivescovo Benotto ha deciso di annoverare tra i Canonici Soprannumerari:
- Monsignor Luigi Gabriellini (già canonico onorario), vicario episcopale della Città.
- Don Pietro Pierini, parroco del Sacro Cuore di Pisa.
- Don Carlo Campinotti, parroco di Santo Stefano extra moenia e dell’Immacolata ai Passi.
- Don Francesco Bachi, amministratore parrocchiale di Santa Caterina e rettore del Seminario Interdiocesano.
Tutti questi sacerdoti sono pastori in parrocchie limitrofe alla Cattedrale. L’Arcivescovo sottolinea che, entrando nel Capitolo, «essi potranno offrire la loro sensibilità pastorale perché la Cattedrale possa diventare per la Città di Pisa sempre più punto di riferimento per un cammino di comunione e di migliore integrazione del territorio delle parrocchie del centro storico, specie nella zona di Tramontana.»

Canonici Onorari
Benotto ha nominato anche i Canonici Onorari, sacerdoti «che hanno servito la nostra Chiesa pisana con fedeltà e impegno per lunghi anni o che stanno offrendo il loro servizio oltre che in parrocchia, anche in altri compiti.»
Ecco chi sono:
- Don Franco Nannipieri, parroco di San Frediano di Vecchiano.
- Don Giulio Giannini, parroco emerito di San Giuseppe di Pontedera.
- Don Angelo Cuter, parroco del Sacro Cuore di Pontedera.
- Don Piero Malvaldi, parroco di S. Ermete di Forte dei Marmi.
- Don Paolo Paoletti, parroco di Cascina.
Mentre i canonici soprannumerari partecipano alla vita del Capitolo, alle sue riunioni e in parte anche alle sue decisioni, i canonici onorari, solitamente sacerdoti impegnati nel ministero pastorale lontani dalla cattedrale, usufruiscono delle prerogative di tutti gli altri canonici e del titolo di "Prelato d’onore di sua Santità". L’Arcivescovo Benotto ha affidato i nuovi Canonici alla protezione della Madonna di sotto gli Organi e alla intercessione di San Ranieri, invocando su tutti l'abbondanza delle benedizioni divine.
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