La Liturgia delle Ore, nota anche come Ufficio Divino, è la preghiera ufficiale della Chiesa Cattolica. Essa consiste nel canto di salmi, cantici e inni, con l'aggiunta di preghiere e letture dalla Sacra Scrittura. Secondo la Chiesa, questa pratica è una partecipazione alla preghiera personale di Gesù Cristo. Le preghiere sono previste in diverse ore della giornata, articolate nelle ore canoniche. Le due ore principali sono le Lodi Mattutine, che si celebrano all'inizio della giornata, e i Vespri, che si celebrano alla sera, solitamente all'imbrunire o prima di cena. La Liturgia delle Ore è articolata in un ciclo di quattro settimane, il Salterio, nel quale si recitano quasi tutti i salmi.
La Liturgia delle Ore è antica quanto la Chiesa stessa. Gesù stesso, come leggiamo nel Vangelo, si ritirava spesso nel deserto o sul monte a pregare (Mc 1, 35; 6, 46), alzandosi al mattino presto (Mc 1, 35) o trascorrendo notti intere in orazione al Padre (Lc 6, 12; Mt 14, 23.25). Gli Apostoli, a loro volta, continuarono a richiamare il comando del Signore. Li vediamo riunirsi per la preghiera all'ora di terza (At 2, 1-15). La preghiera unanime della comunità cristiana è attestata dagli Atti degli Apostoli (At 2, 42) e dai discepoli radunati all'ora di terza. Paolo e Sila, in carcere, a mezzanotte pregavano e cantavano inni a Dio (At 16, 25). Cristo ha ordinato alla sua Chiesa di pregare ininterrottamente (Lc 18, 1; 1Ts 5, 17; Ef 6, 18).
La Liturgia delle Ore: Preghiera di Cristo e della Chiesa
La Liturgia delle Ore o Ufficio divino è precisamente la preghiera della Chiesa con Cristo e a Cristo. È quell'inno che viene cantato da tutta l'eternità nelle sedi celesti. La Chiesa, partecipando a questa preghiera, che è propria dell'intero corpo, presenta al Padre l'intercessione per il bene di tutti. Il suo carattere comunitario si manifesta anche nella preghiera, come nelle assemblee di apostoli (At 1, 14) e nell'Eucaristia. Essa rende manifesta la genuina natura della Chiesa, che ha la caratteristica di essere alla contemplazione, presente nel mondo e tuttavia pellegrina. Le ricchezze della preghiera cristiana costituiscono una genuina fonte di vita cristiana. La fede e la vita della Chiesa sono rinvigorite dalla preghiera, che alimenta efficacemente la vita spirituale del popolo di Dio e riprende nuova vita. Essa è la voce della Chiesa orante e risplende come suo segno meraviglioso. È la Chiesa orante, che ininterrottamente risuona davanti al trono di Dio e dell'Agnello. I fedeli, di ogni condizione e di ogni lingua, con la preghiera di lode celebrano Dio uno e trino. Le Lodi mattutine e i Vespri sono giustamente ritenuti tra i principali compiti della Chiesa.

Il ruolo di Cristo nella Preghiera
Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre. Ha voluto lasciarci testimonianza della sua preghiera, come quando benedice i fanciulli (Mt 19, 13) e prega per Pietro (Lc 22, 32). La sua vita era congiunta con la preghiera, anzi quasi derivava da essa. Passava la nottata intera in orazione a Dio (Lc 6, 12), si ritirava in luoghi deserti a pregare (Mc 1, 35; Lc 4, 42; 5, 16). Pregava i salmi e nel tempio che chiamò casa di preghiera (Mt 21, 13 par.) con gli israeliti. Ugualmente, quando con i suoi discepoli recitò l'inno nel cenacolo (Mt 26, 30 par.), fu unito alla sua preghiera anche il suo ministero messianico e il suo esodo pasquale. Risorto da morte, vive per sempre e prega per noi (Eb 7, 25). La preghiera della Chiesa è la preghiera che Cristo, con il suo Corpo, rivolge al Padre (SC 84), e le nostre voci in quelle di Cristo e quelle di Cristo in noi (S. AGOSTINO, Enarrationes in ps. 85, n. 1: CCL 39, 1176).
Il Popolo di Dio e la Liturgia delle Ore
Tutto il Corpo della Chiesa, con il suo Capo, non può essere definita altrimenti che come Chiesa orante. La Liturgia delle Ore, compresa con rinnovato amore dal popolo di Dio, con un'opportuna catechesi, prolunga con grande efficacia la sua continuazione nella vita degli uomini e ampiamente i rapporti che esistono tra l'una e l'altra dalle altre parti della Liturgia delle Ore. È la Chiesa orante, che si raduna per manifestare la Chiesa che celebra il mistero di Cristo. La preghiera del Mattino e della Sera e i Vespri devono essere celebrati con il popolo. Tutta la Liturgia delle Ore è un colloquio tra Dio e gli uomini nel quale "Dio parla al suo popolo... volta risponde a Dio con il canto e con la preghiera" (SC 33). Il popolo di Dio riceve con più abbondanza la sua grazia. La preghiera della Chiesa e la preghiera del singolo sono entrambe un dialogo, la salmodia alternata e altri elementi congeneri.
Evoluzione Storica e Riforma
La Liturgia delle Ore è la preghiera ufficiale della Chiesa, anche se da molti è sconosciuta o non pregata perché ritenuta superflua o complicata nel suo utilizzo. È una liturgia alla quale è legata un'azione liturgica comunitaria, ma anche individuale. Anche quando la recitiamo chiusi nella nostra stanza, stiamo compiendo un'azione nella Chiesa e con la Chiesa. Questo significa che, anche se siamo da soli, con noi c'è tutta la Chiesa che prega insieme a noi. La Liturgia delle Ore è organizzata e strutturata in diverse ore della giornata, chiamate ore canoniche. Ogni ora è destinata a un particolare momento della giornata in modo che la preghiera sia distribuita per santificarla tutta.
La Liturgia delle Ore, 2: Breve storia della liturgia delle Ore
Le Origini e le Riforme Pontificie
Il canto dei salmi faceva parte della liturgia ebraica del tempio e della sinagoga, ed è entrato per osmosi naturale anche nella liturgia cristiana. La liturgia cristiana si pone infatti in continuità con la liturgia ebraica, anche se in sostanziale novità. In continuità perché molti elementi della liturgia ebraica sono stati assunti nella celebrazione cristiana; in novità perché il centro della liturgia cristiana è il mistero del Cristo: noi celebriamo la sua persona, la sua opera, la sua pasqua, usufruendo per le celebrazioni anche di gesti e testi, acclamazioni, termini ebraici e aramaici (amen, alleluia, sabaoth, hosanna...) già della liturgia del tempio, di quella sinagogale e personale. I salmi giunti fino a noi sono 150, raccolti in un libro biblico chiamato salterio. Il salterio è il nome di uno strumento musicale: i salmi si cantavano accompagnati da strumenti musicali che ne davano il ritmo e l'intonazione. Questo ci dice già che i salmi sono dei canti poetici e che vanno cantati, un po' come tutti i poemi antichi.
I papi Sisto V, Clemente VIII, Urbano VIII, Clemente XI e altri si occuparono di questo ordine. La canonica della Chiesa latina richiedeva, prima di ogni altra cosa, l'uniformità, che allora non esisteva, ma era tanto auspicata. Furono interrogati tutti i vescovi del mondo sui quali è basata la liturgia, i quali richiedevano uno studio più profondo, frattanto aveva convocato la Chiesa. La Costituzione sulla Sacra Liturgia, SC 90, 91 (1Ts 5, 17; Ef 6, 18), 83 (SC 84), 552 (S. AGOSTINO, Enarrationes in ps. 85, n. 1: CCL 39, 1176), 24, 83, 104, 48 (Rm 8, 19), 83, 7 (PO 6), 41 (PC 7), 10 (SC 2), 5 (Gv 15, 5), 86 (Ef 2, 21-22), 13 (Ef 4, 13), 90 (RB 19), 14 (OT 8), 26, 41 (CD11), 42 (AA 10), 84, 17 (CD 15), 100 (PO 5), 99, 100 (Gv 4, 23), 105 (GE 2; AA 16), 11 (PO 13), 41 (LG 21), 26 (CD15), 110 (PO 13), 5, 20, 23, 90 (LG 41), 25 (PO 13), 276 §§ 2 e 3 (SDO 27), 78b, 95 (At 4, 32), 100, 26, 28-30, 27. Queste furono emanate da Giovanni XXIII nel Codice delle rubriche del 1960. La nuova forma della liturgia delle Ore (LO) conseguente alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II, ha come punto di partenza iniziale la Sacrosanctum Concilium, che tratta della Liturgia delle Ore al cap. IV. L'Ufficio divino, nn. 83-101. Il capitolo inizia dal valore teologico della LO, opera di Cristo e della Chiesa (nn. 83-85), e prosegue sulla sua dimensione pastorale (nn. 86-87). Da qui l'esigenza di una riforma per adeguare questa celebrazione alle mutate condizioni odierne (nn. 88-89). Il n. 89 chiedeva un numero minore di salmi per il Mattutino (Ufficio di Lettura), la soppressione dell'Ora di Prima e per la Compieta la scelta di salmi più appropriati per la fine della giornata. Il n. 91 parla della distribuzione dei salmi, tenendo presente che deve essere una celebrazione accessibile a tutti i fedeli (anche laici), con celebrazioni più brevi (numero dei salmi); da qui l'apertura anche all'uso delle lingue vive (n. 101). Su questi criteri di fondo è stata pensata una nuova struttura della LO, che si snodi in uno spazio di tempo più lungo di una settimana (n. 91). La commissione incaricata si è messa subito all'opera ma prima di arrivare ad una struttura definitiva condivisa ci sono voluti sei anni. Alla fine il ritmo della Liturgia delle Ore si snoda su quattro settimane, con tre salmi (o tre parti di salmi) per ogni Ora del giorno, eccetto Compieta che ha un salmo solo (eccetto la prima Compieta della domenica e la compieta del mercoledì che ne hanno due, perché brevi). I salmi più lunghi furono divisi in due o tre parti, mentre il lungo salmo 118 conservò le sue 22 parti, quante le lettere dell'alfabeto ebraico.

La Riforma del Concilio Vaticano II e gli Adattamenti Contemporanei
Il Concilio Vaticano II aveva convocato la Chiesa. Per questo, il Papa Paolo VI affidò l'incarico alla Sede Apostolica. Furono considerati i bisogni pastorali non solo dei chierici, ma anche dei religiosi e degli stessi laici, dando la possibilità ad ognuno di adeguarla alla propria condizione e vocazione. Per le Ore minori (facoltative: Terza, Sesta e Nona) si ricorse ai brevi salmi "graduali", cioè i salmi che gli ebrei pregavano salendo in pellegrinaggio a Gerusalemme (119-127). Due tipi di salmi da tempo facevano difficoltà: i salmi imprecatori e i salmi storici, che sembravano poco adatti ad una preghiera, soprattutto evangelica (soprattutto i primi). I salmi imprecatori (57, 82, 108, ma numerosi versetti anche in altri salmi) erano salmi o espressioni psicologicamente difficili da comprendere in ambito evangelico, in bocca a Cristo, in quanto sono preghiere che invocano la vendetta di Dio e la maledizione sugli avversari, mentre Gesù chiedeva di perdonare anche i nemici e pregare per i persecutori. Il bellissimo e nostalgico salmo 136: Sui fiumi di Babilonia là sedevamo piangendo al ricordo di Sion, si conclude con una crudelissima invettiva contro la città nemica: beato chi afferrerà i tuoi piccoli e li sfracellerà contro la pietra. Si è deciso di tralasciare questi salmi o questi versetti (i monaci invece, giustamente, li hanno mantenuti).
I salmi storici (77, 104, 105) sono quei salmi che ripercorrono la storia del popolo ebreo. Hanno senso nel fatto che essi ripercorrono le opere salvifiche di Dio, che avranno il loro coronamento nella morte e resurrezione di Gesù, nella pasqua di Gesù. Per questo motivo questi salmi storici sono stati riservati al sabato (di Avvento e Natale, Quaresima e Pasqua), come introduzione alla domenica (PNLO, n. 130). Accanto ai 150 salmi, nel tempo erano subentrati nella preghiera cristiana della LO anche altri Cantici presenti in altri libri biblici dell'AT, e negli stessi vangeli (Benedictus, Magnificat, Nunc. dimittis). Il numero del Cantici biblici fu completato in modo che ogni giorno delle quattro settimane avesse un suo cantico dell'AT alle Lodi; si aggiunsero poi 9 cantici presi dai libri del NT da recitarsi settimanalmente nei Vespri (questi ultimi cantici sono una novità) e si è conservata la recita quotidiana dei tre cantici evangelici per Lodi, Vespri e Compieta.
Tra gli adattamenti, fu abolita l'Ora di Prima. La preghiera mattutina, le Lodi, i Vespri e la Compieta sono le Ore principali e dovrebbero essere celebrate più vicino al tempo vero di ciascuna Ora canonica. Furono proposti momenti di silenzio da osservarsi secondo l'opportunità. Fu approvata una nuova traduzione del Salterio dalla Commissione per la Neo Volgata della Bibbia, e furono adottate altre traduzioni in lingua moderna dei libri dell'Antico Testamento. Il Lezionario è disposto in modo da concordare con quello delle letture della Messa, riproponendo le parti più importanti della storia della salvezza. Furono scelti i migliori scritti di autori cristiani e specialmente dei santi Padri, con un Lezionario facoltativo dal quale si potranno ricavare frutti ancor più copiosi. Le preci e le intercessioni sono proprie della Chiesa e si fanno suppliche per l'inizio del lavoro quotidiano. Ai Vespri, invece, si fa una breve supplica strutturata come preghiera universale. La preghiera domenicale e l'antica tradizione di recitare questa preghiera tre volte al giorno. Furono promossi anche gli adattamenti che ne alteravano a volte la medesima struttura, specialmente per le celebrazioni della parola di Dio.
Struttura e Componenti della Liturgia delle Ore
La Liturgia delle Ore è articolata in un ciclo di quattro settimane (il Salterio). In essa, la Chiesa prega in gran parte con quei bellissimi canti, che i sacri autori, sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, hanno composto nell'Antico Testamento. Per la loro stessa origine, infatti, essi hanno una capacità tale da elevare la mente degli uomini a Dio, da suscitare in essi pii e santi affetti, da aiutarli mirabilmente a render grazie a Dio nelle circostanze prospere, da recare consolazione e fermezza d'animo nelle avversità. I salmi, tuttavia, non offrono che un'immagine imperfetta di quella pienezza. Nella composizione del salterio i salmi non si susseguono in modo casuale ma sono raccolti seguendo un ordine: si inizia con la scelta di vita (salmo 1: Beato l'uomo che non segue) e si conclude con la glorificazione di Dio con canti e tutti gli strumenti musicali (salmo 150: Lodate il Signore nel suo santuario). Il salterio si suddivide in cinque libretti che terminano ognuno con due Amen: "Amen, Amen"(1-41; 42-72; 73-89; 90-1l6; 107-150).
Il salterio è come un libro che va letto da cima a fondo progressivamente, e così veniva pregato, con una lettura continua. Questa impostazione di fondo è stata conservata grosso modo anche nell'ultima riforma della Liturgia delle Ore. Tuttavia nella distribuzione dei salmi si è tenuto conto (del resto come già in passato) anche delle Ore del giorno, dei giorni della settimana, nonché di particolari feste e periodi dell'anno liturgico. Per questo, ad esempio, a Compieta ci sono dei salmi adatti alla sera prima di andare a dormire; alle lodi mattutine e ai vespri, nonché per i salmi invitatori, le scelte sono diverse. Gli stessi criteri si applicano anche agli inni delle varie Ore e dei giorni. Possiamo dunque distinguere: i salmi invitatori, il salmi di Lodi, i salmi di Vespro, i salmi di Compieta, i salmi per l'Ufficio di lettura o mattutino, i salmi della domenica (pasquali), i salmi del venerdì (penitenziali), i salmi del sabato (storici e sapienziali).
Le Ore Canoniche e i Salmi Invitatori
Ogni ora è destinata a un particolare momento della giornata in modo che la preghiera sia distribuita per santificarla tutta. L'Ufficio di lettura è il primo ufficio e andrebbe pregato alla mattina presto (meglio ancora se nel corso della notte, avendo questo ufficio sostituito l'ora prima che si pregava a mezzanotte). È costituito da tre Salmi dopo i quali si meditano due letture dette lunghe. La prima lettura è un brano della Bibbia e la seconda è un passo tratto dai Padri della Chiesa oppure si tratta di un documento della Chiesa. Dopo l'introito si recita un Salmo, un Cantico preso dall'Antico Testamento e poi un altro Salmo. Nelle Lodi si segue sempre un ciclo di 4 settimane. Questo vuol dire che ogni 4 settimane si ripetono uguali tranne la Domenica in cui ognuna ha la sua antifona al Benedictus che, in genere, richiama le letture della S. Messa con la propria preghiera finale che, se ci farete caso, è la stessa preghiera finale della S. Messa domenicale. Le ore principali incominciano col versetto d'introduzione: "O Dio, vieni a salvarmi. Gloria al Padre. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen." (tranne nel Tempo di Quaresima, dove si omette l'Alleluia, e quando immediatamente prima si è eseguito l'Invitatorio).

Quindi si dice subito l'inno adatto, che per il popolo, è un inizio più facile e più festoso. La salmodia viene fatta secondo la tradizione della Chiesa. Seguono i Cantici dei nn. 121-125, presi dall'Antico Testamento o dalla Lettera agli apostoli o dall'Apocalisse. Si procede con la lettura o breve o lunga. Le letture si ascoltano come vera proclamazione della parola di Dio. La lettura continua della Scrittura, si presta forse meno attenzione alle lezioni brevi che variano secondo i giorni del ciclo salmodico. Si può scegliere di proclamare una lettura più adatta, a norma dei nn. 248-249, 251. Il Lezionario è stato costituito in modo che nel ciclo delle letture della Messa si propongano ai fedeli le parti più importanti della storia della salvezza (PNLO, n. 248). Per illustrare la predetta lettura e, secondo l'opportunità, si può fare una pausa di silenzio. Se si ritiene opportuno, si può anche omettere, come deciso dalla Conferenza Episcopale.
Lodi Mattutine, Vespri, Compieta e Ufficio delle Letture
Per le Lodi Mattutine è stato detto: "Ti prego, Signore. Mattino t'invoco e sto in attesa" (Sal 5, 4-5). Questo è il tempo in cui "sorge dall'alto" (Lc 1, 78) la preghiera mattutina della risurrezione del Signore. Ai Vespri la sera ricordiamo anche la nostra redenzione nel sacrificio della fine dei secoli, che porterà la grazia della luce eterna. La preghiera della Compieta si conclude con l'invocazione "Il Signore ci conceda una notte serena ed un riposo tranquillo - Amen". Quindi occorre consultare il Calendario Romano generale per conoscere se nel giorno corrente si celebra una solennità, una festa, una memoria, una memoria facoltativa o una feria. L'Ufficio delle Letture è composto dalla Sacra Scrittura e dalle migliori pagine degli autori spirituali, che sono cibo per lo spirito del popolo di Dio (PNLO, n. 55). Si stabilisce un vero colloquio fra Dio e l'uomo. Quando parliamo a lui e quando leggiamo i divini oracoli ascoltiamo lui. Questo ufficio ha carattere di vera preghiera. È un ufficio caratterizzato da un numero di salmi e letture più lunghe ed è destinata a questo scopo (PNLO, n. 58). Si possono celebrare le veglie vigiliari, con quanto è detto per le celebrazioni vigiliari ai nn. 70-73, anche quando si recitano i Vespri.
La Liturgia delle Ore, 2: Breve storia della liturgia delle Ore
Calendario Liturgico e Tempi Forti
Dopo la Settimana Santa ha inizio il Tempo di Pasqua che termina con la solennità di Pentecoste dopo di che si riprende il Tempo per Annum, ricordando che la prima domenica dopo la Pentecoste si celebra la solennità della SS.ma Trinità e la domenica successiva il Corpus Domini che sostituisce la domenica relativa. Questa interruzione fa si che si perdano due settimane di Tempo Ordinario questo vuol dire che se l'ultima domenica prima di Quaresima era la settima settimana, si riprende con la nona settimana. Comunque nelle prime pagine dei libri della Liturgia delle Ore troviamo tutte le indicazioni su di una tabella in cui per ogni anno viene indicata con quale settimana si riprende dopo il periodo di Pasqua. Un altro metodo per sapere quale settimana recitare consiste nel prendere il numero della domenica e dividerlo per 4. Il resto indicherà quale settimana recitare, con l'avvertenza che se il resto è 0 (zero) si deve recitare la quarta settimana. Più complesso è il discorso delle priorità sulla recita delle solennità, ma in generale ci si può orientare così: in genere le Domeniche, specie quelle dei Tempi Forti, hanno la precedenza su tutte le Feste e/o solennità, ma ci sono delle deroghe.
Pastori e Dottori della Chiesa nella Liturgia delle Ore
Dio grande e misericordioso, che hai affidato a San N. i frutti di opere buone, custodisci i pastori della tua Chiesa e guidali sulla via della salvezza eterna, per aver parte con lui alla tua gloria. Dio, fonte di ogni dono, che hai riempito San N. della tua misericordia. O Dio, che con la predicazione apostolica di San N. ci hai illuminati nella conoscenza e nell'amore del tuo Figlio, Gesù Cristo, nostro Signore. O Dio, luce e pastore dei credenti, che hai chiamato San N. e seguiamo la via che ha tracciato con l'esempio e conforta sempre il tuo popolo, che lo venera come maestro e intercessore. I maestri di sapienza saranno come stelle nel cielo (T. P.). Ha detto le parole di Dio in mezzo all'assemblea. Li hai posti come sentinelle, vegliano sulla tua Chiesa. La tua Chiesa, o Dio, canta la sapienza dei santi. Dio li ha scelti e posti come sentinelle, vegliano sulla sua Chiesa.

Preghiere e Invocazioni Specifice
Nel comune dei pastori e dottori della Chiesa, troviamo preghiere come: "Vero amico dei tuoi fratelli, prega per il tuo popolo. Gloria a Cristo, costituito sommo sacerdote per gli uomini davanti a Dio. Ant. al Magn. hai distribuito il cibo della vita, sia con me nel tuo regno, prega per noi Cristo Signore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. Vi sarà un solo gregge, un solo pastore. Il Signore gli ha affidato la sua famiglia. Signore, chi abiterà nella tua tenda? Per la grazia che mi ha donato. Spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge".
Riflessioni su Confessori e Dottori
Vorrei inserire qui una riflessione riguardo la celebrazione dei confessori e dottori, finora uniti insieme in un medesimo formulario. Essere confessori (pastori: vescovi, sacerdoti e diaconi) ed essere dottori sono due cose diverse, perché possono essere dottori anche dei cristiani non insigniti del sacramento dell'Ordine (esempio delle donne). Questo porterà, penso, in futuro, a qualche ulteriore distinzione. In ogni caso, anche riguardo gli insigniti del sacramento dell'Ordine, mi sembra più importante essere vescovi e sacerdoti che dottori. Perché essere dottori evidenzia un ministero particolare, quello profetico, rispetto al ministero pastorale che include tre funzioni: sacerdotale, profetico e regale. Naturalmente queste considerazioni, in concreto, dipendono dal carattere particolare dei singoli confessori, se sono stati più grandi nel ministero pastorale o in quello magisteriale. Nell'Ordine domenicano si è dato naturalmente più importanza al fatto di essere dottori che essere vescovi, ma teologicamente non è così (mi sembra). Ulteriori riflessioni sui salmi porteranno forse a preferire alcuni di essi piuttosto che altri. La Liturgia non è mai un tutto fisso.
Risorse per la Liturgia delle Ore
Un'applicazione gratuita è stata creata grazie alla collaborazione tra CEI e Arcidiocesi di Milano, che permette di fruire del breviario su smartphone o tablet. Usare un'app per pregare? Forse potrebbe sembrare strano ma ci sono situazioni in cui non abbiamo a portata di mano il breviario cartaceo e persone che per problemi di vista faticano a leggere i caratteri scritti troppo in piccolo. A partire da queste esigenze è stata costruita, in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana, un'app per permettere la preghiera della Liturgia delle ore in rito Ambrosiano e Romano. L'app è gratuita ed è disponibile per smartphone e tablet con sistema iOs (Apple) e Android accedendo ai rispettivi store.
Se dovesse risultare difficile capire quali siano le diverse parti che compongono l'Ora che si vuole pregare si può tornare a consultare l'Ordinario, che guida alla comprensione di ogni singolo passaggio che caratterizza tale preghiera, oppure allo schema riassuntivo. Ricorda che le difficoltà che si potranno incontrare si superano con la pratica. Inoltre è sempre possibile chiedere spiegazioni a persona esperta (un sacerdote) sulla composizione delle varie Ore dell'Ufficio.