Dopo decenni di chiusura al pubblico, riapre un vero e riservato gioiello storico-artistico a ridosso del Tevere, nel cuore di Trastevere: la bellissima Chiesa di Santa Maria in Cappella e gli annessi "Bagni di Donna Olimpia". Questo complesso, insieme alla vicina Chiesa di San Francesco a Ripa, offre un percorso unico attraverso la storia e la fede romana. Con la nostra guida potrete tuffarvi indietro nel tempo in una realtà storico artistica intatta, nella quale conoscerete la storia della famiglia Pamphilj andando a ritroso fino all'epoca medievale, ammirando le straordinarie testimonianze custodite dalla chiesa e dall'intero complesso.

La Chiesa di Santa Maria in Cappella: Culla di Carità
Il complesso monumentale di Santa Maria in Cappella sorge sul luogo dell'antico ospedale per la cura e l'accoglienza dei poveri, dedicato a San Biagio e risalente al X secolo. Qui, nell’anno 1087, nelle vicinanze della ripa dove era il porto fluviale di Roma, fu costruita, per volere di papa Urbano II, una chiesa, o meglio una cappella, con il preciso scopo di fornire il servizio religioso ai crociati in partenza per la Terra Santa. Durante il restauro, dopo anni di abbandono, danni e furti, sono state scoperte moltissime sorprese, come racconta Don Massimiliano Floridi. Tra queste, una lapide all’ingresso datata 1090 che spiega la volontà del papa Urbano II di fare in questo luogo il primo concistoro, essendo vicini all’Isola Tiberina. Il pontefice fece portare qui sacre reliquie dei primi Santi della Chiesa, San Pietro, San Ippolito, San Felice e San Callisto, che oggi sono state ritrovate all’interno dell’altare medievale. Un ritrovamento di grande valore storico, religioso e artistico.
All'epoca, questa zona sul lungotevere era aperta campagna e i giardini digradavano verso il fiume, in un maestoso possedimento. Già nel Trecento, in questo luogo di Trastevere, affacciato sul fiume, esisteva una chiesa di Santa Maria in Cappella: vicina al porto di Ripa Grande, divenne sede di un Ospitale voluto dalla famiglia Ponziani. Fino alla nascita del nuovo ospedale ottocentesco, la navata nord della Chiesa è stata destinata al ricovero dei pellegrini, poveri e ammalati che si riversavano in città.
L'Impronta di Santa Francesca Romana
Nell’anno 1425, quando la chiesa era già conosciuta come Santa Maria in Cappella (dedica che conserva tutt’ora), su iniziativa della nobildonna Francesca Ponziani, figura di primo piano nella storia della città con il nome di Santa Francesca Romana, nella chiesa furono ospitati i malati di peste e proprio qui iniziarono i primi passi di quella che in futuro sarà la Fondazione Santa Francesca Romana. Santa Francesca Romana si dedicava proprio nella chiesa dell’Ospitale, quella di Santa Maria in Cappella, alla cura fisica e spirituale dei poveri moribondi pestilenti, un chiaro esempio dell’infinita accoglienza femminile. Il 9 marzo di ciascun anno, giorno della morte di Santa Francesca Romana (avvenuta nell’anno 1440), sia in questa cappella che nel convento di Tor de’ Specchi (dove si trova la casa madre della congregazione religiosa fondata dalla Santa) si svolgono delle partecipate cerimonie religiose in ricordo di una pagina di storia di primaria importanza nella vita della città. Francesca Ponziani, nata a Trastevere nel 1384, sarà per sempre Francesca Romana, santa e patrona, insieme ai Santi Pietro e Paolo, della città di Roma.

Il Restauro e la Struttura Barocca
A partire dal 1681, la Chiesa di Santa Maria in Cappella fu oggetto di un radicale restauro ad opera dell’architetto Mattia de Rossi. L’austera facciata barocca è a due ordini con lesene doriche. L’interno è a tre navate con croce latina e presenta tre cappelle nella navata destra e tre in quella sinistra. Al lato della porta d’entrata si trova una croce in mosaico, commissionata da Urbano VIII Barberini a Francesco Borromini (allora giovanissimo artista) per la Porta Santa del giubileo del 1625, per festeggiare l’altare del Bernini in San Pietro, e riporta le famose api dello stemma della casata.
La Chiesa di Santa Maria in Cappella, situata in Via di Santa Maria in Cappella, è aperta al culto tutte le domeniche alle ore 9:00 per la celebrazione della Santa Messa e nel pomeriggio per la recita del Santo Rosario.
La Chiesa di San Francesco a Ripa Grande: Arte e Spiritualità
La Chiesa di San Francesco a Ripa è un luogo di grande spiritualità nel cuore di Roma, a Trastevere. La bellissima Chiesa barocca custodisce, in un angolo di semplicità, la cella, oggi Santuario, dove San Francesco d'Assisi fu accolto durante le giornate romane di visite papali. Grazie a Jacopa de’ Settesoli, fervente devota francescana e amica del Santo, durante le sue visite romane al Papa Innocenzo III, San Francesco visse e pregò presso l’ospizio di San Biagio, retto dai Benedettini di Ripa Grande. Dopo la sua morte, la piccola cella divenne luogo di preghiera e devozione, ma rischiò di essere demolita a causa dei lavori di ristrutturazione del 1681. Fortunatamente, la strenua opposizione dei frati e l’intervento del Cardinale Mattei, protettore dell’Ordine, ne sventarono lo smantellamento. La leggenda racconta che fu il Santo stesso, apparso in sogno al Cardinale Alessandro Montalto Peretti, a impedirne la distruzione.
Capolavori Artistici
Questa chiesa è un luogo d’arte, dove sono raccolte opere inestimabili come “L’estasi della Beata Ludovica” del Bernini o le opere della cappella di Giorgio De Chirico. La cappella, disegnata dall’architetto Giacomo Mola nel 1625, ospita la straordinaria statua giacente che raffigura l’Estasi della Beata Ludovica Albertoni (1675), ultima opera del grande scultore Gian Lorenzo Bernini. La beata, che visse e operò a Roma tra il 1473 ed il 1533 dedicando la sua vita ai poveri e agli orfani, è oggi Patrona dei fratelli terziari dell’Ordine Francescano Secolare Romano e Compatrona della Città di Roma.

Disegnata dall’architetto Carlo Fontana, la cappella si trova nella navata di destra della Chiesa. Nel 1992, le spoglie mortali del grande artista Giorgio de Chirico vennero traslate nella chiesa di San Francesco a Ripa, dal cimitero del Verano.
La Chiesa di San Francesco a Ripa Grande è un posto accogliente, dove i frati sono sempre pronti ad incontrarti per scambiare una parola gentile e un sorriso o, se lo desideri, a guidarti in un percorso spirituale più approfondito. Le celebrazioni delle SS. Messe si tengono la Domenica e nei giorni Festivi prima e durante gli orari indicati.
La Tenuta Pamphilj e l'Eredità di Donna Olimpia
La grande tenuta dei Pamphilj include i giardini, un tempo lussureggianti di essenze rare, viti e piante da frutto, ora cornice di questa riservatissima residenza nobiliare. Qui, infatti, sorgeva la residenza con cappella privata, la chiesetta appunto, di uno dei personaggi più ambigui e famosi di Roma: Donna Olimpia Maidalchini. All’epoca questa zona sul lungotevere era aperta campagna e i giardini digradavano verso il fiume, in un maestoso possedimento. Donna Olimpia Maidalchini, originaria proprietaria in città del vasto territorio di Ripa Grande dove sorgeva, insieme al giardino delle delizie, la sua magnifica residenza, era la "Pimpaccia" per i romani a causa dei suoi commerci a carattere speculativo e dell’agire privato alquanto disinvolto, ritenuto disdicevole, specie per la cognata di Papa Innocenzo X.
Inesorabilmente la Pimpaccia, con il suo spirito anticonformista e da imprenditrice, gravita sopra la zona. Olimpia Maidalchini, nata in un paese del Cimino, era molto ambiziosa ed è passata alla Storia come una manipolatrice traffichina. Sposò Pamphilio Pamphilj, fratello del papa Innocenzo X, che si dice fosse succube alla cognata. Di certo, lei accumulò denari e proprietà, dal palazzo di famiglia a Piazza Navona alla villa sul lungotevere.
Nel restauro, al centro del giardino sarà ricollocata la fontana della Lumaca di Bernini, attualmente alla Galleria Pamphilj. La fontana fu voluta da Donna Olimpia, che fece costruire la villa e il giardino delle Delizie nel 1650. Inoltre, Olimpia è uno dei fantasmi di Roma, almeno così si dice, e vaga su una carrozza lanciata a tutta velocità su Ponte Sisto, cercando di mettere in salvo i suoi immensi denari subito dopo la morte di Innocenzo X.

L'Ospitale Santa Francesca Romana: Una Storia di Accoglienza
L’Ospitale è un luogo ricco di storia che attraversa vari secoli: dal Medioevo, agli sfarzi del Barocco, fino ai nostri giorni. Un luogo simbolo di accoglienza ed ospitalità, dedicato ad una donna: Santa Francesca Romana. La nostra eredità è la cura fisica e spirituale dei poveri.
Dalle Origini alla Casa di Riposo
La grande tenuta dei Pamphilj include anche uno dei più antichi ospedali di Roma, voluto da santa Francesca Romana per accogliere gli indigenti e ingrandito poi nel 1800. A metà del XIX secolo nacque il nuovo ospedale, realizzato grazie a un cospicuo lascito del cavalier Carlo Doria Pamphilj Landi. Nel 1857 il nipote ed erede, principe Filippo Andrea V, destinò alla realizzazione dell’ospedale la proprietà a Ripa, allora costituita da casino nobile, due giardini, due orti, magazzini, granai, fontane e una abitazione presso la Chiesa di Santa Maria in Cappella. Le attività filantropiche della Fondazione Santa Francesca Romana furono riportate in vita nel 1859 con l’Ospitale Santa Francesca Romana per vecchi indigenti, dal Principe Filippo Andrea V Doria Pamphilj. Nel maggio del 1859, su volontà dei Principi Doria Pamphilj, le Figlie della Carità giunsero a Santa Maria in Cappella per gestire l’ospedale dedicato agli anziani inabili al lavoro proficuo.
Con atto di fondazione del 1 dicembre 1971, l’erede proprietaria dell’immobile Donna Orietta Doria Pamphilj, unitamente al marito Frank Pogson Doria Pamphilj, hanno poi costituito la Fondazione Ospizio, con dotazione alla Fondazione stessa dell’immobile costituente la Casa, nonché della Chiesa di Santa Maria in Cappella. È nata così la Casa di Riposo Santa Francesca Romana, con sede in Roma, Vicolo Santa Maria in Cappella, 6: un’istituzione privata di assistenza e beneficenza che ha il nobile scopo di provvedere al ricovero, mantenimento e assistenza di persone anziane. Tuttora ne sono ospitate 45.
Simbolismo e Accoglienza
L'accoglienza che da sempre contraddistingue l’Ospitale è simboleggiata dal "cuore" al centro, sintesi di tutte le forme di amore. Vi sono raccolte figure di Sante che hanno condiviso l’estasi dell’amore divino e testimoniato con le loro opere l’amore caritatevole nei confronti di poveri e malati.
L'Ospitale è aperto dal lunedì al giovedì dalle 9:00 alle 18:30.
La Rifunzionalizzazione degli Spazi: ICCROM e Nuove Aree
Negli anni successivi sono intervenute varie modifiche nella vita dell’Ospitale, fino a quando, di recente, la Regione Lazio lo obbligò alla riduzione del numero degli assistiti. Si sono così liberati locali non più utilizzati dai ricoverati, che sono stati oggetto di un'importante rifunzionalizzazione.
La Nuova Biblioteca e Sala Lettura
L’antico refettorio con gli affreschi del XVII secolo e gli ovali dei santi francescani, acquisiscono la nuova funzione di biblioteca con annessa sala lettura. La scelta progettuale è stata indirizzata dalla volontà di rispettare le geometrie e le volumetrie che compongono l’apparato architettonico, con particolare attenzione alle varie fasi costruttive; infatti, le scaffalature sono state pensate con un design minimale e un ritmo regolare, simile a un pattern, volto ad accentuare le irregolarità caratteristiche del volume. Il progetto prevede per la porzione di ambulacro la “liberazione” delle arcate originarie del chiostro, che oltre a riconfigurare la spazialità originaria permette la realizzazione della sala lettura in un rinnovato dialogo con l’antico cortile.

Protezione degli Affreschi
Per evitare l’esposizione diretta al sole degli affreschi, si è progettato l’inserimento di un velario teso, che garantisce una protezione al dilavamento delle acque meteoriche sulle facciate del chiostro, eliminando completamente i discendenti e valorizzando in tal modo l'immagine del monumento.
L'Antiquarium e lo Spazio Polivalente
Un altro tema particolarmente importante per la rifunzionalizzazione degli spazi della nuova sede ICCROM è stato quello di pensare un percorso museale - antiquarium - che permettesse la valorizzazione dell’ingente quantità di reperti archeologici rinvenuti durante le varie campagne di scavo. L’area dell’ex sala di scherma è stata riprogettata come spazio polivalente, collegata a una sala espositiva (antiquarium) ricavata nell’ambulacro del chiostro della cisterna, mediante l’inserimento di un arredamento minimale, ideato per garantire un uso versatile della sala.
La Riqualificazione delle Aree Esterne
Nell'area esterna è stato creato un ampliamento dello spazio pubblico, permettendo la fruizione della corte nel caso di eventi e/o mostre. In quest'area vengono rimarcate le differenze tra le funzioni mediante l’utilizzo di diversi materiali che definiscono le aree carrabili, pedonali e di sosta. L'asfalto colorato individua il percorso carrabile per garantire l’accesso a mezzi privati e/o di servizio, mentre le pavimentazioni in battuto di cemento distinguono le aree di passaggio pedonale. La pavimentazione in legno di Ipe, invece, caratterizzata da un'elevata resistenza meccanica, posata con sistema flottante per garantire il corretto passaggio d’acqua e aria, caratterizza le aree destinate a esposizione e sosta.
Laboratorio di Restauro Polimaterico – Ethnological Materials Restoration Laboratory
Eitch Borgo Ripa: Nuova Ospitalità a Trastevere
I locali non più utilizzati dai ricoverati, su iniziativa di un imprenditore alberghiero trasteverino, titolare della catena alberghiera Eitch, sono stati trasformati in “Eitch Borgo Ripa”, un nuovo ostello nel cuore di Trastevere. Questo ostello, con stile raffinato e prezzi contenuti, è in grado di offrire ospitalità ed esperienza di viaggio nell’atmosfera caratteristica di un quartiere della città dove la romanità si respira in ogni angolo. Da qui è nata l’idea di far socializzare le persone di varia età e creare spunti culturali che possano stimolare la curiosità di tutti. Per la prima possibilità, è stato concesso lo spazio che affianca l’Ospitale per la costruzione di un nuovo tipo di ostello, adatto ai giovani, chic ma a basso costo. Tra i servizi offerti: biciclette, navette per l’aeroporto e desk per la prenotazione di biglietti e tour della città.
A questa ospitalità non potevano mancare i piatti della tradizione enogastronomica romana. Le parole conclusive della presentazione alla stampa che meglio rappresentano questa nuova forma di ospitalità nella nostra città, le offre Marco Scaffardi, della Eitch: “Al rientro, dopo una giornata di piacere o di lavoro, vi aspettiamo nel Borgo per degustare prelibatezze tipiche romane, sorseggiare uno dei tanti cocktail, creati da prestigiosi barman, serviti nei nostri corner elegantemente incastonati sotto gli archi del giardino.”

Arte Contemporanea: Il Premio MEMORIE#
All’esterno, sulla piazzetta, si trova l’installazione in acciaio e pietra “Memorie: Manin Memory, by heart, par coeur” dell’artista romana Paola Romoli Venturi. A questo proposito, il Trust Floridi Doria Pamphilj (di cui Doria Pamphilj Floridi è discendente dei proprietari originari della villa) ha indetto il primo premio MEMORIE# finalizzato alla commissione di un progetto per la valorizzazione dell’arte contemporanea: ogni anno si promuoverà un’opera su un tema che coinvolga la collezione e i luoghi della famiglia Floridi Doria Pamphilj. Il tema della prima edizione è MEMORIE#CONFRONTI, il bando è destinato ad artisti di ogni età e nazionalità e alla fine l’opera prescelta sarà esposta nella residenza familiare Campocatino, a Guarcino (FR). Per informazioni e iscrizioni è possibile visitare il sito www.premiomemorie.it.
Informazioni Utili
- Chiesa di Santa Maria in Cappella: Via di Santa Maria in Cappella, Roma.
- Hostello “Borgo Ripa”: Lungotevere Ripa, n.3, Roma.
- Casa di Riposo S. Francesca Romana: Vicolo Santa Maria in Cappella, 6, Roma.