Storia e Ruolo della Compagnia dell'Arcangelo Raffaele "del Raffa" di Firenze

L'Arcangelo Raffaele è venerato come il guaritore divino e protettore dei viaggiatori. Il suo nome significa "Dio guarisce" in ebraico, riflettendo il suo ruolo centrale nella guarigione e nella protezione fisica e spirituale. Raffaele è una figura chiave in diverse tradizioni religiose, in particolare nel Cristianesimo e nell'Ebraismo, ma la sua presenza è forte anche nella tradizione islamica.

Arcangelo Raffaele che guida Tobia, dipinto rinascimentale

L'Arcangelo Raffaele nelle Tradizioni Religiose

Nella Tradizione Ebraica: Il Libro di Tobia

Raffaele arcangelo della guarigione appare principalmente nel Libro di Tobia, uno dei libri deuterocanonici dell’Antico Testamento. In questo testo, l’angelo Raphael assume un ruolo centrale nella narrazione, accompagnando Tobia, il figlio del protagonista, in un viaggio pieno di pericoli. Durante il viaggio, Raffaele si presenta come un uomo chiamato Azaria, ma alla fine rivela la sua vera identità come uno degli arcangeli che stanno davanti al trono di Dio. La storia di Tobia, padre e figlio, contiene la più importante angelofania dell’intera Bibbia e ruota intorno alla manifestazione dell’Arcangelo Raffaele che aveva assunto il nome e il corpo di un bellissimo giovane di nome Azaria.

Nel racconto, Raffaele arcangelo compie diversi miracoli:

  • Guarigione della Cecità: Utilizzando il fegato di un pesce, Raffaele guarisce Tobit, il padre di Tobia, dalla cecità.
  • Esorcismo di Sara: Con l’aiuto del cuore e del fegato dello stesso pesce, Raffaele scaccia il demone Asmodeo che tormentava Sara, la futura sposa di Tobia.

Questi atti di guarigione e protezione sono i motivi per cui Raffaele è spesso invocato come guaritore e protettore. Nel momento in cui Raffaele rivelò la sua vera identità e il vero scopo della sua missione, affermò: "Dio mi ha inviato nel medesimo tempo per guarire te e Sara tua nuora". San Raffaele si rivela così guaritore divino non solo di malattie fisiche, come la cecità del vecchio Tobia, ma anche di afflizioni spirituali e infestazioni diaboliche, come nel caso di Sara.

Nella Tradizione Cristiana

Nella tradizione cristiana, Raffaele è venerato come uno dei sette arcangeli che stanno davanti a Dio, anche se non è menzionato esplicitamente nel Nuovo Testamento. Il suo ruolo come guaritore e protettore, tuttavia, è molto apprezzato, e molti cristiani pregano Raffaele per ottenere guarigione fisica e protezione durante i viaggi. La sua festa viene celebrata il 29 settembre insieme agli altri due arcangeli, Michele e Gabriele. In alcune tradizioni, viene anche celebrato il 24 ottobre.

Nell'Islam e nella Cabala

Nell’Islam, Raffaele è conosciuto come Israfil e ha un ruolo cruciale nel Giorno del Giudizio, essendo incaricato di suonare il corno che annuncerà la fine del mondo. Anche se il ruolo di guaritore non è prominente nella tradizione islamica, Israfil è comunque visto come un arcangelo di grande importanza.

In chiave cabalistica, Raffaele è associato alla Sephirah Hod sull’Albero della Vita. Hod rappresenta la gloria e la bellezza, ma anche l’intelletto e la capacità di analisi. La connessione con Raffaele sottolinea il suo ruolo nell’apportare chiarezza e guarigione, sia fisica che mentale, alle persone. Hod, come emanazione della volontà divina, rappresenta anche l’armonia e l’equilibrio, qualità essenziali nel lavoro di guarigione di Raffaele.

Simboli e Iconografia dell'Arcangelo Raffaele

L’Arcangelo Raffaele è noto come il guaritore divino e protettore dei viaggiatori. Il simbolo associato a Raffaele riflette queste qualità e ha una ricca iconografia che varia a seconda delle tradizioni religiose.

Elementi Principali del Simbolo dell'Arcangelo Raffaele:

  • Caduceo o Bastone Alato: Uno dei simboli più riconosciuti dell’arcangelo Raffaele è il caduceo, un bastone con due serpenti intrecciati e ali alla sommità. Questo simbolo ha antiche radici e rappresenta guarigione, salute e medicina, riflettendo il potere di Raffaele di guarire e proteggere.
  • Pesce: Un altro simbolo comune di Raffaele è il pesce, spesso raffigurato in sua compagnia. Il pesce rappresenta il miracolo che Raffaele compie nel Libro di Tobia, dove utilizza le interiora di un pesce per curare e proteggere. Simboleggia anche la sua associazione con la guida spirituale e la protezione durante i viaggi.
  • Bastone o Scettro: Questo simbolo di guida e autorità raffigura Raffaele come guida dei viaggiatori, indicando il suo ruolo di protezione e guida spirituale lungo il cammino.
  • Ali e Abito Verde: Le ali dell’arcangelo Raffaele, spesso accompagnate da un abito verde o bianco, sono simboli comuni nella sua rappresentazione. Le ali simboleggiano la sua natura angelica e la connessione tra il cielo e la terra. Il colore verde rappresenta la guarigione, la rinascita e la speranza, tutte qualità attribuite a Raffaele.

Nell’arte sacra, l’arcangelo Raffaele, conosciuto come arcangelo della guarigione, è spesso raffigurato con un pesce, che richiama la storia della guarigione di Tobit, o con un bastone da viaggiatore, simbolo del suo ruolo di guida e protettore dei viaggiatori. Alcune raffigurazioni lo mostrano mentre tiene una bottiglia di medicinale, enfatizzando la sua funzione di guaritore.

Iconografia dell'Arcangelo Raffaele con i suoi simboli principali

La Compagnia dell'Arcangelo Raffaele "del Raffa" di Firenze

Origini e Scopo

Il fenomeno della venerazione di Raffaele promosse la dottrina degli angeli custodi e favorì la nascita di diverse confraternite dedicate all’arcangelo. Tra queste spicca la Compagnia dell’Arcangelo Raffaele, detta “del Raffa”, di Firenze. Fondata all’inizio del XV secolo dalla borghesia mercantile fiorentina, la Compagnia aveva lo scopo di onorare Raffaele come patrono dei giovani figli di mercanti che intraprendevano viaggi d'affari lontano da casa paterna. Opere d'arte dedicate all'arcangelo, commissionate per imprese condotte a buon esito, costituivano degli ex-voto.

Sede e Altare

Nel 1455, la Compagnia dell’Arcangelo Raffaello ottenne il permesso di radunarsi presso la Chiesa di Santo Spirito a Firenze. Fin dal 1483 è accertata l’esistenza di un altare della Compagnia - il secondo nella navata destra - all’interno della chiesa agostiniana.

Francesco Botticini e le Opere d'Arte

Un nome di rilievo legato alla Compagnia è quello di Francesco Botticini, che vi si unì nel 1471. Botticini, che era iscritto alla Compagnia, non si limitò a rappresentare la coppia Raffaele-Tobia, ma dipinse tutti e tre gli arcangeli. A ciascuno associò i simboli che permettono di riconoscerli: Michele ha la spada, Gabriele il giglio dell’annunciazione, Raffaele Tobia.

La sua celebre tavola, "I Tre Arcangeli" (circa 1470), conservata agli Uffizi, si trovava sull'altare della Compagnia dell'Arcangelo Raffaello nella Basilica di Santo Spirito a Firenze. In quest'opera, il ragazzo dal passo danzante, Tobia, diventa il quarto di una rinascimentale passeggiata, il compagno dell’arcangelo guaritore e soccorrevole con cui scambia sguardi d’intesa. Raffaele ha ali di piume di pavone, simbolo di Cristo, che contribuiscono alla ricchezza dell’abito. Nella scatolina, Botticini include le preziose frattaglie del pesce, e lo stesso pesce è presente, portato come una borsetta. Anche il cane di Tobia, bianco e riccioluto, è raffigurato, seppur leggermente ai margini della composizione.

Un'altra opera di Botticini, "Tobiolo e l’Angelo" (fig.18 nella Tavola 47 del Mnemosyne Atlas), anch'essa legata alla Compagnia, mostra Raffaele che accompagna e protegge Tobia, che in questo contesto può rappresentare anche il fanciullo ritratto, figlio di un mercante continuamente esposto ai "venti della sorte" o, in altre parole, al disegno divino.

Dipinto

Evoluzione del Culto e Tematiche

Direttamente derivante dalla tradizione e dal culto popolare, è la sovrapposizione della figura dell’Arcangelo Raffaele che accompagna Tobia nel suo viaggio, con quella dell’angelo custode. Raffaele, da angelo "personale" di Tobia, che custodisce e protegge il bambino-ragazzo, perde progressivamente la sua personalità e il suo ruolo specifico per diventare un generico angelo custode.

Il culto dell’Angelo Custode venne istituito all’inizio del XVI secolo dal vescovo di Rodez François d’Estaing, e fu favorito successivamente dai Gesuiti, che ne fecero uno dei cardini dell’educazione dei giovani, promuovendo la creazione di confraternite. Al contrario, i protestanti posero un veto a tale devozione, considerandola alla stregua di una superstizione.

La storia dell'Arcangelo Raffaele e della Compagnia "del Raffa" è attraversata dal tema del viaggio, inteso come spazio mentale di ricerca, instabilità, passaggio da una condizione all'altra, luogo di incertezza e pericolo. In questo contesto, la figura di Raffaele rappresenta protezione, vittoria e speranza, incarnando la fiducia nel coronamento dei viaggi e delle aspirazioni dei giovani mercanti fiorentini.

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