Cari bambini, oggi esploriamo insieme un episodio molto importante del Vangelo, che ci riguarda da vicino: le tentazioni di Gesù nel deserto. Questo racconto è la I tappa della Quaresima, un tempo "forte" e speciale di quaranta giorni, che ci prepara alla Pasqua. La Pasqua significa proprio "passaggio", un tempo per rimetterci in cammino nel nostro percorso di fede.
Cosa significa Quaresima e il numero 40?
La Quaresima è un periodo di quaranta giorni che ci prepara alla Pasqua. Il numero 40 ricorre molto spesso nella Bibbia: i 40 anni di Israele nel deserto, i 40 giorni del diluvio, i 40 giorni di Mosè sul Sinai e di Elia sulla montagna, i 40 anni di regno di Saul, Davide e Salomone. In questi 40 giorni, siamo invitati a riprendere il nostro cammino di fede, a cercare strade che ci portino al cambiamento e alla conversione, trasformando un tempo magari "perso" in un tempo pieno e felice.

Gesù nel deserto: come noi, ma con lo Spirito
Il Vangelo ci racconta che Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto. Era lo stesso Spirito Santo che era sceso su di lui nel battesimo al Giordano. Nel deserto rimase quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiare né bere. Era stanco, debole e sentiva fame, perché Gesù è vero uomo come noi. Le tentazioni che Gesù affronta all'inizio della sua missione sono indicatrici di tutte le difficoltà che segneranno la sua vita.
Il deserto: un luogo speciale
Generalmente si pensa al deserto come a un terreno sabbioso, un luogo di cui non si vede la fine, pianeggiante e assolato. Ma il deserto può essere anche roccioso, con sentieri scavati nei sassi. Ci potremmo chiedere: "Per riflettere e pregare come ha fatto Gesù, dobbiamo andare nel deserto?". No, bambini. Ogni angolino della nostra casa può diventare un "deserto" se lo usiamo per rimanere un po' in silenzio col Signore. Impegniamoci, in questa Quaresima, a fuggire i rumori, il baccano, la voce alta, i litigi. Impegniamoci a trovare dei momenti di silenzio per ascoltare la voce del Signore! Nel deserto, gli ostacoli, le difficoltà, le insidie non mancano di certo, e nemmeno a Gesù sono mancati.
Cosa sono le tentazioni?
Una tentazione è volere qualcosa che ci attira, anche se sappiamo che non è una cosa buona o che non si dovrebbe fare. Siete attratti voi, bambini, dalle caramelle, dal cioccolato o dai giochi? Io penso che la maggior parte sarà attratta proprio da questi!
Un esempio concreto: la storia di Lucia
Un giorno a scuola, Lucia, una bambina di 6 anni, mi raccontava che era andata a fare la spesa con la mamma. Non era stato un bel pomeriggio perché la mamma non le aveva comprato un gioco, e allora lei si era messa a fare i capricci. Voleva vedere se la mamma cambiava idea, ma alla fine aveva passato tutto il pomeriggio arrabbiata per niente, e la mamma non le aveva preso il gioco. Lucia voleva a tutti i costi il gioco e non ascoltava la mamma, che le diceva che quel gioco lo aveva già a casa. Una volta tornate a casa, la mamma fece vedere a Lucia il gioco tanto desiderato al supermercato. Dopo l'episodio, Lucia mi ha detto: "Era meglio ascoltare la mamma". Sì, era meglio ascoltarla, anche perché sapeva che era la cosa giusta, ma il gioco era più interessante e invitante, e così si è persa un pomeriggio sereno. L'attrazione per il gioco è la tentazione. Gesù stesso ha sperimentato la tentazione, proprio come noi!
Ma il diavolo, che il Vangelo chiama anche Satana, esiste anche oggi? Sì, il diavolo cerca di mettere cattivi pensieri, facendo credere che siano giusti. E perché viene il diavolo? Per creare divisioni fra le persone, dividerle e metterle l’una contro l’altra. Ma noi possiamo fare il contrario: diventare amici fra di noi e unirci a Dio. Il sostantivo ebraico "Satana" ha il significato generico di avversario in guerra e in giudizio, di oppositore o di cattivo consigliere.
Le tre tentazioni di Gesù e le sue risposte
Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, Gesù ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli propose tre sfide.
1. Trasformare le pietre in pane: la tentazione dell'egoismo
Il tentatore gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane". Il diavolo propone a Gesù di usare il suo potere per sé stesso, per soddisfare la sua fame. Questo ci invita a riflettere sul pensare solo alle cose terrene, a ritagliare un tempo solo per sé, cadendo nell'egoismo e nell'illusione che i beni materiali possano riempire la vita.
Ma Gesù rispose: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". Con questa risposta, Gesù ci insegna che la Parola di Dio è più importante del cibo.
2. Gettarsi dal tempio: la tentazione di mettere alla prova Dio
Non avendo avuto successo, il diavolo provò un'altra strada. Lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra". Questa è una sfida aperta alla relazione con Dio, invitando Gesù a pretendere un Dio "magico" al suo servizio, mostrando a tutti quanto vale con miracoli straordinari.
Gesù gli rispose: "Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo". Non dobbiamo tentare il Signore Dio nostro né chiedergli di fare pazzie per poi aggiustare tutto!
3. Adorare Satana per avere i regni del mondo: la tentazione del potere
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria. Gli disse: "Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai". Questa provocazione riguarda la relazione con gli altri: la fame di potere e di dominio, accettando compromessi per ottenerlo. Il diavolo cerca di far credere che si possa essere "buoni" anche se ci si divide da Dio, o di poter aiutare tanta gente attraverso il potere.
Allora Gesù gli rispose: "Vattene, Satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rivolgi la tua preghiera". Gesù ci ricorda che solo Dio può cambiare il cuore degli uomini e solo a Lui dobbiamo rivolgere la nostra preghiera e il nostro culto. Gesù ci esorta a pensare alla Parola di Dio.

La vittoria di Gesù e il nostro "digiuno speciale"
Quando ci affidiamo alla Parola di Dio, allora il diavolo fugge, e Dio manda i suoi angeli. Essi si accostano con gioia a Gesù e con molta premura si mettono a servirlo. Gesù, dopo aver sconfitto il diavolo, è pronto per la missione e annuncia il Regno di Dio.
Vedete, bambini, anche noi possiamo vincere le tentazioni! Durante la Quaresima, sentite parlare i grandi di digiuno. Vorrei proporre anche a voi un "digiuno speciale": che ne dite di fare un digiuno di parolacce, un digiuno di spintoni, un digiuno di "no, non lo voglio", un digiuno di "questo è solo mio", un digiuno di "questo non mi piace", un digiuno di "questo non lo faccio"... Un digiuno di tutte quelle cose che non vi fanno stare bene con gli altri e non vi uniscono agli altri.
Gesù supera le tentazioni e brucia le "maschere" che noi a volte ci mettiamo e che nascondono il nostro vero volto. Possiamo continuare l'opera di Gesù se camminiamo nella sua direzione. Se faremo così, costruiremo realmente in questa terra il Regno di Dio, dove a regnare sarà l'amore. E dove c'è l'amore, non ci può essere nessuna forma di egoismo, di potere o di incredulità.
tags: #commento #vangelo #tentazioni #per #bambini