La commemorazione dei defunti è un giorno dedicato alla preghiera per coloro che ci hanno lasciato. Ma cosa significa pregare per i nostri cari defunti e come lo facciamo? Questa preghiera non è molto diversa dalla preghiera per noi stessi, poiché riguarda l'accoglienza della salvezza che Cristo Gesù ha ottenuto per noi con la sua morte e risurrezione.
"Per noi uomini e per la nostra salvezza è disceso dal cielo", recita il Credo, e tutto ciò che segue - la sua morte e risurrezione - è “per noi uomini e per la nostra salvezza”. Sappiamo bene che è per ciascuno di noi, personalmente.
Il Significato della Preghiera per i Defunti
In definitiva, l'essenza della nostra preghiera è dire al Signore: ciò che hai fatto per me, lo acconsento e te lo lascio fare. La nostra preghiera per i defunti è unirci alla loro preghiera e dire al Signore: ciò che hai fatto per ciascuno di loro, noi lo acconsentiamo. Il nostro rapporto con la Salvezza è sempre di accoglienza, un atteggiamento di ricettività. Il merito non consiste nel fare o dare molto, ma piuttosto nel ricevere, nell'amare molto. Sebbene si dica che è molto più dolce dare che ricevere, ed è vero, quando Gesù vuole prendere per sé la dolcezza del dare, non sarebbe grazioso rifiutare. Lasciamo che prenda e dia tutto ciò che vuole; la perfezione consiste nel fare la sua volontà, e l'anima che si dona interamente a Lui è chiamata da Gesù stesso "Sua Madre, Sua Sorella" e tutta la sua famiglia. Concediamo a Gesù la dolcezza del dono, e così accettiamo di ricevere.
L'Eucaristia come Ponte tra Vita e Morte
Un modo per significare che è davvero Gesù che agisce per salvarci è celebrare l'Eucaristia, perché nel mistero dell'Eucaristia siamo resi presenti all'evento della morte e risurrezione di Cristo. Ciò che si è compiuto "per noi uomini e per la nostra salvezza" nella morte e risurrezione di Gesù ci è reso presente nella celebrazione eucaristica.
L'usanza di celebrare Messe per i defunti è un modo per accogliere, in solidarietà con loro, nella comunione dei santi, la grazia della Salvezza per i nostri defunti. Ed è un'usanza benedetta quella di celebrare Messe per i defunti. L'offerta che accompagna la Messa è un modo per simboleggiare l'offerta della nostra vita per ricevere questa Salvezza.

In questa celebrazione eucaristica, tutto il Cielo è presente. Perché cos'è il Cielo? Gesù è risorto nella nostra umanità. Egli è uomo, «in tutto simile a noi, eccetto il peccato», come dice la Lettera agli Ebrei (4,15). È proprio in questa umanità unica che egli ha vissuto ed è risorto, ed è proprio questa umanità che è presente in Dio. E noi, attraverso il battesimo, siamo stati uniti a Cristo, come abbiamo ascoltato nella seconda lettura: "Tutti noi che siamo stati uniti a Cristo Gesù attraverso il battesimo, per partecipare già alla risurrezione di Gesù, siamo diventati membra del suo corpo". Il Cielo è Gesù. E così, quando celebriamo l'Eucaristia, tutto il Cielo è presente, tutti coloro che sono, per così dire, protetti dal Corpo di Cristo, in attesa della risurrezione finale.
La Morte nella Prospettiva di Santa Teresa di Lisieux
La Prima Comunione e l'Intuizione del Cielo
Santa Teresa di Lisieux ebbe questa intuizione molto presto. Ricevette la Prima Comunione l'8 maggio 1884, a 11 anni, e visse questa Prima Comunione molto intensamente. Usò persino la parola "fusione" con Gesù, dicendo: "eravamo una cosa sola", e cominciò a piangere. Nei suoi scritti, iniziò a parlare di sé in terza persona, come se si stesse guardando.
La sua gioia era troppo grande, troppo profonda perché potesse contenerla; lacrime deliziose la inondarono presto, con grande stupore delle sue compagne, che in seguito si dissero l'un l'altra: "Perché piangeva? Non era forse qualcosa che la turbava?... - No, era piuttosto il non vedere sua Madre accanto a sé, o la sua amata Sorella, che è carmelitana". Non riuscivano a capire come tutta la gioia del Cielo che entrava in un cuore, quel cuore esiliato, non potesse essere sopportata senza versare lacrime. Teresa stessa chiarì: "Oh! no, l'assenza della Madre non mi addolorò il giorno della mia Prima Comunione: il Cielo non era già nella mia anima, e la Madre non aveva preso il suo posto da tempo? Così, ricevendo la visita di Gesù, ricevetti anche quella della mia amata Madre che mi benedisse, rallegrandosi della mia felicità..." (Ms A Folio 35).

L'Attesa della Morte: il "Ladro" e la Sofferenza
Teresa ebbe la sua prima emottisi, cioè la tosse con sangue, nella notte tra il Giovedì Santo e il Venerdì Santo del 1896. E allora disse a se stessa: "Ecco, morirò, evviva, incontrerò di nuovo Gesù!" (traduzione libera). Morì il 30 settembre 1897, impiegando circa 18 mesi per prepararsi a lasciare che il Signore agisse. Come disse lei, "non vorrei anticipare quel momento di un solo secondo, attraverso le mie azioni", perché era consapevole che era veramente Gesù che agiva.
Gesù è presentato, in certe parabole del Vangelo, come il ladro: "se il padrone di casa avesse saputo a che ora sarebbe venuto il ladro, avrebbe vigilato sulla sua casa" (cfr Mt 24,43). Teresa gioca con questo concetto, soprattutto nel giugno e luglio 1897, quando parla del ladro in molte occasioni. "Nel Vangelo si dice che il buon Dio verrà come un ladro. Verrà e mi ruberà, con molta delicatezza. Oh! Io non ho paura del ladro… Lo vedo da lontano e mi guardo bene dal gridare: «Al ladro!». Anzi, lo chiamo: «Da questa parte!»". Questo umorismo giocoso e infantile di Teresa rivela una profonda attesa dell'incontro con Dio. Prepararsi a quel giorno significa lasciarsi spogliare a poco a poco, per donarsi interamente e lasciarsi prendere tra le braccia di Gesù affinché Lui possa condurci al Padre.
La Realtà della Sofferenza e la Tentazione dell'Eutanasia
A causa della tubercolosi e del soffocamento che ne derivava, Teresa provava dolori e sofferenze fisiche terribili. "Fate attenzione, Madre, quando avete pazienti che soffrono di dolori così violenti, a non lasciare vicino a loro medicine velenose. Vi assicuro che quando si soffre a questo livello, basta un attimo per perdere la ragione. E poi ci si potrebbe facilmente avvelenarsi". È fondamentale comprendere che la tentazione di porre fine alla vita in certi momenti è una tentazione reale, che deve essere affrontata con infinita compassione e tenerezza. La vita umana ci chiama a resistere alle tentazioni di quella che viene chiamata "eutanasia", ovvero l'intenzionale causare la morte di qualcuno. Non possiamo affermare che l'eutanasia sia sbagliata senza impegnarci attivamente nell'accompagnamento dei malati che soffrono, poiché in questa sofferenza c'è una grande solitudine, e in certe situazioni solo il Signore può entrarvi. Per il credente, la morte è un giorno di gioia, l'incontro con Dio.

Il Legame con i Defunti: Oltre la Tomba
Non c'è luogo in cui siamo più vicini ai nostri cari defunti che l'Eucaristia, la celebrazione dell'Eucaristia, la partecipazione all'Eucaristia o la preghiera davanti al tabernacolo. Siamo più vicini ai nostri cari defunti davanti al tabernacolo che davanti alle loro tombe. Questo non significa che non sia bene visitare le tombe dei nostri defunti, ma la vicinanza più profonda si trova davanti al tabernacolo. Questa non è una presenza percepita, ma una presenza nella fede. È nella fede che sappiamo che il Signore è lì nell'Eucaristia. È attraverso la fede che sappiamo che i nostri cari defunti, che speriamo non siano all'inferno, sono al sicuro nel corpo di Cristo e sono misteriosamente presenti.
Non è follia parlare ai nostri defunti senza aspettarsi nulla in cambio, poiché non sono svaniti nel nulla. È normale avere un legame con loro dal momento in cui accettiamo che sono morti, cioè che non sono più con noi, e che questo non è un modo per negare l'evento drammatico e traumatico della morte. Tutti sperimentiamo la reale assenza dei nostri cari defunti. E mentre il tempo attenua il dolore, a volte certi eventi, certe parole, certi ricordi riaccendono la mancanza che sentiamo più profondamente.
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Frasi e Dediche per Ricordare i Cari Estinti
Quando muore una persona cara, ognuno cerca il suo personale modo per ricordarla e per esprimere il dolore. Mentre c’è chi si chiude in sé stesso nel silenzio, c’è anche chi desidera esprimere il dolore in qualche modo, ad esempio con la scrittura. Le frasi scritte per una persona cara che non c’è più possono essere utilizzate per i ricordini funebri, possono essere lette durante la cerimonia funebre, oppure incise sulla lapide.
Molto dipende da quale caratteristica della persona cara si vuole mettere in risalto. Ci sono dediche di natura religiosa, altre che sottolineano un particolare aspetto caratteriale della persona che si sta salutando, altre ancora sono delle citazioni di grandi pensatori.
Le Parole di Sant'Agostino
Le frasi di Sant’Agostino sono da sempre tra le più utilizzate. Sant’Agostino, infatti, è stato uno dei massimi pensatori della storia della Chiesa, erudito e arguto, ha dato vita a degli aforismi perfetti per ogni situazione. Ecco alcuni esempi:
- "Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata."
- "La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu."
Le Riflessioni di Santa Madre Teresa di Calcutta
Madre Teresa di Calcutta, proclamata Santa da papa Francesco nel 2016, è anch’essa un personaggio tra i più amati. Tra le frasi per ricordare una persona cara, spesso si utilizzano le sue, grazie alla dolcezza e all’umanità che racchiudono:
- "Non cercate Gesù in terre lontane: Lui non è là. È vicino a voi."
Altre Frasi per Ricordare
Oltre alle frasi di questi grandi personaggi, esistono molte altre dediche significative, scelte per esprimere amore e memoria:
- "A tutti coloro che lo conobbero e l’amarono perché rimanga vivo il suo ricordo."
- "L’eterno riposo dona a lui o Signore e splenda ad esso la luce perpetua; riposi in pace."
- "Consacrò alla famiglia e al lavoro tutta la sua vita. Fu onesto e si contentò di poco."
- "Ama la vita e amala seppure non ti dà ciò che potrebbe, amala anche se non è come tu la vorresti, amala quando nasci e ogni volta che stai per morire."
- "Morire è tornare a casa; eppure la gente ha paura di quello che può capitare, e allora non vogliono morire. Quasi sempre, si muore come si è vissuto. La morte altro non è che continuazione della vita, completamento della vita. È il corpo umano che si arrende. Ma il cuore e l’anima vivono per sempre."
- "La vita eterna incomincia già in questo momento, incomincia durante tutta la vita, che è orientata verso quel momento della risurrezione finale."
- "In Gesù Dio ci dona la vita eterna, la dona a tutti, e tutti grazie a Lui hanno la speranza di una vita ancora più vera di questa."
- "Proprio nella prova e nella solitudine, mentre il seme muore, è il momento in cui la vita germoglia, per produrre frutti maturi a suo tempo."
- "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna."
- "Gesù le disse: Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà."
- "Beati i puri di cuore perché vedranno Dio."
- "Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita."
- "Perché la vita e la morte sono una cosa sola, così come il fiume e il mare sono una cosa sola."
- "Ciò che per il bruco è la fine del mondo, per la farfalla è solo l’inizio. Tutto ciò che ha un inizio ha una fine."
- "Come una giornata ben trascorsa porta un sonno felice, così una vita ben usata porta una morte felice."
- "La morte non è l’opposto della vita, ma una parte di essa."
- "Se un uomo non ha scoperto qualcosa per cui morirà, non è adatto a vivere."
Preghiera per i Defunti dell'Ordine Carmelitano
Il 15 novembre è una data significativa per l'Ordine Carmelitano, in cui si ricordano tutti i fratelli, le sorelle e i laici che hanno fatto parte dell'Ordine. Con la preghiera si supplica il Signore che, per l'intercessione di Maria, segno di sicura speranza e consolazione, essi siano accolti nel Carmelo della gloria e ottengano dal Signore e dalla Madre amorosa del Carmelo di poter vivere il carisma in santità.
Una preghiera specifica recita:
«Accogli, o Padre, nella pace della tua casa i nostri fratelli e sorelle defunti che per mezzo del Battesimo e dei santi voti hai riunito nella famiglia del Carmelo al servizio di Cristo e di Maria nostra Madre; e fa’ che contemplino in eterno te, loro creatore e redentore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.»
Si menziona anche la lista dei carmelitani deceduti negli ultimi 12 mesi, come forma di ricordo e intercessione continua.
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