Il Bosco di Santo Pietro, situato nel territorio di Caltagirone, vanta una storia che affonda le radici nel lontano 1160. In quell'anno, il re normanno Ruggero I d'Altavilla concesse questo prezioso bosco ai calatini, unitamente alla Baronia di Fetanasimo. Tale donazione fu una ricompensa per il loro prezioso aiuto nella lotta contro i Saraceni. Nel corso dei secoli, la presenza umana ha profondamente modificato l'aspetto originario della zona. Originariamente, il bosco si estendeva lungo un'ampia fascia della Sicilia sud-orientale, collegando l'entroterra calatino fino alle zone costiere di Gela e Scoglitti.

Strutture Ricettive e Percorsi
Per chi desidera esplorare la ricchezza naturale di quest'area, una visita al Museo della Macchia Mediterranea è d'obbligo. Ospitato in un antico fabbricato recentemente ristrutturato, il museo offre un'immersione nel patrimonio naturalistico locale. L'esplorazione del bosco può iniziare proprio da Santo Pietro. Dopo aver attraversato aree interessate da imponenti rimboschimenti di pino ed eucalipto, si giunge alle due zone più suggestive del bosco: le valli note come Fontana del Cacciatore e la Molara.
La Flora del Bosco: Sughere e Lecci
Il sottobosco del Bosco di Santo Pietro è un vero scrigno di biodiversità, ospitando oltre trecento specie vegetali. Un tempo, il bosco era rinomato per le sue monumentali sughere, descritte con ammirazione dai cronisti del passato. Purtroppo, oggi gran parte di queste maestose piante sono scomparse. Un recente censimento, condotto dal Fondo Siciliano per la Natura, ha registrato la presenza di circa cinquanta sughere e di alcuni carrubi con tronchi che raggiungono i tre metri di circonferenza. Un esemplare eccezionale di Quercus suber, che si erge nella contrada Molara, cattura l'attenzione con i suoi 6,2 metri di circonferenza del tronco.

Il bosco di lecci (Quercus ilex) si estende su diverse decine di ettari, principalmente nelle contrade Molara, Coste Stella, Coste Chiazzina e Vaccarizzo. A differenza della sughereta, la densità dei lecci è maggiore e più uniforme. Nelle aree classificate come gariga, si trovano estese formazioni arbustive, in particolare nelle contrade Molara, Spina Santa e Cava Imboscata.
La Fauna del Bosco di Santo Pietro
Durante le passeggiate nel Bosco di Santo Pietro, è frequente imbattersi in una fauna variegata. Tra gli animali più comuni si annoverano istrici, lepri, conigli selvatici e donnole. La presenza del gatto selvatico e della volpe arricchisce ulteriormente la biodiversità dell'area, rendendo il bosco un habitat prezioso per numerose specie.

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