A Pattada, un piccolo centro del Monteacuto con circa 3000 abitanti, il tempo sembra scorrere a una velocità diversa, dettata dalle mani esperte che, in un piccolo laboratorio di via Vittorio Emanuele, danno vita a creazioni uniche e inimitabili. Questo luogo è celebre in tutto il mondo proprio per l'arte della coltelleria, e al suo centro troviamo una figura eccezionale: Maria Rosaria Deroma.

L'Unicità di Maria Rosaria Deroma: L'Unica Coltellaia d'Italia
Maria Rosaria Deroma, 57 anni e originaria di Pattada, si distingue come l'unica coltellaia d'Italia. Si muove con disinvoltura e senza fretta tra lame d’acciaio da affilare alla perfezione e ruvide corna di montone da modellare con il calore del fuoco e anni di stagionatura. Il suo è un lavoro paziente e meticoloso, che richiede rigorosamente l’uso delle mani, senza mai guardare orologio e calendario.
La Storia e la Tradizione della Bottega Artigiana
Nel 1984, con in tasca un diploma da ragioniera, Maria Rosaria sentiva la certezza di non voler passare la vita dietro una scrivania. Si lasciò incuriosire da un corso regionale tenuto da un vecchio artigiano del paese, mastru Barore Fogarizzu, una figura di riferimento nella tradizione pattadese. Fu lei a trascinare nella bottega dell’anziano maestro anche Salvatore Giagu, che all’epoca era il suo fidanzato e che da 33 anni lavora al suo fianco. «Lo convinsi che poteva essere la nostra strada - racconta la coltellaia - ed effettivamente scoprimmo entrambi di essere portati per questo lavoro». Questa passione ha portato alla nascita dell'azienda di famiglia Giagu, che si affaccia sul corso principale di Pattada.
Lavorazione del coltello di Pattada - www.pizzadilicoltelli.it
Il Controllo di Qualità e i Tempi d'Attesa
I coltelli che Maria Rosaria realizza escono dalla piccola bottega solo dopo aver passato il severo controllo dei suoi occhi e di quelli di suo marito Salvatore Giagu. Ogni coltello è diverso dall’altro, ma tutti sono pregiati e ricercatissimi dai collezionisti di tutto il mondo. Il tempo d’attesa per uno dei loro pezzi numerati e certificati è attualmente di cinque anni. Questo significa che, prenotando oggi una “Resolza” marchiata Giagu, la si potrà ritirare non prima di diversi anni.
Le Creazioni: Dalle Materie Prime ai Prezzi
«Ricerchiamo la perfezione con le nostre mani e la nostra esperienza» racconta con orgoglio “la signora dei coltelli”. Mostrando le corna di montone arrivate dall’Argentina e dall’Australia, spiega come queste vengano lavorate e trasformate in manici affidabili e indistruttibili. «Un tempo si usavano quelle dei montoni sardi - spiega la coltellaia - ma oggi non se ne trovano più». Nel laboratorio di Maria Rosaria, dove il tempo sembra essersi fermato, c’è spazio anche per la sperimentazione di materiali alternativi, come l’avorio, il damasco, il corallo e la filigrana d’oro. «Siamo stati i pionieri a Pattada per la produzione esclusiva di coltelli» spiega Maria Rosaria, che preferisce definirsi coltellaia, una professione che ha fatto scrivere senza titubare sulla sua carta d’identità.
La Diversificazione dalla Tradizione dei Fabbri
«I coltelli in passato venivano realizzati da sos frailalzos, i fabbri; loro si occupavano genericamente della lavorazione del ferro e quindi il coltello era una delle tante attività della bottega. Noi abbiamo scelto per primi - puntualizza con fierezza Maria Rosaria - di essere solo coltellinai».

Il Valore dei Coltelli Giagu
Oggi le ordinazioni dei coltelli Giagu arrivano da tutto il mondo: dall’Australia al Giappone, dall’Inghilterra alla Nuova Zelanda, i collezionisti sono disposti ad aspettare anche cinque lunghi anni per assicurarsi un coltello a serramanico che nessuna macchina industriale potrà mai riprodurre uguale a questi nati nel laboratorio pattadese. Il prezzo può variare da un minimo di 210 euro e può arrivare anche a 7mila euro, a seconda delle esigenze del cliente e della complessità della lavorazione.
Il Museo “Culter”: Custode della Storia della Coltellaia
Nel 2011, la grande passione di Maria Rosaria e Salvatore li ha portati ad aprire il museo “Culter”, la prima esposizione permanente in Italia che racconta la storia dei coltellinai, dei materiali utilizzati per la produzione e delle tecniche e metodi di lavorazione dei coltelli di tutto il mondo. Questo spazio è il frutto di un progetto mirato a valorizzare principalmente la produzione contemporanea del coltello internazionale fatto a mano e la sua storia fin dalle origini comuni. «Abbiamo circa 3000 visitatori l’anno - spiega Maria Rosaria - questo spazio è il frutto di un progetto mirato a valorizzare principalmente la produzione contemporanea del coltello internazionale fatto a mano e la sua storia fin dalle origini comuni». Il museo rappresenta un viaggio nel passato in grado di testimoniare l’abilità e l’ingegno dell’homo sapiens che anche in Sardegna ha lasciato segni tangibili del suo passaggio.

Il Futuro della Tradizione: La Famiglia Giagu Deroma
Negli anni, nel laboratorio di Pattada sono passati cardinali, politici, artisti e proprietari di compagnie aeree, tutti rimasti a bocca aperta davanti alle teche in cui sono esposti i coltelli fatti a mano, come gioielli preziosi. Da qualche anno, Maria Rosaria e il marito Salvatore hanno trovato nei loro quattro figli - Aurelia, Adriano, Letizia e il piccolo Gabriele, appena 17enne - un valido supporto per la produzione artigianale. Il loro contributo è stato fondamentale per ridurre i tempi d’attesa, che fino a qualche anno fa potevano arrivare a sette anni. I figli, che hanno sempre frequentato il laboratorio di famiglia, hanno trasformato la curiosità iniziale nella possibilità concreta di modellare la materia e creare coltelli con le proprie mani. Imparando ad affinare le loro doti, gli eredi di Maria Rosaria e Salvatore hanno deciso, insieme ai genitori, di inserire nella produzione dell’azienda di famiglia il modello di coltello classico Corinna, che con il passare del tempo era stato messo in secondo piano, sostituito dalla più famosa Resolza. «La passione con cui i nostri figli stanno portando avanti questo progetto - sorride Maria Rosaria - ci fa ben sperare per il futuro. L’arte di affilare lame, forgiare corna e ricamare sa piccadura, l’anello in ottone decorato che unisce lama e manico del coltello, è in ottime mani».