La successione apostolica è una dottrina teologica cristiana fondamentale, secondo la quale gli apostoli hanno trasmesso la loro autorità ai loro successori, i vescovi, attraverso l'imposizione delle mani. Questo processo è intrinsecamente legato al sacramento dell'Ordine sacro e costituisce la base della genealogia episcopale.
La genealogia episcopale si configura come una disciplina storiografica che, basandosi sulla dottrina della successione apostolica, ricostruisce e tramanda l'origine e la discendenza tra consacratore e consacrato. Essa non solo serve a memorizzare l'elenco dei consacratori e le date delle ordinazioni, ma crea un preciso catalogo che illustra i rapporti tra i vari soggetti nel corso del tempo. Questa genealogia consacra un legame perenne tra tutti i vescovi, trasmettendo poteri e autorità apostoliche. È importante notare che, sebbene nel rito dell'ordinazione episcopale siano presenti tre consacratori, ai fini della memoria genealogica è considerato il nome del consacratore principale.

Le Principali Linee Genealogiche Episcopali
Attualmente, esistono diversi sistemi consolidati per tramandare le genealogie dei vescovi. Queste linee, spesso denominate in base a figure chiave o luoghi, rappresentano un filo conduttore storico e spirituale:
- Linea d'Estouteville: Iniziata nel 1440, viene talvolta definita "Francesco della Rovere" in riferimento a Papa Sisto IV, il cui consacratore principale fu il cardinale Guillaume d'Estouteville. A questa linea appartengono figure di rilievo come il cardinale Jean Marcel Honoré e l'arcivescovo di Tours Bernard-Nicolas Aubertin, oltre a numerosi altri vescovi e arcivescovi viventi.
- Linea Rebiba: Fondata nel 1541 dal cardinale Scipione Rebiba, consacrato dall'arcivescovo di Chieti Gian Pietro Carafa (futuro Papa Paolo IV). Questo ramo genealogico risale a circa quattromila vescovi attualmente viventi.
- Linea Ravizza: Datata 1667, è anche conosciuta come "linea de Lencastre" per via della recente scoperta del suo capostipite, monsignor Francesco Ravizza, vescovo titolare di Sidone e nunzio apostolico in Portogallo. Cinque discendenti di questa linea sono ancora in vita.
- Linea von Bodman: Prende avvio nel 1686 con Wolfgang von Bodman, vescovo ausiliare di Costanza e vescovo titolare di Dardano. Questa linea ancestrale conta oggi circa dieci prelati viventi.
- Linea de Bovet: Inizia nel 1789 con l'arcivescovo di Tolosa monsignor François de Bovet, progenitore di una linea che comprende dieci prelati viventi.
La Genealogia Episcopale di Papa Francesco
L'attuale Pontefice, Papa Francesco, appartiene alla linea del cardinale Salvatore Rebiba. Nato Jorge Mario Bergoglio a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, è stato eletto Papa il 13 marzo 2013, diventando il 265° successore di Pietro. La sua ordinazione presbiteriale avvenne nel 1992 per mano del cardinale Antonio Quarracino. A sua volta, Quarracino fu consacrato nel 1985 dal vescovo Anunciado Serafini, il quale ricevette l'ordinazione nel 1935 dall'arcivescovo Filippo Cortesi. Cortesi fu insignito nel 1921 dall'arcivescovo Zenobio Lorenzo Guilland, elevato alla cattedra episcopale nel 1911 dal cardinale Antonio Vico. Vico, nel 1882, era stato consacrato dal cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, figlio spirituale del cardinale Edward Henry Howard, ordinato nel 1877 dal cardinale Carlo Sacconi. Sacconi fu consacrato nel 1861 dal cardinale Giacomo Filippo Fransoni, che nel 1822 aveva ricevuto le insegne episcopali dal cardinale Pietro Francesco Galleffi. Galleffi divenne vescovo nel 1819 con l'ordinazione impartita dal cardinale Alessandro Mattei, vescovo dal 1777 per opera di Bernardino Giraud. Giraud, creato cardinale nel 1767 da Clemente XII, aveva ricevuto la porpora da Benedetto XIV nel 1737, il quale l'aveva ottenuta nel 1724 da un concistoro presieduto dall'Orsini, cardinale dal 1672 e pastore di una diocesi dal 1675.

Questo intricato lignaggio evidenzia come la Storia, intesa come translatio di civiltà e tradizioni, proponga continui spunti di studio e riflessione, connettendo epoche e figure diverse.
La Successione Apostolica nella Teologia Cristiana
La dottrina della successione apostolica è un pilastro della teologia cristiana, affermando che gli apostoli hanno trasmesso la loro autorità ai vescovi attraverso l'imposizione delle mani, un atto che istituisce il sacramento dell'Ordine sacro. Questo trasferimento di autorità garantisce la continuità del ministero apostolico nel tempo. Il Catechismo della Chiesa Cattolica sottolinea come nulla nella Chiesa sfugga alla mediazione apostolica, né i pastori, né il gregge, né gli enunciati di fede, né le norme di vita cristiana. Nessun predicatore del Vangelo ha il diritto di creare un piano di annuncio basato sulle proprie ipotesi; egli annuncia la fede della Chiesa apostolica, non la propria personalità o le proprie esperienze religiose.
La regola di fede, oltre alle forme e al contenuto, esige un testimone "inviato", che non si autorizzi da sé stesso e che nessuna comunità particolare sia in grado di autorizzare, a causa della trascendenza della Parola. Atti 15:2 e Atti 15:24 nel Nuovo Testamento offrono esempi di come le questioni venissero risolte attraverso il riconoscimento dell'autorità apostolica e degli anziani, e come annunciatori non autorizzati potessero sconvolgere le comunità.
Nella teologia protestante, invece, non esiste una successione apostolica legata all'Ordine sacro. Il concetto di apostolicità è conservato nel senso di un collegamento ideale con l'insegnamento degli apostoli, attraverso la fedeltà all'insegnamento del Nuovo Testamento.
LA GERARCHIA CATTOLICA È BIBLICA? ESISTE LA SUCCESSIONE APOSTOLICA?
Fonti Storiografiche e Limiti della Ricerca
La ricostruzione della genealogia episcopale di ogni vescovo sarebbe teoricamente possibile se fossero disponibili tutti i documenti storici. Tale ricostruzione è realizzabile fino a quando i documenti pertinenti si trovano negli archivi. Le radici della genealogia episcopale affondano nell'alto medioevo, quando si indicavano i predecessori di un vescovo per sottolinearne la successione apostolica e il legame spirituale. Idealmente, la genealogia episcopale dovrebbe risalire agli apostoli e al I secolo, ma le fonti archivistiche attuali non permettono di andare oltre il XV secolo.
Il cardinale Angelo Sodano, nel suo volume "Verso le origini. Una genealogia episcopale" (2008), ha posto particolare enfasi sulla scoperta di un collegamento con la genealogia dell'attuale Pontefice. Il cardinale ha anche riportato l'elenco dei 62 vescovi da lui ordinati nel corso dei suoi trent'anni di episcopato, sottolineando l'importanza di rafforzare i vincoli di comunione con il Papa, Capo del collegio episcopale. L'emozione provata durante ogni ordinazione, in particolare per la prima e l'ultima, traspare dalle sue parole.
Il cardinale Sodano, inoltre, si è soffermato sulla ricerca del teologo francescano Umberto Betti riguardante le posizioni dei Padri conciliari durante il Vaticano II sull'episcopato. La ricerca di Betti, esposta nel suo libro "La dottrina sull’Episcopato del concilio Vaticano ii", conclude che, indipendentemente dalle modalità di presentazione, la verità fondamentale è che il ministero episcopale è la continuazione del ministero apostolico. Questa conclusione è condivisa dal cardinale Sodano.
L'autore del volume sottolinea come il lungo anello che ricongiunge i vescovi agli apostoli e a Cristo sia un richiamo all'unità verticale dell'episcopato. Da ciò discende l'esigenza dell'unità orizzontale tra i vescovi, in quanto membri dell'unico collegio episcopale, successore del collegio apostolico. Vescovi e presbiteri agiscono in persona Christi, ciascuno nel proprio grado di maestro, sacerdote e pastore, come evidenziato nella costituzione Lumen gentium (n. 28) del Concilio Vaticano II.
Il volume si conclude con un riferimento alla preghiera del pontificale romano per l'ordinazione episcopale, una preghiera in uso a Roma già intorno al 215, come testimonia la storia della liturgia.
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