Presenza e Gestione dei Cinghiali a Savona: Problematiche e Proposte

Nelle ultime settimane, la crescente presenza di cinghiali in città a Savona sta diventando un fenomeno di dimensioni molto significative. Le segnalazioni riguardano non solo il letto del torrente Letimbro, ma anche aree vicine alle case, suscitando richieste di intervento da parte del Comune. Effettivamente, il fenomeno sta assumendo dimensioni preoccupanti non solo a Savona ma in tutti i comuni liguri, tanto che ultimamente si è dovuto interdire l’accesso all’alveo del torrente, per evitare interferenze tra i cinghiali con i cuccioli e i cani o le persone.

Foto di cinghiali in un contesto urbano o lungo il Letimbro a Savona

Un Fenomeno in Crescita e le Aree Interessate

Dalle Spontanee Segnalazioni ai Danni Visibili

Le incursioni di intere famiglie di cinghiali, risalite dal letto del Letimbro, sono ormai ricorrenti e denunciate dagli abitanti. I cinghiali sono stati avvistati nei giardini del Prolungamento a Savona, dove, in cerca di piccoli bulbi, hanno arato con il muso proprio i prati che circondano il parco giochi. Questi avvistamenti e i danni causati riaccendono il dibattito su come gestire una convivenza sempre più complessa tra uomo e fauna selvatica. Il ritorno dei cinghiali tra le strade di Savona non è una novità, ma l’ennesima conferma di un problema che da anni si ripresenta con puntualità. L’ultimo episodio ha visto un branco rovistare tra i rifiuti dopo aver rovesciato i mastelli della raccolta differenziata alla ricerca di cibo nella zona di corso Ricci.

Il Letimbro: "Autostrada" per gli Ungulati

Il corso del torrente Letimbro che attraversa la città è, di fatto, l'autostrada seguita da questi selvatici per raggiungere il lungomare e i quartieri in cerca di cibo. Guardando dagli argini, è facile vederli a tutte le ore grufolare sul greto.

Incursioni su Spiagge e Giardini Urbani

Inoltre, si registrano avvistamenti sempre più frequenti negli stabilimenti balneari che si trovano nei pressi della foce del torrente Letimbro. Un grosso esemplare di cinghiale femmina è stato visto passeggiare tra i lettini di uno stabilimento balneare a Savona. Il bagnino è prontamente intervenuto per cacciarlo via con fischietto e allarme sonoro. A farne le spese sono stati bagnanti spaventati ma anche i titolari degli stabilimenti balneari preoccupati sul da farsi.

Cinghiali in spiaggia a savona

Rischi per la Sicurezza dei Cittadini

Incontri Pericolosi e Reazioni di Difesa

Qualche bambino, incuriosito, potrebbe avvicinarsi troppo, rappresentando un rischio, perché la reazione di difesa di un cinghiale, specialmente se con cuccioli, può essere decisamente pericolosa. È impensabile che animali di quella specie possano girare indisturbati in città, nei parchi urbani e sulle spiagge.

Episodi di Aggressione e Panico

Il fenomeno è grave e conferma la pericolosità della libera circolazione di animali selvatici in un contesto urbano. Un cinghiale ha girato libero in città, seminando il panico e aggredendo tre persone. Ci si unisce al dispiacere per le persone rimaste ferite nell’episodio e va a loro la solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione. Il Sindaco di Savona, Marco Russo, ha sottolineato come il fenomeno stia assumendo proporzioni preoccupanti, citando un episodio avvenuto il 7 maggio 2025, in cui un cinghiale ha messo in pericolo diversi cittadini, oltre a un agente di Polizia di Stato e uno di Polizia Locale.

Competenze Istituzionali e Azioni Intraprese

La Competenza Regionale e il Ruolo del Comune

Occorre informare tutti i cittadini che la questione appartiene alla competenza della Regione, la quale deve provvedere alla regolamentazione e gestione del fenomeno. Per questa ragione, gli uffici comunali inoltrano le segnalazioni che ricevono dai cittadini al Nucleo Regionale di Vigilanza Faunisticо-Ambientale e sono in contatto costante con tale Nucleo per le attività del caso.

Richieste di Intervento e Collaborazione

Per cercare di contenere l'invasione, il Sindaco Marco Russo ha incontrato il Dipartimento di Vigilanza Regionale che segue il problema cinghiali. Il Sindaco Marco Russo ha inviato una lettera al Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e al Settore Fauna Selvatica Caccia e Vigilanza Venatoria, con copia al Prefetto Carlo De Rogatis, per affrontare il problema della crescente presenza di ungulati, in particolare cinghiali, nelle aree urbane della città. Nonostante l’impegno degli agenti del Nucleo di Vigilanza Faunistica e Ambientale, supportati dalla Polizia Locale, il Sindaco ha evidenziato che le risorse attualmente disponibili non sono sufficienti per gestire il problema. Per questo motivo, ha richiesto alla Regione Liguria un incremento dell’organico del Nucleo di Vigilanza Faunistica e Ambientale o l’adozione di ulteriori misure per arginare gli sconfinamenti degli ungulati nelle zone urbanizzate e abitate di Savona. Il consigliere di opposizione Piero Santi dichiara che il fenomeno è stato sottovalutato dall'amministrazione, poiché nell'ordinanza del sindaco Russo non si prevede l'abbattimento, mentre nelle ordinanze dei Comuni vicini è previsto.

Schema che illustra le competenze regionali e comunali nella gestione della fauna selvatica

Le Proposte e le Critiche delle Associazioni Animaliste

OSA e PAI: Alternative agli Abbattimenti

L'OSA, Osservatorio Savonese Animalista, e il Partito Animalista Italiano (PAI) lanciano una proposta alternativa agli abbattimenti: far risalire periodicamente il Letimbro da cacciatori con cani al guinzaglio per spingere i branchi nei boschi, soprattutto ora che ci sono castagne e ghiande. Entrambe le associazioni lamentano che la fucilazione dei malcapitati non ha ottenuto, come prevedibile, alcun risultato. Ciò che indigna le due associazioni è che i colpevoli, o i loro “discendenti” di questa situazione - i cacciatori - non vengano mai chiamati in causa da politici e amministratori. E neppure si ha il coraggio di costringerli a collaborare.

La "Rampa dei Cinghiali" e l'Assenza di Prevenzione

PAI e OSA tornano ad accendere i riflettori sulla gestione della fauna selvatica a Savona, denunciando quella che definiscono con amara ironia “la rampa dei cinghiali”: la salita situata alla foce del Letimbro che collega il lungomare alla spiaggia e che, secondo le associazioni, rappresenterebbe l’unico accesso attraverso cui gli animali possono raggiungere i giardini del Prolungamento. Questo passaggio, spiegano PAI e OSA, continua ad attirare i cinghiali verso l’area urbana grazie alla presenza di erba, semi e frutti, mentre il resto del tratto costiero risulta di fatto chiuso dalla continuità degli stabilimenti balneari. La denuncia arriva a distanza di un anno dall’episodio che aveva suscitato forti polemiche in città: l’abbattimento di un’intera famiglia di ungulati proprio nella stessa zona. Dopo quell’episodio, le associazioni animaliste avevano presentato una richiesta formale a Comune, Autorità Portuale e Regione Liguria chiedendo un intervento considerato semplice ma efficace: installare una recinzione adeguata con un cancello che consentisse comunque il passaggio di persone e mezzi. Secondo quanto riferito da PAI e OSA, però, nulla sarebbe stato realizzato: «Il risultato è sotto gli occhi di tutti. I cinghiali continuano a risalire verso la città e, puntualmente, vengono abbattuti». Questa dinamica, a loro avviso, non può più essere considerata imprevedibile o emergenziale, ma rappresenta un problema strutturale di gestione del territorio. Nel mirino finisce soprattutto l’assenza di misure preventive. Per PAI e OSA, infatti, quando una criticità è nota, segnalata e tecnicamente risolvibile, il mancato intervento assume inevitabilmente un significato politico.

Critica alla "Linea Dura" e Appello a Soluzioni Strutturali

È fondamentale non trasformare questi casi - che sono eccezioni e non la regola - in un pretesto per alimentare campagne di abbattimento sistematico degli animali selvatici. I cinghiali non sono aggressori per natura: nella stragrande maggioranza dei casi, sono animali spaventati, disorientati, che si ritrovano in contesti urbani solo perché spinti dalla fame o dalla perdita di habitat. Intanto, si registrano gli interventi fuori luogo di alcuni politici savonesi, tra cui il sindaco Russo e un consigliere di minoranza - fino a poco tempo fa vicino alle sigle animaliste - che ora spingono entrambi per la linea dura del fucile. Questo approccio non è solo crudele, ma inutile, come dimostrato dai fatti. Serve una nuova visione, fatta di prevenzione, educazione, rispetto.

Soluzioni Proposte: Barriere, Recinzioni e Gestione dei Rifiuti

Misure di Contenimento Fisico

Le associazioni chiedono quindi alle istituzioni locali una presa di posizione chiara. Una delle proposte è quella di sigillare il torrente Letimbro (e gli altri più piccoli) costruendo barriere e cancellate robuste alle rampe di accesso al corso d’acqua. Lo sventurato cinghiale di via Venezia poteva salire da corso Ricci o via Trincee, per trovarsi in pieno centro ancora più spaventato di chi lo ha incontrato. Un’ulteriore recinzione sarebbe necessaria anche sul lato Green, per impedire ai selvatici di raggiungere Corso Vittorio Veneto e affrontare il problema in maniera più organica ed efficace. Il nodo centrale, ribadiscono PAI e OSA, riguarda il modello di convivenza tra uomo e fauna selvatica.

Gestione Etica e Urbanistica Sensibile

Accanto a queste misure, si propongono ulteriori azioni efficaci e rispettose: pianificazione urbana sensibile, che includa la fauna selvatica nei piani di gestione urbana, creando barriere naturali e corridoi ecologici sicuri. Inoltre, una gestione etica e non violenta della fauna, in collaborazione con esperti e associazioni animaliste, per prevenire conflitti e tutelare il benessere degli animali. Si suggerisce di diffondere norme di comportamento chiare ai cittadini per evitare il peggio. Basta poco: fermarsi, accostarsi lentamente ai muri, non correre e attendere che l’animale si allontani.

La Questione dei Rifiuti: Causa di Attrazione

Servono soluzioni strutturali. A intervenire con decisione sono il Partito Animalista Italiano e l’Osservatorio Savonese Animalista, che da tempo segnalano la necessità di adottare soluzioni strutturali e non emergenziali. Secondo le due realtà, infatti, non si è di fronte a un fenomeno improvviso, bensì a una criticità ben nota alle amministrazioni locali. Già in passato, in diversi comuni della Riviera, erano state avanzate proposte semplici ma efficaci, come la recinzione delle aree destinate ai contenitori dei rifiuti. Interventi mirati che, laddove applicati, hanno prodotto risultati concreti, limitando sensibilmente l’accesso degli animali al cibo e riducendo di conseguenza la loro presenza nei centri abitati. Il punto centrale, sottolineano PAI e OSA, è proprio questo: «Intervenire sulle cause e non sugli effetti. Finché i rifiuti resteranno facilmente accessibili, i cinghiali continueranno a scendere in città, adattandosi a un ambiente che offre risorse abbondanti e facilmente reperibili». La richiesta a Comune e SEA-S è che vengano adottate misure preventive e durature. Tra queste, la priorità indicata è la messa in sicurezza dei punti di raccolta, attraverso recinzioni o sistemi che impediscano agli animali di accedere ai rifiuti. Si tratta, sottolineano le associazioni, «di una scelta di buon senso già sperimentata con successo in altri territori.

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