L'Esortazione Apostolica Postsinodale "Christus Vivit" di Papa Francesco

L'Esortazione Apostolica postsinodale "Christus vivit" di Papa Francesco, firmata il 25 marzo 2019 nella Santa Casa di Loreto e indirizzata «ai giovani e a tutto il popolo di Dio», rappresenta un documento fondamentale nato dopo il Sinodo sui giovani del 2018. Il testo, composto da nove capitoli divisi in 299 paragrafi, prende ispirazione dalle riflessioni e dai dialoghi del Sinodo, celebrato in Vaticano nell'ottobre 2018.

L'Esortazione si apre con un ampio e suggestivo sguardo biblico, affrontando temi come "Che cosa dice la Parola di Dio sui giovani?", e si conclude sui grandi temi della vocazione e del discernimento. Don Michele Falabretti, direttore del Servizio nazionale di pastorale giovanile della CEI, firma l'Invito alla lettura, mentre l'introduzione (Guida alla lettura) e la postfazione (Rilancio del cammino) sono a cura di padre Giacomo Costa e don Rossano Sala, segretari speciali del Sinodo.

Contenuto e Struttura

Il Messaggio Centrale: Cristo Vive e Ti Vuole Vivo

Il documento inizia con un messaggio potente e incoraggiante:

  • «Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo!» (1).
  • «Lui è in te, Lui è con te e non se ne va mai. Per quanto tu ti possa allontanare, accanto a te c’è il Risorto, che ti chiama e ti aspetta per ricominciare» (2).

Papa Francesco afferma che questa Esortazione è una lettera che richiama alcune convinzioni della fede e incoraggia a crescere nella santità e nell’impegno per la propria vocazione, rivolgendosi contemporaneamente a tutto il Popolo di Dio, ai pastori e ai fedeli, poiché la riflessione sui giovani e per i giovani interpella e stimola tutti (3).

La Ricchezza del Sinodo e le Voci dei Giovani

Il Pontefice si è lasciato ispirare dalla ricchezza delle riflessioni e dei dialoghi del Sinodo dell’anno scorso, cercando di recepire le proposte più significative, arricchendo così la sua parola con migliaia di voci di credenti di tutto il mondo che hanno fatto arrivare le loro opinioni al Sinodo (4).

Giovani nella Bibbia e la Figura di Gesù

Francesco ricorda che «in un’epoca in cui i giovani contavano poco, alcuni testi mostrano che Dio guarda con altri occhi» (6), presentando figure giovanili dell'Antico Testamento come Giuseppe, Gedeone (7), Samuele (8), il re David (9), Salomone e Geremia (10), la giovanissima serva ebrea di Naaman e la giovane Rut (11).

Passando al Nuovo Testamento, il Papa sottolinea che «Gesù, l’eternamente giovane, vuole donarci un cuore sempre giovane» (13) e che a Lui non piaceva il disprezzo degli adulti verso i più giovani, chiedendo che «Chi tra voi è più grande diventi come il più giovane» (Lc 22,26). Per Gesù, l’età non stabiliva privilegi (13). Francesco invita a non pentirsi di spendere la propria gioventù essendo buoni e aprendo il cuore al Signore (17).

Gli insegnamenti OCCULTI di Gesù - Vangelo di Tommaso

Il Papa affronta il tema degli anni giovanili di Gesù, ricordando il racconto evangelico che lo descrive «in piena adolescenza» (26). Sottolinea che Gesù non era un adolescente solitario, ma un giovane che condivideva la vita di una famiglia ben integrata nel villaggio, senza essere considerato strano o separato dagli altri (28). La fiducia dei suoi genitori gli permise di muoversi con libertà e imparare a camminare con tutti (29).

Questi aspetti della vita di Gesù devono guidare la pastorale giovanile, evitando progetti che isolino i giovani dalla famiglia e dal mondo, o che li trasformino in una minoranza selezionata (30). Servono invece «progetti che li rafforzino, li accompagnino e li proiettino verso l’incontro con gli altri, il servizio generoso, la missione» (30). Gesù illumina i giovani dalla sua stessa giovinezza, che egli condivide con loro, e in Lui si possono riconoscere molti aspetti tipici dei cuori giovani (31). Vicino a Lui si può bere dalla vera sorgente che mantiene vivi i sogni e i progetti (32), e il Signore «ci chiama ad accendere stelle nella notte di altri giovani» (33).

La Giovinezza della Chiesa e le Sue Sfide

Francesco parla della giovinezza della Chiesa, chiedendo al Signore di liberarla da coloro che vogliono invecchiarla e fissarla sul passato, e anche da chi crede di essere giovane cedendo a tutto ciò che il mondo offre (35). La Chiesa è giovane «quando è sé stessa, quando riceve la forza sempre nuova della Parola di Dio, dell’Eucaristia, della presenza di Cristo e della forza del suo Spirito ogni giorno» (35).

Sebbene i membri della Chiesa non debbano essere strani, devono avere il coraggio di essere diversi, mostrando altri sogni e testimoniando la bellezza della generosità, del servizio, della purezza, della fortezza, del perdono, della fedeltà alla propria vocazione, della preghiera, della lotta per la giustizia e il bene comune, dell’amore per i poveri e dell’amicizia sociale (36). I giovani possono aiutare la Chiesa a rimanere giovane quando essa rischia di perdere l'entusiasmo (37).

Il Papa invita a presentare la figura di Gesù «in modo attraente ed efficace», il che implica che la Chiesa non sia troppo concentrata su sé stessa, ma che rifletta soprattutto Gesù Cristo, riconoscendo con umiltà che «alcune cose concrete devono cambiare» (39).

Le Critiche alla Chiesa e la Necessità di Ascolto

L'Esortazione riconosce che alcuni giovani percepiscono la Chiesa «come fastidiosa e perfino irritante», a causa di ragioni serie come scandali sessuali ed economici, impreparazione dei ministri, ruolo passivo dei giovani e difficoltà della Chiesa a rendere ragione delle proprie posizioni dottrinali ed etiche (40).

Molti giovani «chiedono una Chiesa che ascolti di più, che non stia continuamente a condannare il mondo», non volendo vederla «silenziosa e timida, ma nemmeno sempre in guerra per due o tre temi che la ossessionano». Per essere credibile, la Chiesa «a volte ha bisogno di recuperare l’umiltà e semplicemente ascoltare, riconoscere in ciò che altri dicono una luce che la può aiutare a scoprire meglio il Vangelo» (41).

Un esempio è l'approccio ai diritti delle donne: una Chiesa viva «può reagire prestando attenzione alle legittime rivendicazioni delle donne», pur non essendo d’accordo con tutto ciò che propongono alcuni gruppi femministi (42).

Maria e i Santi Giovani: Esempi di Vita

Francesco presenta «Maria, la ragazza di Nazaret», e il suo sì come quello «di chi vuole coinvolgersi e rischiare, di chi vuole scommettere tutto» (44). Maria è diventata «l’influencer di Dio». Il cuore della Chiesa è pieno anche di giovani santi, come san Sebastiano, san Francesco d’Assisi, santa Giovanna d’Arco, il beato martire Andrew Phû Yên, santa Kateri Tekakwitha, san Domenico Savio, santa Teresa del Gesù Bambino, il beato Ceferino Namuncurá, il beato Isidoro Bakanja, il beato Pier Giorgio Frassati e la beata Chiara Badano.

Ascoltare i Giovani: Presente e Futuro

Il Papa afferma che non si può limitarsi a dire che «i giovani sono il futuro del mondo: sono il presente, lo stanno arricchendo con il loro contributo» (64). Per questo è fondamentale ascoltarli, evitando risposte preconfezionate (65).

«Oggi noi adulti corriamo il rischio di fare una lista di disastri, di difetti della gioventù del nostro tempo… Quale sarebbe il risultato di questo atteggiamento? Una distanza sempre maggiore» (66). Chi è chiamato a essere guida dei giovani dovrebbe avere la capacità «di individuare percorsi dove altri vedono solo muri», riconoscendo possibilità dove altri vedono solo pericoli. Il cuore di ogni giovane deve essere considerato «terra sacra» (67). Francesco invita a non generalizzare, riconoscendo la «pluralità di mondi giovanili» (68).

Le Sfide dei Giovani nel Mondo Contemporaneo

Il Papa ricorda i giovani che vivono in contesti di guerra, sfruttati e vittime di rapimenti, criminalità organizzata, tratta di esseri umani, schiavitù e sfruttamento sessuale, stupri. E anche quelli che perpetrano crimini e violenze (72). Molti giovani sono «ideologizzati, strumentalizzati e usati come carne da macello» (73), trasformandosi in soggetti individualisti, nemici e diffidenti, facile preda di proposte disumanizzanti (73).

Numerosi sono coloro che patiscono emarginazione ed esclusione sociale per ragioni religiose, etniche o economiche. Francesco cita anche adolescenti e giovani che «restano incinte e la piaga dell’aborto, così come la diffusione dell’HIV, le diverse forme di dipendenza (droghe, azzardo, pornografia, ecc.) e la situazione dei bambini e ragazzi di strada» (74), situazioni doppiamente dolorose per le donne.

«Non possiamo essere una Chiesa che non piange di fronte a questi drammi dei suoi figli giovani. Non dobbiamo mai farci l’abitudine… La cosa peggiore che possiamo fare è applicare la ricetta dello spirito mondano che consiste nell’anestetizzare i giovani con altre notizie, con altre distrazioni, con banalità» (75). Il Papa invita i giovani a imparare a piangere per i coetanei che stanno peggio (76).

Colonizzazione Ideologica e Modelli di Bellezza

Francesco mette in guardia dalla «colonizzazione ideologica» che si verifica quando l'aiuto economico a Paesi poveri è vincolato all’accettazione di proposte occidentali in materia di sessualità, matrimonio, vita o giustizia sociale, danneggiando in modo particolare i giovani (78).

Critica anche la cultura che presenta il modello giovanile di bellezza e usa i corpi giovani nella pubblicità, affermando che «non è un elogio rivolto ai giovani. Significa soltanto che gli adulti vogliono rubare la gioventù per sé stessi» (79).

Sessualità e il Mondo Digitale

Parlando di sessualità, in un mondo che la enfatizza esclusivamente, il Papa riconosce la difficoltà di mantenere un buon rapporto con il proprio corpo e vivere serenamente le relazioni affettive. La morale sessuale è spesso causa di incomprensione e allontanamento dalla Chiesa, percepita «come uno spazio di giudizio e di condanna» (81).

Di fronte agli sviluppi della scienza, delle tecnologie biomediche e delle neuroscienze, Francesco ricorda che queste possono far dimenticare che la vita è un dono, e che siamo esseri creati e limitati, facilmente strumentalizzabili da chi detiene il potere tecnologico (82).

L’Esortazione si sofferma sull’«ambiente digitale», che ha creato «un nuovo modo di comunicare» e che «può facilitare la circolazione di informazione indipendente», essendo «un luogo irrinunciabile per raggiungere e coinvolgere i giovani» (87).

Tuttavia, è anche «un territorio di solitudine, manipolazione, sfruttamento e violenza, fino al caso estremo del dark web». I media digitali possono esporre a rischio di dipendenza, isolamento e perdita di contatto con la realtà. Nuove forme di violenza come il cyberbullismo si diffondono, e il web è un canale per la pornografia e lo sfruttamento (88).

Infografica sulle sfide del mondo digitale per i giovani

Nel mondo digitale «operano giganteschi interessi economici», capaci di creare «meccanismi di manipolazione delle coscienze e del processo democratico». Circuiti chiusi facilitano la diffusione di informazioni e notizie false, fomentando pregiudizi e odio, e la reputazione delle persone è messa a repentaglio. Questo fenomeno riguarda anche la Chiesa e i suoi pastori (89). Le relazioni online possono diventare disumane, e l’immersione nel mondo virtuale ha favorito una «migrazione digitale», un distanziamento dalla famiglia, dai valori culturali e religiosi, che porta alla solitudine (90).

Migranti: Paradigma del Nostro Tempo

Il Papa presenta «i migranti come paradigma del nostro tempo», ricordando i tanti giovani coinvolti nelle migrazioni, che fuggono dalla guerra, dalla violenza, dalla persecuzione, dai disastri naturali e dalla povertà estrema (91). Altri sono attratti dalla cultura occidentale, con aspettative irrealistiche che li espongono a delusioni. Trafficanti senza scrupoli sfruttano la loro debolezza, e la vulnerabilità dei minori non accompagnati è particolare (92).

In alcuni Paesi di arrivo, le migrazioni suscitano allarme e paure, spesso fomentate e sfruttate a fini politici, diffondendo una mentalità xenofoba a cui «occorre reagire con decisione» (92). I giovani migranti spesso sperimentano anche uno sradicamento culturale e religioso (93). Francesco chiede «in particolare ai giovani di non cadere nelle reti di coloro che vogliono metterli contro altri giovani che arrivano nei loro Paesi, descrivendoli come soggetti pericolosi» (94).

Abusi e Peccati nella Chiesa

Il Papa affronta anche il tema degli abusi sui minori, facendo proprio l’impegno del Sinodo per l’adozione di rigorose misure di prevenzione ed esprimendo gratitudine «verso coloro che hanno il coraggio di denunciare il male subìto» (99). Ricorda che i sacerdoti macchiati di questi «orribili crimini non sono la maggioranza», e chiede ai giovani, se vedono un sacerdote a rischio, di avere il coraggio di ricordargli il suo impegno (100).

Gli abusi non sono l’unico peccato nella Chiesa. «I nostri peccati sono davanti agli occhi di tutti; si riflettono senza pietà nelle rughe del volto millenario della nostra Madre», ma la Chiesa «non ha paura di mostrare i peccati dei suoi membri». Tuttavia, «non si abbandona la Madre quando è ferita» (101).

Commenti e Contributi Aggiuntivi

Il documento papale è arricchito da un commento di mons. Domenico Sigalini, che per molti anni è stato responsabile della pastorale giovanile in Italia prima di essere nominato vescovo di Palestrina.

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