Christian Panvino: Indagini e Misure Cautelari per Furti con Spaccata

Le autorità di Chieti hanno condotto indagini approfondite su una serie di furti con spaccata, portando all'arresto di quattro individui. L'operazione ha rivelato un chiaro movente legato alla ricerca di sostanze stupefacenti pesanti, il cui costo eccedeva le disponibilità economiche degli indagati. Secondo il giudice Luca De Ninis, il pericolo di reiterazione dei reati è concreto, rendendo necessarie misure cautelari.

Gli Arresti e le Accuse

I carabinieri di Francavilla hanno bloccato quattro ladri coinvolti negli assalti a diversi negozi, utilizzando tombini come arieti. Tra gli arrestati figurano i fratelli marocchini Medhi Danouni (28 anni) e Zakaria Danouni (30 anni), il siciliano Gianfilippo Stella (33 anni) e Christian Panvino (26 anni) di San Martino sulla Marrucina.

Il pubblico ministero Giancarlo Ciani contesta agli indagati cinque furti pluriaggravati. Questi includono il denaro sottratto dall’Acqua&Sapone e dal bar Nero Lucido a Chieti, oltre che dal bar Zanzibar a Francavilla. A questi si aggiungono i due tombini rubati in strada e adoperati per sfondare le vetrine. I ladri sono stati catturati dai carabinieri di Francavilla mentre si trovavano all’interno della Golf di Panvino, ed erano pronti ad attaccare anche il bar Milan 2.0, da cui deriva un’ulteriore accusa di tentato furto.

Il Movente: La Ricerca di Sostanze Stupefacenti

«Il movente comune a tutti gli indagati è la ricerca spasmodica di sostanze stupefacenti pesanti, il cui costo certamente eccede le loro disponibilità economiche», ha affermato il GIP. È praticamente certo che, in caso di scarcerazione, la banda tornerebbe a commettere gli stessi reati con l’obiettivo di procurarsi i soldi per comprare cocaina ed eroina. Ulteriori elementi di interesse, utili a chiarire il contesto e il movente, sono stati il rinvenimento all’interno della vettura di materiale per il consumo di stupefacenti di tipo pesante, quali pipette e carta stagnola.

Foto di pipette e carta stagnola, materiale per il consumo di stupefacenti

Le Dichiarazioni degli Indagati e le Decisioni del GIP

Nel corso dell’interrogatorio, Christian Panvino - assistito dall’avvocato Francesco Bucceroni - ha raccontato di aver incontrato gli altri tre durante una serata trascorsa a Pescara, nella zona di corso Manthonè. Panvino ha dichiarato di essersi prestato ad accompagnare i due fratelli marocchini a Chieti, dove erano ospiti di una zia, «per poi rimanere passivo a fronte delle loro iniziative illecite, fino all’intervento dei carabinieri». Anche Stella ha riferito di non aver partecipato attivamente agli assalti.

L’unica confessione è arrivata da Zakaria Danouni, che ha ammesso di aver compiuto le spaccate per procurarsi il denaro necessario per la droga. Il fratello Medhi, invece, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il giudice Luca De Ninis non ha convalidato gli arresti per una questione procedurale, ritenendo che non siano stati rispettati i termini previsti dal codice. Tuttavia, ha comunque disposto le misure cautelari, considerando il pericolo concreto che la gang continui a colpire seminando il panico, come avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorsi.

Le Misure Cautelari Disposte

Secondo il giudice, solo per Christian Panvino possono essere disposti i domiciliari, in quanto è l’unico che ha la disponibilità di un’abitazione idonea. Per i fratelli marocchini Medhi e Zakaria Danouni, e per Gianfilippo Stella, è stato disposto il mantenimento in carcere.

Nell’ordinanza si parla di azioni «reiterate in sequenza nel corso della notte e produttive di danni ingenti e sproporzionati rispetto alla refurtiva conseguita», che ammonta a soli 340 euro totali.

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