Nel cuore della notte, la fede ha illuminato le strade di Trani, mentre la città si preparava ad accogliere un ospite speciale: la Madonna di Lourdes. Nonostante sia solamente un simulacro, la statua della Madonna di Lourdes porta con sé il messaggio di speranza e guarigione che ha ispirato milioni di persone in tutto il mondo dalla sua prima apparizione nel 1875.

Con cura e devozione, i volontari dell’Unitalsi hanno accompagnato il simulacro lungo il percorso verso la chiesa dello Spirito Santo, dove una folla commossa e devota l’attendeva. Giovani e anziani, famiglie e singoli individui si sono riuniti per salutare la Madonna, stringendo il rosario tra le dita e lasciandosi trasportare dalla profondità della loro fede. Questo incontro speciale con la Madonna di Lourdes ha rappresentato un momento di profonda spiritualità per la comunità di Trani, creando un’occasione di unione e condivisione nell’accoglienza della madre Celeste. La statua continuerà il suo pellegrinaggio in Puglia, portando con sé la speranza e la consolazione che solo la fede può donare.
Il Pellegrinaggio della Madonna di Lourdes: Un'Iniziativa dell'Unitalsi
«È la Madonna - si legge in un comunicato dei presidenti e degli assistenti delle Sottosezioni Unitalsi dell’Arcidiocesi - a compiere un pellegrinaggio verso noi, permettendo a quanti non possono recarsi a Lourdes di raccogliersi in preghiera attorno a quella immagine. L’invito è quello di raccogliersi intorno a Maria, di amarla e di pregarla intensamente, chiedendole di illuminare, guidare e orientare le nostre scelte, spingendoci a Gesù». «L’invito - si legge nel citato comunicato - a partecipare al pomeriggio di mercoledì è rivolto a tutta la Chiesa diocesana, particolarmente a tutti coloro che hanno partecipato ai pellegrinaggi Unitalsi, alle iniziative di carità e solidarietà delle Sottosezioni, ai volontari, agli ammalati, ai benefattori e particolarmente ai sacerdoti e ai religiosi. I sacerdoti portino camice e stola bianca. Corato, ore 9.45, RSA Beata V. Barletta, ore 18.00, Accoglienza presso il Santuario Madonna dello Sterpeto e momento formativo a cura di S.E. Mons.
La Costruzione della Chiesa Parrocchiale intitolata a Maria SS. di Lourdes
L’Arcivescovo di Bari, Mons. Giulio Vaccaro, il 19 novembre 1919, tenuto conto che Gioia contava oltre 23.000 abitanti e che un nuovo quartiere si stava sviluppando nella zona orientale del Paese ed era il caso che si dotasse di una chiesa, provvede ad acquistare circa 2.000 mq. Il 3 febbraio 1920 Mons. S. E. Mons. I lavori vengono sospesi per ordine del Comune e don Sante Milano presenta domanda per ottenere l’autorizzazione per costruire la nuova Chiesa con annesso ricreatorio e casa del parroco.
La questione approda per due volte in Consiglio comunale, il 22 e 27 settembre 1921, i cui consiglieri respingono la richiesta e invitano il richiedente a presentare un nuovo progetto. Così come aveva previsto l’allora Arcivescovo di Bari i lavori della nuova Chiesa vanno avanti molto a rilento per scarse risorse finanziarie. Sotto la vigile sorveglianza del Direttore dei lavori, ing. I lavori riprendono nel 1930 sotto la guida dell’ing. Colacicco e del costruttore Paolo Brescia, grazie alle generose offerte dei fedeli, che estinguono la passività di L. I lavori ancora una volta proseguono lentamente, a causa di difficoltà finanziarie; gli stessi potranno proseguire ed essere completati grazie alle generose offerte non solo di fedeli, ma anche dei Papi (Benedetto XV, Pio XI, Pio XII) e degli Arcivescovi di Bari (Mons. Vaccaro, Mons. Curi e Mons.).

Dopo 23 anni di angustie, per l’utilizzo prolungato della piccola Chiesetta, di ansie e di perseveranti suppliche, finalmente la Chiesa viene consacrata dall’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Marcello Mimmi, il 23 aprile 1946, intitolata alla Bianca Regina dei Pirenei "Maria SS. di Lourdes". Per l’occasione don Sante Milano è nominato Monsignore e Cameriere Segreto di S. S., mentre per i meriti conseguiti per un periodo di trent’anni nella costruzione della Chiesa Parrocchiale l’ingegner Colacicco viene nominato, dal S. Padre, Cavaliere dell’Ordine Equestre di S. Gregorio Magno.
Dettagli Costruttivi e Arredi
I lavori, tra cui il fonte battesimale, le acquasantiere in pietra, il pavimento in pietra di Trani, le porte in legno massello, gli affreschi della Via Crucis, quelli del Sacro Cuore e di S. Teresa, il baldacchino dell’altare maggiore, il pulpito, i mosaici delle lunette sulle porte d’ingresso, le opere in ferro battuto del Battistero e degli altari, erano stati effettuati, ma essi avevano comportato uno sbilancio passivo di circa due milioni di lire, somma che don Sante estingue poco prima della sua morte.
La Tomba del Fondatore
Uno dei suoi primi interventi è stato quello di far erigere all’interno della Chiesa una tomba che potesse accogliere la salma del fondatore scomparso. La data della traslazione viene fissata per il successivo 1 novembre, festa onomastica di Mons. Milano, mentre era in vita. Il pomeriggio di quel giorno la salma, accompagnata dall’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Marcello Mimmi, fa il suo ingresso nella Chiesa. Il 2 novembre la bara viene deposta nel sarcofago, sul quale è scolpito il seguente distico, composto dal prof. Armando Celiberti: "Hic requiescit Sante, qui ad gloriam Dei Virginisque honorem Hoc templum strenue laborans aedificavit."
Il Campanile e le Campane
Don Giovanni, prima di dare avvio ai lavori di completamento del campanile, dietro consiglio dell’ing. Domenico Colacicco, si adopera per la costruzione delle tre campane. Le tre campane, del peso complessivo di 13 quintali, sono opera della fonderia Carmine Capezzuto di Napoli. Su ognuna di esse è riportato un distico.
- La campana grande, dedicata all’Immacolata, del peso di 740 Kg., riporta quello del prof. Armando Celiberti: "Sole exoriente interdiu vesperescente coelo Matris vocem pando."
- La seconda campana, dedicata al S. Cuore di Gesù, del peso di 363 Kg., riporta il distico di S.E. Mons. Marcello Mimmi: "Cor Jesu in Te confido Te rogo Te laudo Tua semper ero."
- La terza campana, dedicata a S. Teresa del Bambino Gesù, del peso di 218 kg., riporta quello di S.E. Mons. Marcello Mimmi: "Parva Teresia flos carmeli fragrantia Christi exhalans nos ad amorem rapis."
Accostato al lato sud-ovest della chiesa svetta il campanile, snello, elegante e lineare, che presenta quattro finestre sovrapposte per ogni lato: una bifora, due trifore e una tetrafora, al di sopra della quale è posta la zona campanaria.

Architettura Interna ed Esterna della Chiesa
La facciata esterna è scandita dalle tre navate separate da lesene piatte, dal grande rosone, dalla linearità del nudo carparo e dai fregi a forma di archetti digradanti che corrono lungo i tetti spioventi. L’interno della Chiesa, a croce latina, è a tre navate con volte a crociera. Si susseguono 5 arcate laterali; le prime tre e l’ultima, mentre nella navata centrale danno origine a una volta a crociera, si dividono in due arcate più piccole nella parte più bassa e danno forma a due archi che creano due piccole volte anch’esse a crociera nelle navate laterali.

Elementi Decorativi e Altari
Entrando in Chiesa, una lapide marmorea murata sulla facciata sinistra riporta i nomi dei fedeli che con le loro generose offerte hanno contribuito ad abbellire la chiesa con i dipinti del Sacro Cuore di Gesù, di S. Teresa del Bambino Gesù e della Via Crucis. Due acquasantiere in pietra lavorata accolgono i fedeli all’ingresso della Chiesa.
Il Battistero
Non molto distante dall’ingresso, in una sporgenza, a forma di piccola abside, sulla navata sinistra della Chiesa si trova il Fonte battesimale, in pietra lavorata, poggiante su quattro colonnine, sovrastato da una copertura lignea terminante in forma piramidale, sulla cui sommità si trova una statuetta lignea di Giovanni Battista, il tutto chiuso da una cancellata in ferro battuto. Nel battistero è presente la seguente iscrizione: "Obstupeant coeli! Veterem infans exuit Adam his ablutis aquis, induiturque novum" (Si stupiscano i cieli! Il bambino depone il vecchio Adamo in queste acque e si riveste del nuovo).
L'Altare del Santissimo Sacramento
In fondo alla navata laterale sinistra vi è l’altare del Santissimo sul quale si trova l’affresco con l’immagine del Sacro Cuore di Gesù. Una lapide marmorea riporta la seguente epigrafe: "Altare hoc Sacratissimo Cordi Iesu Marcellus Mimmi Archiep. Bariensis IX Kal. Maias MCMXLVI sollemniter sacravit" (L’Arcivescovo di Bari Marcello Mimmi consacrò solennemente questo altare al Cuore Sacratissimo di Gesù il 23 aprile 1946).
L'Altare di Santa Teresa del Bambino Gesù
Sull’altare collocato in fondo alla navata di sinistra vi è l’immagine di S. Teresa del Bambino Gesù. L’epigrafe "Altare hoc in honorem S. Teresiae a Iesu Infante Virginis Marcellus Mimmi Archiep. Bariensis IX Kal. Maias MCMXLVI sollemni rito consecravit", ricorda che la consacrazione dell’altare fu effettuata lo stesso giorno di quello del Sacro Cuore di Gesù.
Vetrate e Mosaici dell'Abside
Le 6 vetrate policrome dell’abside rappresentano, a partire da sinistra:
- l’Annunciazione
- la visita di Maria ad Elisabetta
- la Natività
- la presentazione al Tempio di Gesù
- Gesù fanciullo nel Tempio
- Gesù nell’Orto degli ulivi
I 6 mosaici che ricoprono le pareti dell’abside rappresentano scene della vita di Gesù; partendo da sinistra:
- la flagellazione di Gesù
- Gesù coronato di spine
- Gesù con la Croce che incontra la Madonna
- la Crocifissione
- la Resurrezione
- l’Ascensione di Gesù al cielo

Il Duomo di Trani: tutto in 60 secondi
Ricordi e Testimonianze sulla Costruzione (Aggiornamento al 2020)
Un certo Vito Mallardi, morto ad agosto del 2020, ricorda che don Sante Milano con un carro trainato da un mulo, girava per le campagne di Gioia e che si recò anche alla masseria del padre in contrada Marzagaglia, durante la trebbiatura, per ottenere del grano dalla cui vendita ricavava i fondi per costruire la nuova chiesa. Il padre, alla richiesta di un’offerta da parte del sacerdote, riempì un mastello di grano, che versò nel sacco di don Sante e lui, il figlio, colpito dall’atteggiamento del genitore volle integrare la donazione aggiungendovi un pugno di grano. Con autentica gratitudine voglio ringraziare il prof. Giannini per le sue ricerche storiche diffuse su questo portale. Stampo sempre i suoi articoli che conservo gelosamente nel mio libro di “Gioia del Colle ……in bianco e nero”.