Il Santuario di Calendano a Ruvo di Puglia: Un Tesoro di Arte, Storia e Spiritualità

Il Santuario di Calendano, situato nella pittoresca Ruvo di Puglia, rappresenta un importante punto di riferimento del patrimonio religioso locale. Questa chiesa santuario, immersa nella tranquillità della contrada Calendano, è testimone di secoli di devozione e storia.

Immerso nel verde, questo edificio sacro conserva preziosi affreschi del Quattrocento e la sua storia viene accostata a San Francesco d’Assisi e ai mitici Templari. È il biglietto da visita del santuario di Santa Maria di Calentano, un misconosciuto tesoro situato in una contrada di Ruvo di Puglia, un luogo dove la religiosità si fonde con la rigogliosa natura dell'Alta Murgia.

Visitare il Santuario di Calendano a Ruvo di Puglia significa immergersi in una straordinaria esperienza culturale e spirituale, lasciandosi trasportare dalla sua atmosfera serena, ricca di storia e significato.

Mappa della zona di Calendano, Ruvo di Puglia con evidenziato il santuario

Cenni Storici e Architettonici

Il tempio risale al XII secolo. Successivamente, fu ristrutturato nel Quattrocento e infine completamente ricostruito nel Settecento.

All'interno, il Santuario di Calendano custodisce opere d’arte di notevole valore, tra cui affreschi che illustrano scene religiose e sculture che affascinano i visitatori. Esplorare questi intricati dettagli artistici offre una profonda connessione con la spiritualità e la devozione locale.

Sul lato sinistro dell'edificio si apre l'ingresso della sacrestia, quella che originariamente rappresentava la chiesa vera e propria. Al suo interno si nota una volta con un affresco sbiadito del Cristo Pantocratore vegliato da due angeli e quel che resta del lavatoio usato dai monaci basiliani.

Come Raggiungere il Santuario

Per raggiungere il santuario dal centro cittadino di Ruvo di Puglia, si percorre la Strada Provinciale 63 in direzione sud-ovest per circa 10 chilometri. L'arteria termina in una rotonda della Strada Provinciale 238: qui si gira a sinistra e poi, dopo qualche decina di metri, di nuovo a sinistra in Via delle Querce Calentano.

La strada si incunea nella pineta del santuario ed è costeggiata da simboli religiosi in pietra, tra cui una graziosa nicchia dedicata a San Francesco D'Assisi. Dopo 200 metri, la meta appare sulla sinistra.

L'Architettura Esterna e i Dintorni

Appena giunti, si può ammirare la facciata principale, caratterizzata da un basamento che sporge leggermente: risulta scandito da quattro arcate ed è racchiuso da due contrafforti. Qui, in passato, venivano legati i cavalli dei viandanti.

Tutt'attorno a rubare la scena c'è il boschetto: pini, querce, sentierini e pittoreschi muretti a secco infondono una sensazione di tranquillità. A poca distanza si erge un altro tributo a San Francesco.

Dal lato destro della costruzione si dirama un prolungamento murario in cui si apre l'entrata: un cancello introdotto da un quadro a sfondo giallo che ritrae l'Annunciazione della Madonna.

Foto della facciata esterna del Santuario di Calendano immerso nel verde

Gli Interni: Arte, Mistero e Devozione

Attraversando l'ingresso, ci si ritrova nell'atrio. Al centro spicca un pittoresco pozzo, un tempo utilizzato per irrigare l'orto monastico. A destra del portone si trova una nicchia il cui stipite sinistro riporta scolpita una croce templare. Questo è uno dei segni che testimonierebbero, secondo alcuni antichi documenti redatti a Molfetta, la passata esistenza da queste parti di una domus del celebre ordine cavalleresco. Un'altra apertura nell'atrio conduce in quella che un tempo era la stalla: sui muri sono infatti ancora visibili gli attacchi per gli animali.

All'interno della chiesa si è subito accolti da un gruppo scultoreo: due statuette in cartapesta che raffigurano la Vergine con l'angelo dell'Annunciazione. Volgendo lo sguardo verso l'unica navata dell'edificio, dalle cui volte pende un lampadario risalente al Cinquecento. Arrivati di fronte alla tavola liturgica principale, dietro di essa balza all'occhio il pezzo forte della chiesa: il magnifico affresco quattrocentesco della Madonna con Gesù bambino benedicente.

Uscendo dalla sacrestia, si giunge in quello che era l'orto monastico: un giardinetto oggi impreziosito da piante e alberi curatissimi.

Interno del Santuario di Calendano con focus sull'affresco della Madonna e Gesù Bambino

Tradizioni e Celebrazioni Spirituali

Ogni anno, il Santuario di Calendano diventa il centro di celebrazioni vibranti, con eventi che attraggono visitatori e fedeli da lontano. Una delle feste più attese è la celebrazione di San Giovanni Battista, che si tiene il 24 giugno. Come racconta don Gaetano, «La Pasquetta tra l’altro è il giorno in cui il santuario ritorna ai fasti di un tempo».

L'orto monastico si popola ogni domenica, quando viene celebrata la messa, contribuendo a mantenere viva la spiritualità e la comunità attorno a questo luogo sacro.

DONATO BRAMANTE - L'Illusione Diventa Architettura

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