I Danni alla Basilica e al Monastero di Santa Rita a Cascia dopo il Sisma del 2016

Il sisma che ha colpito il Centro Italia nel 2016 ha lasciato profonde ferite in molte comunità, e Cascia non ha fatto eccezione. Anche la Basilica e il Monastero di Santa Rita, luoghi di fede e di richiamo per pellegrini da tutto il mondo, hanno subito ingenti danni, richiedendo un lungo e complesso percorso di ricostruzione.

Foto panoramica del Monastero di Santa Rita a Cascia con evidenti segni di danni strutturali

L'Impatto Iniziale e le Prime Misure di Sicurezza

I giorni successivi alle scosse di terremoto sono stati duri e difficili per gli abitanti e per chi custodisce il luogo che raccoglie le spoglie di Santa Rita. Padre Bernardino Pinciaroli, Rettore della Basilica di Santa Rita a Cascia, ha raccontato quei momenti drammatici. Arrivato a Cascia il 18 ottobre 2016 per prendere servizio, si è trovato ad affrontare la forte scossa del 26 ottobre, che ha messo in fuga i pochi pellegrini rimasti. Un avviso ancora più deciso è arrivato la sera del 29 ottobre alle ore 18:30, durante una celebrazione della Santa Messa. Per facilitare la fuga, il portone grande della Basilica era stato spalancato.

La terribile scossa del 30 ottobre, avvenuta alle ore 7:40, con la Basilica deserta ad eccezione delle Monache Agostiniane in preghiera, ha dissestato nuovamente e in maniera molto grave chiese e tantissime case. Questo è successo in tante cittadine dell'Umbria e anche delle Marche, inclusa Tolentino, cara a Padre Pinciaroli per la presenza del Santuario di San Nicola, Agostiniano.

Oltre agli enormi disagi per la popolazione e i pericoli di crolli, una grande paura si è impossessata di tante persone. Molte abitazioni sono state distrutte, e la fuga veloce dagli appartamenti ha impedito di prendere quasi nulla degli effetti personali. A Cascia, la Basilica è stata chiusa e l'Urna di Santa Rita è stata immediatamente messa in sicurezza, senza essere mai spostata. Le Monache Agostiniane sono state trasferite in altri Monasteri come Lecceto (SI) e Montefalco, mentre i Religiosi Agostiniani anziani sono subito partiti. Anche l'Alveare delle apette di Santa Rita è stato evacuato, con le ragazze rimandate in famiglia, e gli uffici della Basilica sono stati chiusi.

Danni Strutturali alla Basilica e al Monastero

La Basilica di Santa Rita: Lesioni e Detriti

Dopo la forte scossa del 30 ottobre, la Basilica è stata chiusa perché dalla cupola centrale sono caduti consistenti detriti di intonaco. Si sono viste lesioni serie, ma per fortuna non gravissime e non riguardanti la struttura portante. Nella Cappella ove è posta l'Urna di Santa Rita, grazie a Dio, non si sono registrate lesioni di sorta.

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La Parte Antica del Monastero: Inagibilità e Bisogno di Ricostruzione

A tre anni dal sisma del 2016, sono ancora tanti i lavori da fare nella parte antica del Monastero di Santa Rita a Cascia. Questa sezione del complesso, che ha subito danni strutturali, è attualmente inagibile. Per la Comunità e per i fedeli, tornare a vivere questa parte della "casa comune" è un reale bisogno. Il Monastero ha custodito il corpo di Santa Rita dopo la morte e include il celebre Roseto, rendendolo un luogo di profondo significato spirituale e storico. La ricostruzione di questa porzione del Monastero è vista come una priorità.

Il Percorso della Ricostruzione e la Speranza

L'impegno che attende la comunità riguarda gli ingenti lavori della parte più antica del Monastero. L'iter previsto dalla legge per accedere ai contributi pubblici è stato attivato, e le monache si dicono fiduciose, pur constatando che la ricostruzione sembra a volte un miraggio. Tuttavia, la consapevolezza che non si può più perdere tempo, e che le persone si stanno abbattendo, spinge a proseguire con determinazione.

L'Ingegnere Lanfranco Castellucci, uno dei quattro tecnici che seguono la ristrutturazione, ha dichiarato: "Abbiamo compiuto i rilievi del complesso e stiamo predisponendo l'elaborato che ci mostrerà la distinzione dei danni. L'obiettivo è chiudere la fase burocratica nel 2020." L'ingegnere ha preso l'impegno, professionale e personale, di restituire questi importanti luoghi, ricostituiti e ripristinati, alle Monache, alla collettività e ai numerosi fedeli, e di ridare la Casa di Santa Rita a tutti i suoi figli.

Solidarietà e Nuovi Inizi

L'esperienza che ha accompagnato e accompagna questo bruttissimo momento è stata la grande solidarietà di molti da tutte le parti d'Italia. Una grande opera è stata svolta dai Vigili del Fuoco, dalla Protezione Civile, dalla Caritas e in particolare dalle Misericordie. Nel bisogno, si è manifestato lo spirito e l'opera cristiana. Durante i giorni di chiusura della Basilica, è stata allestita una piccola cappella in un luogo sicuro lungo il viale Santa Rita, dove si è celebrata la Santa Messa ogni giorno alle 16:30 e si è pregato il Santo Rosario con le pochissime persone della cittadina. Le Agostiniane e gli Agostiniani hanno messo a disposizione una casa del Monastero, la Casa degli Esercizi, per gli sfollati. La Caritas diocesana di Spoleto-Norcia ha coordinato la raccolta degli aiuti, gestendo le reali necessità della popolazione per evitare accumuli e garantendo un flusso costante di supporto.

Schema organizzativo della Caritas per la gestione degli aiuti post-sisma

La volontà delle Monache di ripristinare un servizio primario e garantire il diritto alla salute ha visto il 22 settembre 2018 l'apertura del Nuovo Ospedale di Cascia, finanziato con numerosi contributi. Questo rappresenta un significativo segno di rinascita e un impegno concreto per la comunità.

Il Contesto Regionale: Danni Diffusi nella Valnerina

I danni a Cascia si inseriscono in un contesto più ampio di distruzione che ha colpito l'intera Valnerina e altre zone dell'Umbria e delle Marche. L'Arcidiocesi di Spoleto-Norcia è stata profondamente segnata dalle rovine del sisma. Sebbene non ci siano state vittime a Cascia, la paura e la rassegnazione hanno regnato sovrane tra la gente della Valnerina, che ha perso casa, lavoro e senso di appartenenza comunitaria. Molti dovranno ricostruire la propria abitazione per la terza volta dopo i sismi del 1979 e del 1997, evidenziando la vulnerabilità di questi territori. Millenni di storia religiosa si sono sbriciolati, cancellando l'identità di un territorio e di un popolo.

A Norcia sono crollate la concattedrale di Santa Maria, la basilica di San Benedetto, la chiesa della Madonna Addolorata, la chiesa di San Salvatore a Campi e molte altre. A Preci, il campanile e il cimitero sono franati all'interno del complesso abbaziale di Sant'Eutizio. A Cascia, oltre ai danni nella Basilica di Santa Rita, è chiusa la collegiata di Santa Maria e molte altre chiese del casciano sono seriamente compromesse. A Roccaporena, invece, luogo natale di Santa Rita, non si sono registrati danni ingenti alle strutture, solo qualche tegola caduta nella chiesa di San Montano e qualche piccola crepa nel Lazzaretto, nulla di preoccupante. In mezzo a cumuli di macerie, questo piccolo segno di resistenza e di speranza proviene dal luogo natale della Santa invocata come patrona dei casi impossibili.

Mappa delle aree colpite dal terremoto del Centro Italia con evidenziate le località menzionate

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