Chiesa di Santa Maria dei Miracoli a Roma

La Chiesa di Santa Maria dei Miracoli è un'importante chiesa di Roma, situata nel rione Campo Marzio, in Piazza del Popolo, precisamente tra via del Corso e via di Ripetta, ovvero al vertice del Tridente. Insieme alla vicina basilica di Santa Maria in Montesanto, è una delle due cosiddette "chiese gemelle" che dominano Piazza del Popolo e che ne sono il simbolo, affiancate dall'obelisco e dalla fontana con i leoni.

Veduta frontale della Chiesa di Santa Maria dei Miracoli in Piazza del Popolo a Roma

Origini e Leggenda del Miracolo

All'origine della costruzione della chiesa vi è un evento miracoloso, avvenuto, secondo la tradizione, il 20 giugno 1325. In quella data, una donna in riva al Tevere invocò un'immagine della Madonna, dipinta sulle mura lungo il fiume, per salvare il suo bambino caduto nelle acque. Il salvataggio del bambino impose la costruzione di una cappella dedicata a Maria, lungo il Tevere, vicino all'attuale Ponte Margherita. In questa cappella venne sistemata l'immagine miracolosa, che da allora fu chiamata "Madonna dei Miracoli".

Sviluppo Storico e Fondazione della Chiesa Attuale

La Custodia dell'Immagine

Nel settembre 1525, Papa Clemente VII affidò la cappella al vicino Ospedale di San Giacomo degli Incurabili, affinché le ingenti offerte lasciate alla "Madonna dei Miracoli" potessero servire a coprire le spese dell'Ospedale. Negli anni seguenti, la cappella lungo il fiume fu affidata a diverse congregazioni religiose. Nel 1590, l'immagine originale della Madonna dei Miracoli fu trasportata nella chiesa di San Giacomo in Augusta, di recente costruzione, ove si trova ancora oggi.

La Costruzione della Nuova Chiesa

Poiché il sito lungo il Tevere risultava sempre più insalubre e sottoposto a continue esondazioni del fiume, nel 1661 Papa Alessandro VII ordinò la costruzione in Piazza del Popolo di una nuova chiesa. Questa doveva custodire una copia dell'immagine della Madonna dei Miracoli e sostituire un edificio preesistente dedicato a Sant'Orsola. I lavori, affidati dal cardinale Girolamo Gastaldi all'architetto Carlo Rainaldi, furono avviati nel 1675, 14 anni dopo l'ordine papale e 13 anni dopo la fondazione della vicina chiesa gemella di Santa Maria di Montesanto. Completata da Carlo Fontana, la chiesa fu consacrata e aperta al pubblico nel 1681.

Pianta architettonica della Chiesa di Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria di Montesanto

Architettura Esterna

La facciata della chiesa è caratterizzata da un profondo pronao rettangolare, coronato da un timpano sul quale è inciso il nome del cardinale Gastaldi, committente e benefattore dell'edificio. Le colonne del pronao, di notevole importanza storica, erano in origine destinate ai campanili di San Pietro, progettati da Gian Lorenzo Bernini ma mai realizzati. Sulla balaustra esterna dell'edificio si ergono dieci statue raffiguranti santi e sante, eseguite tra il 1676 e il 1677 da artisti come Filippo Carcani ed Ercole Ferrata, insieme ad altri. In via del Corso si innalza il campanile, attribuito a Francesco Navone, che si specchia con quello della vicina Santa Maria di Montesanto.

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Interni e Patrimonio Artistico

Analogamente all'esterno, anche l'interno fu progettato da Carlo Rainaldi e portato a termine da Carlo Fontana. La chiesa si presenta con una pianta circolare, distinguendosi dalla cosiddetta chiesa gemella che ha una pianta ellittica. L'interno è arricchito da quattro cappelle laterali e da un profondo presbiterio. L'altare maggiore fu commissionato il 3 novembre 1677 e realizzato da Carlo Fontana, mentre la pregevole decorazione in stucchi è opera di Antonio Raggi.

Vicende Successive

Nel 1793, la chiesa venne concessa alla Confraternita del Santissimo Sacramento e successivamente, nel 1856, all'Arciconfraternita di San Gregorio Taumaturgo, testimoniando la sua continua rilevanza nel tessuto religioso e sociale di Roma.

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