Il Battesimo di Gesù: Rivelazione, Umiltà e Conclusione del Tempo di Natale

Andiamo con Gesù sulle rive del Giordano e riscopriamo anche noi il dono del Battesimo. La festa del Battesimo di Gesù segna la fine del periodo natalizio e l'inizio del Tempo Ordinario nell'anno liturgico. Questo evento, che celebra l'inizio della missione pubblica di Cristo, è una sorta di "ponte" tra il Natale e la vita quotidiana della Chiesa, e ci invita a riflettere sul nostro battesimo e a farne memoria grata.

Rappresentazione artistica del Battesimo di Gesù nel fiume Giordano

Il Battesimo di Gesù nel Giordano: Rivelazione e Umiltà

L'Epifania del Figlio Amato

Siamo al culmine del Natale: il Verbo fatto carne (Logos, egheneto sarx) prende visibilità nelle acque del Giordano. Con il Battesimo di Gesù nel Giordano il Padre proclama l'identità del Figlio amato: «Tu sei il Figlio mio, l'amato». Questo Battesimo ci rigenera. È l'istante in cui il Mistero decide di farsi riconoscere. La prima immagine che Giovanni ci dà della vita pubblica di Gesù è il battesimo; l'ultima sarà la passione. Nella prima decide di stare in mezzo ai peccatori, nell'ultima sta in mezzo a due condannati a morte.

Chi è questo Sconosciuto che si mischia tra la folla dei penitenti, aspettando il suo turno, per essere battezzato da Giovanni? Sembra l'ultimo degli ultimi. Sembra il peccatore che si mette in coda perché vuole che tutti gli passino avanti. Se lo fissiamo con amore, facciamo una scoperta unica: è Gesù di Nazareth. (mons.)

La Condizione Umana Condivisa

Gesù, l'unigenito figlio di Dio, dimostra la sua profonda umiltà, si mette in fila con i peccatori, scegliendo di condividere la nostra condizione per essere sempre più simile agli uomini (cfr. Fil 2,7). Matteo racconta che «Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui». È sorprendente: Gesù, il Figlio di Dio, senza peccato, si mette in fila con i peccatori. Dopo millenni di attesa, cosa fa? Si mette in fila con i peccatori! Dio non aspetta i perfetti!

Il Dialogo con Giovanni Battista

Gesù si presenta da Giovanni per farsi battezzare. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Il dialogo tra i due si trova esclusivamente nel Vangelo di Matteo, e risalta la necessità di «compiere ogni giustizia». Giovanni Battista annunciava che veniva uno più forte di lui, e si aspettava un'altra salvezza con la venuta di Gesù, gloriosa, potente. Quando si trova Gesù di fronte a lui in mezzo ad una fila di peccatori, quasi confuso dice: "ma io ho bisogno di essere battezzato e tu vieni a me?" Giovanni Battista è un uomo che ha molto amato il suo popolo. A quanto pare, alle prime comunità cristiane il battesimo di Gesù poneva qualche difficoltà.

Mappa della Terra Santa con evidenziato il fiume Giordano

Implicazioni Teologiche e Liturgiche

Il Cielo Aperto e lo Spirito Santo

Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera ed ecco il cielo si aprì. Ogni volta che leggo e medito il racconto del Battesimo di Gesù, rimango sempre sorpreso. Lo Spirito Santo è sceso su di lui. Il Battesimo di Gesù, il cielo si apre e nessuno lo richiuderà. Il cielo si apre perché vita esca, perché vita entri. La scena grandiosa del battesimo di Gesù, con il cielo squarciato, con il volo ad ali aperte dello Spirito sulle acque del Giordano, con la dichiarazione d'amore di Dio, è accaduta anche al mio battesimo e accade ancora a ogni quotidiana ripartenza.

Un Compendio di Umiltà e Gloria

Dalla nascita di Gesù al suo Battesimo nel Giordano ci sono tantissimi anni. Un compendio di umiltà e di gloria. Il binomio umiliazione - innalzamento è una costante della vita terrena di Gesù, e se consideriamo la sua Divinità preesistente, anche del suo stesso essere Dio assieme al Padre e allo Spirito Santo. È molto importante l'umiltà, perché è verità, è la verità della propria vita. Così ha testimoniato Giovanni Battista quando Gesù va al Giordano per farsi battezzare da lui. "Chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato" (Lc 14, 11).

Il Nostro Battesimo e la Nuova Vita

Celebrando la festa del Battesimo di Gesù, inevitabilmente il pensiero va al nostro Battesimo, al giorno in cui - come il catechismo ci ha insegnato - ci è stato cancellato il peccato originale e siamo divenuti figli di Dio. Il colore dell'abito del celebrante è il bianco e non può non ricordare la vestina candida che si fa indossare ai neonati quando, per loro e con loro, i genitori e i padrini vanno a chiedere alla Chiesa il primo sacramento dell'iniziazione cristiana. Il Battesimo è l'immergersi in un oceano d'amore.

Il Sacramento del Battesimo

La Conclusione del Tempo di Natale

Il tempo liturgico del Natale si va concludendo con la festa del Battesimo del Signore. Domani iniziamo il tempo ordinario dell'anno liturgico. Con questa domenica si conclude il tempo di Natale e ce ne accorgiamo subito, perché il Vangelo non ci parla del piccolo Gesù, non ce lo mostra più bambino, ma ormai cresciuto. Per anni ha respirato anonimato, mani segnate dal lavoro, vita nascosta. Della vita quotidiana che per trent'anni Gesù ha trascorso a Nazareth con Maria e Giuseppe, i Vangeli non ci raccontano nulla. Dopo la nascita di Gesù nella carne, quasi improvvisamente l'attenzione si sposta sul suo Battesimo al fiume Giordano.

Dopo giorni in cui ci siamo soffermati davanti al silenzio del presepe e immersi nell'adorazione di quel Dio fatto bambino, siamo ormai prossimi a smantellare i simboli del Natale dai nostri appartamenti e nelle nostre Chiese. Con la festività odierna, il Battesimo di Gesù, termina la serie delle manifestazioni del Signore. Il 25 dicembre Gesù si è manifestato ai poveri (Maria, Giuseppe, i Pastori); il 6 di gennaio si è manifestato ai Magi; oggi, sulle rive del Giordano, si manifesta al popolo di Israele.

Riflessioni Liturgiche e Spiritualità

Commenti Evangelici e Letture

Il vangelo di questa domenica ci porta al Giordano, con Giovanni che battezza, la fila di persone che chiedono il perdono, la possibilità di ricominciare una vita nuova e Gesù che arriva. La profezia di Isaia (Is 42,1-4.6-7) che abbiamo ascoltato in questo ultimo giorno del tempo di Natale, verrà utilizzata dal Signore, per rispondere alla domanda dei discepoli di Giovanni, se fosse lui il Messia. Al riguardo di questa festa, tanti credenti e meno credenti si fanno un sacco di domande: Qual è il significato del Battesimo di Gesù? Perché Gesù, pur essendo senza peccato, riceve comunque il Battesimo da Giovanni?

La prima domenica del tempo ordinario ci allieta della festa del Battesimo del Signore. Oggi vorrei chiedermi, insieme a voi, quale differenza c'era tra il battesimo di Giovanni e il battesimo di Gesù. La differenza non è nel rito, perché il rito è lo stesso; i discepoli di Gesù hanno continuato il rito di Giovanni. (mons.)

Il Mistero Pasquale e la Via a Dio

Dio onnipotente ed eterno, porta a compimento in noi il mistero pasquale, perché quanti ti sei degnato di rinnovare nel Battesimo, con il tuo paterno aiuto portino frutti abbondanti e giungano alla gioia della vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, proclamare sempre la tua gloria, o Signore, e soprattutto esaltarti in questo tempo nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato. In lui, vincitore del peccato e della morte, l'universo risorge e si rinnova, e l'uomo ritorna alle sorgenti della vita.

«Io sono la via, la verità e la vita», dice il Signore. Alleluia. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi». Gli apostoli sono in uno stato di profondo turbamento per l’annunciata sua dipartita da questo mondo. Gesù li esorta a superare tale momento difficile, invitandoli a credere in lui in modo rinnovato e più profondo: «Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me».

Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Gesù è il volto del Padre. Egli è nel Padre e il Padre è in lui. Egli è il cammino che porta lì. Non ferma su di sé quelli che vengono a lui, ma, coinvolgendosi, costituisce l’itinerario verso di lui. Non abbiamo quindi solo la sicurezza del termine, ma anche la sicurezza della via, che è Cristo stesso. La nostra ascesa verso Dio è possibile solo perché lui stesso è disceso verso di noi, lasciandoci un esempio, così che possiamo camminare sulle sue tracce per essere introdotti in quella eterna coabitazione.

La Vita Cristiana e l'Uso del Mondo

Vi vorrei esortare a lasciar tutto, ma non oso. Se dunque non potete lasciare tutte le cose del mondo, usate le cose di questo mondo in modo da non essere trattenuti nel mondo; in modo da possedere le cose terrene, non da esserne posseduti; in modo che quello che possedete rimanga sotto il dominio del vostro spirito e non diventi esso stesso schiavo delle sue cose, e non si faccia avvincere dall'amore delle realtà terrestri. Dunque i beni temporali siano in nostro uso, i beni eterni siano nel nostro desiderio; i beni temporali servano per il viaggio, quelli eterni siano bramati per il giorno dell'arrivo. Tutto quello che si fa in questo mondo sia considerato come marginale. Gli occhi dello spirito siano rivolti in avanti, mentre fissano con tutto interesse le cose che raggiungeremo. Siano estirpati fin dalle radici i vizi, non solo dalle nostre azioni, ma anche dai pensieri del cuore. Non ci trattengano dalla cena del Signore né i piaceri della carne, né le brame della cupidigia, né la fiamma dell'ambizione. Le stesse cose oneste che trattiamo nel mondo, tocchiamole appena, quasi di sfuggita, perché le cose terrene che ci attirano servano al nostro corpo in modo da non ostacolare assolutamente il cuore. Non osiamo perciò, fratelli, dirvi di lasciare tutto; tuttavia, se volete, anche ritenendole tutte, le lascerete se tratterete le cose temporali in modo da tendere con tutta l'anima alle eterne. Usa infatti del mondo, ma è come se non ne usasse, colui che indirizza al servizio della sua vita anche le cose necessarie e tuttavia non permette che esse dominino il suo spirito, in modo che siano sottomesse al suo servizio e mai infrangano l'ardore dell'anima rivolta al cielo. Tutti coloro che si comportano così, hanno a disposizione ogni cosa terrena non per la cupidigia, ma per l'uso. Se si ama il bene, la mente trovi gioia nei beni più alti, quelli celesti. Se si teme il male, si abbiano davanti allo spirito i mali eterni, perché mentre il cuore vede che là si trova ciò che più si deve amare e più si deve temere, non si attacchi assolutamente a quanto si trova di qui. Per far questo abbiamo come nostro aiuto il mediatore di Dio e degli uomini, per mezzo del quale otterremo prontamente ogni cosa, se ardiamo di vero amore per lui, che con il Padre e lo Spirito Santo vive e regna Dio per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. Alleluia, Alleluia.

Il Servizio alla Chiesa e il Vangelo

Questo servizio di "Liturgia della settimana", oltre alle opere missionarie in Congo o aiuto ai bisognosi che arrivano in nostro Monastero, è una delle espressioni del "5 PER MILLE" della nostra ONLUS Opera Giovanni Paolo II. Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

Perché la Chiesa di Cristo goda di vera e stabile pace su tutta la terra, e crescendo nell'amore e timore di Dio Padre, sia piena del conforto dello Spirito Santo, preghiamo. Perché i credenti in Cristo non ricadano sotto le potenze del male, ma sempre liberi da ogni compromesso e da ogni paura, professino apertamente il loro credo, preghiamo. Perché l'assemblea domenicale manifesti sempre più la vera natura della Chiesa, che nasce dalla parola di Dio e si edifica nel banchetto eucaristico, per testimoniare la carità fraterna, preghiamo. Perché ogni cristiano, a immagine somiglianze del Padre, abbia un cuore grande, lento all'ira e sempre disponibile al perdono, preghiamo. Perché il Vangelo che abbiamo proclamato con la bocca, metta radici di fede nella nostra vita e produca sostanziosi frutti di giustizia e di santità, preghiamo. O Signore, che ci hai creati e redenti, fà che la nostra fede porti frutti abbondanti di giustizia e di carità, perché il mondo veda le nostre opere buone e glorifichi il tuo nome. R. O Dio, che nella comunione mirabile a questo sacrificio ci hai resi partecipi della tua natura divina, dona a noi, che abbiamo conosciuto la tua verità, di testimoniarla con una degna condotta di vita. Per Cristo nostro Signore.

La Festa dei Santi Filippo e Giacomo Apostoli

Festa dei santi Filippo e Giacomo, Apostoli. Filippo, nato a Betsaida come Pietro e Andrea e divenuto discepolo di Giovanni Battista, fu chiamato dal Signore perché lo seguisse; Giacomo, figlio di Alfeo, detto il Giusto, ritenuto dai Latini fratello del Signore, resse per primo la Chiesa di Gerusalemme e, durante la controversia sulla circoncisione, aderì alla proposta di Pietro di non imporre quell'antico giogo ai discepoli convertiti dal paganesimo, coronando, infine, il suo apostolato con il martirio.

San Filippo, nativo di Bethsaida, era un uomo giusto e godette certamente di una certa intimità con Gesù. Infatti a lui il Signore si rivolge all'atto della moltiplicazione dei pani, e a lui si indirizzano i gentili che vogliono parlare con il Salvatore. Portò il vangelo nella Scizia ove fondò una comunità di ferventi cristiani. Le sue reliquie sarebbero state trasportate a Roma e composte insieme a quelle di S. Giacomo nella chiesa dei Ss. apostoli. San Giacomo, che l'evangelista Marco chiama il Minore per distinguerlo dall'omonimo fratello di Giovanni, era di Cana di Galilea. Cugino di Gesù, entra in scena come vescovo di Gerusalemme. Qui fondò una comunità di cristiani, operando sempre numerose conversioni. Si dice che morì martire nel 62 e lasciò a monumento sempiterno la Lettera Cattolica, nella quale è celebre il suo detto: "la fede senza le opere è morta".

tags: #chiesa #it #liturgia #salvestrini