La Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) celebra il decennale di Mediterranean Hope (MH), il suo programma dedicato a migranti e rifugiati. Il 17 ottobre 2024 a Roma è stata una data significativa per ripercorrere questi dieci anni di attività e guardare al futuro. “Dal nostro arrivo a Lampedusa in poi, questa storia collettiva e condivisa è un piccolo contributo alla costruzione di un futuro più giusto e inclusivo”, ha dichiarato la coordinatrice di Mediterranean Hope, Marta Bernardini, sottolineando l'obiettivo di non solo celebrare il passato, ma anche di “capire insieme come andare avanti, come continuare ad impegnarci per i diritti”.

Le Aree di Intervento di Mediterranean Hope
Il programma MH si articola in diverse iniziative concrete, volte a offrire supporto e dignità a persone in condizione di vulnerabilità.
Passaggi Sicuri: I Corridoi Umanitari
I corridoi umanitari rappresentano vie sicure e legali di accesso in Italia per persone in condizione di vulnerabilità fuggite dal loro paese. Mediterranean Hope assiste principalmente persone rifugiate in Libano, con un modello che si è dimostrato replicabile in tutta Europa, garantendo percorsi di ingresso regolari e protetti.

Contro lo Sfruttamento Lavorativo nella Piana di Gioia Tauro
Nella Piana di Gioia Tauro, in Calabria, MH si impegna attivamente per assistere i lavoratori braccianti che vivono in condizioni di sfruttamento. Attraverso il marchio “Etika”, il programma incentiva la produzione di arance solidali e gestisce un ostello sociale, promuovendo il diritto all’abitare e a condizioni di lavoro dignitose.
Supporto sulla Rotta Balcanica
In Bosnia, al confine con la Croazia, Mediterranean Hope gestisce un centro diurno che offre assistenza alle persone in transito. Qui vengono forniti vestiti, servizio di lavanderia, docce e una caffetteria. Inoltre, con una palestra di arrampicata terapeutica, il centro garantisce uno spazio di relazione e inclusione sia per la comunità locale che per le persone migranti, promuovendo il benessere psicofisico e la socializzazione.
La Chiesa Evangelica Valdese: Storia, Fede e Struttura
Mediterranean Hope è un'iniziativa della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, che include la Chiesa Valdese, Unione delle chiese valdesi e metodiste. Pur contando circa 30.000 membri, questa chiesa evangelica occupa un posto particolare nella vita italiana, essendo la più antica comunità cristiana non cattolica, con radici che risalgono al XII secolo.

Principi di Fede e Identità Protestante
La Chiesa Valdese non è una setta, ma una comunità radicata nella tradizione della fede cristiana che condivide le idee e i principi del protestantesimo, un movimento che conta oltre mezzo miliardo di fedeli nel mondo. I suoi riferimenti fondamentali sono la Scrittura, la centralità della persona di Gesù Cristo e la realtà dello Spirito Santo.
Organizzazione e Ministeri
La Chiesa Valdese si distingue per una struttura non gerarchica ma rappresentativa. I suoi ministri, pastori e diaconi, possono essere uomini e donne, celibi, nubili oppure sposati. Il dialogo ecumenico è da sempre una caratteristica distintiva di questa comunità.
Sostegno e Contributo Sociale
La chiesa si sostiene esclusivamente con le offerte dei propri membri. Le contribuzioni derivanti dall'Otto per mille, come specificato nel testo, sono infatti utilizzate per attività benefiche o culturali, a riprova del forte impegno sociale della Chiesa Valdese, che ha sostenuto anche il decennale di Mediterranean Hope.
Il Decennale di Mediterranean Hope e la III Assise Generale della FCEI
L'evento del decennale di Mediterranean Hope ha rappresentato l'apertura della III Assise Generale della FCEI, un appuntamento importante che si svolgerà dal 24 al 27 ottobre, tra Roma e Sacrofano. La celebrazione si è conclusa con un intervento di Daniele Garrone, Presidente della FCEI, seguito da un momento conviviale.
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