Chiesa di San Michele Arcangelo a Castiglione Messer Marino: Storia e Informazioni

La Chiesa di San Michele Arcangelo, situata a Castiglione Messer Marino, rappresenta un importante testimone della storia e dell'arte del territorio vastese. La sua ubicazione nel punto più elevato del borgo fortificato, in prossimità dell'antico castello e della porta urbica di Sant’Angelo, suggerisce una sua origine antica, legata alla difesa e all'organizzazione del centro abitato.

Vista panoramica di Castiglione Messer Marino con la chiesa in posizione elevata

Origini e prime attestazioni

Le prime tracce storiche della chiesa risalgono a prima del XV secolo. Una documentazione datata 1499 la cita come S. Michele Arcangelo. Secondo V. Furlani, la sua edificazione potrebbe risalire proprio a quell'anno, ma le origini dell'impianto sono considerate antecedenti. La chiesa è sita nel centro storico del paese, presso l'antico castello e la porta di Sant'Angelo, da cui, presumibilmente, prendeva il nome.

Evoluzione architettonica e artistica

La chiesa ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli. Della fase quattrocentesca si conserva un importante testimone: il leone stiloforo murato al di sopra del rosone. Questo elemento scultoreo è un esempio significativo dell'arte di quel periodo.

Dal 1552, la chiesa divenne di patronato della potente famiglia dei Caracciolo di Santo Bono. A questa famiglia si può attribuire la committenza dell'altare in commesso marmoreo, situato nella cappella dedicata alla Madonna del Monte. Quest'altare, protetto da un'artistica cancellata in ferro battuto, presenta un'analogia con un altro esempio di altare intarsiato presente nella cripta della chiesa di San Lorenzo a San Buono, anch'essa legata ai Caracciolo. La costruzione di questa cappella, in particolare, è datata 1625, periodo di ampliamento della parrocchia.

L'interno della chiesa è stato oggetto di rinnovamenti con la partecipazione di maestri e lapicidi molisani. Tra questi spiccano Giovanni Crisostomo Calvitti e suo figlio Nicodemo Calvitti, oltre a Teodosio Fagnani, attivi a Castiglione tra il 1766 e il 1768. Anche Carlo Luigi Dau, ingegnere del real corpo di ponti e strade, contribuì a un progetto di restauro della chiesa e del campanile tra il 1839 e il 1881.

Dettaglio del leone stiloforo sulla facciata della chiesa

Gli affreschi di Federico Spoltore

Nel XX secolo, l'interno della chiesa si è arricchito di pregevoli dipinti murali realizzati dall'artista lancianese Federico Spoltore. A lui si devono gli affreschi delle volte e l'imponente dipinto della "Crocifissione" sull'altare centrale. La parrocchiale custodisce inoltre sei quadri artistici di Spoltore raffiguranti la Crocifissione, la Madonna e S. Giuseppe, la Madonna di Pompei, la Samaritana e il Figliol Prodigo.

Opere scultoree e interventi liturgici

Lo scultore Felice Giuliante realizzò per la chiesa l'altare e la balaustra, seguendo i canoni liturgici dell'epoca. Successivamente, scolpì anche i due pulpiti per il presbiterio e il battistero. Agli inizi degli anni '60, in seguito alla riforma liturgica e alle nuove norme del Concilio Vaticano II, l'intero presbiterio fu smontato e ricomposto.

Il Tabernacolo e le Edicole Sacre

Il termine tabernacolo, derivante dal latino "Tabernaculum" (diminutivo di "Taberna", dimora), assume significati specifici nelle tradizioni religiose. Nella tradizione ebraica e cristiana, indica il luogo della dimora di Dio presso gli uomini. Nelle chiese cattoliche e di altre confessioni cristiane, il tabernacolo è comunemente una struttura a forma di scatola dove vengono conservate le ostie consacrate. Il termine è utilizzato anche come sinonimo di edicole sacre o votive (note anche come capitelli o santelle), che proteggono immagini sacre, sia all'interno che all'esterno degli edifici religiosi, lungo le strade o nelle campagne.

La Statua della Madonna del Monte

La chiesa custodisce la statua miracolosa della Madonna del Monte. Questa statua lignea policromata, a grandezza naturale, è conservata in un'edicola all'interno di una cappella dedicata, situata nella navata "in cornu evangelii". La Madonna, vestita con tunica azzurra e manto dorato, siede con il Bambino Gesù in grembo. La posa della figura è frontale e ieratica. Sebbene come opera d'arte possa essere riferita al XV secolo, la semplicità della fisionomia e l'arcaismo della struttura suggeriscono la possibilità di un periodo ancora più antico. La festa della Madonna del Monte a Castiglione Messer Marino si celebra l'11 settembre.

Il restauro della Madonna del Rotolo

Stato di conservazione e restauri

Attualmente, la chiesa versa in uno stato di conservazione mediocre per quanto riguarda le superfici esterne e gli elementi in pietra scolpita, che necessitano di un attento restauro. Diversi interventi di restauro sono documentati: uno nel 1948 (citato da V. Furlani) e altri in epoche precedenti, come quelli attribuiti all'ingegnere Carlo Luigi Dau.

La facciata e i manufatti lapidei

La facciata della chiesa, ricostruita nel XX secolo, è arricchita da notevoli manufatti lapidei scolpiti. Secondo la tradizione, questi provengono dalla chiesa fuori le mura di Santa Barbara e includono il portale e il rosone medievali. Il portale è descritto come monumentale, di stile composito, con finestroni a sesto gotico ridotto, mentre un secondo portale, più sobrio, presenta un impianto stilistico simile. Due finestroni rotondi illuminano l'interno.

Struttura interna

L'interno della chiesa presenta uno schema a tre navate. Questa scelta strutturale è sintomatica della volontà di ottimizzare lo spazio disponibile, data la natura irregolare del sito. A tale scopo, sul fianco sinistro, sono collocate tre cappelle in corrispondenza della navata minore. Le decorazioni in marmo degli altari e delle varie cappelle, opera dei maestri molisani, risentono delle influenze romane e napoletane.

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