La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Casoria e il Legame con Santa Giulia Salzano

La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Casoria, in provincia di Napoli, rappresenta una delle costruzioni ecclesiastiche più giovani della città e funge da casa madre della congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore. La sua storia è strettamente legata alla figura di Santa Giulia Salzano, la cui opera di evangelizzazione e educazione ha lasciato un segno indelebile nella comunità.

Origini e Sviluppo della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù

Inizialmente, la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù sorse come un edificio di dimensioni molto ridotte. Il primo costruttore fu Raffaele Piemontese, sotto la direzione ecclesiastica di don Francesco Ciuffreda, tanto che i fedeli le diedero l'appellativo affettuoso di "la chiesetta".

L'ingegner Mario Azzarone, progettista della "chiesetta", la descriveva come "un piccolo vano di un’abitazione" che, "a poco a poco, pur restando sempre una piccola e bella chiesa dal punto di vista dello spazio architettonico, si è ampliata in una prospettiva dove le dimensioni geometriche non hanno più valore." In questa "chiesa ideale", molti giovani hanno trovato la vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata, attingendo insegnamenti evangelici solidi e profondi.

La chiesa è stata successivamente ampliata con la costruzione di un secondo e più grande edificio adiacente all'originario, sempre su progetto dell'Ing. Mario Azzarone, mentre il costruttore fu Michele Scoppitto. Una caratteristica distintiva della chiesa è la presenza sul cornicione del tetto e in corrispondenza del portale di ingresso di una grossa statua di Gesù con le braccia aperte. All'interno si trovano due altari: il primo appartiene all'edificio originario, il secondo è stato costruito con l'ampliamento.

Foto della statua di Gesù con le braccia aperte sulla facciata della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù

Opere d'Arte e Iconografia all'Interno della Chiesa

All'interno della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù vi sono diverse immagini di Santi, tra cui una bellissima immagine dietro vetro di San Michele e il Battesimo di Cristo, oltre a diverse sculture, fra cui l’Immacolata Concezione e l’immagine di Gesù Cristo.

La Raffigurazione di San Michele Arcangelo di Natale Penati

L'iconografia del San Michele dietro vetro riproduce un'opera pittorica dell'artista Natale Penati da Milano. Questa raffigurazione fu commissionata nel 1940 da Don Ciccio Ciuffreda, mentre questi svolgeva il suo apostolato presso la Cattedrale di Manfredonia. Il quadro, un olio su tela, fu realizzato nel 1940 su commissione di Don Francesco Ciuffreda, ospite del Seminario Arcivescovile di Manfredonia, che aveva incontrato il pittore milanese mentre realizzava dipinti nella Cattedrale.

Nel dipinto, Papa Pio IX, che aveva proclamato il dogma dell’Immacolata Concezione, è ritratto sospeso tra le nuvole mentre incorona San Michele Arcangelo. San Michele Arcangelo è ritratto sopra un largo piedestallo in marmo a forma di capitello che riporta la scritta: "O SAN MICHELE PROTEGGI ROMA E L’ITALIA!". Il suo capo, dalla chioma bionda, è contornato da una raggiera di luce che si irradia sino alle ali. I tratti del volto dell’Arcangelo richiamano lo stesso volto raffigurato nel dipinto della Cattedrale di Manfredonia (sempre opera di N. Penati) che rappresenta San Michele Arcangelo che appare a San Lorenzo Maiorano nel 490 d.C. nella famosa apparizione detta del toro. Le sembianze dell'Arcangelo sono quelle del figlio del pittore, Angelo.

Dettaglio dell'immagine di San Michele Arcangelo nella Chiesa del Sacro Cuore di Gesù

Breve Biografia di Natale Penati

Natale Penati nacque a Milano il 15 maggio 1884, in via Abbadesse al nr. 4. Ancora non ventenne, eseguì il suo primo lavoro, collaborando con il prof. Pogliaghi. All'età di 28 anni sposò Anita Pozzi e si trasferì in via De Castillia, al nr. 2, in una caratteristica casa di ringhiera nel rione dell’Isola, dove allestì anche il suo studio di pittura. Dal 1912, il suo desiderio di dipingere divenne espressione artistica di grande rilievo, iniziando una proficua collaborazione con lo “Studio d’arte Clemente” di Milano, per il quale dipingeva quadri ad olio con soggetti bucolici, settecenteschi e paesaggistici. Ebbe anche rapporti d’affari con imprenditori milanesi, decorando case patrizie e facciate di edifici.

Nel 1931, Penati collaborò con l’Arch. Mezzanotte alla decorazione di alcune sale e della facciata della nuova sede del Palazzo della Borsa Valori a Milano. Tra il 1935 e il 1941, Penati fu attivo in Puglia, in particolare nella Cattedrale di Manfredonia, dove realizzò vasti affreschi che occupano oltre tremila metri quadrati di pareti e di volta. Queste opere sono state elogiate dalla critica per la loro potenza suggestiva, la gamma coloristica, la grandiosità degli scenari, il movimento dinamico delle figure e la sacra espressione dei volti.

Natale Penati era noto per la sua metodologia di lavoro: utilizzava un legno spesso per appoggiarsi sulla tela e dipingere con tratto fermo. Era solito fare il segno della croce prima di ogni affresco. Per la preparazione dei colori, soprattutto in luoghi lontani dai centri urbani, raccoglieva la terra dei campi, che, setacciata, veniva miscelata con colori di base. Come elementi neutri venivano usati il nerofumo e il biancone, sciolto in acqua. Al colore ottenuto si aggiungeva chiara d’uovo o resina per facilitarne l'applicazione e preservarne la vivacità.

Schizzo o bozzetto preparatorio per un affresco di Natale Penati

Il Processo di Creazione degli Affreschi

Il disegno da riportare sulla parete veniva prima realizzato su un grande cartone, particolare per particolare. Lungo il tracciato si faceva passare un colore scuro miscelato con aceto, e una volta asciutto, si punzecchiava la carta con un grande ago in prossimità del tracciato. Un sacchetto di cotone riempito di nerofumo o terra d’ombra scura veniva poi tamponato sul foglio forato, in modo che l’impronta del disegno restasse sulla parete, da cui partire per la colorazione e le sfumature. L’artista terminava la composizione con grande abilità, seguendo il proprio estro e i suggerimenti dei direttori dei lavori. Spesso, ispirato dalla fantasia, si alzava di notte per disegnare bozzetti.

La rappresentazione dei personaggi si ispirava alla narrazione dei sacerdoti del luogo e alla lettura di libri e riviste specializzate, mentre particolari, sfondi e scenari mistici venivano realizzati d’istinto. Penati amava lavorare nel silenzio assoluto, per trovare la giusta espressione nelle figure e l’equilibrio cromatico dei colori. Era molto rapido, lavorando dal mattino presto sino a tarda sera. I suoi dipinti rivelano la semplicità del suo linguaggio e il suo profondo spirito di credente, capace di creare un’atmosfera di pace e serenità interiore.

Il Contributo di Santa Giulia Salzano e la Fondazione dell'Istituto

La costruzione della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù fu voluta da Madre Giulia Salzano, co-fondatrice della Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore. L'inaugurazione avvenne il 20 settembre 1916. Giulia Salzano fu nominata maestra nella scuola comunale di Casoria nell'ottobre 1865, all'età di diciannove anni, e le furono affidate le prime tre classi elementari. Affabile, mite, paziente, energica e volitiva, si distinse come ottima maestra ed educatrice, impartendo anche l'insegnamento religioso nonostante fosse stato abolito dalle autorità civili. Concepiva la scuola come una palestra di educazione morale, di virtù cristiane e civili, basata su una fede virile e operosa. Educare gli alunni cristianamente fu il suo primo impegno, e nel pomeriggio insegnava il catechismo e le educava alla preghiera, partecipando attivamente alle attività parrocchiali.

A causa del troppo lavoro e dello scarso riposo, si ammalò di miocardite e fu costretta a lasciare l’insegnamento, ottenendo una pensione completa per meriti di servizio nel 1888. Il 16 aprile 1898, chiese a Papa Leone XIII i permessi per la celebrazione della messa, la conservazione del Santissimo Sacramento e le confessioni nell'Oratorio della Pia Casa Catechistica. La signora Elisabetta Marrucco-De Angelis, toccata dalle sue parole, acquistò uno stabile e lo diede in uso alla nascente Congregazione. Successivamente, la figlia Anna Marrucco donò alla Comunità Catechistica lo stabile, il giardino e tutto il terreno circostante.

Giulia Salzano morì la mattina del 17 maggio 1929, all’età di ottantatré anni. La sua causa di beatificazione fu introdotta il 4 aprile 1974, e il 27 aprile 2003 San Giovanni Paolo II la beatificò in piazza San Pietro a Roma. Da allora, il suo carisma è cresciuto, e il progredire dell'attività scolastica rese necessario l'ampliamento delle strutture e la realizzazione di edifici scolastici più moderni.

L'Istituto di Casoria Oggi

L’attuale istituto a Casoria fu inaugurato nel 1959 dal Card. Alfonso Castaldo, Arcivescovo di Napoli, e offre sollecitazioni culturali, etiche, religiose, operative e sociali per educare, istruire e formare la persona nella sua interezza. Situato nel centro del comune di Casoria, l'istituto è facilmente raggiungibile e dotato di un ampio spazio per il parcheggio. La struttura dell’edificio è in ottime condizioni grazie ai continui lavori di manutenzione, e viene incontro alle urgenze e alle esigenze delle famiglie. Essendo una realtà paritaria a gestione autonoma, accoglie alunni da diverse zone del paese e dai comuni limitrofi. La maggior parte degli alunni prosegue l'intero percorso di istruzione all'interno della scuola. L'istituto è dotato di aule luminose e capienti, palestra e ambienti attrezzati per ogni attività specifica, inclusi laboratori di scienze, musica, arte e informatica. Le lavagne LIM sono ampiamente utilizzate per lezioni più coinvolgenti e rispondenti alle esigenze degli alunni. La scuola si è aperta alle nuove istanze, in particolare alle tecnologie digitali e multimediali, senza trascurare i linguaggi di base, espressivi e creativi.

Altre Chiese Importanti di Casoria

Basilica di San Mauro Abate

La Basilica di San Mauro Abate sorge al centro di una delle piazze più antiche di Casoria. Le prime notizie sulla chiesa risalgono alla fine del XII Secolo (1092). La torre campanaria, sulla destra, resta uno dei luoghi più alti della città, dominando il vecchio centro storico. La grande facciata della chiesa, costruita alla fine dell’Ottocento e recentemente ristrutturata, presenta al centro, sopra la porta principale, lo stemma del Comune di Casoria. Il grande portale in bronzo è stato realizzato in occasione del Giubileo del 2000, a cui è ispirata la prima grande raffigurazione in alto.

L’interno della chiesa è ad una sola navata, dominata da un grandioso soffitto a cassettoni dorati, che colpisce immediatamente il visitatore. Al centro del soffitto sono collocate tre grandi tele del pittore Pietro di Martino, che ha lavorato a Casoria tra Sei e Settecento. Lungo la navata si aprono dieci cappelle (cinque a destra e cinque a sinistra), costruite nel Seicento dai nobili della città per ospitare le tombe delle loro famiglie. Fino ai primi dell’Ottocento, i morti venivano seppelliti in chiesa: il popolo in fosse comuni, le famiglie più ricche nelle proprie cappelle. Tutte le cappelle e la navata hanno una stanza sotterranea (ipogeo) per la sepoltura dei defunti.

Tra le cappelle, la più importante è quella dedicata al Santo Patrono, la seconda sulla destra. San Mauro Abate fu il discepolo prediletto di San Benedetto, fondatore del primo ordine monastico dell’Occidente (Montecassino, V-VI Secolo). A San Mauro è legata la fondazione di Casoria, che sarebbe il territorio donato dal padre di San Mauro a San Benedetto. In fondo alla cappella è collocata una statua in legno del Seicento che raffigura il Santo. Nella cappella di San Mauro si possono osservare anche due importanti monumenti sepolcrali: il più grande è dedicato al cardinale Luigi Maglione, Segretario di Stato di Papa Pio XII durante la Seconda Guerra Mondiale, morto nel 1944. La seconda cappella a sinistra ospita il Battistero del Settecento in marmi policromi. L’ultima cappella a sinistra è quella dell’organo, incorniciato da una grandiosa struttura in legno dorato, opera dei "maestri d’ascia" casoriani. L’organo a canne fu realizzato a metà del Settecento. Questa cappella custodisce una delle opere d’arte più interessanti della chiesa: la grande pala lignea della Madonna di Monserrato, realizzata alla fine del Cinquecento dal pittore Giovan Vincenzo Forlì. Nell’opera sono raffigurati, in basso, i committenti (la famiglia Valentino), poi due coppie di santi (San Francesco d’Assisi e San Giovanni Battista a sinistra; Santa Caterina da Siena e Sant’Antonio da Padova a destra). Al centro della composizione c’è una montagna, che potrebbe essere quella di Montserrat in Spagna. La Madonna che domina la pala tiene in braccio Gesù Bambino, e insieme mantengono una sega da falegname. Questa raffigurazione è originale e potrebbe alludere al titolo della Madonna: "Monserrat" significa infatti "montagna tagliata". A destra, sono raffigurati i dogmi dell’Immacolata Concezione e del Santissimo Sacramento. Intorno all’abside, alle spalle dell’altare maggiore, corrono i banchi in legno del coro, anticamente usati dai sacerdoti per cantare lodi e salmi.

Pianta dettagliata della Basilica di San Mauro Abate

Santuario di San Benedetto

Altra Chiesa fondamentale nella storia della città è il Santuario di San Benedetto, i cui lavori iniziarono nel 1605 e terminarono nel 1694, dove si presume sorgesse un’antica cappella, come sembra attestare la lapide funeraria di Giacomo Torello da Fano, morto a Casoria nel 1281. La chiesa, a croce greca, ha un’unica navata e una cupola rivestita di maioliche. Il campanile seicentesco, probabilmente risalente ai secoli XI-XII, fu ricostruito nel 1930. All'interno si trova la Madonna col Bambino e i santi Mauro e Gennaro, e un prezioso fonte battesimale in marmo risalente al 1794.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie o dell’Assunta

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie o dell’Assunta è addirittura precedente alle prime menzionate, visto che le prime notizie storiche risalgono al 1459, sebbene inizialmente destinata a rifugio dei poveri, infermi e pellegrini. Venne poi ricostruita nel 1737. Tra gli aspetti più interessanti della chiesa troviamo al suo interno una splendida pala del Solimene posta alle spalle dell’altare maggiore e raffigurante l’Assunta, nonché un organo a canne, restaurato a metà degli anni ’90 del secolo scorso.

Chiesa del Santissimo Sacramento

Ribattezzata da alcuni affettuosamente “la Notre Dame di Casoria” per la sua evocazione di un simbolo di Parigi, la Chiesa del Santissimo Sacramento fu eretta tra il 1893 e il 1899 presso il municipio dall’ordine delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, opera di Francesco Orefice. Questa chiesa ospita le spoglie mortali di santa Maria Cristina Brando, una dei tre santi originari di Casoria, insieme a suor Giulia Salzano e Padre Ludovico Palmentieri.

Altre Chiese di Casoria

  • Cappella della congrega del Carmine: cappella ufficiale della municipalità.
  • Chiesa della Madonna della Mercede: anticamente nota come cappella di “Porziano”, era originariamente dedicata a “Santa Maria la Nova”.

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