Origini e Controversie sull'Identità
L'attribuzione di Cherubino alla famiglia Capoferri di Spoleto, priva di riscontro documentario, è opera dell'erudito seicentesco L. Jacobilli, la cui narrazione si basa su fonti agiografiche precedenti come Marco da Lisbona, L. Wadding e Mariano da Firenze. Questi autori rinviavano a una "legenda contemporanea" risalente al primo quarto del XVI secolo, attribuita a una persona vicina a Cherubino. La denominazione "da Spoleto" deriva dal suo lungo soggiorno presso il convento di San Paolo in quella città, o forse dalla sua incorporazione nell'Ordine francescano lì. È interessante notare come in un autografo egli si definisse "da Euriponte", un appellativo che nei documenti appare per l'ultima volta nel 1454.La storia della sua identità è stata oggetto di dibattito. Inizialmente, L. Wadding distinse tre personaggi: Cherubino da Spoleto, Cherubino da Firenze e Cherubino da Siena, attribuendo a quello da Firenze la paternità di due Regole e a quello da Siena i "Sermones quadragesimales". Tuttavia, H. Sbaralea corresse questa visione, negando a Cherubino da Spoleto la paternità di qualsiasi scritto, assegnando alcuni sermoni a Cherubino da Firenze e cercando di attribuire definitivamente le due Regole a Cherubino da Siena, basandosi su un codice in cui si leggeva "Fr. Cherubinus Senen.".Nonostante ciò, secondo G. Manuzzi, tale codice sarebbe il 1411 della Biblioteca Riccardiana di Firenze, il cui esplicito attribuisce la Regola a Cherubino da Spoleto. Inoltre, codici e edizioni incunabole fanno sempre e solo menzione di Cherubino da Spoleto come autore delle Regole. Pertanto, sebbene i repertori bibliografici e gli editori ottocenteschi, seguendo lo Sbaralea, registrarono erroneamente tutte le opere di Cherubino da Spoleto attribuendole a quello da Siena, i repertori biografici successivi allo studio di Faloci Pulignani (1889) si riferiscono correttamente solo a Cherubino da Spoleto come autore delle opere a lui tradizionalmente attribuite. A Cherubino da Firenze è invece attribuito un "Confessionario" del 1526.Formazione e Inizi della Predicazione
Secondo il racconto di Wadding, Cherubino studiò filosofia e teologia nell'isola di Eubea tra i dodici e i sedici anni, sotto la guida di un anonimo minorita, maestro in teologia. Questo racconto, sebbene con un'impostazione agiografica, è significativo per comprendere la sua formazione. L'annotazione che Cherubino abbia compendiato e predicato i sermoni di San Bernardino da Siena, prima di iniziare a comporne di propri, è indicativa del normale tirocinio dei predicatori dell'Osservanza francescana nella metà del XV secolo.Un suo "codice di lavoro", probabilmente risalente ai primi anni di vita religiosa, offre ulteriori intuizioni sulla sua formazione. Questo codice raccoglie numerosi sermoni anonimi, accanto ad altri attribuiti a figure come Roberto Caracciolo da Lecce, San Vincenzo Ferreri, San Giacomo della Marca e Antonio da Bitonto, oltre a note autografe di prediche tenute a Gaeta.
L'Intensa Attività Itinerante (1441-1484)
La sua attività di predicazione itinerante, documentata tra il 1441 e il 1484, si svolse prevalentemente nei territori della Toscana e dell'Umbria, con alcune incursioni in Emilia Romagna.Impegno Civico e Sociale
Cherubino non si limitò alla sola predicazione religiosa, ma si distinse per il suo profondo impegno civico e sociale, influenzando la vita delle comunità in cui operava.Nel 1441, a Siena, predicò sulla Piazza del Campo per promuovere la concordia tra la Repubblica e il Papa. La sua influenza fu notevole ad Assisi nel 1452, dove ottenne la riforma degli statuti comunali. Sebbene l'8 giugno fossero stati eletti ufficiali per far osservare le norme suntuarie sull'abbigliamento femminile, già nel gennaio 1453 si discuteva della loro attenuazione o cancellazione. Il 14 aprile 1454, a Foligno, dove probabilmente aveva predicato la quaresima, presentò al popolo una nuova edizione degli statuti suntuari nella piazza del Comune.Nel 1456, durante un altro soggiorno ad Assisi, ottenne il ripristino della chiesa di San Donato, allora adibita a carcere, e si adoperò costantemente per il mantenimento della concordia civica. Riuscì anche a far proibire le celebrazioni carnascialesche, che ad Assisi si protraevano oltre l'inizio della quaresima.Nel 1457, Callisto III lo incaricò di collaborare con Antonio da Montefalco nella predicazione della crociata nel ducato di Spoleto e territori limitrofi. Fu munito di lettere patenti per evitare molestie, specialmente riguardo all'esazione della decima a favore della crociata, nonostante le resistenze del clero e delle confraternite. Per superare queste difficoltà, il 24 agosto fu autorizzato, insieme al governatore di Perugia Bartolomeo Vitelleschi, a concedere l'assoluzione al clero di Foligno che si era rifiutato di pagare, a condizione che il debito venisse composto. Compiti analoghi gli furono assegnati per il clero di Città di Castello il 22 ottobre. La sua missione fu riconfermata il 5 settembre 1457; oltre all'esazione della decima, Cherubino raccolse elemosine per la crociata, rilasciando indulgenze agli offerenti.La sua azione fu particolarmente intensa a Perugia tra il 1457 e il 1458. Qui si rivolse ai magistrati cittadini, ottenendo il 22 aprile 1457 la distribuzione di cinquanta corbe di grano comunale ai "poveri vergognosi". Una richiesta simile, estesa anche alle monache dell'Osservanza francescana, fu approvata il 3 maggio 1458. Altre distribuzioni furono sollecitate e ottenute l'8 e il 25 maggio 1458.Il 28 dicembre 1457, Cherubino fu incorporato nella Confraternita di San Girolamo, cui il 1° gennaio 1458 concesse ottanta giorni di indulgenza per i confratelli che recitassero l'ufficio mariano o la corona francescana mariana. I suoi contemporanei gli attribuirono l'iniziativa di aver chiesto al pontefice cento giorni di indulgenza per chi recitasse questa corona, e Wadding menziona cinquanta giorni per chi recitasse l'Angelus. Egli si rivelò un divulgatore di questa pratica di devozione, che si ritiene risalga a Giovanni Buonvisi.Dopo la sua predicazione del maggio 1458, Cherubino acquisì maggiore credito presso i magistrati perugini, tanto che il 4 maggio si tenne una processione con la partecipazione del governatore pontificio, dei magistrati e delle confraternite. Su sua sollecitazione, il 30 maggio fu nominata una commissione per riformare gli statuti cittadini. Alla sua iniziativa si deve probabilmente anche la "lex aurea" del 18 e 19 giugno, un provvedimento del Consiglio generale delle arti che istituiva un avvocato, un procuratore e un notaio per i poveri e i carcerati del Comune.Riconoscimento e Sviluppi
Negli anni immediatamente successivi, le tracce della sua attività pubblica si diradarono, probabilmente dedicandosi allo studio e alla redazione delle proprie opere. La prima copia manoscritta conosciuta della sua "Regola di vita spirituale" fu completata il 1° luglio 1464.Negli ultimi vent'anni di vita, la sua attività di predicatore riacquistò particolare intensità. Predicò forse alla congregazione generale degli osservanti ad Assisi nel 1464, alle esequie del cardinale L. Albret a Roma nel 1465, la quaresima in Santa Croce a Firenze nel 1466, e in agosto a Perugia.Il suo prestigio come predicatore fu sancito dalla richiesta della Signoria senese nel 1469 di inviarlo a Siena per la quaresima, e dalla sua nomina a predicatore apostolico da parte di Sisto IV il 19 novembre 1473. Questo incarico lo svincolava dal controllo dei suoi superiori, autorizzandolo a predicare liberamente in Italia e all'estero.Un'altra significativa iniziativa legata alla predicazione di Cherubino fu la fondazione del Monte dei Poveri di Prato, il cui statuto risale al 1° ottobre 1476. Questo istituto, un Monte di Pietà, prevedeva un modico interesse sul prestito per coprire le spese di gestione, secondo la volontà stessa di Cherubino. Nella disputa del 1484 tra sostenitori del mutuo a interesse e del mutuo gratuito, Bernardino da Feltre si richiamò ripetutamente all'autorità di Cherubino, attribuendogli l'origine dell'opinione sulla liceità di un modico interesse. Il domenicano N. Bariano riportò che Bernardino dichiarava pubblicamente come la liceità dell'interesse fosse confermata da una rivelazione di Cristo a Cherubino.Continuò a predicare la quaresima a Siena (1477 e 1478), ad Assisi (1479), e a Perugia (1479 e 1480), per poi tornare ad Assisi nell'agosto 1480. Il 19 novembre 1480, a Siena, predicò contro i Turchi. Quando Sisto IV proclamò la crociata l'8 aprile 1481, in seguito agli eventi di Otranto, Cherubino la bandì a Ferrara e a Firenze.Il 4 febbraio 1482 ricevette una lettera da Feo Belcari sulla controversia relativa all'Immacolata Concezione della Vergine, riaccesa a Firenze dal domenicano Vincenzo Bandelli da Castelnuovo. Cherubino rispose dieci giorni dopo, esortando Belcari a non dubitare e ribadendo con sobrietà, come nei suoi sermoni latini, gli argomenti tradizionali della scuola teologica scotista.Nel dicembre 1482 predicò l'avvento a Ferrara. Il cronista ferrarese Zambotti documentò le sue prediche, evidenziando il loro carattere teatrale e politico. L'8 dicembre 1482, nella cattedrale, Cherubino si rivolse al crocifisso, invocando la fine di peste, guerra e carestia, e commosse la folla fino alle lacrime. Cinque giorni dopo, su incarico del duca Ercole I, annunciò dal pulpito la conclusione della guerra di Ferrara, rassicurando il popolo dalla minaccia veneziana.Percorso Francescano: 𝗔𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼𝗹𝗮𝘁𝗼 (𝟭ª 𝗽.𝘁𝗲 )
L'Ultimo Pellegrinaggio e la Morte
Nel maggio 1483, Cherubino fu forse a Prato. Già in preda all'infermità che lo avrebbe portato alla morte, trascorse gran parte del 1483 a Perugia, nel convento di San Paolo in Monte, predicando nella cattedrale solo nei giorni festivi, come riportato da Wadding. Aveva già predicato al capitolo generale degli osservanti forse nel 1464 e sicuramente nel 1478.Nel 1484, pur essendo considerato il principale predicatore dell'Ordine e designato a pronunciare la prima predica al capitolo generale, rinunciò in favore di Bernardino da Feltre, un gesto interpretato come una sorta di successione agiografica tra i due.Inviato a predicare a Firenze dal vicario generale degli osservanti, Angelo da Chivasso, Cherubino presagì la vicinanza della morte e intraprese un ultimo, significativo viaggio verso Assisi. Il suo scopo era quello di lucrare l'indulgenza della Porziuncola. Durante questo percorso, che toccò Arezzo, Castiglion Fiorentino, Cortona (dove predicò per tre giorni e per l'ultima volta) e Perugia, Cherubino da Spoleto si spense il 4 agosto 1484 ad Assisi. Fu sepolto in Santa Maria degli Angeli, accanto a Giovanni Buonvisi da Lucca, presso la cappella di San Francesco, dove le sue spoglie giacciono tuttora.Tentativi di Traslazione del Corpo
Secondo Wadding, dopo la sua morte, i Perugini, che avevano già meditato di impadronirsi di Cherubino in fin di vita, tentarono con la forza di trasferirne il corpo a Perugia. Tuttavia, le magistrature assisane si opposero con decisione a queste iniziative, intervenendo in due riprese, a settembre e a novembre, per proteggere il luogo di sepoltura del venerato predicatore.
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