La chiesa parrocchiale di Cesara, situata in una località collinare sulla sponda occidentale del Lago d’Orta, rappresenta un importante punto di riferimento storico e religioso. Sorge in posizione dominante rispetto all'abitato e, nonostante gli interventi di ristrutturazione della fine del Cinquecento - quando fu aggiunto l'elegante porticato - e del XVII secolo, conserva l'impianto a tre navate tipico della struttura romanica primitiva, insieme ad alcuni capitelli riutilizzati.

Le reliquie di Sant'Apro
All'interno della parrocchiale sono conservati i resti appartenenti al corposanto di Apro, oggetto di devozione per la comunità locale. Il documento di autentica attesta la concessione del Corpus Sancti Christi Martyris Apri, accompagnato da un vaso di sangue e dall'iscrizione lapidea. Un elemento di particolare interesse risiede nel fatto che la parrocchia di San Clemente fu, fin da subito, l'unica beneficiaria diretta del corpo santo, senza l'intermediazione di singoli individui.
Le uniche notizie certe riguardo al martire sono restituite dall'iscrizione posta a chiusura del loculo: APRO BENEMERENTI QUI VIXIT ANNIS XXXII. La reliquia fu prelevata dalla popolazione nell'isola di San Giulio e accolta in paese con grande solennità. Sant'Apro è immortalato in un affresco sulla volta della navata, raffigurato in abiti da milite romano, e in una tavola collocata nella cappella sinistra, dove indossa abiti civili.
La Cappella di San Clemente
La cappella di San Clemente presenta una struttura architettonica caratterizzata da lesene esterne ed interne, un frontone, una cupola, modanature e un'abside semicircolare, il tutto racchiuso in uno spazio di circa dieci metri quadrati. La sua esistenza è documentata già in una mappa locale del 1720, opera dell'agrimensore Bartolomeo de Giovanni di Legnano.

Storia e devozione
Il legame tra la comunità e la cappella è testimoniato da diverse figure storiche:
- Monsignor Francesco Corneliani: ottenne da Papa Clemente XII nel 1736 un'indulgenza plenaria per il popolo cerrese, da celebrarsi il 23 novembre, giorno della festa liturgica di San Clemente.
- Cardinale Giuseppe Pozzobonelli: visitò la cappella il 2 maggio 1761, osservando l'immagine di Papa Clemente dipinta sulla parete mediana.
Iconografia e culto dei santi
I santi raffigurati all'interno della cappella riflettono la pietà popolare e le necessità quotidiane dell'epoca:
| Santo | Ruolo e protezione |
|---|---|
| San Clemente Romano | Invocato per ottenere la pioggia durante la siccità |
| San Gemolo della Val Ganna | Invocato per proteggere i raccolti |
| San Defendente | Protettore dei cascinali e dei fienili contro incendi e lupi |
Attualmente, dopo il restauro realizzato da Ghino Baragatti, la figura di Papa Clemente rimane ben conservata, mentre le figure laterali di S. Gemolo e S. Defendente presentano segni di deterioramento. La rilevanza del luogo era tale da influenzare anche la toponomastica locale, dando il nome a terreni agricoli, vie e contrade, come la "Vigna di San Clemente o dei Morti".
La basilica di San Clemente | RicercheStoriche
Caratteristiche architettoniche della Chiesa
La chiesa parrocchiale presenta una parte originale costituita dal campanile a pianta quadrata, caratterizzato da specchiature con finestre di ampiezza variabile: dalla monofora al primo piano, alla bifora cigliata del secondo, fino alla trifora della torre campanaria. La cuspide rappresenta invece un'aggiunta di epoca più tarda. Gli interni custodiscono pregevoli affreschi tardo-quattrocenteschi che completano il patrimonio artistico dell'edificio.