La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e la Santa Sede sono da tempo al centro di un dibattito complesso che tocca aspetti finanziari, relazioni con lo Stato e il vasto impegno caritativo. Tale discussione si è intensificata negli ultimi anni, evidenziando sfide relative alla gestione dei fondi dell'8 per mille e suscitando polemiche riguardo ai finanziamenti a organizzazioni umanitarie. Questo articolo esplora le diverse dimensioni di queste dinamiche, offrendo uno sguardo dettagliato sull'evoluzione, le controversie e l'impegno costante della Chiesa.
L'Otto per Mille: Evoluzione e Sfide per la Chiesa Cattolica
La Diminuzione dei Fondi per la Chiesa e la Crescita per lo Stato
L'8 per mille, un meccanismo di finanziamento per la Chiesa cattolica e altre confessioni religiose o lo Stato, ha mostrato una tendenza preoccupante per la Chiesa italiana. Nel 2015, la Chiesa cattolica ha incassato dall'8 per mille 1,07 miliardi di euro. Tuttavia, nel 2020, dopo cinque anni, questa cifra è scesa a 991 milioni di euro, registrando una diminuzione netta di 79 milioni di euro, pari a un calo del 7,4%. Questa diminuzione è stata accompagnata da un aumento delle scelte a favore dello Stato, che nel 2020 ha visto i suoi fondi salire a 340 milioni di euro, un incremento di oltre 142 milioni (+72%).
Questa inversione di tendenza è stata innescata, in sostanza, dall'ampliamento del ventaglio delle finalità benefiche a cui possono essere destinati i fondi dell'8 per mille statale. Oggi, chi sceglie lo Stato può indirizzare i fondi verso iniziative contro la fame nel mondo o per il contrasto alle calamità naturali, rendendo l'opzione statale più appetibile. Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha espresso preoccupazione, affermando che questa mossa mette in concorrenza diretta lo Stato con la Chiesa cattolica, che da anni utilizza parte dei fondi per attività simili.
Nonostante la diminuzione, la Chiesa cattolica mantiene il primo posto tra le destinazioni dell'8 per mille, con il 70,37% delle scelte espresse nel 2024. Tuttavia, la questione ha sollevato l'ipotesi di riformare l'intero sistema, limitando l'8 per mille solo ai destinatari espressamente indicati dal contribuente.

La Reazione Politica e la Prospettiva Vaticana
La questione dell'8 per mille è stata anche oggetto di discussione a livello politico. La diminuzione delle scelte a favore della Chiesa italiana preoccupa la Santa Sede, che vede modificato l'equilibrio originariamente previsto dai Patti Lateranensi, i quali regolano i rapporti tra Stato e Chiesa. Un incontro tra Giorgia Meloni e Papa Francesco (presumendo una correzione da "Papa Leone XIV" per coerenza contestuale) si è svolto il 2 luglio 2025 in Vaticano per il primo faccia a faccia ufficiale. Al centro del colloquio, oltre alla pace in Ucraina e alla crisi in Medio Oriente, è stato affrontato anche il tema dell’8 per mille. A tentare di stemperare la tensione con la CEI è intervenuto il vicepremier Antonio Tajani.
La Controversia sui Finanziamenti CEI a "Mediterranea Saving Humans"
Le Accuse e la Risposta della CEI
Negli ultimi tempi, la CEI è stata oggetto di accuse riguardanti presunti finanziamenti all'ONG "Mediterranea Saving Humans - APS" di Luca Casarini. Dopo giorni di silenzio, la CEI ha risposto, chiarendo di non aver "mai sostenuto in modo diretto la Mediterranea Saving Humans - APS". I vescovi hanno spiegato di aver solo "accolto una richiesta presentata da due diocesi in una cornice ampia che prevede, secondo il magistero di Papa Francesco, l’accoglienza, la protezione, la promozione, l’integrazione dei migranti e la cura e l’assistenza agli sfollati in zona di guerra in Ucraina".
La nota della CEI, approvata dal cardinale Zuppi, ha precisato che il sostegno è stato "nettamente inferiore rispetto a quello riportato sulla stampa: 100mila euro a ciascuna diocesi nel 2022 e così pure nel 2023", per un totale di 400 mila euro in due anni. I vescovi si sono sentiti "pretestuosamente chiamati in causa" nel contesto dell’inchiesta della Procura di Ragusa a carico di "Mediterranea Saving Humans - APS" per presunto favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e presunta violazione del codice della navigazione. Hanno inoltre denunciato "accuse diffamatorie nei confronti di persone e istituzioni ecclesiastiche, a partire da alcune chat usate in modo strumentale e improprio".
La CEI ha ribadito di aver atteso che l’iter giudiziario seguisse il suo corso prima di intervenire pubblicamente, nonostante l'assenza di contestazioni a carico della comunità ecclesiale. La Chiesa ha comunque riaffermato il suo impegno a schierarsi dalla parte di "chiunque soffre fuggendo da guerre, violenze e povertà", sottolineando la volontà di combattere l’illegalità con la legalità, affinché il Mediterraneo non diventi un cimitero. La Chiesa ha evidenziato di essere l'unica istituzione a finanziare con continuità e ingenti risorse progetti di sviluppo nei Paesi poveri (circa 80 milioni di euro l’anno), a sostenere i corridoi umanitari (tre in arrivo), e a garantire l’accoglienza a circa 50.000 profughi nel solo primo semestre 2023 in Italia, il tutto nella massima trasparenza e rintracciabilità.

La Visione di Luca Casarini e le Rivelazioni dei Media
Luca Casarini ha reagito alle indiscrezioni negando di aver mai ricevuto "un centesimo" direttamente dalla CEI, invitando la Chiesa a chiedere un risarcimento danni ai media e devolverlo al salvataggio in mare. Ha affermato che i bilanci della sua organizzazione sono pubblici e che era "stupito, entusiasta per essere riuscito a coinvolgere anche i vescovi nel progetto di Mediterranea: salvare vite", sostenendo di averne parlato anche con Papa Francesco.
Tuttavia, il quotidiano "La Verità" e il settimanale "Panorama" hanno pubblicato un dossier, frutto di intercettazioni della Guardia di Finanza per conto della Procura di Ragusa, che ha messo in luce una rete di rapporti tra Casarini e il Vaticano. Secondo "La Verità", gli inquirenti avrebbero rintracciato pagamenti delle diocesi per Mediterranea indirizzati sul conto personale di Giuseppe Caccia, sodale di Casarini. Le diocesi di Brescia e Modena avrebbero effettuato versamenti per decine di migliaia di euro, mentre la CEI avrebbe evitato di comunicare tali operazioni. Le intercettazioni suggerirebbero anche che Casarini avrebbe "spinto" emendamenti pro migranti durante il governo "giallorosso", influenzando alcuni deputati PD.
Gli editoriali di Maurizio Belpietro hanno criticato i "silenzi e minacce", denunciando la poca chiarezza da parte di Casarini, Don Mattia Ferrari (sedicente "cappellano di bordo" della nave Mar Jonio) e degli stessi vescovi, che avrebbero minacciato azioni legali contro i giornali senza però "svuotare il sacco e dire quanti soldi sono stati ricevuti e come sono stati impiegati". Si è anche ipotizzato che l'ONG puntasse a espandere la sua rete di finanziatori nella Chiesa del Nord Europa, con l'aiuto del cardinale Jean-Claude Hollerich, capo delle conferenze episcopali e arcivescovo di Lussemburgo.
Reati contro il patrimonio | La dichiarazione del ministro Franceschini
Il Ruolo di Avvenire e l'Appoggio di Papa Francesco
Il rapporto tra la Chiesa e "Mediterranea Saving Humans" è stato evidenziato anche dal quotidiano "Avvenire", organo della Conferenza Episcopale Italiana. Per anni, "Avvenire" ha pubblicato titoli che raccontavano un "rapporto privilegiato", come "Papa Francesco incontra i soccorritori di Mediterranea". Tuttavia, dopo l'emergere della controversia, il sito di "Avvenire" non ha riportato alcun accenno al caso, sollevando interrogativi sulla sua copertura mediatica.
Le intercettazioni hanno rivelato l'intenso lavoro di tessitura di rapporti con le gerarchie ecclesiastiche, che vedeva Don Mattia Ferrari e Casarini protagonisti. Don Ferrari si sarebbe vantato di aver ottenuto che "Papa Francesco ha speso parole di elogio enorme per Mediterranea" e che "Casarini è diventato il ghost writer di Papa Francesco". Grazie all'appoggio del Pontefice, l'ONG di Casarini avrebbe incamerato finanziamenti, secondo "La Verità", per circa due milioni di euro in due anni, non direttamente dal Vaticano (a causa di dubbi dell'elemosiniere Konrad Krajewski), ma attraverso Curia, parrocchie e associazioni territoriali.
Le intercettazioni hanno anche rivelato una "oculata strategia mediatica" di Mediterranea, basata su rapporti privilegiati con giornalisti. Un cronista di "Avvenire" sarebbe stato accusato di fornire un "aiuto ricattatorio nei confronti di alti prelati". La figura di Casarini, ex antagonista del G8 di Genova 2001 e indagato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ha rappresentato un ulteriore elemento di imbarazzo per il Vaticano, nonostante gli incontri e l'apparente sostegno di Papa Francesco, che lo ha promosso a "Invitato speciale" del Sinodo dei vescovi. È emerso anche che il giornalista di "Avvenire", Nello Scavo, avrebbe coordinato con "Repubblica" un'uscita in esclusiva per "cogliere di sorpresa il Truce", riferendosi all'allora Ministro dell'Interno Matteo Salvini.
L'Impegno Caritativo della CEI e della Santa Sede oltre le Controversie
Sostegno alle Strutture Sanitarie in Italia
Al di là delle controversie, la CEI continua a dimostrare un significativo impegno caritativo. In particolare, per affrontare l'emergenza Coronavirus, i vescovi italiani hanno stanziato 3 milioni di euro, provenienti dall’otto per mille, per le strutture sanitarie. Questo contributo ha raggiunto la Piccola Casa della Divina Provvidenza - Cottolengo di Torino, l’Azienda ospedaliera “Cardinale Giovanni Panico” di Tricase, l’Associazione Oasi Maria Santissima di Troina e, soprattutto, l’Istituto Ospedaliero Poliambulanza di Brescia. Quest'ultima ha radicalmente modificato la sua organizzazione, liberando risorse umane, posti letto (435 in totale, di cui 68 di terapia intensiva) e attrezzature per l'emergenza. Questo stanziamento si aggiunge ai 10 milioni di euro per la Caritas nazionale e ai 500 mila euro devoluti al Banco Alimentare.
Don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della salute della CEI, ha elogiato la professionalità di medici e infermieri. Monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, Arcivescovo di Gorizia e presidente della Commissione episcopale per la Carità e la salute, ha ribadito: "Le nostre Caritas sono impegnate in prima linea nel rispondere ai bisogni di tanta gente. Questo stanziamento vuol essere un segno concreto di vicinanza, perché non manchino strumenti e supporti per assicurare a tutti la possibilità di cura". Per sostenere ulteriormente le strutture sanitarie, la CEI ha anche aperto una raccolta fondi.

Aiuti ai Paesi Poveri e al Terzo Mondo
La presidenza della CEI ha esteso il suo impegno ai Paesi poveri, stanziando altri 3 milioni di euro per l'emergenza epidemica nel Terzo Mondo, dopo un primo intervento di 6 milioni di euro destinati allo stesso scopo. Questi fondi, provenienti dall'otto per mille, sono destinati ad aiutare i Paesi africani e altri che affrontano la difficile crisi indotta dalla pandemia. Il Servizio per gli interventi caritativi a favore dei Paesi del Terzo Mondo e la Caritas Italiana sono stati incaricati di elaborare una strategia d’azione per incrementare il numero dei progetti in ambito sanitario e formativo.
Con quest'ultimo stanziamento, la somma degli interventi diretti della sola CEI per fronteggiare l'emergenza Coronavirus in Italia e nei Paesi poveri è salita a 227,9 milioni di euro. A questa cifra si aggiungono gli interventi delle singole diocesi e di altre componenti del mondo cattolico, oltre ai fondi destinati normalmente alla carità ogni anno, che nel 2019 ammontavano a 285 milioni di euro. Ciò porta il totale dei soli interventi CEI alla ragguardevole cifra di 509,9 milioni di euro. Il Comitato della CEI per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo ha inoltre stanziato poco più di 18 milioni di euro per 119 progetti, la maggior parte in Africa (53 progetti per 9 milioni di euro).

Il Caso dell'Expo di Milano e la Globalizzazione della Solidarietà
Un esempio dell'impegno, non senza sfumature, della Santa Sede è stato il suo padiglione all'Expo di Milano. Il costo della struttura è stato di 3 milioni di euro, ripartiti in egual modo tra Pontificio Consiglio della Cultura, Conferenza Episcopale Italiana e Arcidiocesi di Milano. Tuttavia, nonostante i quasi 690.000 visitatori, sono stati raccolti solo 68.000 euro in offerte per i profughi della Giordania.
Papa Francesco, che aveva declinato gli inviti a visitare gli stand, aveva affermato nel videomessaggio per l'inaugurazione che "anche l’Expo, per certi aspetti, fa parte del paradosso dell’abbondanza, se obbedisce alla cultura dello spreco, dello scarto, e non contribuisce a un modello di sviluppo equo e sostenibile". Il Papa aveva spiegato che "l’Expo è un’occasione propizia per globalizzare la solidarietà. Cerchiamo di non sprecarla ma di valorizzarla pienamente". Proprio per rimediare all'investimento, Bergoglio aveva deciso che tutte le offerte raccolte nello stand sarebbero state destinate ai bisogni dei bambini e delle famiglie dei profughi in Giordania, allora circa 700.000, come fascia più debole colpita dal conflitto in Medio Oriente. La somma, gestita attraverso la chiesa locale, era destinata a finanziare progetti nel campo dell’educazione e del sostegno alle prime necessità, con la speranza di offerte ben più alte di quelle realmente raccolte.