Quando si parla di stile Romanico, è importante riconoscere che esso varia notevolmente non solo di periodo in periodo, ma anche di nazione in nazione. In Germania, tre luoghi in particolare illustrano l'essenza del Romanico oltre le Alpi: Spira, Worms e Magonza. Visitare il Duomo di Magonza è un'esperienza imperdibile per chi intraprende un viaggio in Germania, magari lungo il Reno. Maestoso e imponente, esso rappresenta un pezzo di storia d'Europa che merita di essere approfondito.
La Cattedrale Alta di San Martino a Magonza, nota anche come Duomo di Magonza o Kaiserdom di Magonza, è la cattedrale della diocesi cattolica romana di Magonza ed è sotto il patrocinio di San Martino di Tours. Il coro orientale è dedicato a Santo Stefano. Con i suoi oltre 1000 anni di storia, la Cattedrale di San Martino è un simbolo speciale della città. Già nel IV secolo, San Martino di Tours, vescovo e soldato romano, è il "San Martino" che occupa l'11 novembre sul calendario. Molte chiese situate lungo quelli che furono i tragitti dei suoi viaggi in Europa sono i "segnavia" di un percorso europeo chiamato Via Sancti Martini. Il Duomo di Magonza, insieme a quello di Worms e Spira, è il più antico edificio monumentale a volta della Germania, ed è considerato la quintessenza dello stile architettonico "romanico renano".
Posizione e Informazioni per la Visita
La Cattedrale di Magonza è talmente mastodontica da essere visibile anche da lontano, ad esempio dal Teatro Romano di Magonza, da cui si può apprezzarne l'immensità. Il centro di Magonza, sebbene in gran parte ricostruito a causa dei bombardamenti bellici, ha miracolosamente preservato il suo Duomo, una fortuna da celebrare.
L'ingresso alla chiesa è libero e si può accedere quando non ci sono funzioni religiose; gli orari delle messe sono affissi all'esterno. La cattedrale è un edificio religioso attivo, pertanto è richiesto un abbigliamento adeguato, sebbene magliette e pantaloncini siano generalmente accettati. L'ingresso per le visite, sia al Duomo che al museo ad esso collegato, si trova a lato della porta principale della chiesa. Per eventuali necessità, all'ingresso del chiostro sono disponibili anche i bagni pubblici.

La Storia Millenaria della Cattedrale di Magonza
La storia del Duomo di Magonza ha inizio alla fine del X secolo. Dopo la morte di Carlo Magno, il potere in molti Land della Germania era nelle mani dei Vescovi-Principi. Magonza era un centro politico di grande importanza durante il Medioevo, e il suo controllo sul Reno le garantiva notevoli ricchezze economiche. L'arcivescovo del luogo, Willigis (in carica dal 975 al 1011), decise di far costruire in città una chiesa da consacrare come Basilica Papale. Il suo intento era rappresentare non solo il dominio religioso del Cristianesimo, ma anche l'autorità del Papa sul Sacro Romano Impero, con la visione di fare di Magonza una "nuova Roma" a nord delle Alpi, il luogo sacro delle incoronazioni imperiali, come lo era stato Aquisgrana dai tempi di Carlo Magno.
La Costruzione e i Primi Incendi
Willigis ordinò la posa della prima pietra dell'edificio nel 975, appena dopo la sua nomina ad arcivescovo, scegliendo un terreno incolto vicino al centro urbano dove probabilmente sorgeva già la chiesa di San Giovanni. L'edificio fu progettato su una pianta a croce latina, con tre navate separate da pilastri. L'abside principale era rivolta a ovest, mentre a est si estendeva un quadriportico che precedeva l'ingresso, imitando l'orientamento della basilica costantiniana di San Pietro.
La cattedrale di Magonza venne consacrata il 29 agosto del 1009, ma lo stesso giorno un tremendo incendio, forse a causa dell'eccessiva esuberanza cerimoniale animata da fiaccole e candele, la distrusse in parte. Nonostante questo nefasto evento, la comunità ecclesiastica di Magonza non si arrese e diede avvio ai lavori di riparazione. Il duomo, dedicato a San Martino di Tours, venne infine riconsacrato il 10 novembre del 1036 sotto il vescovado di Bardone di Oppershofen, a testimonianza del completamento dei lavori. È opinione diffusa che la ricostruzione abbia rispettato quasi perfettamente il modello architettonico di Willigis, mantenendo l'abside principale a ovest e un prospetto orientale fiancheggiato da slanciate torrette scalari.

Le Ricostruzioni e le Influenze Architettoniche
Un nuovo incendio divampò nella cattedrale nel 1081. Intorno al 1100, Enrico IV, sovrano del Sacro Romano Impero, ordinò il rifacimento della porzione orientale dell'edificio. I lavori comportarono l'aggiunta di una seconda abside semicircolare in stile romanico, ispirata alle strutture della cattedrale di Spira. All'esterno, il prospetto orientale venne innalzato austero e solenne, con archetti ciechi e galleria nana (Zwerggalerie), inglobando le antiche torrette scalari risalenti al tempo di Willigis. Al centro della crociera trovò posto una monumentale cupola ottagonale, richiamo simbolico alla supremazia dell'imperatore sul papato. Le ragioni che spinsero Enrico IV a restaurare la cattedrale erano, infatti, soprattutto politiche, legate alla lotta per le investiture.
Nel 1137 risale la costruzione della Cappella di San Gottardo (Gotthardkapelle), a uso privato dell'arcivescovo Adalberto I di Saarbrücken (1110-1137), affiancata al duomo sul lato nord del transetto. Questa cappella spicca per la sua pietra chiara, a contrasto con l'arenaria rossa del resto del complesso, e custodisce un crocifisso dell'epoca degli Staufer.
La cattedrale di Magonza subì gravi danni durante una rivolta dei cittadini contro l'arcivescovo Arnoldo di Selenhofen nel 1159. Per riparare le strutture, fu necessario allestire un nuovo cantiere edile, improntato ormai a uno stile romanico maturo. Sul finire del secolo, presero forma anche le coperture delle navate laterali, con volte a crociera semplici. L'area del coro occidentale vide l'aggiunta di una terminazione a triconco, coronata all'esterno da due torrette ottagonali. Intorno al 1200-1210, lungo la navata settentrionale fu ricavato un portale romanico ornato sulla lunetta con una bella Maiestas Domini. La porta bronzea, massiccia e austera, opera del maestro Berenger, risale all'epoca di Willigis, che l'aveva fatta fondere per una vicina chiesa dedicata a Santa Maria.
Significato Politico e Incoronazioni Reali
Nel corso della sua storia, il Duomo di Magonza ha avuto un ruolo centrale nella politica e nella religione del Sacro Romano Impero. Per secoli, fu il luogo di incoronazione di numerosi re tedeschi e centro di potere per gli arcivescovi-elettori di Magonza. L'iscrizione sulla porta bronzea di Berenger sottolinea il desiderio di Willigis di eguagliare la ricchezza e il potere di Carlo Magno ad Aquisgrana, legittimando Magonza come la città delle incoronazioni imperiali. Questa visione si concretizzò il 9 dicembre del 1212, quando l'arcivescovo Sigfrido III di Eppstein incoronò solennemente Federico II di Svevia sovrano del Sacro Romano Impero nella cattedrale. In totale, nella cattedrale di Magonza si tennero sette incoronazioni reali.

Evoluzione Architettonica nel Tempo
Nonostante l'originario stile romanico, nel corso dei secoli il Duomo di Magonza ha visto aggiungersi elementi Gotici e Barocchi. L'edificio è in arenaria rossa, tipica della zona. L'austerità esterna si ritrova anche all'interno, caratterizzato da un grande slancio verso l'alto e forme e volumi potentemente massicci, elementi distintivi del Romanico europeo rispetto a quello italiano.
- Il coro orientale, con le sue mura spesse oltre due metri, è la parte più antica della cattedrale. La sua torre del transetto, parzialmente distrutta nel 1793, fu ricostruita all'inizio del XIX secolo. L'architetto municipale Georg Moller progettò una cupola circolare in ferro, poi rimossa. I capitelli del portale della Madonna, realizzati da scalpellini lombardi intorno al 1100, sono un ornamento particolare. Una cripta dell'XI secolo fu scoperta sotto il coro orientale nel XIX secolo.
- Il coro occidentale, in stile tardo-romanico, fu costruito tra il 1200 e il 1239. La sua torre di crociera fu dotata nel XV secolo di una cella campanaria gotica. I banchi del coro in stile rococò, intagliati nel 1767, furono salvati dalla vendita dal vescovo Joseph Ludwig Colmar, che convinse Napoleone a non demolire la cattedrale dopo la secolarizzazione del 1803. Dal 1928, i vescovi vengono sepolti nella nuova cripta sotto il coro occidentale.
Gli antichi affreschi e le vetrate non sono stati conservati; gli affreschi nella navata centrale, su bozzetti del pittore Philipp Veit, risalgono al secolo scorso. Una delle attrazioni principali è l'altare mariano nella Cappella Ketteler con la "bella donna di Magonza", un gruppo scultoreo in legno tardo-gotico (circa 1510) opera di Hans Backoffen.
Il Chiostro del Duomo di Magonza
Il chiostro del Duomo di Magonza è un elemento di grande interesse storico e architettonico. Mentre lo si esplora, si possono notare numerose lapidi sepolcrali lungo le pareti. Queste lapidi, tra le più antiche presenti, furono spostate nel chiostro durante una delle molte fasi di ristrutturazione per consentire la ripavimentazione della chiesa, e testimoniano l'importanza del duomo già nell'Anno Mille.
Oltre alle lapidi, nel chiostro sono state collocate anche diverse statue che un tempo adornavano la facciata e l'interno del duomo. Alcune di esse, di aspetto insolito, rivelano molto sulle tradizioni e la mitologia ancora fortemente presenti in Renania in tempi già totalmente cristiani. Il chiostro è la parte della chiesa che maggiormente racconta l'intersecarsi del periodo gotico con quello romanico. Si tratta di un chiostro del XV secolo, a due piani. Negli edifici annessi al capitolo vivevano un tempo i canonici; oggi vi ha sede il Museo Vescovile della Cattedrale e della Diocesi.

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Il Museo della Cattedrale e della Diocesi (Dom- und Diözesanmuseum)
Collegato al duomo, il Dom- und Diözesanmuseum offre un'opportunità unica per approfondire la storia di Magonza e della Renania. L'ingresso al museo prevede un biglietto di 5€ (interi), con riduzioni per studenti e famiglie. Nelle sale espositive restaurate in stile tardo-gotico, si possono ammirare tesori artistici religiosi del tardo Medioevo e dell'età moderna. Tra le opere esposte, spiccano alcune sculture dell'antico jubé (1239), una tribuna sontuosamente ornata che separava i sacerdoti dall'assemblea dei fedeli, opera del celebre maestro di Naumburg, che raffigurano santi e dannati.
Monumenti Funebri e Altre Attrazioni
Degli 84 vescovi e arcivescovi che si sono succeduti dopo San Bonifacio, 45 sono sepolti nella cattedrale. Numerosi monumenti funebri risalenti all'XI-XX secolo sono collocati sui pilastri e sulle pareti della chiesa e del chiostro. Le raffigurazioni, spesso idealizzate, dei dignitari ecclesiastici rispecchiano la storia della diocesi di Magonza. La loro completezza e il loro buono stato di conservazione rendono questa galleria di ritratti una delle attrazioni più importanti della cattedrale.
Informazioni Pratiche per i Visitatori
Per informazioni aggiornate su orari di apertura, fiere di settore e celebrazioni, si consiglia di consultare il sito web della diocesi di Magonza.
Visite Guidate
Le visite guidate, sia per il duomo che per il museo, sono prenotabili presso:
- Mainz STORE / Ufficio Informazioni Turistiche, Markt 17 (Piazza del Duomo) - Telefono: 06131 242-888
- Ufficio Informazioni del Duomo, Am Markt 10 - Telefono: 06131 253-412
Letteratura Consigliata
Per approfondimenti, si suggerisce la lettura di:
- Arens, Fritz: Il Duomo di Magonza. Rielaborato e ampliato da Günther Binding. 2a edizione, rielaborata e ampliata. - Darmstadt: Wiss. Buchges., 1998.
Come scrisse la scrittrice Anna Seghers, «Questa cattedrale che domina la pianura del Reno mi sarebbe rimasta impressa nella memoria in tutta la sua imponenza e grandezza, anche se non l’avessi mai più rivista». A mille anni dalla sua costruzione, l'imponente cattedrale continua a definire l'identità della città e a plasmarne la storia.
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