La Cattedrale di Orvieto: Capolavoro Gotico dell'Italia Centrale

La basilica cattedrale di Santa Maria Assunta è il principale luogo di culto cattolico di Orvieto, in provincia di Terni, chiesa madre della diocesi di Orvieto-Todi e capolavoro dell'architettura gotica dell'Italia Centrale. Il Duomo di Orvieto è uno dei massimi capolavori architettonici del tardo medioevo e un simbolo della città stessa. Gioiello dell’architettura romanico-gotica italiana, è il monumento simbolo della città di Orvieto ed è dedicato alla Vergine Maria Assunta in cielo.

Storia e Origini della Cattedrale

La costruzione della chiesa fu avviata nel 1290 per volontà di papa Niccolò IV con l’intento di creare un’unica grande cattedrale per la città, in sostituzione delle due chiese malridotte che preesistevano sulla piazza: la chiesa episcopale di S. Maria e la chiesa parrocchiale di S. Costanzo. L'avvio dei lavori è datato al 13 novembre 1290, anche a seguito di un generale progetto di risistemazione urbanistica per la frequente presenza della corte pontifica in città, che richiedeva una chiesa adeguata per le celebrazioni papali.

Benché sia vero che la chiesa custodisca il Corporale del miracolo di Bolsena, non è vera la teoria secondo la quale il miracolo fu l'evento propiziatorio per avviarne la costruzione. Il miracolo risale al 1263, quando un’ostia aveva sanguinato nelle mani di un sacerdote che dubitava del dogma della transustanziazione, e il Sacro Lino, per volere del Papa che si trovava ad Orvieto, venne portato in città ed esposto al popolo.

L'edificazione del Duomo richiese quasi tre secoli per il suo completamento. In origine, il Duomo di Orvieto era stato progettato come una basilica romanica con una navata centrale e due laterali, disegnato da un artista sconosciuto, probabilmente Arnolfo di Cambio. In principio la direzione dei lavori fu affidata a fra Bevignate da Perugia.

Lo Sviluppo Architettonico e i Maestri del Gotico

Quando Giovanni di Uguccione subentrò al primo capomastro, prima della fine del secolo, il progetto fu trasformato in una chiesa di stile gotico italiano, introducendo le prime forme gotiche. Egli ampliò in forme gotiche l'abside e il transetto e determinò, pur non terminandola, l'aspetto della facciata come appare ancora oggi.

I lavori procedettero a rilento finché nel 1309 lo scultore e architetto senese Lorenzo Maitani (1270 ca.- 1330 ca.) ricevette la commissione per risolvere alcuni problemi riguardanti le capacità di carico dell’edificio, specialmente del coro. Maitani, artista toscano di profonda sensibilità, modificò sostanzialmente il progetto del Duomo di Orvieto, ricostruendo l’abside in forma rettangolare e aggiungendo una grande vetrata quadrifora.

È di Maitani il progetto della facciata, elaborato secondo un modello spiccatamente gotico, nuovo e originale rispetto ai tipi italiani ed europei. A partire dal 1310 realizzò la facciata attuale fino al livello delle statue bronzee raffiguranti i simboli degli evangelisti, e lavorò anche all’interno della cattedrale. Egli intervenne radicalmente sull’architettura primitiva del Duomo alterandone la continuità e inserendo forme gotiche nei contrafforti, negli speroni e negli archi rampanti di sostegno, e progettando la soluzione tricuspidale per la parte superiore dell’edificio.

Facciata del Duomo di Orvieto in stile gotico

Alla morte del Maitani, avvenuta nel 1330, i lavori erano tutt'altro che conclusi. Il ruolo di capomastro venne assunto da vari architetti-scultori che si succedettero nel corso degli anni, spesso per brevi periodi. Nel 1347 Andrea Pisano, già a capo dei lavori per la cattedrale di Firenze, fu nominato nuovo capomastro. Gli succedette nel 1359 Andrea di Cione detto l’Orcagna, al quale vengono attribuiti la bellissima decorazione a mosaico e il rosone.

I lavori della facciata terminarono finalmente solo alla fine del XVI secolo con il completamento delle guglie a opera di Ippolito Scalza. Malgrado l’avvicendarsi di diverse mani, l’aspetto esterno del Duomo è armonioso, equilibrato e uniforme nello stile. Il Duomo si presenta come una magnifica costruzione che accorpa diversi stili architettonici, in particolare si può definire un mirabile esempio di equilibri e commistioni di stili gotico (soprattutto per la facciata con le slanciate guglie) e romanico, anche se la cattedrale mantiene delle proprie uniche peculiarità.

La Facciata Gotica: Un Capolavoro Scintillante

La facciata dorata del Duomo di Orvieto cattura e incanta lo sguardo, concepita come un grande e pregiato reliquiario. Quattro pilastroni energici e svettanti, sostenuti da un alto basamento a bassorilievi e conclusi da pinnacoli, trasformano il prospetto in un trittico e riescono a creare un dominante equilibrio armonico attraversando le tre fasce che si distendono in larghezza. L’effetto complessivo non è unicamente di tipo architettonico: ogni emergenza plastica si traduce in prezioso effetto pittorico. I bassorilievi, gli intagli, i mosaici brillanti conferiscono a quest’opera l’aspetto di un quadro scintillante e colorato.

I Bassorilievi Scultorei

I bassorilievi di marmo sui pilastri ritraggono storie dell’Antico e del Nuovo Testamento e sono considerati tra i più famosi di tutta la scultura trecentesca. Maitani, che era anche scultore, decorò a bassorilievo tutta la parte inferiore della facciata, realizzando sui quattro piloni:

  • Il primo bassorilievo rappresenta storie del Vecchio Testamento con immagini della Storia della Genesi, ripercorrendo i giorni della creazione e della nascita di Adamo ed Eva.
  • Il secondo bassorilievo presenta l’Albero di Jesse, con la genealogia della stirpe di Gesù e profezie messianiche.
  • Il terzo bassorilievo raffigura storie evangeliche narrate nel Nuovo Testamento, con scene della vita di Cristo come la natività e l’annunciazione.
  • Il quarto bassorilievo rappresenta il Giudizio Universale, un tema ricorrente nelle arti figurative della cattedrale, con immagini di dannati ed eletti e la resurrezione dei morti.
Bassorilievi del Giudizio Universale di Maitani

Il Giudizio Universale è considerato un capolavoro per il quale Maitani è giustamente celebrato. Nel drammatico groviglio di corpi dei dannati, in particolare, si nota che essi esprimono il proprio rimorso, tormento e disperazione con gesti esplicitamente autolesivi: alcuni si battono il petto, altri affondano le mani sulle guance. In quest’opera, il nudo assume una funzione che non ha precedenti nella scultura del Due e Trecento; persino i corpi scarnificati dei demoni, in fondo, non hanno nulla di mostruoso, se si eccettuano i piedi, le mani e il volto.

I Mosaici Splendenti

Sopra i bassorilievi si trovano gli splendenti mosaici realizzati tra il 1350 e il 1390 su disegno dell’artista Cesare Nebbia. Le tessere originali sono state sostituite nei secoli attraverso innumerevoli interventi per riportarli al loro originale splendore dorato e a quell’effetto "luccicante" che essi donano all'intera facciata quando sono illuminati dal sole. I Mosaici della facciata riguardano la Vergine, a cui la cattedrale fu dedicata (Santa Maria Assunta in Cielo), raffigurando storie e scene della vita della Vergine Maria, dall’Assunzione in cielo, alla Natività della Vergine, fino all’Incoronazione della Madonna.

Il Rosone e le Sculture

Al centro dei mosaici si ammira il grande rosone realizzato dallo scultore e architetto Andrea di Cione detto l’Orcagna tra il 1354 e il 1380. Una loggia ad archetti su colonnine funge da cornicione orizzontale e divide questo livello da quello superiore, dominato dal grande rosone. Esso è formato da un doppio giro di colonnine con archi intrecciati, dove al centro spicca il volto di Cristo Redentore attorniato da 4 mosaici negli spicchi. Questi sono di Piero di Puccio (1388) e raffigurano i 4 dottori della chiesa: Sant’Agostino, San Gregorio Magno, San Girolamo e Sant’Ambrogio. Dal volto del Cristo si irradiano colonnine e cerchi concentrici di archetti: l’opera rappresenta infatti il Cristo-Sole che illumina l’umanità intera con la sua grazia e, nel contempo, il Cristo-Eucarestia che ha salvato gli uomini bagnando la croce con il proprio sangue.

Rosone del Duomo di Orvieto di Orcagna

Esternamente, il Rosone si circonda di altre sculture che rappresentano, tra le altre, gli apostoli e 12 profeti. Nelle nicchie sopra il rosone ci sono i 12 apostoli, mentre su entrambi i lati ci sono nicchie con 12 profeti dell’Antico Testamento presentati a coppie. Le statue nelle nicchie sono un tipico modello figurativo delle cattedrali francesi. Le sculture bronzee che decorano la facciata del Duomo rappresentano simbolicamente i 4 Evangelisti: l’Angelo (San Matteo), il Leone (San Marco), l’Aquila (San Giovanni) e il Toro (San Luca), ai quali si aggiunge sopra il portale centrale principale un’altra scultura in bronzo con un baldacchino dedicato alla Vergine Maria.

Le Porte Bronzee

La parte più nuova della decorazione della facciata è costituita dalle tre porte bronzee che danno accesso all’interno della cattedrale. Esse furono realizzate nel 1970 dallo scultore siciliano Emilio Greco e raffigurano le Opere di Misericordia. Nel 1970 le originali porte in legno del Duomo sono state sostituite con questi portali in bronzo con rilievi.

L'Interno: Spazi e Decorazioni

Entrando nella cattedrale l'impatto è di grande effetto, anche grazie alla bicromia del marmo, che sottolinea le masse murarie e le colonne. Lo spazio è solenne, scandito dagli alti pilastri che si susseguono creando un eccezionale gioco prospettico. L’interno, a pianta basilicale, presenta tre ampie navate ed è coperto da un tetto di legno a capriate. La pianta del Duomo di Orvieto è a croce latina con tre navate.

Interno del Duomo di Orvieto con bicromia

I suoi dieci robusti pilastri (cinque per lato), circolari oppure ottagonali, e gli archi a tutto sesto conferiscono alla chiesa una forte connotazione romanica. Le pareti e i pilastri sono caratterizzati dall’alternanza di fasce di travertino e di basalto, a ripetere la decorazione laterale esterna; l'interno è decorato con fasce alternate di alabastro e travertino fino a un’altezza di 1,5 metri. Anche le colonne cilindriche presentano fasce alternate di travertino e basalto.

Dietro l’altare c’è una serie di affreschi gotici danneggiati, raffiguranti la vita della Vergine Maria, che occupano completamente i tre muri. Furono realizzati intorno al 1370 dall’artista locale Ugolino di Prete Ilario e Pietro Di Puccio, che si occuparono della decorazione della zona absidale. Particolarmente bello il finestrone dalle raffinate linee goticheggianti.

Le Cappelle Principali: Capolavori di Pittura e Scultura

Alle due estremità destra e sinistra del transetto si aprono, rispettivamente, la Cappella Nuova o di San Brizio e la Cappella del Corporale.

La Cappella del Corporale

Il transetto di sinistra è occupato dalla Cappella del Corporale, realizzata tra il 1350 e il 1356 per custodire il corporale del miracolo di Bolsena, la preziosa reliquia per cui il Duomo di Orvieto era nato. Qui si conserva il Reliquiario, al cui interno si può ammirare il Sacro Lino che si macchiò del sangue di Cristo durante il Miracolo di Bolsena. Nella cappella è custodito ed esposto il Tabernacolo del Corporale che contiene il Sacro lino macchiato dal sangue di Gesù.

Reliquiario del Corporale in stile gotico

La cappella fu interamente affrescata negli anni 1357-1364 da Ugolino di Prete Ilario e altri collaboratori con un ciclo dedicato al mistero della Trasustanziazione. Le scene bibliche e le rappresentazioni sacre includono la Crocifissione e l’Eucaristia. Il vero gioiello della cappella è il preziosissimo Reliquiario del Corporale, capolavoro di arte gotica italiana ed europea, realizzato tra il 1337 e il 1338 dall'orafo senese Ugolino di Vieri con argento, oro e smalto, in forma di trittico. Sempre in questa cappella è presente la tavola dipinta raffigurante la "Madonna dei Raccomandati" di Lippo Memmi (datata 1320).

La Cappella di San Brizio (o Nuova)

La Cappella di San Brizio, famosa per i suoi meravigliosi affreschi, fu aggiunta alla cattedrale nel XIV secolo e venne costruita tra il 1408 e il 1444, sebbene affrescata solo più tardi (1447-1504). Costituisce una pietra miliare della pittura rinascimentale italiana. La decorazione fu avviata dal Beato Angelico con l’aiuto di Benozzo Gozzoli (1447) e fu terminata da Luca Signorelli (1499-1504), a cui si deve anche il programma iconografico dedicato ai poeti dell’antichità visibili sulla zoccolatura.

Affreschi della Cappella di San Brizio di Luca Signorelli

La Cappella di San Brizio è di particolare pregio e bellezza con le pareti e le volte affrescate da Luca Signorelli. In questo capolavoro, il pittore cortonese interpreta con maestria e in maniera molto coreografica e coinvolgente il tema del Giudizio Universale, in un suggestivo alternarsi di scene apocalittiche e di redenzione. Le immagini così coinvolgenti sono divenute quasi iconiche nella storia dell’arte per la loro forza comunicativa. Le pareti e le volte della Cappella sono state digitalizzate tramite 10.000 scatti in altissima definizione.

Simboli e significati nascosti nelle Storie degli ultimi giorni - Luca Signorelli

Altre Opere d'Arte e Ambienti Nascosti

L’interno del Duomo ospita capolavori della scultura oltre che della pittura. Tra le opere più importanti, spicca la statua della Pietà (o Deposizione) di Ippolito Scalza (1579), un’opera realizzata da un unico blocco di marmo che rappresenta, con grande drammaticità, il momento della deposizione di Cristo, ispirata alla Pietà di Michelangelo.

Ai lati dell’altare maggiore, si possono ammirare le due statue del ciclo scultoreo dell’Annunciazione realizzato da Francesco Mochi nei primi del ‘600, con la statua della Madonna Annunciata scolpita nel 1608. Dal mese di Novembre 2019, si trova ora collocato in Duomo anche lo spettacolare gruppo statuario degli Apostoli (12 statue di dimensioni più grandi del vero, collocate in corrispondenza delle colonne della navata centrale). Queste statue, rimosse alla fine dell'Ottocento per importanti restauri e per anni esposte presso la ex chiesa di Sant’Agostino, sono tornate ad arricchire l'interno della cattedrale.

Gli Ambienti Sotterranei e la Torre di Maurizio

Molto interessanti sono anche i luoghi meno visibili della cattedrale, ovvero gli ambienti sotterranei. La cripta, che si trova in un’ala alla sinistra del Duomo, fu realizzata intorno all’anno 1335. Al suo interno si trovano affreschi compresi dal 1300 al 1400. Essa riveste un importante ruolo spirituale e religioso in quanto vi sono sepolti i Vescovi della storia di Orvieto, i cui nomi sono impressi nelle pietre che compongono il pavimento selciato di accesso. La cripta è in realtà un oratorio collegato un tempo al transetto da due rampe di scale. Sul lato destro invece della cattedrale si trova un altro accesso (parte del Museo dell’Opera del Duomo) che permette di visitare un’altra sezione sotterranea.

Legata alla fase costruttiva della cattedrale è la vicina Torre di Maurizio, che si trova tra la piazza e l’inizio di Via del Duomo; in cima a questa torretta medievale è ancora funzionante e ben visibile la statua bronzea che “batte le ore” percuotendo con un martello una grande campana.

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