La Cattedrale di Chartres, situata nell'omonima città francese a circa 95 chilometri a sud-ovest di Parigi, è universalmente riconosciuta come uno dei massimi capolavori dell'architettura gotica e uno degli edifici religiosi più importanti del mondo. Divenuta Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO nel 1979, la sua importanza non è solo storico-artistica, ma anche religiosa, essendo una tappa fondamentale del Cammino di Santiago di Compostela, grazie soprattutto alla sacra reliquia del Velo della Vergine Maria conservata al suo interno.
La cattedrale come l'ammiriamo oggi è il risultato della sovrapposizione e integrazione di circa sette edifici differenti, evoluti nel corso dei secoli. Essa fu eretta principalmente per celebrare la Vergine Maria, di cui Chartres custodisce un velo, donato da Carlo il Calvo nell'874 d.C. e successivamente nell'876.

Storia e Origini della Cattedrale di Chartres
Le origini della Cattedrale di Chartres affondano le radici in un lungo processo di distruzioni e ricostruzioni. Un primo luogo di culto cristiano a Chartres non sorse prima del VI secolo, e fu incendiato dalle truppe del duca d'Aquitania Hunaldo I tra il 743 e il 753. Una nuova cattedrale fu distrutta dai Vichinghi nell'858 e restaurata dal vescovo Gislebert. Ancora nel 962, venne data alle fiamme durante la contesa tra Riccardo I di Normandia e il conte di Chartres Tebaldo I de Blois.
Un punto di svolta decisivo nella storia della cattedrale si deve al celebre vescovo Fulberto, che nel 1020 fece erigere una nuova chiesa dopo un rovinoso incendio. Purtroppo, un altro incendio, nel 1194, danneggiò profondamente l'edificio voluto dal vescovo Fulberto, lasciando intatte solo parte delle torri e la facciata. Tuttavia, grazie al successo delle reliquie della Madonna, fu possibile accumulare rapidamente i fondi per una nuova, grandiosa ricostruzione.
Le parti principali della nuova cattedrale, incluse le vetrate e le sculture, furono completate in soli venticinque anni, un tempo straordinariamente rapido per l'epoca. La cattedrale fu formalmente riconsacrata nell'ottobre del 1260, alla presenza del re Luigi IX di Francia. La sua forma è rimasta pressoché intatta per i secoli successivi, con poche trasformazioni di rilievo. Durante la Rivoluzione Francese, l'edificio rischiò la demolizione, ma fu salvato dal forte attaccamento dei cittadini e dallo zelo di un architetto locale.
Le Fondamenta Antiche e le Cripte
La cattedrale attuale è il risultato della sovrapposizione di sette edifici di epoche differenti. Le parti non utilizzate come fondamenta per le costruzioni successive hanno formato due cripte concentriche. Ciò permette di osservare le fondamenta e gli affreschi del XII secolo, oltre a quelli risalenti alle prime costruzioni cristiane, che dal IV all'XI secolo furono edificate e successivamente distrutte da incendi o persecuzioni religiose.
Sebbene non rimanga nulla della chiesa del VI secolo o di quella distrutta nell'858 dai Normanni, la cripta della chiesa carolingia edificata da Gisleberto nel IX secolo esiste tuttora. Questa, chiamata Crypte Saint-Fulbert, circonda la precedente e include la cappella di Notre-Dame Sous-Terre, probabilmente il più antico santuario mariano del mondo. Qui si può contemplare una riproduzione recente di un'antica statua della Madonna, il cui originale fu bruciato dai rivoluzionari nel 1793.
Miti e Leggende di Chartres
Accanto alla costruzione dell'imponente Cattedrale gotica, a Chartres si sviluppò anche un ricco corpo di miti e leggende. Si narra che il poggio su cui sorge l'edificio ospitasse un santuario dedicato a Maria già al tempo degli apostoli, e ancor prima, una grotta con una fonte sacra utilizzata dai druidi per officiare riti alla Dea Madre. La cattedrale possiede la più grande cripta di Francia, derivata dalle fondamenta di diverse costruzioni succedutesi nel tempo.
Questi miti furono in parte promossi dai canonici della Cattedrale, che nel Livre des miracles de Notre-Dame (inizio XIII secolo) affermarono le origini apostoliche della Chiesa locale. Basandosi su un manoscritto del 1130, la Grande Passion des saints fondateurs della diocesi di Sens, essi sostenevano che i santi Savinien, Potentien e Modeste nel IV secolo edificarono a Chartres una chiesa mariana, venendo poi martirizzati e gettati in un pozzo profondo. La tradizione di Chartres vi riconobbe la fonte nella cripta della Cattedrale, denominata Puits des Saints-Forts.
Nel XIV secolo, il Cartulaire de Notre-Dame de Chartres menzionò per la prima volta una statua miracolosa della Vergine nella cripta, che si credeva risalire al I secolo a.C., ma che in realtà era una scultura romanica dell'XI-XII secolo (l'originale andò perduto nel 1793). Il predicatore Jean de Gerson (1363-1429), leggendo il De bello Gallico di Giulio Cesare, tramandò che a Chartres (Autricum) vi fosse un importante centro dei Galli Carnuti, racconto che si fuse con la leggenda cristiana, contribuendo all'aura di mistero del luogo.
Architettura e Caratteristiche Distintive
Alta circa 37 metri per una lunghezza di 130, la Cattedrale di Chartres è un eccellente esempio delle caratteristiche principali dello stile gotico, grazie anche al suo perfetto stato di conservazione. L'edificio, realizzato tra il 1194 e il 1260, riflette i nuovi stilemi architettonici transalpini, ormai maturi e ben definiti. La rapidità di costruzione (nel 1220 era già terminata la copertura con volte ogivali) ne assicurò una notevole uniformità stilistica. I suoi centotrenta metri di altezza inaugurarono la fase aurea dei maestri costruttori gotici.
La Maestosità della Facciata Occidentale
La celebre facciata ovest, che costituisce ancor oggi il grandioso prospetto principale, presenta la peculiarità di avere due campanili diversi tra loro. La torre campanaria sinistra, detta Clocher Neuf (115 metri), fu completata nel 1513 in età tardo gotica e presenta una guglia elaborata con decorazioni e pinnacoli in stile “fiammeggiante”. La torre campanaria destra, o Clocher Vieux (106 metri), è di età romanica, eretta verso il 1150 e rifatta dopo l'incendio del 1194, appare più semplice e antica.
Il prospetto principale è suddiviso in tre ordini: al pianterreno si apre il magnifico portale strombato, riccamente scolpito; sul livello intermedio si affacciano grandi finestre centinate; l’ordine superiore è dominato dall’elegante rosa circolare, un'aggiunta gotica del XIII secolo. La facciata è infine coronata da una finta loggia che ospita sculture di regnanti.

Struttura Interna e Sostegno Esterno
La pianta è a croce latina, con tre navate sia a livello del corpo centrale che del transetto. In quanto meta di pellegrinaggio, l'edificio fu dotato di un coro con cinque cappelle radiali e un deambulatorio, lungo il quale i fedeli potevano transitare e pregare sul Velo della Vergine senza disturbare le funzioni liturgiche. Le campate rettangolari sono scandite dal ritmo di slanciati pilastri a fascio con colonnine addossate, e la copertura è costituita da volte a crociera ogivali costolonate.
La navata centrale è caratterizzata da un notevole verticalismo: alti archi divisori a sesto acuto sono sovrastati da un triforio cieco e quindi dal cleristorio, dove si aprono le ampie finestre che illuminano gli ambienti interni. Le vetrate del cleristorio sono costituite dalla ripetizione di due monofore affiancate e sormontate da un piccolo rosone, una scelta stilistica innovativa.
Gli archi rampanti, i contrafforti, i costoloni e gli archi ogivali organizzano e scaricano a terra le forze dell'imponente architettura di Chartres. Questi elementi, oltre alla loro funzione strutturale fondamentale per la leggerezza delle murature, svolgono anche la funzione di elementi decorativo-simbolici, permettendo alla luce di invadere gli spazi interni delle cattedrali, al pari di una forza dirompente che spazza l'oscurità interiore dell'uomo.

I Tesori Artistici della Cattedrale
Le Vetrate Policrome: La Luce Divina
La più importante caratteristica della Cattedrale di Chartres è senza dubbio la presenza delle splendide vetrate che ne decorano le mura. Con 176 aperture per oltre 2600 metri quadrati, le vetrate raccontano storie e vicende bibliche con i loro accesi colori, tra i quali risalta un inimitabile blu cobalto, frutto di una scuola artistica di altissimo livello. È proprio questa tonalità la protagonista della più celebre tra le vetrate della cattedrale, ovvero la raffigurazione di Notre-Dame de la Belle-Verrière, detta anche la Vergine Blu, risalente al 1135 e situata nel coro.
La luce, come in tutte le strutture gotiche, è la vera protagonista a Chartres: filtrando per le grandi vetrate, essa ha il compito di simboleggiare la Grazia divina, indicando il punto di contatto (il luogo di culto stesso) tra il mondo umano e quello divino. L'uso estensivo delle vetrate policrome non era solo un vezzo estetico ma rispondeva a precise esigenze didattiche: attraverso le decorazioni istoriate, assemblate con strisce di piombo, era possibile istruire i fedeli sulle Sacre Scritture e i Vangeli.
Sulla facciata principale, i temi iconografici delle finestre appaiono speculari a quelli dell'apparato scultoreo: al centro del rosone v'è Cristo in maestà; le tre monofore raccontano la storia della salvezza. La vetrata destra è decorata con una bella rappresentazione dell'Albero di Jesse e della stirpe di Davide, mentre una serie di profeti ne annunciano la venuta. La vita di Cristo è descritta nella finestra centrale, più alta e larga delle altre.
Le vetrate del cleristorio presentano grandi immagini di santi, profeti, nobili e sovrani. La funzione didattica è invece demandata alle finestre poste lungo le navate laterali e le cappelle radiali del deambulatorio. I temi comprendono scene bibliche, soprattutto storie di Cristo e della Vergine, episodi della vita di santi, e persino le gesta di Carlo Magno, manifestazione della volontà politica di conferire alla corona francese un carattere di sacralità per diritto divino. La porzione inferiore delle vetrate è spesso occupata da uomini intenti in lavori manuali.

Vetrata istoriata
Le Sculture: Narrazioni in Pietra
Le statue che popolano l'imponente facciata di Chartres sono considerate la punta di diamante della scultura gotica transalpina e un elemento imperdibile per gli amanti della storia dell'arte. I timpani e le colonne che delineano ogni entrata della cattedrale sono riccamente decorati da statue che raffigurano le tappe principali della vita di Cristo e allegorie dei più importanti concetti teologici. La scultura gotica, con il suo realismo dei tratti e l'organicità dell'insieme, trova a Chartres una delle sue più importanti manifestazioni.
Il Portail Royal
Il grande Portail Royal che orna la facciata occidentale rivela ancora influenze stilistiche romaniche, tuttavia ormai trasfigurate in un linguaggio di transizione verso il gotico. Costituito da tre ingressi affiancati, ospita un ricco apparato scultoreo incentrato sulla missione escatologica di Cristo, di raffinatissima fattura. Tra gli strombi si alternano diciannove statue-colonne di profeti in simbolica processione per onorare Cristo, la cui vita è riassunta nelle decorazioni dei capitelli.
- Ingresso centrale: Il Messia è raffigurato nella lunetta nelle vesti di giudice, entro una mandorla, attorniato dai simboli del Tetramorfo. Lungo l'archivolto si dispongono i ventiquattro vegliardi che nell'Apocalisse di Giovanni assistono alla Parusia, la seconda venuta di Cristo.
- Portale sinistro: Il tema è l'Ascensione di Cristo, su una nuvola che si eleva al cielo, attorniato da una schiera di angeli e, sul registro inferiore, dalle figure degli apostoli seduti. L'archivolto accoglie una pregevole personificazione dei Mesi con i corrispondenti lavori agricoli e i segni zodiacali.
- Ingresso destro: È dedicato alla Natività, con Maria in trono con il Bambino, affiancata da due angeli, sormontata dalle immagini delle arti e dei mestieri. Poco più in basso, un lungo bassorilievo raffigura la Presentazione al Tempio.
I Portali dei Transetti
Il transetto della Cattedrale si apre all'esterno attraverso due facciate laterali, ciascuna provvista di tre portali strombati con protiro e un rosone centrale. Questi ingressi, frutto dell'ultima ricostruzione gotica, sono altrettanto preziosamente scolpiti e le forme rivelano un'espressività e una plasticità eccezionali.
- Portale sud: Consacrato al tema del Giudizio Universale.
- Portale nord: Chiamato anche "portale dell'Alleanza", è dedicato alla Vergine in trono. Sull'ingresso destro di questo portale, due colonnine scolpite mostrano scene che suscitano grande fascino e mistero, come la raffigurazione del trasporto dell'Arca dell'Alleanza su un carro trainato da buoi e la sua copertura con un velo. Le raffigurazioni dell'Arca, che conteneva le Tavole della Legge di Mosè, sono accompagnate dalla scritta "Hic amititur, Archa cederis" ("Tu lavorerai per l'Arca"), che alcuni interpretano come "Hic Amicitur Archa Foederis" ("Qui è nascosta l'Arca dell'Alleanza"), aggiungendo un capitolo al mito di Chartres.
La mano di Jehan di Beauce (XVI secolo) è quella che ha scolpito il magnifico velo del coro, con duecento statue che narrano la vicenda di Cristo e della Vergine.

Il Labirinto di Chartres: Simbolo del Cammino Spirituale
Per gli amanti delle curiosità, è impossibile non nominare il celebre labirinto presente sul pavimento marmoreo della cattedrale. Al centro della pavimentazione della navata centrale è inscritta una labirintica figura geometrica dal valore altamente simbolico, opera del XII secolo. Con un diametro di oltre 13 metri, è il più grande labirinto medievale al mondo.
Questo ostico percorso, tuttavia, non presenta false piste: è un labirinto unicursale che, nonostante la lunghezza di 261,5 metri, presenta un'unica via che collega al punto di arrivo, una raffigurazione stilizzata di una rosa a sei petali. Il labirinto, dunque, rappresenta il cammino di ogni credente verso la salvezza, un dedalo intricato di cui è impossibile non mirare alla meta. È una luminosa provocazione diretta alla concezione di “epoca buia” che per troppo tempo ha dominato la nostra visione del Medioevo, limitandola.
Il percorso per giungere nell'intimo del labirinto è circolare, ritmico e ripetuto come il battito del cuore. Giunti al centro del labirinto, ove un fiore esapetalo è l'immagine trascendente della città di Dio, i fedeli ripercorrono il tracciato all'incontrario. Ci si volge poi a oriente e si prosegue verso l'abside, in direzione del sole nascente e dei luoghi in cui nacque e visse il Messia.
Vi sono quattro zone e undici anelli concentrici da attraversare prima di giungere al fiore centrale composto da sei petali, il cui elemento centrale - il settimo, il numero sacro della Creazione - manca. Si dice che il labirinto metta in guardia contro la presunzione, l'impazienza, la pigrizia e sproni a proseguire sempre e comunque. Come in uno specchio, in perfetta corrispondenza sulla facciata dell'edificio si apre la grande rosa circolare. Le due figure, rosone e labirinto, hanno la stessa area e appaiono perfettamente sovrapponibili, se non nella concretezza della materia almeno sul piano metafisico della luce. L'interiorità è il riflesso di ciò che proviene dall'esterno.
Per un motivo o per l'altro, il labirinto lo si può ammirare solo il Venerdì, quando non è coperto dalle sedie.

La Reliquia del Velo della Vergine
All'interno della Cattedrale, in una cappella del coro, è ancora oggi custodito il Velo della Vergine che, secondo la leggenda, corrisponde al copricapo che Maria aveva indosso durante l'Annunciazione, quando concepì il Verbo. Questa reliquia, di grandissima importanza per la cristianità, si ritiene sia stata donata a Chartres da Carlo il Calvo, nipote di Carlo Magno, nell'876. La sua vera origine rimane incerta, ma fu meta di numerosi pellegrinaggi.
La reliquia era custodita in una cassa di grande valore, i cui gioielli furono venduti durante la Rivoluzione Francese. Anche il velo stesso fu tagliato in diverse porzioni e venduto. Nonostante ciò, la sua presenza continua ad attrarre fedeli e studiosi.
Curiosità e Misteri
La Cattedrale di Chartres è ritenuta da molti la più misteriosa del mondo. Entro le sue mura gotiche si può percepire un fascino arcano.
- Il Foro del Solstizio: Celebre è la vetrata del transetto sud con la vita di Sant’Apollinare, non solo per la sua straordinaria fattura artistica, ma anche per un misterioso fenomeno luminoso che si ripete ogni anno. La monofora è esposta a occidente e, il giorno del solstizio d'estate a mezzogiorno, un raggio filtra da un foro appositamente non decorato e colpisce una mattonella posta di sbieco sul pavimento, in corrispondenza di un minuscolo segnacolo metallico incuneato quasi mille anni fa. Questa pietra, più bianca delle altre e posta di sbieco, è spesso ignorata dai visitatori.
- L'Incoronazione di Enrico IV: Enrico IV (1553-1610) fu l'unico re francese ad essere incoronato in questa cattedrale il 27 febbraio 1594, anziché nella Cattedrale di Reims come voleva la tradizione. Parigi era rimasta cattolica e si opponeva al re ugonotto, rendendo Chartres la sede di questa eccezione storica.
La Cattedrale nell'Arte: Il Dipinto di Corot
Nonostante i secoli, la Cattedrale di Chartres ha continuato ad essere ammirata da grandi artisti moderni. Tra questi si distingue il celebre dipinto realizzato dal pittore francese Jean-Baptiste Camille Corot. Iniziata nel 1830 e completata 42 anni più tardi, la tela descrive uno scorcio da cui è visibile in tutto il suo splendore l'ampia facciata della cattedrale. L'edificio gotico è illuminato da una luce gentile e immerso in un'atmosfera romantica in cui l'architettura si mescola perfettamente con un brullo paesaggio agreste. Ad espressione di questa unione tra naturale e artificiale, Corot mette in parallelo la verticalità delle due torri della cattedrale con due alberi che si stagliano alla sinistra dell'edificio. Anticipatore della pittura en plein air resa celebre dagli impressionisti, Corot raffigura un paesaggio idilliaco dove l'uomo e la sua opera si uniscono armoniosamente alla realtà circostante.

Informazioni Pratiche
La Cattedrale di Chartres è situata a circa settanta chilometri ad ovest di Parigi ed è facilmente raggiungibile in treno dalla capitale francese. Dalla stazione di Chartres alla Cattedrale, il percorso a piedi non richiede più di 10 minuti a passo lento.
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