Bartolomeo Rastrelli: L'Architetto del Barocco Russo

Bartolomeo Francesco Rastrelli, architetto fiorentino, fu una figura preminente nell'architettura russa del XVIII secolo, in particolare durante il regno dell'imperatrice Elisabetta Petrovna, figlia di Pietro il Grande. Il suo stile, noto come "barocco rastrelliano" o "barocco elisabettiano", è un'originale fusione di elementi occidentali e tradizionali russi, che ha lasciato un'impronta indelebile sul paesaggio architettonico di San Pietroburgo e dintorni.

Lo Stile Architettonico di Rastrelli

Il barocco rastrelliano si distingueva per un sapiente dosaggio della policromia, che riusciva a riequilibrare le grandi scale degli edifici. Le sue creazioni erano dotate di lunghi fronti scanditi dall’alternanza di semicolonne, finestre, paraste e telamoni. Gli interni, d'altra parte, erano sfarzosi, caratterizzati da una gran profusione di stucchi, specchi e giochi di luce, creando ambienti di straordinaria opulenza e magnificenza.

Schizzo architettonico dello stile barocco rastrelliano

Le Opere Principali a San Pietroburgo e Dintorni

Il Palazzo d'Inverno e l'Ermitage

Tra le più celebri realizzazioni di Rastrelli spicca il Palazzo d'Inverno, affacciato sul lato nord della scenografica Piazza del Palazzo a San Pietroburgo, fulcro del potere imperiale per oltre duecento anni. La facciata principale di questo grandioso edificio è opera dell’architetto italiano, costruita durante la seconda metà del ‘700 in pieno stile barocco.

Il Palazzo d'Inverno, residenza invernale degli zar, fu il cuore della Russia zarista e nel 1917 fu scenario di eventi cruciali come l'inizio della Rivoluzione d'Ottobre. Attualmente, ospita l'imperdibile Museo Statale dell'Ermitage, uno dei più importanti musei al mondo. Progettato da Bartolomeo Rastrelli per l'imperatrice Elisabetta, il palazzo fu completato nel 1762, dopo la morte di Elisabetta. Le collezioni esposte, che comprendono oltre 2.700.000 pezzi, si estendono lungo il fiume Neva per ben 230 metri. Il museo ospita capolavori di artisti come Leonardo da Vinci, Raffaello, Tiziano, Rembrandt, Rubens e una vasta collezione di opere di impressionisti e post-impressionisti, tra cui Matisse e Picasso.

Palazzo d'Inverno, facciata di Rastrelli sul fiume Neva

Il Monastero Smol’nyj e la Sua Cattedrale

Tra le altre significative realizzazioni pietroburghesi attribuite a Rastrelli figura il Monastero Smol’nyj, fondato nel 1748. Questo complesso fu originariamente concepito per l’accoglienza e l’educazione delle orfane. Il monastero è noto per la sua imponente Cattedrale di Smol’nyj, un magnifico esempio di architettura barocca russa che incarna appieno lo stile distintivo di Rastrelli, con le sue cupole azzurre e le ricche decorazioni.

Monastero Smol'nyj con la cattedrale, architettura barocca

Il Palazzo di Caterina a Puškin (Tsarskoye Selo)

Un altro capolavoro di Bartolomeo Rastrelli è la reggia di Puškin, conosciuta anche come Palazzo di Caterina (precedentemente Tsarskoye Selo, ovvero "Villaggio dello Zar"). Situato a 29 km da San Pietroburgo, questo palazzo è un vero gioiello di architettura barocca, creato sotto le imperatrici Elisabetta e Caterina la Grande. Al suo interno si trova la celeberrima Camera d'Ambra, un'opera di maestria unica, decorata dal Rastrelli con sculture in legno dorate, specchi, mosaici di agata e diaspro e splendidi pannelli d'ambra scolpiti. La Grande Sala, con i suoi specchi e le decorazioni in legno dorate, è un altro esempio della sfarzosità degli interni. I parchi circostanti, che occupano un'area di 600 ettari, ospitano oltre 100 monumenti artistici, includendo sculture di maestri della scuola veneziana.

Palazzo di Caterina a Puškin, facciata barocca

La camera d’ambra a Tsarskoe Selo

Il Congedo di Rastrelli e il Passaggio al Neoclassicismo

La carriera di Bartolomeo Rastrelli ebbe una svolta nel 1763, quando l’imperatrice Caterina II la Grande, che contrariamente a Elisabetta non amava il barocco, congedò l'architetto. Questo segnò l'inizio di una nuova fase per l'architettura russa, con la transizione verso il neoclassicismo, lo stile prediletto dalla nuova imperatrice, di cui il bergamasco Carlo Quarenghi sarebbe diventato il massimo interprete.

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