I Catechismi Massonici e l'Eredità Ermetico-Filosofica: Il Contributo delle Edizioni Brenner

Il presente volume offre al lettore una raccolta altamente rappresentativa dei cosiddetti “catechismi massonici”. Questi testi, insieme ad altri documenti storici, costituiscono la memoria e la storia delle origini della Massoneria, marcando il cammino iniziatico dell'Ordine massonico nel corso delle più recenti epoche storiche e i momenti critici del suo percorso evolutivo.

L'Evoluzione della Documentazione Massonica

La storia dei documenti massonici rivela un'interessante evoluzione nel tempo. Si può affermare che i primi documenti fossero a carattere normativo e che avessero visto la luce intorno alla metà del secolo XIII. A partire dal secolo XV avrebbero iniziato a proliferare le Costituzioni, stabilendo regolamenti generali per tutta la categoria a guisa di legge universale.

Fu soltanto alla fine del secolo XVII che iniziarono a circolare i catechismi, seguiti di lì a poco da rituali e divulgazioni di vario genere nel corso del secolo XVIII fino alla metà del secolo XIX. Questa adozione della forma scritta si andò praticando parallelamente in tutti i Paesi europei, manifestandosi non solo come una novità formale ma anche come strumento sostanziale di evoluzione e veicolo di contenuti e di esigenze peculiari del momento storico.

Il Poema Regius è il più antico documento massonico che si conosca e diede l'avvio a un fenomeno di rilevanza storica, considerando che fino al XIII-XIV secolo all'interno della Libera Muratoria vigeva la regola della tradizione orale. La comparsa dei manoscritti non fu un fenomeno casuale; anzi, è configurabile un'intera "epoca dei manoscritti", che segna un'importante fase di evoluzione delle compagnie muratorie.

Manoscritto storico massonico, esempio di catechismo o costituzione antica

La Collana "Eredità Massonica" delle Edizioni Brenner

La collana EREDITÀ MASSONICA, curata da A. C., si dedica a presentare questi documenti fondamentali. I testi di questa collana sono proposti in una pregiata versione bilingue, offrendo al lettore erudito l'opportunità di spingersi oltre la pur accurata traduzione per consultare e confrontare direttamente lo scritto originale, attingendo in tal modo alla fonte pura e incontaminata.

L'opera è il risultato di un accurato lavoro di squadra, condotto da qualificati studiosi del simbolismo dedicati a raccogliere, selezionare, tradurre e curare (corredandoli di note e introduzioni) quei documenti in cui è stata racchiusa la più pura dottrina latomistica, al fine di presentarla con una visione d'insieme al pubblico di lingua italiana.

Manoscritti Essenziali Inclusi nel Volume

Il volume include documenti chiave quali:

  • Saggio introduttivo
  • Il manoscritto degli Archivi di Edimburgo (1696)
  • Il manoscritto Chetwode Crawley (1700 ca.)
  • Il manoscritto Sloane n. 3329 (1700 ca.)
  • Il manoscritto Dumfries n.

Il formato fisico del volume è di 22,5 cm x 15,3 cm, con una copertina a quattro colori in cartoncino vergato “Acquerello” avorio 280 gr.

MASSONERIA - La storia sconosciuta

Il Catechismo Ermetico-Massonico della Stella Fiammeggiante

Un esempio significativo di catechismo massonico di profonda valenza ermetico-filosofica è il "Catechismo Ermetico-Massonico della Stella Fiammeggiante". Questo testo è parte di un'opera più ampia, in due volumi, pubblicata in Francia, insieme a una raccolta di Rituali des grades alchimiques du baron Tschoudy. Un'edizione italiana del Catechismo era stata pubblicata nel 1984 dalle Edizioni Atanòr.

Il Barone Henri Theodor Tschudy e il Principe Raimondo de Sangro

L’autore del "Catechismo Ermetico-Massonico della Stella Fiammeggiante" è il Barone Henri Theodor Tschudy (1724-1769). Nel 1751, a soli 27 anni, Tschudy fu installato come Maestro Venerabile in una Loggia di Napoli dal famoso Principe Alchimista e Scienziato Raimondo de Sangro, allora Gran Maestro della Libera Muratoria napoletana.

La Loggia di questi due personaggi si proponeva una lettura dei rituali massonici in chiave essenzialmente ermetico-filosofica. Tuttavia, nel 1760 il Barone migrò a San Pietroburgo, divenendo Oratore di una delle Logge fiorenti in Russia sotto il favore della Zarina Caterina. Ritornò poi in Francia, dove divenne uno degli ideologi del futuro Rito Scozzese e creò un suo Sistema Cavalleresco che includeva un Grado Rosa-Croce.

Nel 1766, Tschudy fondò «L’Ordre de l’Etoile Flamboyante», una Loggia di stretta osservanza Ermetica, dove sviluppò gli insegnamenti del Principe Raimondo di Sangro. Gli esperimenti del Barone Tschudy e del Principe De Sangro miravano a creare un Ordine Massonico ed Ermetico in egual misura, provvisto di propri Statuti, Rituali e Catechismi.

Le vicende del Barone si intrecciano con alcuni dei momenti più salienti della Storia della Massoneria e dell'Esoterismo settecentesco, inclusa la questione, mai risolta, dell'influenza dell'Ermetismo Rosacrociano sulla nascita della Massoneria Moderna.

Ritratto del Barone Henri Theodor Tschudy o del Principe Raimondo de Sangro

Il Contesto Storico-Culturale: Rosacrocianesimo e la Nascita della Scienza Moderna

Il periodo tra il XVI e il XVII secolo fu un'epoca di profonda irrequietezza e fermenti in Europa. Alfred Schmidt descrive questo passaggio come un momento in cui i principi di vita sociale e culturale erano considerati antiquati, e il carattere obbligatorio delle credenze tradizionali sembrava pericolante. Stava sorgendo una nuova visione del mondo, con la nuova fisica che imparava a leggere nel libro della natura attraverso un approccio metodico ed empiristico, unito a un razionalismo che dava vigore solo a ciò che reggeva di fronte a una sovrastante intelligenza. Figure come Bacone e Cartesio furono gli araldi di questa nuova epoca, in cui le “cose” dettero la misura del ragionamento critico.

In questo fragile periodo di transizione risuonò la parola d'ordine: ricostruzione generale di tutto il mondo. Essa fu sostenuta da un gruppo di persone che si autodefinivano Rosacrociani, cristiani profondamente inquieti, aperti ai problemi del mondo, che perseguivano una sintesi di fede e di scienza, di religione e di razionalità.

Gli Ideali Rosacrociani

Secondo Alfonso Rosenberg, il punto centrale programmatico dei Rosacrociani era che creazione e redenzione, il dono divino della grazia e la cultura umana erano scaturiti da un'unica radice e indicavano un'unica meta futura: l'umanità intera e il mondo intero nel profano e nel divino. I Rosacrociani fecero rivivere la Croce, ma non più come simbolo della sola Passione, bensì come “la Croce nella Rosa”, un segno di redenzione nella multiforme creazione, nella natura, nel mondo. Il loro insegnamento prometteva l'unificazione della vita scissa, sollevando la materia a una coscienza religiosa e proponendo la conciliazione tra l'astratto e il concreto, fede e scienza, nell'idea di un Cristo antidogmatico e di grandezza cosmica. Lo scopo ultimo dei Rosacroce era l'instaurazione di una pace definitiva tra cattolici e protestanti e la conciliazione tra il nascente pensiero scientifico e quello religioso.

Figure Chiave del Rosacrocianesimo

Tra i primi Rosacrociani spiccano figure come:

  • Il giovane studente di teologia Johann Valentin Andreae (1586-1654), che scrisse il primo documento programmatico del movimento.
  • Sendivogius (1566-1636), noto come il Cosmopolita.
  • Il medico, alchimista e musicista tedesco Michael Maier (1568-1622).
  • Il medico, alchimista e cabalista inglese Robert Fludd (1574-1637).
  • Johann Amos Comenius (1592-1670), vescovo della Confraternita Boema, umanista e pedagogo, che credeva fermamente nell'estensione del sistema scolastico a tutte le classi sociali. Schmidt rileva analogie tra gli Antichi Doveri Massonici di Anderson e i regolamenti redatti da Comenius.

Rosacroce, Royal Society e Massoneria Speculativa

Molti di questi intellettuali, inclusi Comenius, figurano anche tra i fondatori della Royal Society, la prima accademia nazionale per la promozione della cultura fisico-matematica e dell'approccio sperimentale. Tra i suoi membri si annoverano Robert Boyle, iniziatore della chimica moderna, e Christopher Wren, famoso architetto e ultimo Gran Maestro della Massoneria Operativa.

In un'epoca di intensi scambi culturali e scientifici, le “visioni futuristiche” dei Rosacroce incontrarono le aspirazioni scientifiche della Royal Society e lo spirito costruttivo della Libera Muratoria. Ciò stimolò alcune Logge Operative, ormai aperte ai Massoni Accettati, a trasformarsi in una Confraternita tesa a progettare il progresso dell'Umanità, andando oltre le divisioni politiche e religiose.

La Massoneria Speculativa gettò così le basi per divenire un poderoso Edificio della Conoscenza, costituito da Camere Inferiori e Superiori, nelle quali istruirsi e perfezionarsi sulle più diverse scienze e discipline iniziatiche. Il desiderio di approfondire certi argomenti, anche quelli relativi a elementi di Teurgia Egizia e Magismo Mesopotamico, portò alcuni iniziati a fondare nuove Società Iniziatiche non massoniche, ma composte da Liberi Muratori, o a influenzare la nascita di nuovi Riti.

Simboli rosacrociani e massonici interconnessi

Struttura e Contenuti dell'Opera "L'Ètoile Flamboyante"

Il trattato del Barone Tschudy «L’Ètoile Flamboyante ou la Societé des Francs-Maçons considerée sous tous les aspetcs», stampato nel 1976 «à l’Orient chez le Silence», si compone di due volumi. Il primo include una prefazione intitolata Idèè generale de la Maçonnerie considerée sous un point de vue philosophique, sous le nom del La Societè des Philopshoses Inconnues.

Il secondo volume riporta gli Statuti dell’Ordine divisi in 30 capitoli, il Catechismo «ou Istruction pour le grade d’Adepte ou apprentif philosophe sublime e inconnu» e, infine, un’Ode Alchemica, presentata come una chiave interpretativa e riassuntiva della Grande Opera. In appendice sono inclusi anche «discorsi tenuti per lo più in Logge di rito scozzese in varie località dell’Europa, tra cui quella del principe di Sansevero (Discours prononcè a la reception de plusieurs Apprendiste à la loge du Prince di S.S. a Naples, 1745)».

Gli Statuti e i Loro Principi

Come riportato dal Wirth, gli Statuti sono quasi identici agli Statuts des Philosophes Inconnus del Sendivogius, con lievi modifiche negli articoli I, IV e XXX, dove mancano brevi riferimenti alla religione cristiana. Dal Sendivogius, il Barone trasse non solo gli Statuti, ma l'idea stessa dell'Ordine della Stella Fiammeggiante, che aveva postulato in alcune lettere personali la sua Idèe d’un Novelle Societè de Philosophes dedicata alla diffusione delle conoscenze Ermetiche.

I principi base degli Statuti del Sendivogius, molto simili a quelli adottati successivamente dalla Massoneria, furono facilmente trasformati da Tschudy negli Statuti del suo Ordine Ermetico-Massonico. Alcuni articoli chiave includono:

  • Articolo I: Universalità. La compagnia non doveva essere limitata a una contrada, nazione, reame o provincia, ma espandersi per tutta la terra abitabile, laddove la virtù è conosciuta o la ragione seguita, portando un bene universale ovunque si trovino soggetti adatti a riceverlo.
  • Articolo III: Prudenza nel Numero. Il numero degli associati doveva essere in relazione alla Prudenza, determinato da Tempo, Luogo e Necessità, ma sempre limitato, poiché «la vera filosofia non si accorda affatto con una moltitudine di persone».
  • Requisiti per l'Ammissione. Non era necessario che i membri fossero della medesima condizione, professione o religione, ma era richiesto che fossero «almeno convinti dei santi misteri della religione cristiana, che amino la virtù, che abbiano spirito adatto alla filosofia, in modo che l’ateo e l’idolatra non possano essere ammessi».
  • Desiderio di Conoscenza Ermetica. Oltre a costumi impeccabili, era richiesto «un autentico desiderio di penetrare nei segreti della chimica, e una curiosità che sembra venire dal fondo dell’anima; di conoscere non le ricette dei ciarlatani, ma le ammirevoli operazioni della Scienza Ermetica».
  • Pratica e Astensione da Frodi. L'articolo 18 prescriveva lo studio dei libri dei Filosofi e l'importanza di «mettere egli stesso mano alla Pratica, senza la quale ogni speculazione è incerta». Era fondamentale astenersi da «ogni operazione sofistica sui metalli di qualunque specie essi siano» e non avere «alcun commercio con tutti i ciarlatani e dispensatori di ricette», poiché «non vi è niente di più indegno per un filosofo cristiano il quale cerca la verità e vuole aiutare i suoi Fratelli, che di fare professione di un’arte ingannatrice». L'articolo 21 spiegava che era possibile lavorare nella «chimica comune» e distillare minerali, ma solo in un «laboratorio di chimica volgare» di buona reputazione.
  • Condivisione della Pietra Filosofale. Nell'Articolo 30, infine, si invitava «Chi giunge a realizzare la Pietra» a «donare una piccola parte della sua Polvere, esplicare il processo o aiutare gli altri con consigli», considerandolo «il metodo migliore, perché ognuno dovrebbe arrivarci».

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