Il rapimento e il brutale assassinio di Hugo Leonardo Avendaño Chávez, studente di psicoterapia presso la Universidad Intercontinental (UIC) e seminarista, hanno sollevato profonda indignazione e sconcerto nella comunità messicana. Il giovane, noto ai suoi amici come "Leo", era una figura molto amata all'interno della parrocchia di Cristo Salvador.

La scomparsa e il ritrovamento
L'11 giugno 2019, Leonardo lasciò il suo appartamento comunicando al fratello Josué che si sarebbe recato alla parrocchia di Cristo Salvador per incontrare il suo amico, il padre Francisco Javier Bautista, con l'intenzione di trascorrere lì la notte. Il giorno seguente, il padre Francisco contattò la famiglia chiedendo informazioni su Leonardo, poiché il giovane non era arrivato all'appuntamento previsto.
Le autorità hanno successivamente rinvenuto il corpo di Leonardo all'interno del suo veicolo in un'area di Tlalpan. La vittima presentava segni di percosse e la causa del decesso è stata accertata come asfissia per strangolamento. La famiglia ha denunciato fin da subito la presenza di evidenti segni di tortura sul corpo del giovane.
Le indagini e l'arresto del sacerdote
Dopo una rapida indagine, il 19 giugno 2019, le autorità hanno arrestato il padre Francisco Javier Bautista. Le prove chiave, secondo gli inquirenti, includevano:
- Analisi delle telecamere di sicurezza che mostravano gli spostamenti del veicolo di Leonardo.
- Localizzazione dei telefoni cellulari tramite antenne satellitari.
- Testimonianze sul legame tra il religioso e la vittima.
La procura ha esplorato diverse linee investigative, inclusa l'ipotesi di una trama che coinvolgeva materiale compromettente trovato su un iPad della vittima, ipotizzando dinamiche di estorsione o rapporti personali non dichiarati tra il giovane e diversi membri del clero.

La reazione della Chiesa e della società
La Conferenza dell'Episcopato Messicano (CEM) ha condannato fermamente l'episodio, definendo l'accaduto parte di una grave ondata di insicurezza nel Paese. Tuttavia, all'interno della gerarchia ecclesiastica, il caso ha generato confusione e posizioni contrastanti.
Mentre alcuni esponenti, come l'ex portavoce dell'arcidiocesi Hugo Valdemar Romero, hanno parlato di un "crimine fabbricato" e di irregolarità nel processo, i familiari di Leonardo hanno costantemente sollecitato le autorità a procedere con rigore, negando le giustificazioni addotte dalla difesa del sacerdote.
Esito giudiziario
Nonostante le numerose manifestazioni di sostegno organizzate dai fedeli, che hanno richiesto la scarcerazione del sacerdote sostenendo la sua innocenza, l'iter processuale ha seguito il suo corso. L'8 aprile 2021, il padre Francisco Javier Bautista è stato condannato a 27 anni e sei mesi di carcere per l'omicidio di Hugo Leonardo Avendaño Chávez.