A Cervignano del Friuli, l'impegno per l'accoglienza e la solidarietà si concretizza in diverse strutture e iniziative promosse dalla parrocchia e supportate dalla comunità. Queste case rappresentano punti di riferimento fondamentali per chi si trova in situazioni di vulnerabilità, offrendo non solo un tetto, ma anche supporto e percorsi di integrazione.
La Casa dell'Ospitalità "Monsignor Silvano Cocolin": Un Rifugio per Famiglie in Difficoltà
La Casa dell’Ospitalità - Monsignor Silvano Cocolin a Cervignano del Friuli è un'oasi di accoglienza dedicata a famiglie e persone che affrontano improvvise difficoltà abitative o emergenze.
Ubicazione e Struttura
Questa struttura, situata nei pressi della canonica e facendone relativamente parte, si erge come un rifugio sicuro. Moltissime persone hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione di questa nuova Casa di accoglienza, avvenuta nel piazzale del Duomo, alla presenza di autorità civili e religiose. L'edificio ospita anche la sala parrocchiale intitolata a don Silvano Cocolin.
Al primo piano della Casa dell'Ospitalità si trovano cinque alloggi completi di servizi, letto e angolo cucina, progettati per garantire un soggiorno dignitoso e confortevole. Questi appartamenti, di circa 40 metri quadri, sono dotati di posti letto, servizi igienici e una piccola cucina. È presente anche uno spazio ulteriore, ricavato dalle vecchie stanze che costituivano la canonica, che sarà gestito direttamente dalla parrocchia. Per favorire la socializzazione e il relax degli ospiti, la struttura dispone di due spazi comuni funzionali, tra cui due disimpegni, un corridoio, una lavanderia, una terrazza stenditoio e un piccolo giardino al piano terra.
A fianco della nuova casa di accoglienza, inoltre, ha riaperto la sede della radio parrocchiale.

Missione e Gestione
La Casa dell’Ospitalità persegue l'obiettivo primario di fornire un alloggio temporaneo a persone che, per motivi improvvisi e contingenti, si ritrovano senza un’abitazione adeguata. Accoglie nuclei familiari e persone singole del territorio in condizioni di grave difficoltà, rappresentando un ponte verso soluzioni abitative stabili e offrendo agli ospiti il tempo necessario per pianificare il proprio futuro e ricercare sistemazioni più consone alle proprie esigenze. Questo servizio viene erogato dal 2009 e moltissime famiglie hanno avuto il sollievo di avere un tetto dove poter vivere e, con fiducia, mettere le basi per il futuro senza nessun assillo abitativo.
Di proprietà della Parrocchia, i cinque appartamenti sono gestiti in convenzione con il Comune di Cervignano del Friuli e in stretta collaborazione con l’Associazione “Vicini di Casa”, che segue da vicino le famiglie ospiti. La gestione della struttura tocca ai servizi sociali del Comune e l’amministrazione garantisce alla parrocchia un contributo annuale di 10 mila euro per dieci anni. Gli accordi prevedono che il Comune si occupi della gestione degli appartamenti, prendendosi carico delle spese per la manutenzione ordinaria, mentre la parrocchia garantisce l’operato dei volontari e delle associazioni.
L'Inaugurazione e il Messaggio di Accoglienza
La nuova Casa di accoglienza è stata ufficialmente consegnata alla comunità di Cervignano alla presenza dell’arcivescovo di Gorizia, monsignor Dino De Antoni, del parroco di Cervignano, don Dario Franco, del sindaco Pietro Paviotti e dei progettisti, l’architetto Ennio Snider e il geometra Luca Negro. La struttura sarebbe diventata ufficialmente operativa a partire da giugno.
Monsignor De Antoni ha sottolineato l'importanza dell'apertura: «Questo edificio dovrà essere aperto a tutte le persone bisognose. La comunità di Cervignano dovrà impegnarsi ad avere un atteggiamento di accettazione incondizionata nei confronti di chi ha bisogno». Don Dario Franco ha aggiunto che «Aiutare chi sta peggio di noi è importante. La nuova casa di accoglienza ci consentirà di offrire servizi importanti per la collettività».

La Comunità di Accoglienza per Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) a Cervignano
Cervignano è anche sede di una comunità dedicata all'accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA), un'iniziativa che riflette l'impegno della comunità locale verso i giovani migranti.
Trasferimento e Inaugurazione
La mattina del 29 settembre è stata celebrata l’inaugurazione della comunità per MSNA di Cervignano (UD). La comunità si era trasferita da Torviscosa qualche mese prima e, dopo essersi sistemata e acclimatata, ha finalmente aperto le sue porte agli ospiti per festeggiare il trasferimento. È stata una giornata splendida, con la partecipazione di tante persone venute a salutare, augurare buona fortuna, supportare e festeggiare la nuova realtà. Numerosi sono stati i membri delle istituzioni, il cui invito è stato accolto con gratitudine.
Lo Spirito di Accoglienza e Integrazione
I minori, spesso chiamati “ospiti” in gergo tecnico, hanno assunto il ruolo di bravi padroni di casa. Si sono svegliati alla buon’ora e, con l’aiuto degli operatori e delle operatrici dell’equipe, hanno decorato la comunità con nastri, fiocchi, pannelli e decorazioni. Un momento particolarmente toccante è stato l'arrivo di un gruppetto di MSNA da Fagagna, che tra strette di mano, abbraccioni e pacche sulle spalle, si sono uniti ai loro compagni di Cervignano.
Le parole, gli estratti delle Letture e le preghiere recitate da don Sinuhe Marotta e dal diacono Manuel Millo sono state scelte con molta cura, risultando toccanti ed emozionanti. Un passaggio recitava: “Assisti e proteggi tutti i nostri fratelli e sorelle migranti. Fa che non si sentano stranieri nella nuova patria, e che siano accolti fraternamente.”
Federica, la coordinatrice della comunità per MSNA di Cervignano, ha espresso un concetto chiave: “Voglio fare il calciatore -qualcuno ha questo desiderio-, vorrei fare l’astronauta. Loro hanno altri linguaggi di desiderio. Hanno altri bisogni che ci comunicano. Dobbiamo intercettarli, e una volta che li ingaggiamo, li accogliamo, dobbiamo accogliere questi desideri, e poi accompagnarli”. Ha sottolineato come il lavoro di un operatore sia già complesso, e lo sia ancora di più per giovani stranieri lontani dalla propria famiglia. La comunità crede fermamente che «I ragazzi che sono qui da noi escono dalla comunità per vedere quello che c’è fuori, per imparare a stare con il mondo che c’è fuori. Chiedo, se è possibile, fiducia verso questa comunità e verso l’equipe che ci lavora».
L’inaugurazione rappresenta la volontà di non limitare i ragazzi alle mura della comunità: «Non possiamo auspicarci che questi ragazzi imparino a stare nel nostro mondo, nella nostra società rimanendo chiusi nelle mura della comunità. I ragazzi devono uscire, andare a zonzo nel centro città, andare a scuola, andare al parco a giocare a pallone - o a cricket. Le comunità non devono essere degli spazi chiusi, anzi! Devono essere luoghi di scambio, permeabili sia verso l’esterno che verso l’interno. Solo così potremo conoscerli e farci conoscere».
L'importanza dell'integrazione è stata dimostrata anche in dettagli pratici, come la scelta di servire una pizza halal durante il pranzo condiviso post-inaugurazione, definita eccezionale e buonissima. Questo non è stato un semplice elogio culinario, ma un modo per affermare che, «con qualche accortezza ciò che è diverso può vivere insieme, e il risultato può essere sorprendentemente delizioso».

Riconoscimenti e Collaborazioni
La riuscita dell’inaugurazione non sarebbe stata possibile senza gli sforzi di tutti gli operatori e di tutte le operatrici dell’equipe di Cervignano, che ha predisposto gli spazi, organizzato il buffet e coordinato i ragazzi. A tutti loro va un sentito ringraziamento.
Ai volontari e alle volontarie è stato regalato il libro di Pierluigi Cappello “Un prato in pendio. Tutte le poesie 1992-2017“, scelto perché l'autore ha parlato di perseveranza, futuro, speranza e solitudine, temi molto pertinenti per chi si occupa di accoglienza. Ai giornalisti e agli amministratori è stato donato “Il Glossario delle migrazioni”, un libretto scritto e prodotto da Bottega Errante Edizioni nel progetto Prassi Intermedia, concepito per approcciarsi alla complessità delle migrazioni senza farsi sopraffare.
La gratitudine è stata estesa a tutte le istituzioni presenti all’inaugurazione, in particolare al Sindaco di Cervignano Andrea Balducci, alle forze dell’ordine, ai giornalisti, agli amministratori, al don e al diacono, alla cittadinanza, ai volontari, ai familiari e agli amici.
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