Carlo Acutis: Vita, Spiritualità e il Percorso verso la Santità

Un Ragazzo Straordinario nella Normalità Quotidiana

Ci sono vite che scorrono, apparentemente normali, ma che allo stesso tempo compiono opere straordinarie. Quella di Carlo Acutis è una di queste. Era un ragazzo come tanti altri, ma faceva cose fuori del comune senza apparente sforzo o alcuna contraddizione. Suonava il sassofono e, ancora giovanissimo, insegnava catechismo ai bambini. Si divertiva con i videogiochi, ma insieme usava Internet per fare opere di apostolato. Guardava polizieschi e girava filmini con i suoi cani e i suoi gatti, e soccorreva i più sfortunati del quartiere.

Carlo era illuminato, acceso, animato da una fede straordinaria che aveva vissuto fortissima fin da bambino. Questa fede lo ha reso un esempio, capace di coinvolgere e ispirare gli altri all’azione. Come lui stesso amava ripetere: «Tutti nascono originali, ma muoiono come fotocopie», e il suo scopo era rimanere un originale. Un altro suo motto era: «La nostra Meta deve essere l’Infinito non il finito». Papa Francesco lo ha descritto come un giovane che ha trovato una via d'uscita in tutte le situazioni buie e dolorose, e ha saputo usare le reti sociali per trasmettere il Vangelo, comunicare valori e bellezza.

Foto di Carlo Acutis sorridente mentre usa il computer

La Nascita e i Primi Anni

Carlo Acutis nacque a Londra (Gran Bretagna) il 3 maggio 1991, presso la clinica “Portland”, da genitori italiani, Andrea e Antonia Salzano, che si trovavano nella City per motivi di lavoro. Ricevette il Sacramento del Battesimo il 18 maggio nella Chiesa “Our Lady of Dolours”. Nel settembre 1991 la famiglia rientrò a Milano. All’età di quattro anni, i genitori lo iscrissero alla scuola materna presso l’asilo comunale di Parco Pagani, che frequentò con grande entusiasmo.

Nel settembre 1997 iniziò le scuole elementari presso l’Istituto San Carlo; dopo tre mesi, per ragioni di praticità, venne spostato all’Istituto Tommaseo delle suore Marcelline, dove frequentò tutte le elementari e le medie. Il 16 giugno 1998, a Perego, ricevette la Prima Comunione, in anticipo rispetto all’età consueta, al convento delle Monache Romite di Sant’Ambrogio, grazie a uno speciale permesso. Un’altra tappa importante per Carlo fu il Sacramento della Cresima, che ricevette il 24 maggio 2003 presso la sua Parrocchia, Santa Maria Segreta. A quattordici anni, nel settembre 2005, passò al Liceo classico dell’Istituto Leone XIII di Milano, diretto dai Padri Gesuiti, dove sviluppò pienamente la sua personalità.

Le Colonne della Sua Spiritualità

L'Eucaristia: "La Mia Autostrada per il Cielo"

Il fulcro della spiritualità di Carlo era l’incontro quotidiano con il Signore nell’Eucaristia. Egli ripeteva spesso: «L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo!». Questo era il centro di tutta la sua esistenza, trascorsa nell’amicizia con Dio. Dopo la Prima Comunione, partecipò alla Messa tutti i giorni, con il permesso del suo direttore spirituale, e amava rinsaldare questo rapporto soffermandosi ogni giorno per mezz’ora davanti al Santissimo Sacramento. Per Carlo, la presenza reale di Gesù Cristo nell’Ostia consacrata era una realtà dalla quale derivava ogni bene e la garanzia che l’uomo non è mai lasciato solo, neppure nei momenti più duri della prova. Diceva: «Davanti al sole ci si abbronza. Davanti all’Eucaristia si diventa santi!».

Come apostolo dell’Eucaristia, Carlo scelse di utilizzare il suo genio informatico per progettare e realizzare una mostra internazionale sui “Miracoli eucaristici”. Questa mostra itinerante ha attraversato tutti i continenti della terra, illustrando e approfondendo i miracoli eucaristici avvenuti nel corso dei secoli.

Infografica o illustrazione dei Miracoli Eucaristici

Devozione Mariana e Sacramento della Confessione

L’altra colonna fondamentale della spiritualità di Carlo fu la devozione alla Madonna. Essa si esprimeva nella recita quotidiana del Rosario, da lui definito «la scala più corta per salire al Cielo», nella consacrazione al suo Cuore Immacolato e nella progettazione di uno schema del pio esercizio riprodotto con il suo computer. Aveva anche una grande devozione per i Santi, per lui modelli da imitare (in particolar modo i santi Francisco e Jacinta Marto, san Domenico Savio, san Luigi Gonzaga e san Tarcisio), e verso gli angeli custodi, i suoi "Compagni di viaggi".

Un’altra cosa essenziale per Carlo era la Confessione frequente. Scrisse: «L’unica cosa che dobbiamo temere veramente è il peccato», e si meravigliava perché «gli uomini si preoccupano tanto della bellezza del proprio corpo e non si preoccupano della bellezza della propria anima».

Carità verso il Prossimo

Sin dall’infanzia, Carlo dimostrò una grande carità verso il prossimo, soprattutto per i poveri, i senzatetto, gli emarginati e gli anziani abbandonati e soli. Usava i risparmi della paghetta settimanale per aiutare i mendicanti e quanti dormivano all'aperto, comprando sacchi a pelo da donare ai senzatetto o portando i soldi alla mensa dei poveri di Milano, l’Opera San Francesco. La sera, passava con i genitori per le strade di Milano per distribuire coperte e pasti caldi ai senzatetto. Dava il giusto peso ai soldi e si arrabbiava se volevano comprargli un secondo paio di scarpe.

Era affabile e cordiale, sempre al centro dell’attenzione dei suoi amici. Nel tragitto casa-scuola si fermava a parlare con i portieri degli alberghi, che erano quasi tutti immigrati e di altre religioni, mostrando grande apertura verso gli altri, senza alcuna distinzione di razza e credo.

Foto di un giovane che assiste i senzatetto

Il Genio Informatico al Servizio del Vangelo

Carlo era un vero genio dell’informatica. Nonostante gli studi fossero particolarmente impegnativi, decise spontaneamente di dedicare parte del suo tempo alla preparazione dei bambini per la Cresima, insegnando il Catechismo nella parrocchia di Santa Maria Segreta. Con uno studente di ingegneria informatica, si occupò del sito internet della parrocchia milanese di appartenenza. Progettò anche il nuovo sito internet per il volontariato dell’Istituto Leone XIII e promosse e coordinò la realizzazione di spot per il volontariato di molte classi nell’ambito di un concorso nazionale. Aiutava inoltre i suoi amici e familiari nell’uso del computer e dei suoi programmi.

Il mondo digitale, che Papa Francesco ha definito a rischio di chiudere le persone in sé stesse, è stato per Carlo un mezzo di evangelizzazione e di promozione umana. Il suo uso del web a fin di bene lo rende un modello per tanti ragazzi che, invece, sui social trovano tante oscurità. La sua fama come evangelizzatore digitale è tale che da più parti è arrivata la richiesta di nominarlo patrono di Internet.

San Carlo Acutis: Il Primo Santo Digitale | Animazione Stile Ghibli

La Malattia e la Nascita al Cielo

Nell’ottobre 2006, Carlo si ammalò e inizialmente si pensò a una forte influenza. Domenica 8 le sue condizioni precipitarono, e venne portato alla clinica De Marchi di Milano, dove gli venne diagnosticata una leucemia fulminante di tipo M3, considerata la forma più aggressiva. Successivamente, per l’aggravarsi della situazione, fu trasferito all’ospedale San Gerardo di Monza, dove esiste un centro specializzato. Pochi giorni prima del ricovero, offrì la sua vita al Signore per il Papa, per la Chiesa e per non fare il Purgatorio, ma andare diritto in Paradiso. In ospedale, un sacerdote gli amministrò il Sacramento dell’Unzione degli infermi.

Nonostante la sofferenza, Carlo era sereno e cercava di minimizzare il suo dolore. Disse alla madre: «Offro la mia vita per il Papa e la Chiesa», e alle infermiere che gli chiedevano come stesse rispondeva: «C’è gente che soffre molto più di me», aggiungendo «non svegli la mamma che è stanca e si preoccuperebbe di più». Alcuni tra le infermiere ed i medici che lo curavano rimasero edificati dalla sua accettazione della malattia e della sofferenza. La morte cerebrale avvenne l’11 ottobre 2006. Giovedì 12 ottobre, alle 6:45, il suo cuore smise di battere. Lasciò questo mondo a soli 15 anni.

I funerali vennero celebrati nella chiesa di Santa Maria Segreta a Milano il 14 ottobre 2006. La salma venne sepolta nella tomba di famiglia a Ternengo (Biella), poi nel gennaio 2007 il corpo di Carlo venne trasferito nel cimitero comunale di Assisi, per soddisfare il suo desiderio di rimanere nella città di San Francesco. Successivamente, il 6 aprile 2019, il corpo è stato traslato al Santuario della Spogliazione di Assisi, dove riposa presso la chiesa di Santa Maria Maggiore - Santuario della Spogliazione.

Il Percorso della Causa di Beatificazione e Canonizzazione

Dal momento della morte, la fama di santità e di segni di Carlo non ha fatto altro che aumentare in Italia e in altri Continenti. Questa fama ha spinto alcuni Sacerdoti e quanti l’avevano conosciuto a creare, il 24 marzo 2011 a Milano, l’Associazione Amici di Carlo Acutis con l’obiettivo di promuovere la sua Causa di beatificazione.

L'Inizio del Processo (Servo di Dio e Venerabile)

Il 12 ottobre 2012 si è aperta la causa di beatificazione e canonizzazione di Carlo, che è diventato Servo di Dio. Il 13 maggio 2013 è arrivato il Nihil Obstat dalla Santa Sede alla causa. L’inchiesta diocesana sulla vita, virtù e fama di santità, iniziata il 12 ottobre 2013 nel Palazzo Arcivescovile di Milano, si è conclusa il 24 novembre 2016, alla presenza del Cardinale Scola. La Congregazione delle Cause dei Santi ha riconosciuto validi gli atti processuali con il decreto del 26 maggio 2017. Preparata la Positio super virtutibus, la Causa ha affrontato con esito felice il Congresso peculiare dei Consultori Teologi il 17 aprile 2018. La Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi del Dicastero ha poi riconosciuto l’esercizio eroico delle virtù da parte del Servo di Dio il 3 luglio 2018. Il 5 luglio 2018, Papa Francesco ha dichiarato Carlo Venerabile.

Il 23 gennaio 2019 è stato riesumato il corpo di Carlo, e il 6 aprile 2019 il corpo è stato traslato al Santuario della Spogliazione di Assisi.

Schema che illustra le fasi del processo di beatificazione e canonizzazione

Il Primo Miracolo: la Beatificazione

Per la beatificazione, la Postulazione della Causa ha presentato un caso della guarigione di un bambino brasiliano affetto da “stenosi duodenale da pancreas anulare incompleto, vomito continuo e malnutrizione grave”. Questa guarigione è avvenuta nel 2013, quando, a sette anni dalla morte di Acutis, in una chiesa in Brasile era in corso una benedizione con una reliquia di Carlo. Il bimbo toccò la reliquia e dopo poco guarì completamente, senza essere mai sottoposto all'intervento chirurgico necessario per la sua condizione.

L’inchiesta diocesana su questo miracolo è stata celebrata nell’Arcidiocesi di Campo Grande, dal 24 aprile 2018 al 12 giugno 2018. La validità di tale processo è stata riconosciuta con Decreto della Congregazione delle Cause dei Santi il 15 marzo 2019. Il Congresso peculiare dei Consultori Teologi del 17 dicembre 2019 e la Sessione dei Cardinali e Vescovi del 4 febbraio 2020 riconobbero che tale guarigione miracolosa era avvenuta per intercessione di Carlo Acutis. Il 22 febbraio 2020, Papa Francesco ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare il decreto sul miracolo. Il 10 ottobre 2020, Carlo Acutis è stato proclamato Beato ad Assisi.

Il Secondo Miracolo: la Canonizzazione

Dopo la beatificazione, sono arrivate tantissime segnalazioni di presunti miracoli. Tuttavia, il processo di certificazione richiede molta documentazione. La Postulazione della Causa ha presentato al Dicastero delle Cause dei Santi il caso della sopravvivenza e della successiva guarigione rapida, completa e duratura di una giovane del Costa Rica, che studiava a Firenze. A seguito di un incidente stradale nel 2022, la giovane subì un trauma cranico severo e andò in coma. Nonostante le cure a Careggi, non si riprendeva. La madre, mentre la figlia era in ospedale, andò a pregare alla tomba di Carlo Acutis ad Assisi. Al suo ritorno a Firenze, la figlia mostrò un improvviso miglioramento e una guarigione scientificamente inspiegabile.

L’Inchiesta diocesana super miro è stata istruita nell’Arcidiocesi di Firenze dall’11 maggio 2023 al 28 giugno 2023. La validità giuridica dell’Inchiesta è stata riconosciuta con decreto del Dicastero delle Cause dei Santi il 19 luglio 2023. Il 5 marzo 2024 si è riunito il Congresso peculiare dei Consultori Teologi per discutere gli aspetti teologici del presunto miracolo. La consulta medica ha dichiarato all’unanimità che la guarigione della ragazza era scientificamente inspiegabile. Il processo ha portato alla firma del Papa con la proclamazione della canonizzazione.

Alle ore 10.00 di questa mattina, XXIII Domenica del Tempo Ordinario, sul Sagrato della Basilica di San Pietro, il Santo Padre Leone XIV ha presieduto la Celebrazione Eucaristica e il Rito della Canonizzazione dei Beati Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis. È stata una festa bellissima per tutta l’Italia, la Chiesa e il mondo, celebrata con grande gioia, soprattutto per i tanti giovani presenti. Come ha ricordato il Pontefice nell'omelia, Pier Giorgio e Carlo hanno coltivato l'amore per Dio e per i fratelli attraverso mezzi semplici e alla portata di tutti, con la santa Messa quotidiana, la preghiera, specialmente l'Adorazione eucaristica, e la Confessione frequente, vivendo con coerenza i valori del Vangelo e donandosi a Dio pienamente, senza tenere nulla per sé.

Nicola Gori: Il Postulatore della Causa

Il Dottor Nicola Gori, postulatore della causa di Beatificazione e Canonizzazione di Carlo Acutis, ha avuto un ruolo fondamentale in questo lungo percorso. Ha scritto un libro su Carlo Acutis, intitolato "Un genio dell'informatica in Cielo", e ha testimoniato l'impatto profondo che Carlo ha avuto sulla sua vita. «Il mio incontro con Carlo è nato dalla richiesta di scrivere una sua biografia. Il dover immergersi nella conoscenza di questo giovane mi ha aperto un orizzonte fino ad allora impensabile, quello della santità quotidiana», afferma Gori.

Secondo il postulatore, Carlo insegna la familiarità con Dio e con la dimensione ultraterrena: «Per lui Gesù e Maria erano persone vive e presenti accanto a lui. Egli viveva con la certezza di essere inserito in una realtà che trova il suo inizio in questo mondo, ma si getta con slancio nell'eternità». Gori assicura che chiunque entri in contatto con Carlo non può rimanere indifferente: «Egli richiama i cristiani a essere coerenti, a diventare testimoni del Risorto. Scuote le coscienze nel portare agli altri la Buona Novella. Incontrare Carlo è fare un'esperienza di Dio, è uscire dalla normalità e dalla frenesia degli impegni e iniziare a riflettere, a ripensare la vita».

L'Eredità e la Fama di Santità di Carlo Acutis

Carlo Acutis ha lasciato un segno indelebile in moltissime persone e rimarrà per sempre nella storia della Chiesa. La sua fama di santità è stata esponenziale, talmente diffusa in tutto il mondo da non avere simili, quasi paragonabile a quella di Sant’Antonio, Santa Rita, Padre Pio. La conoscenza di Carlo si estende dagli Stati Uniti a tutta l'America meridionale, ma anche in Asia (Cina, Giappone, Corea, Vietnam) e in Africa, persino in paesi non a maggioranza cattolica.

Il suo messaggio è quanto mai importante e attuale per le nuove generazioni: la vita in Cristo è bella e va vissuta in pienezza; le realtà eterne sono autentiche e vi si è immersi più di quanto si creda. La principale eredità che Carlo ha lasciato è la coerenza di vita con i valori del Vangelo, indicando che nell’Eucaristia si trova la salvezza che non delude mai. La Fondazione Carlo Acutis si dedica a valorizzare la sua testimonianza e l’eredità morale e spirituale.

Per i sacerdoti, gli Istituti religiosi e i Monasteri che desiderano fare richiesta di reliquie di 1° grado, è necessario scrivere la richiesta al Vescovo della diocesi di Assisi-Nocera U.-Gualdo T. Oggi, più di 200 siti e blog parlano di Carlo Acutis, anche in diverse lingue, testimoniando l'amore e la bontà che corrono più veloci della morte o dell'odio.

Mappa del mondo che evidenzia la diffusione della devozione a Carlo Acutis

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