Affacciata sul suggestivo Golfo di Policastro, Capitello è una frazione del comune di Ispani, situata lungo la costa del Mar Tirreno. Questo antico borgo marinaro ha vissuto nei secoli un’importante espansione, favorita dalla vicinanza con il “Castellaro”, una rocca fortificata di cui oggi restano i ruderi.

Storia e architettura del borgo
Il Castellaro, adagiato su una collinetta vicino al cimitero, fu eretto per volontà di Ruggiero I e del nipote Ruggiero d’Apulia a partire dal 1055. Oltre a questa fortificazione, il paesaggio è segnato da una torre di avvistamento difensiva contro le incursioni saracene. Nel XVI secolo, il feudo divenne dominio dei conti Carafa della Spina, che preferirono il clima salubre di Capitello alla vicina Policastro, allora colpita dalla malaria. A testimonianza del loro potere, rimane oggi l’arco d’accesso ai giardini dell’ex Palazzo Carafa, caratterizzato da un'iscrizione d'avvertimento rivolta ai malintenzionati.
Tra le architetture religiose di rilievo, si annovera la Chiesa di S. Ferdinando Re, dedicata al sovrano che ne sostenne la costruzione.

La vita a Capitello e il turismo
Capitello è nota per i suoi ritmi lenti e la tranquillità che regala ai visitatori. Il lungomare, suggestivo in ogni stagione, è ideale per chi cerca relax. La spiaggia del borgo, protetta da scogliere frangiflutti, è una meta molto ambita in estate, ma mantiene il suo fascino anche in bassa stagione, quando la pace del luogo permette di godere appieno del panorama. Un evento significativo per il turismo religioso è la “Processione del pane”, che si tiene il 12 giugno, durante la quale i fedeli offrono ceste di pane benedetto ai propri cari.
Approfondimenti: il Codex Purpureus Rossanensis
Sebbene Capitello offra ricche memorie storiche, la cultura bizantina in Calabria trova un vertice inestimabile nel Codex Purpureus Rossanensis, conservato nel Museo Diocesano di Rossano. Si tratta di un Evangelario miniato tra i più preziosi al mondo, contenente il Vangelo di Matteo e parte di quello di Marco, arricchito da 15 illustrazioni decorative che narrano la vita e la predicazione di Gesù Cristo.
Il codice è un unicum: le sue miniature riproducono, in continuità visiva, un ciclo pittorico paragonabile a quello di una basilica. Le ipotesi sulla sua provenienza spaziano dalla Siria (Antiochia) all'Asia Minore, fino all'ipotesi della professoressa Fernanda de Maffei che lo colloca a Cesarea di Palestina.

Testimonianze del sacro: architetture religiose e simboli
La figura di Gesù e il messaggio evangelico hanno ispirato per secoli l'arte e l'architettura. Un altro esempio rilevante è il Convento di San Francesco, fondato nel 1466 a ridosso delle mura medievali. La chiesa, adattata in stile barocco nel 1713, conserva nell'abside una raffigurazione di Gesù in croce con San Giovanni Evangelista e la Madre del Nazareno.
Anche il portale d'ingresso al convento porta i segni di questa devozione, presentando lo stemma dei francescani affiancato dal cuore di Gesù trapassato dai chiodi della crocifissione, simbolo costante della fede locale.