Il Santuario della Madonna delle Grazie, situato a circa un chilometro dal centro storico di Piove di Sacco, è un luogo di profonda devozione e ricca storia. Raggiungibile a piedi in circa dieci minuti, costeggiando il Fiumicello, o comodamente in auto, il tempio sorge alla fine di un viale alberato. Lo stradone e il ponticello che conducono al vicino Monastero di San Vito e Modesto, già menzionati in documenti settecenteschi come "Viale delle Monache", testimoniano gli antichi contatti tra i due monasteri, i cui terreni erano confinanti.

Storia e Architettura del Santuario
Origini Miracolose e Fondazione
L'origine della costruzione del santuario è legata a un accadimento di tipo miracoloso, tramandato dalla tradizione popolare. Si narra che i due fratelli Sanguinazzi, dopo la spartizione dell'eredità dei genitori, non riuscissero ad accordarsi su chi dovesse ereditare un dipinto della Vergine con il Bambino. La disputa era arrivata al punto in cui i fratelli stavano per sfidarsi a duello per assicurarsi la proprietà dell’immagine. Tuttavia, un bambino di circa un anno, tenuto in braccio da una giovane donna, li esortò a deporre le spade, parlando in nome di Dio. Il fanciullo intimò loro di portare l'immagine contesa in una cappella poco lontana dal castello di Piove, affermando che lì la Madonna la voleva «collocata a pubblica e perpetua venerazione». Posta fine al litigio, i due fratelli trasportarono l’immagine nel luogo indicato.
La devozione dei fedeli aumentò di giorno in giorno, e le numerose offerte in onore della Madonna portarono il Papa Innocenzo VIII a dare il consenso nel 1484 per la costruzione di una chiesa, che fu dedicata a Santa Maria delle Grazie.
Struttura e Stili Architettonici
La costruzione dell'edificio attuale risale al 1484. Esternamente, il luogo di culto mostra una combinazione di stili diversi: la zona absidale, i muri laterali e la torre campanaria sono in laterizio, più vicini al gusto medievale, con arcatelle pensili di gusto gotico-medievale. Completamente diverso risulta il prospetto marmoreo, decorato con l'affresco dell'Assunta, un disegno di fine Ottocento realizzato dall'architetto Giovanni Battista Tessari.
Internamente, il santuario è suddiviso in due navate: la maggiore ha il soffitto a capriate e la minore a volte. Lo stile francescano originario, un equilibrio tra linee architettoniche e volumi, ha subito mutamenti nel corso dei secoli a causa dei rifacimenti che hanno in parte alterato l'edificio.
Opere d'Arte e Miracoli
Il pezzo più prezioso del santuario, sia dal punto di vista artistico che affettivo, è la Madonna col Bambino benedicente. Questo dipinto, attribuito a Giovanni Bellini e datato attorno al 1478, è tuttora esposto all'interno della chiesa. La Vergine, avvolta in un manto verde-azzurro che risalta la delicatezza delle sue mani e l'incarnato del bambino, si affaccia a una balconata, con campi a perdita d'occhio e verdi colline sullo sfondo, tipico scorcio della terra veneta inondato dalla viva luce del mattino. La preziosa tavola è racchiusa da una pala in marmo bianco di Carrara, opera di Amleto Sartori, che ha anche realizzato i pannelli del tabernacolo in bronzo argentato raffiguranti le scene del gaudio e del dolore della Vergine e di Cristo.
Nella chiesa, sulla parete di destra, è conservata una puntuale sintesi visiva dell'episodio prodigioso dei due fratelli duellanti fermati dal bambino. Il dipinto è di autore ignoto ma, per caratteri stilistici e tecnica esecutiva, si presume realizzato nella prima metà del Cinquecento. Numerosi ex voto conservati nella cappellina absidale della navata minore testimoniano i molti interventi attribuiti alla Vergine dai fedeli che nel corso dei secoli si sono recati in questa chiesa a chiedere protezione e aiuto.

La Liberazione dalla Peste del 1631
Un fatto, in particolare, è ricordato con grande riconoscenza dalla gente di Piove di Sacco: la liberazione dalla peste del 1631. L'epidemia di peste, che mieteva vittime in tutta Italia e aveva messo in ginocchio la città di Padova e le zone limitrofe, raggiunse anche Piove di Sacco. Per scongiurare l'incalzante pericolo, si ritenne di dover ricorrere a Dio e alla Vergine con una devota processione al santuario.
Il Consiglio Cittadino deliberò che l’intera comunità si recasse in pellegrinaggio presso il santuario, per chiedere la grazia alla Madonna. Tutti, autorità e popolo, parteciparono alla celebrazione di una messa solenne e all'offertorio il podestà e i consiglieri offrirono al celebrante un cero ciascuno. Era il 6 maggio 1631, e i piovesi fecero voto di ripetere ogni anno quella processione perché la Madonna preservasse la popolazione da ogni male. La tradizione vuole che al termine della prima processione, la pestilenza cominciò a diminuire d'intensità, così come i morti e gli ammalati, permettendo alla vita di Piove di Sacco di riprendere, facendo dimenticare la malattia. L'episodio è raffigurato in due tele seicentesche esposte nella chiesa.

I Capitelli Votivi nel Territorio di Piove di Sacco
Nel territorio di Piove di Sacco, così come in molte altre aree rurali e urbane d'Italia, i capitelli votivi rappresentano punti di riferimento spirituale e storico. Queste piccole edicole o croci, spesso frutto della devozione popolare, sono testimonianze di fede e talvolta punti di sosta per processioni o rogazioni.
Signor de la Crosera
Questo crocifisso è così chiamato perché posto sull'incrocio di Via Vignole. È un tipico esempio di capitello che segnala un bivio o un crocicchio, luoghi da sempre ritenuti significativi e talvolta protetti da simboli sacri.

Sacello e Capitello di San Rocco
Il Sacello sacro a San Rocco, di recente costruzione, probabilmente sostituisce uno più antico. Al suo interno, sulla mensa dell'altare, si possono notare due statuine rappresentanti l'Angelo e la Madonna, facilmente appartenenti al sacello precedente. Un capitello dedicato a San Rocco si trova anche all'uscita del paese lungo Via San Rocco. Questi luoghi di culto sono dedicati al santo tradizionalmente invocato contro le epidemie, a conferma della profonda fede e della necessità di protezione della comunità locale.