Il canto sacro rappresenta da millenni una forma profonda di espressione della fede e della lode a Dio. La sua evoluzione attraverso i secoli ha plasmato le tradizioni musicali di diverse culture e confessioni, giungendo fino ai moderni cantici evangelici. Riconoscere il vasto patrimonio spirituale e artistico che il canto ha costituito nel popolo di Dio è fondamentale per comprenderne il ruolo oggi.

Le Origini del Canto Sacro
I Salmi e la Musica Ebraica
I Salmi costituiscono uno dei libri della Bibbia dell’Antico Testamento, e molti di essi erano gli inni del popolo ebreo. La musica ebraica vide il maggiore splendore durante il periodo dei re, tra l'XI e il X secolo a.C. Davide era un abile arpista e si dedicò alla composizione di molti salmi. Dopo di lui, Salomone organizzò professionalmente il servizio dei cantori nel tempio di Gerusalemme.
La Musica Cristiana Primitiva e l'Eredità Giudaica
La musica cristiana primitiva si ispirava agli elementi caratteristici del culto giudaico, quali la cantillazione, il jubilus e l’esecuzione dei salmi. Nella sua irradiazione tra i popoli del Mediterraneo, il culto cristiano venne a contatto con le usanze musicali delle diverse etnie, e in parte ne fu influenzato e le assorbì.

L'Unificazione del Canto Gregoriano e l'Innovazione Notazionale
In questa maniera si spiega la formazione di quell’insieme di repertori locali, differenti da regione a regione, che vennero poi unificati e menzionati con il termine canto gregoriano, dal nome del papa Gregorio I Magno. Il repertorio gregoriano era molto complesso ed articolato. Essendo tramandato oralmente, occorreva un gruppo di cantori capaci di memorizzarne le melodie e di eseguirle. Proprio per questa necessità nacque la Schola cantorum, nella quale i cantori apprendevano i brani. Il compito di questi cantori continuava però ad essere molto oneroso; testimonianze storiche affermano che ci voleva all’incirca una decina di anni di studio per memorizzare con precisione tutto il vasto repertorio.
Proprio queste difficoltà di ordine pratico indussero il monaco benedettino Guido d’Arezzo (ca. 995 - 1050) a teorizzare un sistema di notazione universale che permettesse ai cantori di memorizzare le melodie con maggiore semplicità. L’esacordo guidoniano, sistema notazionale ideato dal monaco e basato su una tecnica detta solmisazione, sostituì tutti i tentativi di notazione elaborati in precedenza (notazione neumatica, adiastematica, diastematica) e rappresentò la premessa per il pentagramma, ancora oggi utilizzato universalmente per la composizione musicale.

La Riforma Protestante e il Corale Luterano
Martin Lutero: Teologia e Musica
Nel 1517, Martin Lutero (1483-1546) diede inizio alla Riforma Protestante, affiggendo alla porta della chiesa di Wittenberg in Germania 95 “tesi” di contenuto teologico. Nella Chiesa luterana alla musica fu riservato un ruolo di maggiore importanza rispetto a quello riconosciuto dalle altre confessioni riformate. Ciò si deve al forte temperamento artistico di Lutero, esperto conoscitore della musica sacra del suo tempo, grande estimatore di musicisti come Josquin, cantore, suonatore di liuto e flauto, e compositore. Nella sua visione furono rilevanti la sua concezione cosmica della musica, che egli affiancava alla teologia, e l’importanza che attribuiva al canto corale come mezzo necessario per una partecipazione comunitaria al culto.

Il Corale Luterano: Canto della Comunità
La messa luterana, ordinata dallo stesso Lutero (Deutsche Messe, 1526), si basava sui testi delle Sacre Scritture, che lui stesso tradusse nella lingua volgare tedesca perché fossero comprese da tutti. Fino ad allora, la messa veniva celebrata in latino, impedendo alle persone di basso ceto sociale di capirne i contenuti. Elemento comune a tutte le confessioni riformate fu proprio quello di sostituire il latino con le lingue nazionali parlate dal popolo. La partecipazione attiva dei fedeli al culto veniva affidata al canto dei corali (Choräle, Kirchenlieder, Geistliche Gesänge), che costituivano canti assembleari di facile semplicità melodica, di struttura strofica e procedimento sillabico.
Il corale assunse nella storia della musica un ruolo fondamentale, venendo utilizzato come modello base nella creazione delle musiche corali e di quelle organistiche tedesche dell’epoca barocca, di cui il più autorevole esponente fu Johann Sebastian Bach. Sebbene il termine possa trarre in inganno, il corale luterano nasce come composizione monodica, ovvero esiste un’unica linea melodica eseguita all’unisono da tutta l’assemblea. Il termine corale indica il fatto che il brano è eseguito dall'intero coro dei fedeli, senza nesso con un’esecuzione polifonica. Alcuni dei corali composti da Lutero sono arrivati sino ai giorni nostri, tra cui il più famoso è "Eine feste Burg" (letteralmente “Una salda fortezza”), noto in Italia come “Forte Rocca”.
Johann Sebastian Bach: Maestro del Sacro e del Profano
Fede e Visione Musicale di Bach
I Bach furono la famiglia di musicisti più numerosa e celebre della storia della musica. Johann Sebastian Bach (1685-1750), ultimo di otto figli, rimase orfano all'età di 10 anni e fu accolto dal fratello maggiore. Divenne ben presto un eccellente organista in diverse comunità luterane dell’attuale Germania centrale. La sua fede luterana influenzò profondamente la sua concezione della musica: egli riteneva che la musica fosse un dono di Dio e uno strumento specifico della lode a Dio, non solo quella scritta per il culto, ma anche quella non destinata alle funzioni liturgiche.
Il repertorio della musica sacra di Bach, intesa come produzione musicale finalizzata all’esecuzione durante le funzioni religiose (l’equivalente dei nostri cantici), è molto vasto e variegato, proprio a causa della sua visione.

Le Cantate Sacre
Tra le composizioni vocali sacre, il primo posto spetta alle cantate sacre o da chiesa (KirchenKantaten). Ne scrisse circa 300, ma ne sono rimaste circa 200; la maggior parte di queste era destinata all’esecuzione durante i culti domenicali. Le cantate rappresentano una pietra miliare della storia della musica cristiana, in quanto in esse si ritrovano alcune delle caratteristiche che caratterizzeranno le forme successive di espressione della lode a Dio attraverso il canto. Alcune di esse sono definite cantate su corali (Choral Kantate), nei cui testi prevalgono le citazioni bibliche e i corali. In queste composizioni si osserva la grande capacità di Bach nell’intrecciare le melodie emesse dagli strumenti e dalle voci del coro.
Una cantata bachiana, in genere, comprende un brano iniziale, quasi sempre un maestoso coro polifonico, il cui testo era di norma tratto dalle Sacre Scritture. Dopo di esso, si potevano trovare arie, duetti e terzetti alternati a brani in stile recitativo, in cui le parole del testo venivano declamate con un esiguo o spesso mancante accompagnamento musicale. La conclusione della cantata (detta in termini tecnici chiusa) veniva affidata al canto di un corale a 4 voci, questa volta omofono (con un’unica linea melodica eseguita all’unisono dalle quattro voci), in contrapposizione ai corali interni alla cantata, riccamente elaborati secondo lo stile polifonico. La cantata bachiana aveva lo scopo di amplificazione musicale del sermone che il predicatore proponeva all’assemblea, dato che spesso i testi delle cantate erano attinenti al testo biblico predicato.
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Le Passioni: Dramma Musicale del Sacrificio
Un’altra forma che Bach portò ad alti livelli, per quanto riguarda la musica sacra, fu quella della passione. Questi componimenti descrivono il sacrificio di Gesù. Bach sembra aver composto 5 passioni, sebbene a noi ne siano pervenute soltanto 2. Esse risultano essere composizioni di grande drammaticità, in cui l’autore manifesta e mette in evidenza la sofferenza del Salvatore e sembra quasi partecipare al dramma, sfruttando appieno la grandiosità del coro polifonico.
L'Eredità di Bach: Innovazione e Spiritualità
Bach costituisce una figura fondamentale nella storia della musica, anche per le sue composizioni profane. Egli si occupò di dimostrare scientificamente la reale possibilità di comporre in 24 diverse tonalità una volta che la tastiera venga accordata con il sistema temperato, basato sulla divisione dell’ottava in 12 semitoni uguali. Bach arrivò a questo risultato con l’elaborazione del Wohltemperierte Clavier (1722), in italiano "Il Clavicembalo ben temperato", un’opera ritenuta basilare per lo studio professionistico degli strumenti a tastiera. La sua grande abilità nel comporre fughe, una forma musicale che Bach portò a livelli eccelsi per complessità di intrecci polifonici e per genialità creativa dei temi, è ineguagliabile.
Nonostante abbia vissuto in condizioni umili rispetto ad altri musicisti a lui contemporanei, Bach è da ritenersi forse il più grande musicista della storia per le innovazioni che ha portato. Quest'uomo ha messo al primo posto nella sua vita il culto a Dio, e sebbene abbia rifiutato di vivere nel lusso e nei fasti, le sue opere da circa trecento anni vengono utilizzate come modello e come esempio dai giovani musicisti che si impegnano nello studio della musica classica. Il successo di Bach nei secoli successivi non è stato una casualità dovuta solo alle sue capacità umane, ma si ritiene che Dio gli abbia dato una saggezza e un’intelligenza particolari per premiarlo della fedeltà e dell’impegno da lui profuso per l’avanzamento del Regno di Dio.
Il Risveglio Evangelico e la Nascita dell'Innodia Moderna
John e Charles Wesley: Pionieri dell'Evangelizzazione Musicale
Proseguendo il nostro viaggio nella storia della musica cristiana, incontriamo i fratelli John e Charles Wesley, vissuti in Inghilterra nel corso del 1700. Essi sono ritenuti i fondatori della nuova innologia evangelica. Dopo aver realizzato l’esperienza della conversione e la certezza della salvezza, i fratelli Wesley sentirono la necessità di testimoniarne anche ai loro connazionali e iniziarono un paziente e zelante lavoro di evangelizzazione in un’Inghilterra in forte declino morale e religioso.
John fu un grande predicatore e compositore di inni, affrontando tante difficoltà nel suo ministero, come percorrere a cavallo circa 8.000 Km all’anno su strade sterrate, guadagnandosi il soprannome di “il cavaliere di Dio”. Subì sassaiola e incontrò l’opposizione degli ambienti tradizionalisti della Chiesa Anglicana. Dio onorò le fatiche di John e Charles attraverso un grande risveglio che coinvolse le chiese evangeliche di tutte le denominazioni. Il primo a convertirsi dei due fratelli fu Charles: il 21 marzo 1738 lesse nel Salmo 40:3: “Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico a lode del nostro Dio. Molti vedranno questo e temeranno e confideranno nel Signore”.

Il Canto come Strumento Didattico e Missionario
Come Lutero, anche Charles Wesley credeva che gli inni fossero un valido mezzo per insegnare le verità dottrinali della Sacra Scrittura. A quei tempi, il tasso di analfabetismo era molto elevato e le persone meno abbienti non avevano modo di leggere le Sacre Scritture. Per ovviare a questo problema, i fratelli Wesley iniziarono a comporre inni mediante i quali si potesse spiegare la dottrina. Associando il testo a melodie semplici che ben presto divennero popolari, si riusciva a fare arrivare alle persone il messaggio dell’Evangelo. Questo aspetto del ministero dei fratelli Wesley è molto importante, in quanto rappresenta il primo vero esempio dell’uso dei cantici all’interno delle evangelizzazioni. Ancora oggi, nel ministero evangelistico, vengono utilizzati inni per trasmettere il messaggio di salvezza di Gesù Cristo attraverso la musica.
Nel 1780 John pubblicò una raccolta di inni, la maggior parte dei quali composta dal fratello Charles, e nella prefazione dell’opera scrisse: “In quale altra pubblicazione del nostro tempo potete trovare una così completa e particolareggiata esposizione delle verità scritturali?”.
Il Canto Evangelico Contemporaneo e la sua Evoluzione
La Nascita della Contemporary Christian Music (CCM)
Dalla seconda metà del ventesimo secolo ad oggi, nella cristianità occidentale, soprattutto negli Stati Uniti e in altri paesi, nelle chiese evangeliche sono nati vari generi musicali, spesso legati alla Pop Rock, sotto il nome di Contemporary Christian Music ("CCM"). Questo movimento include case discografiche e concerti dedicati.
Generi e Caratteristiche della CCM
Questi generi musicali, o "stili", come altre forme di musica, possono essere distinti in base a tecniche, contesti, temi trattati o provenienza geografica. Sottogeneri specifici del CCM includono, ma non solo, musica cristiana tradizionale, lode e adorazione, pop cristiano o evangelico, rock cristiano, metal cristiano, hard cristiano, punk cristiano, hip hop cristiano e rock alternativo cristiano. Chiamato pop cristiano o evangelico in forma generalizzata, è un movimento musicale relativamente nuovo, evolutosi in un gran numero di generi musicali per regione in base al contesto cristiano in cui è nato. Questo movimento è apparso come forma di evangelizzazione per i giovani, ed è più conosciuto nel mondo degli evangelici o protestanti, spesso utilizzando ritmi simili a quelli della musica pop.
Il CCM non è un genere musicale come gli altri. Quando un brano viene identificato come "cristiano", si prendono in considerazione i testi, piuttosto che lo stile musicale.
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Ruolo e Strumentazione nella Liturgia Moderna
Il canto evangelico viene utilizzato frequentemente nella liturgia o nei raduni. Nella maggior parte dei casi la musica cristiana comporta il canto da parte della comunità intera, o da una piccola parte della comunità, o cantori specializzati come solisti, duo, trio, quartetto, gruppi musicali ecc. In Occidente, la maggior parte delle chiese cristiane usano strumenti come l’organo, pianoforte, tastiera elettronica, chitarra, o altri strumenti e di tanto in tanto band musicali o un’orchestra, per accompagnare il canto. Tuttavia, alcune chiese non hanno mai utilizzato strumenti musicali, citando la loro assenza dal Nuovo Testamento.
Il Canto Sacro come Espressione Profonda della Fede
Musica e Canto come Doni Divini
Il canto è espressione della fede che si avvale della musica, quello che i Riformatori consideravano uno dei doni più belli ed elevati che Dio ha fatto all’uomo. A loro parere, il canto, a differenza della musica strumentale, è espressione non solo dell’intelligenza e del sentimento della creatura, ma di tutta la sua persona, perché è modulato sulla voce. “Qualsiasi cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù ringraziando Dio per mezzo di lui” (Colossesi 3:17). “Ora, dunque, queste tre cose contano: fede, speranza e Amore; ma la più grande di tutte è l’Amore” (1 Corinzi 13:13). Cantare o suonare uno strumento ci parla anche dell’armonia e dell’amore che ci deve essere nella vita cristiana: “Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri” (Giovanni 13:35).
La Funzione Multiforme dell'Inno Sacro
Il canto ha un significato particolare nella relazione dell’uomo con Dio, come risulta evidente alla lettura del libro biblico più poetico e musicale: i Salmi. Qui l’inno sacro copre una gamma vastissima di significati: è espressione di lode, ma anche preghiera; espressione della verità di fede, ma anche invocazione; esprime spesso la dimensione impegnata della fede, l’impegno per vivere al servizio del Signore. A imitazione dei salmi biblici, Lutero aveva composto una serie di corali detti “corali del catechismo” perché attraverso il canto i fedeli cogliessero i vari aspetti del messaggio evangelico e se ne appropriassero. “Esultate, o giusti, nel Signore; la lode si addice agli uomini retti. Celebrate il Signore con la cetra; salmeggiate a Lui con il salterio a dieci corde. Cantategli un cantico nuovo, suonate bene e con gioia. Poiché la parola del Signore è retta e tutta l’opera sua è fatta con fedeltà” (Salmo 33:1-4). La musica è, fra tutte le espressioni umane, l’arte più spirituale.
Basi Musicali per il Culto e l'Evangelizzazione
Il canto sacro, oltre ad essere momento di riflessione, è anche forma di comunicazione. Cantando, il credente non solo medita il messaggio cristiano, ma nello stesso tempo lo comunica agli altri fratelli in fede e anche a persone non credenti, ciò che accade anche attraverso la radio o la televisione. Di seguito si possono trovare basi musicali di canti ed inni cristiani, utili in diverse occasioni, per esempio, quando in un gruppo nessuno è capace di suonare uno strumento musicale, o per altri motivi. Ricordiamo il versetto: “Cercate piuttosto il Suo regno (di Dio) e queste cose vi saranno date in più” (Luca 12:31).

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